user109536 | inviato il 31 Agosto 2023 ore 4:28
È un problema di lana caprina |
| inviato il 31 Agosto 2023 ore 7:25
Il limite tra una post produzione pacchiana/esagerata o una "minima" per tirar fuori i colori corretti è soggettivo. Se uno non si accorge di avere esagerato vuol dire che per la sua "sensibilità" la foto andava ritoccata così... E che non ha il minimo buon gusto. Ne lui ne chi gli dice "che foto spettacolare, bravo" Però non capisco neanche chi scatta in JPG e non regola neanche i livelli in nome di un "purismo" che è regolato solo da come lavora il software interno della macchina. Soggetto, luce, composizione sono fondamentali ma la foto ne esce mortificata se non viene "sgrezzata" E comunque la post produzione (di qualsiasi tipo) spesso viene osteggiata da chi non la sa fare e non ha voglia di mettersi ad imparare. |
| inviato il 31 Agosto 2023 ore 7:27
Lorenzo, una post produzione minima, che non stravolge la foto, è alla portata di tutti.. |
| inviato il 31 Agosto 2023 ore 7:38
“ Se penso che ci sono utenti che addirittura non riescono a definire "macchine fotografiche" roba come la EOS R o la 6DII, a fronte degli sviluppi software, rimango letteralmente basito. „ Convengo. Tra l'altro, oltre alla IA dei software per post produzione, che hanno migliorato di molto anche il rendering della semplice camera bianca, esiste l'IA implementata già da una decina di anni nei processori e nei moduli AF di qualunque macchina fotografica e cinepresa. Quindi sarebbe opportuno per le persone che tu indichi, tacere quando non conoscono l'effetivo potenziale di quel software o di quella macchina. Tutti i Pro di qualsiasi ramo, ringraziano sempre e comunque per il lavoro che viene facilitato con basso dispendio di energie e tempi di produzione. “ Piu che altro forse si confonde spesso il risultato tecnico con il risultato fotografico. Si cerca lo scatto che faccia cadere la mascella... e su questo le case furbescamente ci hanno costruito su un palazzo. „ Se il risultato tecnico ha fallito, quello fotografico ha poco da comunicare. Vanno di pari passo. In genere sono sempre gli altri fotografi che fanno il pelo e contro pelo tecnico su ogni foto che vedono. Se una foto è fatta bene, salta subito all'occhio, anche ai profani di tecnica. Piace. Il piacere alla vista viene soddisfatto, non è che ci vuole tanto per capirlo. Su quel "piacere" hanno fatto la fortuna tutte le riviste e cataloghi di moda, e anche riviste sportive e turistiche, e quella gente non si affida a dei poveri profani per realizzare i servizi. Stessa cosa meritocratica per i ragazzi che fanno cerimonie e producono stampando anche gli album. Di tutte le questioni tecnico/filosofiche/segaiole da circolo fotografico, si può fare a meno. Ogni tanto leggo commenti e vedo dal vivo Mr. nessuno e Mr. sto caxxo che giudicano copertine di riviste di moda e sport, è come dire, non discutere contro gli ixioti, vincono sempre loro. (libera conversione da Oscar Wilde) |
| inviato il 31 Agosto 2023 ore 7:55
Una dia solo chimica!!!! Mai usato una Kodachrome 25????? Penso che solo chi l'ha usata e proiettata possa capire, immagini vive, reali, tangibili, quasi tridimensionali. Ferrodicavallo sa quello che dice, sono con lui. |
| inviato il 31 Agosto 2023 ore 8:03
“ Lorenzo, una post produzione minima, che non stravolge la foto, è alla portata di tutti „ Mah, io non ne sarei troppo sicuro... Sono fin troppi quelli che sanno agire solo su luminosità/contrasto/saturazione. Sono fin troppi quelli che non sanno regolare i canali RGB usando i tre cursori... O che non sanno cosa sia una curva ad esse... Poi sono d'accordo che certi interventi di base siano alla portata di chiunque abbia un minimo di infarinatura. |
| inviato il 31 Agosto 2023 ore 9:29
Mi avete portato alla memoria di quando cominciarono ad uscire le digitali e quasi tutti dicevano che quella non era vera fotografia. Una domanda, Ma lo sfocatone è da annoverarsi tra le post produzioni ? Nota: Lo so lo so lo si fa in macchina ma è comunque un "esagerato" effetto sulla percezione della realtà |
| inviato il 31 Agosto 2023 ore 10:08
La regola è: non lo so fare o non ho quell'ottica o quel software --> la vera fotografia è quella che faccio io esempi: non so fare PP--> la vera fotografia è scattare in jpg e usare i profili in camera non ho un'ottica 1.2 che è una lama a TA--> la vera fotografia è la mia con il mio 18-55 dove non serve tutto fuori fuoco, è il messaggio che trasmetto non ho un pc per fare girare un denoise AI in tempi decenti-->la vera fotografia è usare la luce non il buio, questa AI sarà la morte della fotografia(che molti confondono con i generatori di immagini AI, ma è complessa come cosa per molti) e via dicendo |
| inviato il 31 Agosto 2023 ore 10:34
Murphy, preciso e tagliente. Ottimo |
| inviato il 31 Agosto 2023 ore 11:12
De vulpes et uva, già gli antichi lo dicevano… 50% lo scatto è 50% la post. Se componi male, o senza soggetto la foto farà sempre schifo. Se la PP fa schifo, anche una foto di Salgado farebbe schifo (la fa anche lui la PP, diversamente da noi ma la fa, e tanto bene). Se componi bene, ma non fai PP, la foto sarà sempre “si, bella, ma…”. |
| inviato il 31 Agosto 2023 ore 11:19
“ Una dia solo chimica!!!! Mai usato una Kodachrome 25????? Penso che solo chi l'ha usata e proiettata possa capire, immagini vive, reali, tangibili, quasi tridimensionali. Ferrodicavallo sa quello che dice, sono con lui. „ La Kodachrome 25 restituiva un risultato bellissimo (e vivido), ma non reale. La realtà in fotografia non esiste, esiste solo un tentativo di rappresentarla. La fotografia è questo, in tutte le sue infinite sfaccettature. A partire dall'esposizione. Esponi sul soggetto o sulla media dell'immagine? Sovraesponi leggermente? E i colori? Scaldi o raffreddi? Kodachrome o Velvia? Quello che vedevi in quel momento è già perso. Il risultato è altro. I bravi fotografi vedevano il risultato della rappresentazione che stavano operando. Anche con la pellicola era così. E lo è oggi con le innumerevoli combinazioni pre-scatto o post (non cambia nulla se non l'ordine in cui si fanno le modifiche) |
| inviato il 31 Agosto 2023 ore 11:45
Se componi bene, ma non fai PP, la foto sarà sempre “si, bella, ma…”. ******************************** Si, bella, ma... cosa? Una fotografia non può essere bella già così come esce dal sensore? Parliamoci chiaro: io non capisco nulla di digitale, questo valga come premessa, però mi risulta che i progettisti dei vostri staordinari sensori hanno previsto, fra le tante opzioni possibili, una modalità di registrazione (denominata se non erro RAW+j-peg) atta a fornire all'utente un j-peg già PRONTO PER LA STAMPA. Ovviamente c'è da credere che i progettisti avranno equilibrato quel j-peg in modo che esso restituisca, al meglio delle sue possibilità, TUTTO QUELLO CHE QUEL SENSORE È IN GRADO DI REGISTRARE. A questo punto cosa vi spinge a credere che voi possiate conoscere quel determinato sensore meglio di chi quello stesso sensore l'ha ideato, progettato e infine realizzato? |
| inviato il 31 Agosto 2023 ore 12:15
paolo non è così, i progettisti del software di una macchina digitale hanno previsto alcuni preset (modificabili dall'utente) per intervenire su un'immagine di base prodotta dal sensore e modificata dallo stesso preset che si sceglie con la pellicola, invece i progettisti dell'emulsione fornivano un'immagine di base modificabile dal fotografo con filtri in camera e da chi la sviluppava con le composizioni chimiche dei prodotti che venivano usati nel primo caso le possibilità di intervento sono semplicemente maggiori |
| inviato il 31 Agosto 2023 ore 12:16
Paolo.. in realta' sarebbe cosi SE.... La filiera di utilizzo a valle dello scatto e' variegata. Tu utilizzi una fotocamera e poi in diapositiva proietti su un muro. Ben diverso sarebbe se tu scattassi in diapositiva e dovessi stampare su un rotocalco. Dovresti trattare l'immagine ricavata da diapositiva con passaggi intermedi. Per esempio.. se vado in stampa su una rotativa per periodici tipo che so, quattroruote. La carta usata ha una dominante gialla che va corretta o di cui bisogna comunque tenere conto in fase di impaginazione. Inoltre. E' ben diverso se l'immagine viene preparata per un monitor, per la televisione o per la stampa di striscioni. Se stampi in grande formato su pvc postprocessi in un modo, se stampi su carta da manifesto in un altro modo. Il Jpg fornito dalla camera di solito e' adatto a trasmissione su social e stampa a sublimazione in piccolo formato. |
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