| inviato il 20 Giugno 2018 ore 17:21
Una volta firmata la liberatoria i ripensamenti non esistono, è un contratto e come tale va rispettato da entrambi le parti. |
| inviato il 20 Giugno 2018 ore 17:32
@blackdiamond “ Gaga, non vedo differenza tra una foto ad un barbone e quella ad un migrante, per il resto è importante ricordare che si può fotografare TUTTO nei limiti della decenza umana, ma si può pubblicare poco soprattutto se non si è veramente fotografi. „ Diciamo che bisognerebbe chiedersi se voi vi fareste fotografare in quel momento senza un consenso. Se la risposta è no, io non scatto. I migranti è meglio non fotografarli visto che molti sono musulmani e generalmente non sono daccordo nel farsi fotografare, poi tra loro potrebbero nascondersi, diciamo, "male intenzionati". E' un discorso molto delicato. Poi, se dietro alle fotografie c'è un progetto culturale, una proposta che dica qualcosa in più o con una diversa interpretazione rispetto a quello che si sa già allora tutto prende un altro senso. Fotografare un barbone solo per il gusto di fotografarlo, lascio stare... Poi la legge non fa differenza a secondo se sei professionista o no. E comunque ripeto, la scopo culturale è sempre una scappatoia, ovviamente davanti a progetti sensati e non alla singola fotografia buttata nel web. E poi, il buon senso e l'etica personale innanzitutto |
| inviato il 20 Giugno 2018 ore 17:35
Cinicamente, ma il barbone come potrebbe denunciarti ? Uno non lo fotografa per etica. |
| inviato il 20 Giugno 2018 ore 17:38
@loiety Perchè essere cinico davanti a un barbone? Per farti dire che foto figa che hai fatto? Bella soddisfazione!!! |
| inviato il 20 Giugno 2018 ore 18:19
Sulla foto in stazione quello che si fa selfie è un ×. Non sta documentando. Per le altre, se sei li a ferie quelle foto moto probabilmente sei in professionista, se non lo sei è perché comunque hai in testa un lavoro, un progetto da presentare a scopo documentaristico o culturale. Non penso che la legge faccia differenza tra i due casi |
| inviato il 20 Giugno 2018 ore 19:28
La differenza mediamente è data dal fatto che in determinate zone se non sei un fotografo non ci puoi andare, la Farnesina tende a rifiutare i visti per zone di guerra se non sei un professionista, oppure non ti fanno entrare a fare foto dopo un disastro. Comunque per rimanere su cose più semplici come le foto di un matrimonio, l'importante è avere una liberatoria. |
| inviato il 20 Giugno 2018 ore 19:52
Black hai ragione, solo i fotografi professionisti possono entrare in certe zone, di guerra ad esempio. Ma la legge italiana sulla privacy non giudica sul fatto che una o più immagini siano offensive sul fatto che il fotografo guadagni denaro sulla singola foto oppure no |
| inviato il 20 Giugno 2018 ore 20:11
Però ragazzi credo che qui ci si stia un pò perdendo nei discorsi. Parliamo di fotografie scattate sul suolo italiano e non in zone di guerra. Ovviamente avete tirato in ballo la questione "fotografi professionisti", ma anch'io sono un professionista, però non sono un fotoreporter, quindi se mi trovo in viaggio o voglio documentare un qualcosa che mi piace (cosa che può capitare a tanti altri che ci stanno leggendo), devo capire cosa posso fare se non ho tempo di chiedere la liberatoria e voglio pubblicare la foto. Dite che oscurare i volti dia la possibilità di pubblicare la foto? Parliamo sempre di fotografie aventi come soggetto la strada e determinati dettagli, non barboni. Inoltre se tipo mi trovo in un parco e voglio scattare una bella fotografia (tipo in bianco e nero) a dei ragazzini che giocano a calcio, in quel caso basta oscurare il volto dei ragazzini? |
| inviato il 20 Giugno 2018 ore 22:46
@gaga mi sono spiegato male, mi rispiego. Cinico era il mio ragionamento , io non vado in giro a fotografare barboni per nessun motivo al mondo, per cui non intendo assumere comportamenti cinici. Intendevo dire che difficilmente da loro si può beccare una denuncia. |
| inviato il 21 Giugno 2018 ore 1:14
"però non sono un fotoreporter, quindi se mi trovo in viaggio o voglio documentare un qualcosa che mi piace (cosa che può capitare a tanti altri che ci stanno leggendo), devo capire cosa posso fare se non ho tempo di chiedere la liberatoria e voglio pubblicare la foto."... premetto che non ho letto tutto il post ma mi ha colpito questa frase. Se vuoi documentare in modo serio e proporre il lavoro a qualche testata "può capitare" non esiste. Parti già con il piede sbagliato. Documentare non è Street. Si parte da un progetto ben preciso e la liberatoria è obbligatoria anche perché i soggetti che ritrai devono sapere il lavoro che stai facendo. Se non hai tempo per la parte burocratica che comprende tante cose e non solo i soggetti stai facendo un lavoro improvvisato, stai pensando alla bella foto da mostrare ma non al contenuto quindi non stai raccontando. In breve se vuoi fare delle foto al volo perché ti trovi in un certo contesto puoi anche farle ma sappi che se i soggetti sono riconoscibili e parte fondamentale dello scatto puoi avere problemi legali se il lavoro è a scopo commerciale e se le foto possono danneggiare l'immagine della persone ritratte...peggio ancora. Documentare non è un lavoro facile ne tantomeno artistico è un mondo a sé da non sottovalutare. Tutto dipende da cosa vorresti fare e perché. |
| inviato il 21 Giugno 2018 ore 6:11
Delirante. Con tutte le cose di questo mondo, il problema è pubblicare un "dato biometrico" preso per caso in una foto. Quindi niente spiagge se non si hanno le liberatorie di tutti i bagnanti limitrofi, a meno che non le si guardi da soli in gran segreto dentro al garage di casa. |
| inviato il 21 Giugno 2018 ore 8:18
Posto un esempio. Processione di Sant'Eusebio con minori e adulti in abiti particolari Ci siamo io e John Smith (inglese) a fotografare, anche primi piani : per la legge inglese lui può pubblicare tutto (web o libro) ciò che è su suolo pubblico senza chiedere liberatorie io in Italia no Però se pubblico un libro in UK non ho problemi, se mi faccio un sito Uk non saprei |
| inviato il 21 Giugno 2018 ore 9:08
“ Delirante. Con tutte le cose di questo mondo, il problema è pubblicare un "dato biometrico" preso per caso in una foto. Quindi niente spiagge se non si hanno le liberatorie di tutti i bagnanti limitrofi, a meno che non le si guardi da soli in gran segreto dentro al garage di casa. „ Beh no attenzione, se la foto è alla spiaggia non hai problemi, il problema nasce se la foto la fai alla singola persona o si capisce che la foto è fatta al singolo e poi la pubblichi, ad esempio... Questa è pubblicabile senza nessuna remora...
 Per questa è necessario un consenso scritto...
 “ Posto un esempio. Processione di Sant'Eusebio con minori e adulti in abiti particolari „ Dipende anche qui, se fai foto "larghe" puoi pubblicare tutto, se fai ritratti decontestualizzati allora devi mettere i pixel sui minori e anche sugli adulti. Se il sito è in Inghilterra fai come vuoi. |
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