| inviato il 12 Agosto 2025 ore 11:18
Su questo voglio fare un piccolo OT. Cosa andava o no a livello di "mode" estetiche per anni e anni lo hanno in qualche modo definito gli artisti. Con l'avvento dei "pubblicitari" le cose hanno iniziato a cambiare molto velocemente e la fotografia nè ha avuto un ruolo importante. Questo non poteva non influire su tutto ciò che è comunicazione dall'arte che si è piegata alla questione con la pop art o la ha rifiutata cercando di chiudersi nel concettualismo ma anche a livello fotografico la parte "pubblicitaria" ha un impatto importante |
| inviato il 12 Agosto 2025 ore 11:22
Si ma la pubblicità inquina la fotografia. E' una sorta di prostituzione. Non che non si possa amare una puttan a . Ma ovviamente le regole del gioco vengono forzate |
| inviato il 12 Agosto 2025 ore 11:27
Prendi alcune foto di Toscani. Funzionano benissimo quando collegate al marchio Benetton. Se invece le separi dal contesto pubblicitario, diventano esercizi di stile con un messaggio falso ed ipoc rita. Diventano in qualche modo stupidamente violente nei confronti dello spettatore. |
| inviato il 12 Agosto 2025 ore 11:29
@salt vabbè ma qui cadiamo sulla fotografia commissionata/commerciale I progetti di cui, penso, stesse parlando Matteo sono quelli artistici personali, totalmente dettati dall'autore, non da una commissione |
| inviato il 12 Agosto 2025 ore 11:55
Parlavo di progetti personali, ma credo che questo non escluda usare il linguaggio pubblicitario, anzi spesso è una scelta intelligente perchè permette una comunicazione molto efficace. In genere mi sono ritrovato nelle idee di un fotografo che si chiama Allan Sekula di cui purtroppo non esistono i libri tradotti in italiano. Per lui la fotografia è un linguaggio che funziona dentro un contesto culturale,non basta guardare la foto: bisogna capire chi l'ha fatta, perché, dove viene pubblicata e per chi. Nei suoi scritti sottolinea il ruolo delle istituzioni (musei, giornali, archivi, pubblicità) nel definire il significato delle immagini. Non trovo che usare un linguaggio legato al marketing o alla pubblicità sia una prostituzione quando la scelta è ponderata |
| inviato il 12 Agosto 2025 ore 12:28
Mi scuso per l'OT in riferimento a Toscani. Matteo ha giustamente fatto notare che la pubblicità ha dato un'altro punto di vista nell'uso della fotografia per comunicare. Cosa che può essere interpretata in modo diverso da ogni uno di noi, ma la sostanza è una sola cambia un punto da cui guardare la fotografia come mezzo di comunicare e che va oltre certe regole puramente stilistiche del caso. Ma veniamo alla comunicazione pubblicitaria o d'azienda come qualcuno ama chiamare. Una grande differenza nella comunicazione pubblicitaria tra un prodotto e un brand sta proprio nella differente visione collettiva. Un esempio è stata l'acqua Fiuggi che nella comunicazione di prodotto andava cercando colori e regole stilistiche legate al food, mantre poi nell'immagine di azienda come brand ha pubblicato una fotografia delle terme come foto architettonica e storica su fondo nero quindi il contrario dello stile food ma in linea con lo stile aziendale dove il nero è simbolo di raffinatezza. Ora veniamo a Toscani, La comunicazione delle aziende della moda era già diversa rispetto alla comunicazione dei vari prodotti non di riferimento alla moda. Ovvero il Brand moda già parlava come azienda e non solo come prodotto, prima si deve leggere la storia del brand ovvero essere nel mood del brand e poi viene il prodotto. Toscani già lo sapeva questo ed ha aggiunto una componente diversa sia di linguaggio che di azione pratica, ovvero le posizioni sociali e le varie poi declinazioni dei vari casi, vedi di genere tra bianchi e neri vedi di religione e da altro il tutto accompagnato da interventi reali in diverse situazioni con finanziamenti a scopo di sostegno per chi portava avanti una certa idea sociale. Quindi ha introdotto la Politica ovvero intesa come polis e non partitica e da qui poi ha iniziato a innescarsi una visione di divisione tra destra e sinistra che nulla aveva a che fare con la vera differenza rispetto ad altri Brand della moda, da non dimenticare anche che Benetton faceva abbigliamento da indossare ogni giorno e non una visione di alta sartoria, quindi la polis intesa come popolo e non come partito o colore politico e legato ovviamente ad una moda di consumo popolare. Ma tutto questo vale solo come uso della fotografia per comunicare intesa come uno strumento e non come una condizione per distinguere la fotografia tra cosa vera e cosa farlocca e quindi falsa. Scusate il lungo OT. |
| inviato il 12 Agosto 2025 ore 12:43
Matteo e Ivo. E' appunto questo il succo del mio discorso. la fot ografia e' qualcosa d'altro che va oltre alla semplice ricerca estetica e di contenuto. se ti focalizzi sopratutto su questi due aspetti finisci a fare buona fotografia commerciale. la fotografia personale o,se vogliamo, artistica nasconde i suoi tesori altrove. per intenderci... una buona fotografia parte da un equilibrio di sensazioni raffinato e non dalla brutale miscela estetica di simboli. i cieli stellati di Van Gogh rappresentano bene la mia idea. Anche la pennellata di Pino Ponti e' un esempio di cio' che dico. |
| inviato il 12 Agosto 2025 ore 12:52
“ er lui la fotografia è un linguaggio che funziona dentro un contesto cultura „ Non a caso pittori ed artisti spesso fanno periodi piu o meno lunghi al Gabbio. opere assumono significati diversi a seconda del luogo e dell'epoca. Pino ha fatto carcere per un suo quadro. -il fulmine nella centrale elettrica- giudicato disfattista dal regime. il quadro visto oggi assume significati totalmente diversi |
| inviato il 12 Agosto 2025 ore 13:08
Salt non ho messo a caso il riferimento a Mulas alla fotografia Bella e a quella Buona. Poi la fotografia commerciale o su commissione alla base lo poteva anche essere la pittura con le commissioni dei vari vescovi per affrescare le chiese di ogni mondo. Quindi la Cappella Sistina dovrebbe essere considerata pittura commerciale? Mi sembra un po banale come definizione. PS: le fotografie di Newton le consideri commerciali o artistiche? |
| inviato il 12 Agosto 2025 ore 13:22
Quasi tutta l'arte del passato era commissionata e fatta per essere venduta |
| inviato il 12 Agosto 2025 ore 13:29
Beh. Ivo non sarei cosi tranchant. Non intendo dire che non si debba cercare il bello in una foto. Ma il fotografo che si limita al contenuto ed al bello sta escludendo dal suo panorama una parte importante del mondo. Gli artisti ed i mecenati hanno avuto sempre un rapporto conflittuale Spesso l'artista nascondeva simboli nelle opere finanziate, includeva rappresentazioni di concetti che l'avrebbero mandato velocemente al rogo se espressi apertamente. Vedi le numerose scomuniche ed il gran numero di artisti che, prima di essere artisti, erano astronomi,medici,filosofi. ... dubita che le stelle siano fuoco... ma non dubitare del mio amore... non e' una frase d'amore |
| inviato il 12 Agosto 2025 ore 13:53
“ Quasi tutta l'arte del passato era commissionata e fatta per essere venduta „ Esatto, ma allora come dicevo sopra le foto di Newton le consideriamo foto commerciale o artistiche? Altro esempio Toni Thorimbert lanciato come fotografo ritrattista da Paolo Pietroni passato in Conde Nast aveva bisogno di un ritrattista per Vanity Fair. In quel periodo, voleva ridefinire l'immagine della rivista con un approccio visivo più dinamico, pittorico e moderno, che si discostasse dalle statiche fotografie degli anni '80. Quindi prese Tony che era di nascita un fotografo degli anni 70 come foto-giornalista e di reportage sociale. La sua capacità di unire la profondità del reportage con l'estetica della moda, creando immagini cariche di narrazione, lo ha reso il fotografo ideale per il nuovo corso di "Vanity Fair". Insomma la fotografia come mezzo per comunicare e non fine a se stessa. E poi una foto Buona come la intendeva Mulas può anche essere mossa, sfuocata o tecnicamente imperfetta, ma il suo valore risiede nella sua capacità di comunicare un'idea, un sentimento o una storia. Questo era il pensiero e il concetto di foto Buona, ovvero cosa è riuscita a comunicare quella fotografia? E nella comunicazione le regole non sono della fotografia ma della comunicazione che è a doppio percorso e non a senso unico. Ha bisogno di avere un riscontro di chi guarda per avere un senso. Alla fine l'estetica è un elemento non indispensabile, ma non è che se si mette l'estetica nella foto Buona la cosa migliora. |
| inviato il 12 Agosto 2025 ore 14:24
non ho risposto alla domanda su newton. commerciale indubbiamente. Ma con una solida base artistica. I prodotti fotografati vengono trasformati attraverso una visione emotiva. Diventano cioè status symbol rappresentativi del marchio. lo scatto di newton non e' solo bello e descrittivo dell'oggetto. Racchiude il Plus simbolico del potere raggiunto attraverso il possesso di un' icona dei tempi. Credo confermi quanto scrivevo sopra. |
| inviato il 12 Agosto 2025 ore 14:27
Con l'unica differenza che il "commissionato" delle opere storiche nasce da artisti ingaggiati per creare un'opera personale che rappresentasse qualcosa o qualcuno. Il "commissionato" di oggi è totalmente diverso, e dipende principalmente da questioni di marketing NON è la stessa cosa |
| inviato il 12 Agosto 2025 ore 15:56
“ Con l'unica differenza che il "commissionato" delle opere storiche nascono da artisti ingaggiati per creare un'opera personale che rappresentasse qualcosa o qualcuno. „ I vescovi lo facevano per avere visione sul popolo per avere un tornaconto personale e di brand che era il Vaticano. I primi copyright della storia sono stati gli apostoli. La parola Marketing ha origini moderne ma l'intento è antico. |
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