| inviato il 14 Maggio 2014 ore 8:10
“ che Bresson da giovane usciva un pomerigio e scattava 5 rullini, secondo me lui e gli altri sono diventati grandi fotografi grazie al fatto (come dice anche Duna) che non potevano permetersi di sbagliare. „ ........ non credo........credo siano diventati grandi perchè non c'era concorrenza, anzi molto poca, tutto quello che si scattava era nuovo....e andava bene..anzi benissimo,la gente nel vedere una foto rimaneva affascinata......per far vedere le proprie foto si doveva pubblicare e gli editori a quel tempo vedevano di buon occhio la fotografia. molti lavoravano nel settore dell'informazione varia....Newton lavorava per un'agenzia di moda ad es. la gente comperava libri di fotografia quel tempo......... ora vai da un editore e chiedigli di stamparti un libro.........buona fortuna |
| inviato il 14 Maggio 2014 ore 8:33
“ I grandi del passato erano grandi per la capacità di prevedere esattamente il risultato senza display, istogramma e tutte le possibilità di intervento date dal raw. „ Nessuno ti impedisce di farlo oggi...anche con una macchina digitale |
| inviato il 14 Maggio 2014 ore 8:46
Senza dubbio, ma se lo faccio io non posso dire di essere sicuro di quello che porterò a casa, quando lo facevano loro invece sì. Il digitale è una comodità che nessuno rinnega, proprio perchè richiede minori capacità tecniche e consente ad un numero maggiore di persone di scattare fotografie dignitose. “ tutto quello che si scattava era nuovo....e andava bene..anzi benissimo „ Non credo, le foto brutte erano brutte anche tanti anni fa, mentre quelle restano belle tuttora. |
| inviato il 14 Maggio 2014 ore 9:10
“ Sernza dubbio, ma se lo faccio io non posso dire di essere sicuro di quello che porterò a casa, quando lo facevano loro invece sì. Il digitale è una comodità che nessuno rinnega, proprio perchè richiede minori capacità tecniche e consente ad un numero maggiore di persone di scattare fotografie dignitose. „ non sono d'accordo...ma non ci è possibile sapere la verità.... quello su cui possiamo essere sicuri, invece, è che per fare fotografia "riflessiva" (riporto il concetto per capirci, anche se lo trovo veramente vuoto), non occorre pensare al portafogli...occorre pensare a cosa si vuole dire con una fotografia; e quindi a saperlo dire. Quindi digitale o non digitale le capacità tecniche le devi comunque acquisire.. Per quanto riguarda le fotografie dignitose, sono d'accordo. Ma dignitosa non significa che hai fatto una Fotografia. Spero di essere stato chiaro |
| inviato il 14 Maggio 2014 ore 9:33
Falena, un po' di misura non guasta mai!!!!! G. |
| inviato il 14 Maggio 2014 ore 10:02
“ occorre pensare a cosa si vuole dire con una fotografia; e quindi a saperlo dire. Quindi digitale o non digitale le capacità tecniche le devi comunque acquisire „ Secondo il docente di un corso di fotografia che ho frequentato la differenza la fa l'approccio: una volta capito perchè si fotografa, tradurlo in uno scatto è relativamente facile, nel senso che la tecnica è più semplice da imparare, mentre l'attrezzatura è una questione meramente economica, ma senza 'idee' lo scatto non esce neanche con tutta l'attrezzatura del mondo, mentre i cosiddetti 'bravi fotografi' riescono a portare a casa lo scatto anche con un cellulare. I libri di fotografia lo chiamano "l'occhio del fotografo' o la capacità di 'vedere fotograficamente'. Grazie al cielo, un professionista come Juza, ci incoraggia dicendo che ... tutti possono scattare foto meravigliose, non ci sono scuse: non è un 'dono', è una questione di tecnica, studio, tempo e perseveranza... . Per quanto mi riguarda ho constato che c'è sicuramente del vero in questo, non a caso le mie foto migliori sono i ritratti che faccio a mio figlio: negli scatti c'è un trasporto che non risulta quando fotografo il cugino di mia moglie. Quando, invece, dovessi mai fotograre in piedo sull'orlo del Horseshoe Bend, molto probabilmente produrrò uno scatto che, una volta a casa, troverò deludente, solo una delle tante foto identiche a quelle scattate da milioni di turisti prima di me, perchè? Eppure ho fatto corsi, lettoo riviste, comprato libri di fotografia, possiedo una reflex che ho scelto studiando accuratamente ogni sua caratteristica, ho scelto un corredo di obbiettivi che mi sono costati diversi stipendi (e centinaia di post sul forum), cos'è andato storto PER L'ENNESIMA VOLTA?? Per rispondere vorrei citare le parole di un fotografo poco noto, Alain Briot, che trovo interessante non tanto per le foto che fa, comunque notevoli, quanto per una serie di articoli dal titolo "Estetica e fotografia", che ho trovato molto interessanti perché, oltre agli aspetti tecnici più comuni, facilmente reperibili in rete, si è soffermato soprattutto nel descrivere il percorso che, a suo avviso, dovrebbe caratterizzare l'approccio allo scatto: “ ...sto camminado in un paesaggio primaverile, circondato dal canto degli uccelli e il profumo di fiori freschi. Un vento leggero accarezza gli alberi e le foglie. Mi sento allo stesso tempo rilassato ed eccitato dal tiepido clima, dalla rinascita della primavera. Nonostante ciò, se decidessi di comporre una fotografia che esprima il mio sentire dovrei ricordare che nessuna delle piacevoli fragranze, nulla della gentilezza del vento, e nulla del mio stato d'animo sarà trasferito nella fotografia. Nulla sarà presente nella stampa finale a meno che, attraverso la personale conoscenza del mezzo fotografico, io riesca a tradurre le sensazioni non visive in un'informazione visiva. Questo è necessario poiché in una fotografia l'informazione visiva è l'unica presente. Ciò che rimane della scena originale è solo ciò che possiamo vedere. Tutto il resto che ci viene comunicato dai nostri sensi - profumi, sensazioni tattili, emozioni, suoni - viene perduto. E' possibile tradurre tutto ciò in elementi visuali? Io credo di si [] ... omissis ...[] Tuttavia, solo lo studio, la pratica e gli esercizi finalizzati all'affinamento delle vostre capacità di visualizzazione garantiranno il successo. Infatti questo è l'aspetto più difficile della fotografia e quello che in un certo senso distingue i Maestri dagli apprendisti. Come scrisse Ansel Adams: "La fotografia non è solo ciò che vedete, ma anche ciò che sentite". Questo è certamente un alto insegnamento, difficile, ma non impossibile da mettere in pratica. „ Salvo rare eccezzioni, io credo, nessuno può diventare un bravo fotografo in un paio d'anni, per quanto grande sia il sensore della sua macchina fotografica o vasta la sua collezione di obbiettivi, tutti rigorosamente fissi e superluminosissimi ma, aggiungo: e meno male!! Dopotutto, non è forse vero che è più importante il viaggio della meta? |
| inviato il 14 Maggio 2014 ore 10:12
“ Dopotutto, non è forse vero che è più importante il viaggio della meta? „ Per me sì, ma non siamo tutti uguali. “ non occorre pensare al portafogli „ Mai parlato di portafogli, altrimenti dovrei occuparmi d'altro, ho detto che il digitale richiede minore perizia tecnica e chi ha esperienza di pellicola è pregato gentilmente di dire la sua. Ho detto anche che non è vero che una volta andava tutto bene perchè era tutto nuovo. Se alcune fotografie e alcuni fotografi sono passati alla storia e altri no ci sarà bene una ragione. Adams non era l'unico paesaggista dei suoi tempi, ma è senz'altro il più conosciuto, e non a caso. Scarsa concorrenza? Avviciniamoci nel tempo, magari agli anni '80 dove i fotografi non erano certo pochi. L'italiano Ghirri era considerato uno dei venti fotografi più influenti del mondo e ci sarà stato un motivo anche per questo, io credo. |
| inviato il 14 Maggio 2014 ore 12:21
Sono molto d'accordo con Giovannifiorillo quando dice che “ quello su cui possiamo essere sicuri, invece, è che per fare fotografia "riflessiva" (riporto il concetto per capirci, anche se lo trovo veramente vuoto), non occorre pensare al portafogli...occorre pensare a cosa si vuole dire con una fotografia; e quindi a saperlo dire. Quindi digitale o non digitale le capacità tecniche le devi comunque acquisire.. „ Non vorrei che in quello che ho scritto ieri sia passato il fatto che "scatto poco e penso a quello che sto facendo" PERCHE' sviluppare rullini su rullini era costoso.. Ovviamente il motivo principale non era quello, come e tantomeno lo è ora che scatto principalmente in digitale. Dico però che i costi avevano un loro peso dopotutto, costi che ora sono totalmente eliminati. Però ripeto, se vedo ora un qualsiasi amatore scattare 30 o 40 foto a fila in 5 minuti sul lungolago a Stresa, non potevo vederlo 30 anni fa.. Dopodichè, non è "colpa" del digitale.. resta sempre uno strumento, e dipende da noi come vogliamo usarlo e quali delle caratteristiche che ci offre vogliamo sfruttare e quali no. |
| inviato il 14 Maggio 2014 ore 13:14
Nell'era della fotografia digitale noto più persone maggiormente interessate ad avere la migliore attrezzature credendo di fare belle foto. Molti non hanno mai letto un libro sull'arte della fotografia, chiedersi del perchè le foto di cindy sherman valgono milioni di dollari, cogliere il significato della fotografia 99cent o altro. Più parlo con amici fotografi, più capisco che sanno tutto sulla attrezzatura fotografica. Se poi gli chiedo chi fosse steichen, chi ha fatto la prima fotografia, se conosce lavori di nadar ed ecc....non sanno di cosa stai parlando. D'altronde nei forum raramente si leggono post sui grandi fotografi, dei vari filoni di pensiero come il surrealismo, il pittorialismo, il modernismo, le messe in scena , staged photography contemporanee. Detto questo, secondo me nell'era dell'analogico c'erano meno pippe mentali e meno interesse sull'attrezzatura, lo scatto veniva fatto a monte, dovevi sapere costa stavi facendo. |
| inviato il 14 Maggio 2014 ore 14:00
“ Detto questo, secondo me nell'era dell'analogico c'erano meno pippe mentali e meno interesse sull'attrezzatura, lo scatto veniva fatto a monte, dovevi sapere costa stavi facendo. „ beh!!! dai, non esagerare..... c'erano le stesse cose che ci sono oggi....ne + ne -, solo leggermente diverse... fidati...io c'ero! |
| inviato il 14 Maggio 2014 ore 14:37
Raiton ogni tempo ha le sue attrezzature e c'è sempre stato chi ha cercato il meglio di quello che si poteva avere, ma hai perfettamente ragione quando parli di quella che si potrebbe definire "cultura fotografica". C'è una sorta di feticismo nei confronti dello strumento ma poca voglia di approfondire l'aspetto storico che pure è importante. Sarebbe interessante aprire un gruppo apposito dove sviluppare delle discussioni su questi argomenti. |
| inviato il 14 Maggio 2014 ore 15:00
dai, apriamolo.... |
| inviato il 14 Maggio 2014 ore 15:02
Comunque aggiungo, una cosa che non c'era ed oggi fa la differenza è INTERNET e tutti i suoi accessori... Una volta c'erano le riviste, e, per quanto mi riguarda, i circoli FIAF.. G. |
| inviato il 14 Maggio 2014 ore 15:31
io sono giovane e non conosco la pellicola, ma credo che se sbagliavi uno scatto era abbastanza frustrante e di sicuro la prossima volta che dovevi schiacciare il pulsante di scatto ci pensavi 2 volte, oggi se porti acasa 40 scatti e 39 sono sbagliati sei contento perche almeno uno e decente... e vero anche che la quantita di fotografi che vedi oggi in giro e enorme e molti di loro (come me) si sono avvicinati alla fotografia grazie alla facilità del mondo digitale... beh 90% di loro scattano senza pensare e poi delusi dai loro stessi risultati si perdono nelle pippe mentali che riguardano l'atrezzatura qualcuno sicuramente mi dira' allora pensa prima di scattare.... fosse cosi facile |
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