| inviato il 03 Febbraio 2020 ore 19:57
Grazie Alessandro, proverò, ti faccio notare un ultima cosa, la macchina che hai usato tu è un FF, vecchia ma cmq top di gamma, non la puoi certo paragonare neanche lontanamente ad una apsc come la mia che costa 7 volte meno... Detto questo ti ringrazio ancora per i consigli |
| inviato il 03 Febbraio 2020 ore 20:01
Se la tua fotocamera non ce la fa, non resta che fare un bracketing, anche a mano libere, oppure, senza vergogna…...ficcarci un cielo grigio molto chiaro. Ma le patacche bianche in stampa sono inguardabili. Se stampi, occhio che non si stampano grigi chiari sopra 245. |
| inviato il 03 Febbraio 2020 ore 20:06
Fa una foto, poi guarda l'istogramma e poi compensa l'esposizione. È molto più semplice, soprattutto per chi è agli inizi. Comunque ho la sensazione che i miei consigli non siano così graditi a Indaco |
| inviato il 03 Febbraio 2020 ore 20:21
No no peda, sono graditissimi, sono connesso al cellulare e faccio una fatica boia a rispondere. |
| inviato il 03 Febbraio 2020 ore 20:32
In digitale a me non è mai capitato di avere un cielo bianco come il tuo, di solito il sensore conserva qualcosa che la post può esaltare (ma serve il raw). In bianco e nero (pellicola) invece il cielo lattiginoso è molto normale. Comunque se il cielo è grigio e piatto è inutile farlo celeste o tirare fuori i nuvoloni drammatici, gli si dà solo un po' di texture in PS con un minimo di recupero alte luci. |
| inviato il 03 Febbraio 2020 ore 20:36
Eh marco a saperlo fare.... |
user177356 | inviato il 03 Febbraio 2020 ore 20:39
“ Comunque fatti delle prove da te, con la tua roba , che è l'unica maniera per conoscere bene i trabiccoli che usi, ci impari un sacco. „ Straquoto. @Fileo: definire (peraltro arbitrariamente) ciò che è artificioso e ciò che non lo è in fotografia mi sembra un esercizio del tutto privo di senso. |
| inviato il 03 Febbraio 2020 ore 21:02
Alessandro, ma quella bici fa parte dell'arredo urbano?
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| inviato il 03 Febbraio 2020 ore 21:39
“ Un esposimetro a luce incidente puntato sul bianco, sottoespone anche due stop, ti fa il bianco come se fosse un grigio al 18%, che è un grigio scuro assai, è grigio topo. „ intendi a luce riflessa? |
| inviato il 04 Febbraio 2020 ore 8:25
@TheRealB “ @Fileo: definire (peraltro arbitrariamente) ciò che è artificioso e ciò che non lo è in fotografia mi sembra un esercizio del tutto privo di senso. „ A parte che nel mio messaggio avevo messo un bel IMHO, visto che non penso di essere l'unico depositario della verità. La fotografia non potrà mai essere oggettiva, perché tutti i vari parametri di ripresa, influiscono sul risultato finale, però ci sono dei limiti, oltre i quali stiamo parlando di altro, magari di esercitazioni grafiche, bellissime, artistiche, tutto quello che si vuole, ma abbiamo sconfinato in un altro campo. Spero che sui cieli appiccicati, con possibilità di scegliere le nuvole che più ci aggradano, siano tutti d'accordo che si tratti di fotomontaggio. Veniamo alla gamma dinamica. L'occhio umano funziona in maniera diversa da un sensore fotografico, perché ha certo delle grosse capacità di aggiustamento, come d'altra parte la macchina fotografica è in grado di regolare il diaframma e gli ISO a seconda delle condizioni di luce, ma poi c'è la "mediazione" del cervello che fa il resto. La gamma dinamica di una stampa su carta è sicuramente inferiore a quella che può registrare un buon sensore, succedeva già in passato con le diapositive, che se ben realizzate, permettevano di tirare fuori più dettagli sulle ombre. Cosa facciamo con una doppia esposizione? Non è che riusciamo a distinguere più tonalità contemporaneamente, semplicemente ne ridefiniamo la scala, possiamo dire, un po' "grezzamente", e prendendo un pezzo qua, un pezzo là, ricomponiamo un'immagine che va dal chiaro allo scuro. In caso di differenze di luminosità molto forti, può essere l'unica possibilità di non avere parti bruciate. Personalmente io i controluce "li vedo", e quando scatto una foto in quelle condizioni, cerco di mantenerne l'effetto. Esempio, la foto della piazza vista dall'arco, che non è un controluce, ma comunque uno scatto con forti differenze di illuminazione, è stata sistemata aprendo le ombre. Io l'avrei corretta di meno, lasciando la possibilità di leggere i dettagli della volta e delle pareti, ma mantenendo quella zona molto più sullo scuro. @Pollastrin La lettura a luce incidente è quella che si fa leggendo la luce che cade (incide) sul soggetto, con esposimetro dotato di sfera opalina, e non risente della luminosità del soggetto, a differenza di quella riflessa. In alternativa si può effettuare una lettura sostitutiva, esempio la propria mano, facendo in modo che il soggetto sostitutivo sia illuminato come quello da riprendere. |
| inviato il 04 Febbraio 2020 ore 8:29
"Alessandro, ma quella bici fa parte dell'arredo urbano? " Quella bici c'è sempre ma non è abbandonata lì, deve essere di qualcuno che lavora in uno dei tanti negozi della Piazza. E...…... meno male che c'è, perché in fotografia, ci sta benissimo, almeno a gusto mio! |
| inviato il 04 Febbraio 2020 ore 16:58
a occhio sembra mossa (in effetti il tempo è lunghetto), un po' fuori fuoco (diaframma 3.5, ci sta), con quelle cose che hai cerchiato completamente bruciate. Anche il colore del cielo (dove non è bianco) non esiste in natura. Le linee colorate attorno alle grondaie e cavi sembrano aberrazioni, ma forse è solo il mosso. Hai pastrocchiato il raw prima di caricarla qua? Molti dei colori e degli artefatti sembrano quelli di un raw stirato a mille per cercare di recuperare qualcosa. |
| inviato il 04 Febbraio 2020 ore 17:05
boh a me quegli artifatti non sembrano roba presente su raw, l'aberrazione cromatica non è così |
| inviato il 04 Febbraio 2020 ore 18:13
No, infatti è più probabile che la mano eccessiva in lightroom abbia creato dei mostri. Il cielo è il tipico colore di quando provi in tutti i modi a recuperarlo. |
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