| inviato il 23 Marzo 2021 ore 18:58
Io nelle mostre fotografiche che ho visto, non tutte avevano didascalie o spiegazioni, anzi, molto poche; un portfolio deve presentare un artista, è un biglietto da visita con poche righe di presentazione. Anche in quel link riporta: "Oltre al titolo è bene corredare il lavoro di uno statement, ovvero di un testo introduttivo che spiega il progetto. Ma fai bene attenzione perché il tuo portfolio deve parlare da solo." Dovrebbe essere un biglietto da visita, non un libro fotografico con didascalie... altrimenti le foto diventano illustrazioni. Un grande fotografo del passato diceva :" ho sempre pensato che la fotografia sia come una barzelletta, se la devi spiegare non è venuta bene". Concordo in generale, ovviamente in altri generi è meglio conoscere il contesto, esempio reportage. Ma se uno fa il matrimonialista esempio, non riesco a capire cosa debba spiegare. Lo stesso può valere per i generi più artistici. La fotografia è linguaggio. Mio parere personale ovviamente. |
| inviato il 23 Marzo 2021 ore 19:16
Il portfolio è un biglietto da visita e come tutti i biglietti da visita deve contenere le informazioni essenziali per la lettura del progetto. Le frasi che si leggono sul web che riguardano la fotografia sono spezzoni di interviste e non fine a se stesse e le si trovano sui siti o libri che parlano di aforismi. |
| inviato il 23 Marzo 2021 ore 19:43
Certo Vinx, info essenziali. Accenni biografici e presentazione portfolio. Didascalie sotto le foto per me no, devono parlare per l'autore in questo caso. "Un'immagine che parla da sola non esiste "... se uno è un pubblicitario still life, sotto una pubblicità Coca Cola cosa dovrebbe scrivere? Bottiglia Coca cola? Eh... |
| inviato il 23 Marzo 2021 ore 19:55
La didascalia non c'è bisogno... discorso Coca cola è insensato esattamente come un'immagine che parla da sola... almeno per come la penso. |
| inviato il 23 Marzo 2021 ore 19:56
Perfetto, ci siamo capiti |
| inviato il 23 Marzo 2021 ore 20:10
Per i generi proposti anche io sono d'accordo sul non mettere didascalie, se si fosse proposto reportage magari si, io mi metto dalka parte del cliente, mi piacerebbe vedere qualcosa invece di leggere, al massimo nei miei prodotti scrivo io qualcosa a me interessa che il fotografo sappia renderli accattivanti |
| inviato il 23 Marzo 2021 ore 20:48
Il fine del portfolio dovrebbe essere quello. Una presentazione del fotografo, dato dalle foto, per valutare tecnica, capacità di visione etc. Non dovrebbe essere un libro, una rivista etc. |
| inviato il 23 Marzo 2021 ore 20:59
Mettici il meglio di quello che sai fare, ma se ti occupi di 3 generi fanne 3 diversi |
| inviato il 23 Marzo 2021 ore 21:06
“ Io nelle mostre fotografiche che ho visto, non tutte avevano didascalie o spiegazioni, anzi, molto poche; un portfolio deve presentare un artista, è un biglietto da visita con poche righe di presentazione. Anche in quel link riporta: "Oltre al titolo è bene corredare il lavoro di uno statement, ovvero di un testo introduttivo che spiega il progetto. Ma fai bene attenzione perché il tuo portfolio deve parlare da solo." Dovrebbe essere un biglietto da visita, non un libro fotografico con didascalie... altrimenti le foto diventano illustrazioni. Un grande fotografo del passato diceva :" ho sempre pensato che la fotografia sia come una barzelletta, se la devi spiegare non è venuta bene". „ Mi viene in mente quando nelle azienda mi dicono "EHI TE CHE SEI LARTISTA..." Che le foto debbano parlare da sole, se uno fa il fotografo commerciale, è una CXXXXXA ENORME. Ma spiega per chi lavori, cosa ti hanno commissionato, perchè l'hai scelto, usa le parole! Mica le foto escludono le parole, le completano! “ Un fotolibro con max 15/20 foto 20x30 avendo cura di far risaltare la tua bravura ad esempio accostamento di colori composizioni e luci, scritte/didascalie per me no perché l'immagine dovrebbe parlare da sola dicendo al cliente che sei bravo e che vorrebbe quel mood sui propri prodotti „ Il fotolibro è bello ma è chiuso, lo fai una volta, ma per il cliente successivo potrebbe avere un'ordine d'importanza sbagliato, potrebbe essere vecchio, potrebbe essere migliore. Meglio fogli sciolti da gestire ad hoc, a meno che non sia un portfolio solido e rifatto annualmente da spedire ai clienti e potenziali clienti. “ dipende inoltre se devi lasciarlo al cliente o se devi solo mostrarlo. nel primo caso ti fai stampare le immagini con una stampante laser grafica (5 immagini, non di più, per genere) in formato A3 su carta patinata satinata e proponi il tutto con una copertina da copisteria. La soluzione intermedia è fare un fotolibro. La soluzione professionale è creare una scatola di presentazione (ottime le Canson) con stampe fine art da mostrare ai clienti ... „ Snì, ci sono tante vie di mezzo tra il sembrare studenti poracci e fare LARTISTA. Non serve la fine art per essere apprezzati, potrebbero bastare anche cartoline, una brochure? Farsi una scatola bella fine art sempre aggiornata e lasciare un pieghevole 3pieghe-12facciate? “ Cerco di essere più preciso: vorrei creare un Portfolio che racchiuda i generi fotografici che tratto, quindi Still life, foto prodotto e food... Lo scopo è quello di presentarlo ai clienti! „ “ In sostanza quali caratteristiche deve avere, devo metterci disascalie o vanno bene solo immagini? „ Puoi farlo come ti pare. O meglio, dovresti farlo come ti pare, come meglio ti rappresenta, e come vuoi posizionarti. Più sarà ordinato e meno sarà attraente. Più è omologato ai consigli degli altri e più ti dimenticheranno. Più lo curerai come oggetto pregiato senza esserlo, e più lo strapazzeranno. Più scrivi e meno leggeranno. Più lasci parlare le tue fotografie e meno lo capiranno. Io dico: fallo a fogli, non importa la qualità eccelsa purchè dignitosa. Impaginalo variegato, o dallo da impaginare a chi ne capisce. Puoi anche unire più foto di un progetto in una pagina, o una foto per facciata. Varia, non essere scontato. Se serve scrivi, quello che ti pare, quanto ti pare, quello che pensi sia necessario. E come sopra, non serve sempre nello stesso format. Vuoi presentare un lavoro con un capitolo di 12 pagine? Fallo! Qui basta solo una didascalia? E poi niente che le foto parlano da sole e danno leggerezza? Perchè no? Ma scrivi per il cliente, non per te. Se non dici mai niente è perchè LA FOTO PARLA DA SE, ma sei sicuro? Davvero? |
| inviato il 23 Marzo 2021 ore 21:13
Quindi secondo te Maurese, se uno fa pubblicità still life, dovrebbe scrivere sotto "bottiglia di Coca Cola? Per chi lavori?... se uno fa un portfolio magari potrebbe essere il primo e non aver avuto altri committenti... se non è il.primo nel curriculum, o biografia; poi, perché devi alzare i toni? È una discussione aperta e pacata, non rovinarla. Se sei un professionista ed hai già fatto portfoli dicci che ti leggiamo.... |
| inviato il 23 Marzo 2021 ore 21:27
I toni li alzo solo quando sento che le foto devono parlare da sole, qui sì, ma per il resto ho dato consigli. Se ci lavori e ti poni così, bravo, buona fortuna. Non mischiamo la carriera artistica con quella commerciale, soddisfano bisogni differenti. |
| inviato il 24 Marzo 2021 ore 1:29
Non ho mischiato nulla, anzi ho differenziato. Rimango della mia idea, senza alzare i toni e rispettando le visioni altrui. Per me la fotografia è ANCHE linguaggio, linguaggio è ANCHE comunicare, dipende da tante cose, non generalizzo mai, non mischio, argomento senza azzuffarmi. So benissimo che la pubblicità differisce da un approccio artistico fotografico, non sbraito, ascolto. Se sei un esperto di portfoli raccontaci senza sbraitare in modo saccente, e, soprattutto, rispettando le idee altrui. Siamo qui ad ascoltarti. |
| inviato il 24 Marzo 2021 ore 10:41
Interessante grazie Vinx, anche qui definizioni abbastanza variegate ma unite da qualcosa. Il mio link non era proprio il primo , ma tra tanti quello che si avvicina più alla mia idea... |
| inviato il 24 Marzo 2021 ore 11:03
Io posso portare l'esempio dello studio fotografico dove mi appoggio.... I portfolio (quindi uno per genere) sono stampati bene su fotolibri e carta di ottimo valore, cioè solo il fotolibro attira l'attenzione, distribuiti in maniera ordinata su un tavolo e già aperti sulla migliore immagine, quindi la qualità del supporto aumenterà la percezione della qualità dell'immagine. E tutti visibili appena entri, è impossibile non notarli e ti ci casca subito l'occhio, quindi un committente che si rivolge allo studio ha un'immediata percezione della qualità del lavoro finale. Sotto le foto nessuna didascalia o nessuna parola di spiega come dice Mattew parlano le immagini. A volte i portfolio vengono fatti ruotare a seconda del periodo per esempio, Natale per le foto natalizie, foto di laurea in determinati periodi, etc.. Ogni portfolio contiene circa una decina di immagini e come detto prima sono ben divisi tra loro anche per lo stesso genere, del tipo per la ritrattistica c'è quello moda quello glamour quello dedicato al bodypainting etc... |
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