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inviato il 20 Novembre 2025 ore 14:20
Sarò super sintetico: Non amo particolarmente il BN, fotografare col colore è molto più difficile. |
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inviato il 20 Novembre 2025 ore 14:24
“ Per cui... se voglio il massimo della resa tonale in BN, NON devo produrre il jpg in macchina ma convertire il raw „ se vuoi il massimo dopo la post del raw lo salvi in tiff 16 bit e stampi dal tiff Ultimamente le fotocamere salvano anche in "heif" (10 bit)- Ma come è stato detto in precedenza, vorrei proprio vedere chi è capace di distinguere due toni di grigio adiacenti, 0 e 1 per esempio. L' impressione che ho ricavato nell' uso del b&n in digitale è che preferisco il sensore FF, specialmente se risoluto (maggiore gradazione tonale), ci sono anche alcune lenti che preferisco rispetto ad altre nel b&n, per esempio l' Helios 44 su FF in b&n mi piace molto |
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inviato il 20 Novembre 2025 ore 15:45
“ Queste iper-percezioni (mi si conceda il termine), portano ad una migliore e più appagante fruizione del prodotto. Fatto che, tra l'altro, rende più piacevoli, secondo me, delle stampe ottenute da pellicole di grande formato piuttosto che dal 24x36. „ si, esatto . . le stampe finali migliorano all'aumentare della superficie di cattura sia che l'informazione provenga da un sensore digitale o da una pellicola analogica, più mm2 catturano l'immagine e più abbiamo la possibilità di aumentare la percezione delle sfumature se il procedimento di cattura, PP e stampa sono corretti. poi dal lato pratico sappiamo che le pellicole piane arrivano a formati ragguardevoli, costi e gestione permettendo, mentre con il digitale i sensori immagine arriviamo a 44x33 mm 100 Mpx e 53.7x40.4 mm 150 Mpx. buono per chi se li puo' permettere. |
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inviato il 20 Novembre 2025 ore 15:51
In fotografia come in amore le dimensioni non dovrebbero contare, però c'è chi la pensa diversamente. |
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inviato il 20 Novembre 2025 ore 16:42
La fotografia nella sua parte tecnica non ragiona come in amore, nella sua parte artistica/creativa si ! li le dimensioni non dovrebbero discriminare. |
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inviato il 20 Novembre 2025 ore 19:12
“ Sarò super sintetico: Non amo particolarmente il BN, fotografare col colore è molto più difficile. „ chi non ha nulla da dire non lo dirà in nessun modo, con nessuna tecnica e/o tecnologia. potremmo fare un film "le 254 sfumature di grigio" secondo me basta molto meno di quello che la tecnologia di oggi e del passato ha messo a disposizione. Moltissime opere che hanno fatto la storia della fotografia se ne sono fregate sia dei 256 gradini che di tutto il resto colore compreso. |
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inviato il 20 Novembre 2025 ore 21:22
+1 RobBot “ un supporto analogico (qualunque esso sia), proprio in quanto tale è in grado di riprodurre informazioni diverse rispetto ad uno digitale che -giocoforza- viene confinato e limitato dai suoi algoritmi. „ Quando riprendo con una FF + lente macro una pellicola b&n 24x36, vedo i granuli della chimica, più grossi dei singoli pixel del sensore, direi che il sensore più è risoluto e più è capace di "sfumare" i toni. Mie personalissime impressioni |
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inviato il 21 Novembre 2025 ore 7:49
“ direi che il sensore più è risoluto e più è capace di "sfumare" i toni „ Senza alcun dubbio, i due esempi del confronto Tri X vs. Leica monocrome lo dimostrano. Tuttavia, la pellicola mostra una maggiore gamma tonale e questa è una cosa della quale mi sono reso conto duplicando le dia con una FF su raw 14 bit. Detto questo, con CS6 sono andato ad analizzare i punti di grigio di un jpg prodotto in camera (D80) e lo stesso ottenuto con la PP in DxO photolab 8: Valgrassi scrive: “ Il B/N digitale è (per definizione) 256 toni di grigio (al massimo), che sono una enormità. Irfan conta il numero dei colori di un B/N. Se sono più di 256 l'immagine è a colori, non B/N propriamente detta. „ Secondo il color picker di CS6 anche l'immagine BN da DxO con circa 900 colori -toni- (in base al contatore di Irfanview) in realtà è composta solo da toni di grigio (es: RGB 162 162 162) Ecco le due comparazioni prese circa nello stesso punto (l'immagine da DxO appare più omogenea e meglio sfumata nei toni, perché i preset che impiego ottimizzano l'immagine, ma sempre di un BN si tratta)
 Allora il dubbio che nasce: è possibile che il raw possa registrare una ricchezza tonale -di grigi- superiore alla conversione in jpg? (un po' come può fare la pellicola) |
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inviato il 21 Novembre 2025 ore 14:17
Nell'analogico, a differenza, l'uomo si limita unicamente a far passare la luce (di cui ignora persino la natura) attraverso un sistema ottico. Insomma, fa meno danni. ********************************************   |
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inviato il 21 Novembre 2025 ore 16:06
“ Gsabbio è possibile che il raw possa registrare una ricchezza tonale -di grigi- superiore alla conversione in jpg? (un po' come può fare la pellicola) „ E' normale che il .raw registri più dati, il .jpg è 8bit, punto, non ha scelta, anche se gli fai le coccole il .jpg è un formato a 256 posti disponibili... togli anche 2 o 3 punti per lato (bianco bruciato e nero piallato) va a finire che il .jpg ne ha anche meno di 256! Il .raw ha 10, 12, 14 o 16 bit, che non è solo il doppio, ma è una potenza (quindi il doppio del doppio del doppio del doppio del doppio ecc.), L'analogico di tutto ciò se ne strabatte i maroni, non conta: ce ne sono 2? ne vendono impressi 2! Ce ne sono 10mila? Ne vengono impressi 10mila, poi con la grandezza ogni sfumatura ha più spazio per mettersi in mostra. |
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inviato il 21 Novembre 2025 ore 16:17
Comunque, per come l'ho capita io, la differenza sostanziale fra la pellicola e il sensore è che con la prima i passaggi tonali, fra un punto e l'altro, seguono una curva nella quale ogni punto è adiacente all'altro in un insieme senza fine, mentre nel digitale questi passaggi avvengono per il tramite di una scala, di una gradinata più che una scala, che è si continua e infinita anch'essa ma, a differenza della curva, in essa i singoli punti non procedono fluidamente ma si strozzano in corrispondenza del piede, basso o alto, di ogni singolo gradino della scalinata stessa. Di conseguenza i grigi del B&W digitale sono di un nunero FINITO al contrario di quelli della pellicola che sono INFINITI. Ovviamente l'occhio umano così come non è in grado di discernere la singola sfumatura del grigio chimico neppure è in grado di farlo con le "sole" 256 tonalità del grigio digitale... il cervello però, soprattutto all'inizio, percepisce d'istinto questa differenza, soprattutto in chi ha avuto esperienza con la pellicola, allo stesso modo in cui, col tempo, si abitua al nuovo e si dimentica del vecchio... questo finché qualcuno non gli riproporrà una proiezione di diapositive che è, appunto, il FESTIVAL delle SFUMATURE |
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inviato il 21 Novembre 2025 ore 16:54
“ Di conseguenza i grigi del B&W digitale sono di un nunero FINITO al contrario di quelli della pellicola che sono INFINITI. „ Concordo |
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inviato il 22 Novembre 2025 ore 7:52
Ho sentito dire che esistono anche pellicole a colori. |
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inviato il 22 Novembre 2025 ore 8:14
“ la differenza sostanziale fra la pellicola e il sensore è che con la prima i passaggi tonali, fra un punto e l'altro, seguono una curva nella quale ogni punto è adiacente all'altro in un insieme senza fine, mentre nel digitale questi passaggi avvengono per il tramite di una scala, di una gradinata più che una scala, che è si continua e infinita anch'essa ma, a differenza della curva, in essa i singoli punti non procedono fluidamente ma si strozzano in corrispondenza del piede, basso o alto, di ogni singolo gradino della scalinata stessa. „ È il motivo per cui il cd (le analogie fotografia/Hi-Fi sono tante), soprattutto nei suoi primi anni di vita, suonava così poco naturale e così tanto artificiale. Poi si è evoluto e oggi, con i formati Hi-Res, si è arrivati a livelli di fedeltà incredibili. Gli “scalini” ci sono sempre, fanno parte della natura digitale, ma sono talmente sottili da sembrare una linea continua. |
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inviato il 22 Novembre 2025 ore 9:08
Il fatto reale e che la differenza fra analogico e digitale in BN e che se non ti metti davanti agli occhi 2 stampe uscite dalle rispettive filiere.......NON LA VEDI... Consideriamo anche che la foto digitale la "sputi" sul foglio, quella analogica la estrai dal foglio..... Con questo voglio dire che sono 2 metodi di creare un'immagine totalmente diversi. .i paragoni teorici reggono poco. I materiali delle carte stessi ci mettono del loro per dare impronte diverse |
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