| inviato il 24 Marzo 2021 ore 12:37
O ignorare senza problemi |
| inviato il 24 Marzo 2021 ore 13:28
“ @Maurese credo fosse riferito alla preparazione tecnica, compositiva e creativa del fotografo non allo STUDIO inteso come ambiente dove realizzare gli scatti MrGreen „ ahahahha pardon! Studio come: SAPERE immenso sì, serve LUOGO immenso no. |
user1856 | inviato il 24 Marzo 2021 ore 21:24
Felice che vi piacciano i lavori miei e di Mayda (anni fa era iscritta pure lei qui)! <3 Rispondo un po' a tutti in ordine sparso: @ottobrerosso: Il mercato editoriale qui in Italia non è più quello di un tempo... Ma ci sono i mercati altrove con il mondo piccolo di oggi! In ogni caso il food non è solo quello: ci sono i lavori per i packaging, per il corporate, per i social, gli adv etc e a quel punto 500 caffè a immagine son anche poche... Tornando all'editoria le c'è un duo che adoro che si è fatto la propria rivista (toilet paper) con solo foto con una tiratura interessante se guardiamo i numeri. @Rave13ster: Prima di tutto due cose: non c'è un angolazione magica. Prepara un piatto per le foto (nel caso della pasta cucinala appena e se è lunga, sistemala in modo che non si vedano le estremità), mettilo sul set e inizia la fase di "studio"! Dovrai risolvere i problemi di illuminazione, styling, composizione, etc. Di base il food è una parte dello still life: qualcuno proponeva di video di Taylor e potresti partire da lì per capire alcune basi. C'è un gruppo fb in Italia dedicato alla food photography ma non so da regolamento se posso pagare il nome. Se si, ditemelo che posto i riferimenti. @topo74: Generalmente i cuochi non sanno preparare cibo che sia ottimale per le foto. Si usa un'altra figura che è quella dell'home Economist/food stylist. Che a volte si avvale a sua volta (o ne ha contemporaneamente le capacità) di un mockup artisti quando serve. Ovvero il cibo va preparato per essere fotogenico e spesso per rimanere bello nel tempo (sui set spesso si attendono vari si prima di passare al successivo ma in questo tempo il cibo degrada/cambia). Da me ad esempio si usa tanta chimica. Alcune volte no: in questi due giorni ad esempio avevamo uno shooting molto lifestyle se a parte antiossidanti e qualcosa per birra e cocktail non abbiamo usato. Altre volte è quasi tutto finto. Quindi dipende! Sullo studio inteso come luogo (e non come impegno/sapere/conoscenza che non basta mai): generalmente vale quanto detto da Maurese e per il grosso basta una stanza. Io comunque ogni tanto penso ad un capannone alto alto alto perché nello studio piccolo qualche limitazione l'ho avuta... @Maurese: Di Iorio mi piace molto! Assomiglia molto a Ferrari pur meno pungente. Bravissimi! Potrebbe piacerti anche Davide Luciano mi sa! -------- Per il resto Ars longa, vita brevis... Diciamo che è un campo che spazia da foto di piatti preparati da Chef (foto alla Bob Noto per capirci) a still life costruiti come quelli che avete visto anche tra i miei lavori. Lo studio è continuo: illuminotecnica, styling, idee, contaminazioni, studio sui cibi, abbinamenti, studio sul colore, ancora contaminazioni, studio di altri media (cinema, pittura etc), contaminazioni l'ho detto? E infine tanta passione sia per la creazione di immagini, sia per il cibo! |
| inviato il 24 Marzo 2021 ore 21:41
Cos78, grazie del tempo che mi hai dedicato rispondendomi. Gentilissimo. |
user1856 | inviato il 24 Marzo 2021 ore 21:57
Figurati! |
| inviato il 25 Marzo 2021 ore 5:26
Cos, Visual Feast l'abbiamo entrambi, vero? (Libro che consiglio ma prima forse meglio Feast For the Eyes sulla storia della food photography) Riguardo il capannone: come progetto per il futuro io voglio un vecchio capannone, magari quelli agricoli in mezzo ai campi, in parte ci metto un prefabbricato con cucina/living e due stanze tipo Farnsworth House e quella sarà la mia casa perfetta. Altro fotografo che mi piace, aggiungo: Grant Cornett. |
| inviato il 25 Marzo 2021 ore 7:57
Ditemi voi signori della Fotografia, se non ci vuole uno studio (studiare, sapere, conoscere, sperimentare, imparare, ecc.. ecc.. ecc.) IMMENSO. Oppure ti limiti a schiacciare un pulsante e fare clic? In quel caso basta uno studio (stanza, ufficio, ecc..) Ma lo devi sapere perché la torta dopo ore di set non si scoglie, devi saper fare fumare una pietanza sfornata da ore? O sei li solo per fare il famoso fotografo che fa click? Dimmi la verità sei uno di quelli che dopo aver aperto il tronchetto ci rimane male perché non ha minimamente a che fare con l'immagine sulla confezione? |
| inviato il 25 Marzo 2021 ore 8:11
@Cos78, complimenti per le foto e grazie per la spiegazione, cortesemente però vacci piano perché potresti destabilizzare parecchi |
| inviato il 25 Marzo 2021 ore 8:31
Argomento interessante, seguo. |
| inviato il 25 Marzo 2021 ore 8:41
Posto che Cos78 potrebbe essere, che so diciamo Caravaggio, ci sono altri pittori/fotografi che hanno avuto carriere più che dignitose pur non avendo il suo talento. Trovo più impegnativi altri commenti, che sinceramente mi hanno lasciato perplesso. A parte sempre Cos78, e qualcosa di Maurese, di altre esperienze ne ho lette pochine. Forse 0. |
| inviato il 25 Marzo 2021 ore 8:52
@Ottobrerosso,vedo che hai molti scatti di food con belle composizioni, già qualcosina potresti dirl tu. Ripeto da quello che ho letto e visto, il genere per essere fatto a livello professionale si devono gestire e sapere tantissime cose. Domanda riferita a chi lo sa, come si crea il fumo in un piatto di tortellini in brodo? |
| inviato il 25 Marzo 2021 ore 9:51
“ A parte sempre Cos78, e qualcosa di Maurese, di altre esperienze ne ho lette pochine. Forse 0. „ Ottobrerosso, io di food non ho fatto quasi nulla, tranne foto veloci per ristoranti, ma non ho mai toccato il cibo. Solo beverage, ma nenche tanto curato perchè sono piuttosto sbrigativo. |
| inviato il 25 Marzo 2021 ore 10:26
Maurese, per come hai risposto, con cognizione di causa, mi sembravi uno di esperienza nel settore. Chiedo venia. Gent.mo Emanuele T., quello che mi è capitato (micro esperienza) il committente non ha mai voluto food stylist o altro. La necessità era quella di avere una ricetta, e di conseguenza il piatto, fatta da uno chef, quindi bella, ma che invogliasse chi l'avrebbe guardata a rifarla. L'imperativo era: no roba finta da pubblicità. Es. Panino di Mc Donald's o foto di certi gelati. Pizzerie e ristoranti... Guai a toccare i piatti/pizze. Al max. spostare la foglia di basilico. “ Domanda riferita a chi lo sa, come si crea il fumo in un piatto di tortellini in brodo? „ Set fatto, fondina appena tirata fuori dal frigo ( non troppo fredda se no si spacca il piatto), controluce, tortellino fumante, qualcuno versa (occorre mano ferma, se sporchi il set, sbaracchi, pulisci e rifai il set), tu scatti il più possibile. Poi ci sono altre strade, lascio a chi ha più esperienza. |
| inviato il 25 Marzo 2021 ore 10:29
Se vuoi il massimo controllo del fumo, lo fotografi a parte e lo inserisci in post. |
| inviato il 25 Marzo 2021 ore 11:58
“Maurese, per come hai risposto, con cognizione di causa, mi sembravi uno di esperienza nel settore. Chiedo venia. “ Diciamo che ho studiato abbastanza e ho fotografato molti piatti e bicchieri ma mi sono sempre interessato più all'intorno che al cibo/bevanda. Non ho mai curato la presentazione del cibo. La mia esperienza arriva solo a mischioni di liquidi colorati per ricreare cocktail e al risolvere i problemi dei liquidi, densità, bollicine, condensa, ghiaccio e cose così. |
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