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inviato il 03 Ottobre 2016 ore 14:51
Tanto chiasso per nulla 15 pag. Di trollate Non ragioniam di lor, ma guarda e passa quello che conta è il risultato,personalmente in molte situazioni mi sono trovato a non poter sistemare alcuni parametri come il bilanciamento del bianco, ciò che con un file raw in pp ti salva poi ognuno ha il suo stile e il suo modo di fare e come chi preferisce bere dalla bottiglia o dal bicchiere |
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inviato il 03 Ottobre 2016 ore 14:54
Vascello capisco quello che tu vuoi dire. E anche quello che intendeva l'OP. Stiamo solo cercando di puntualizzare. Fotografia non è realtà. Fotografia è una mappatura della realtà, così come vedere coi nostri occhi. Ma anche la nostra percezione della realtà può essere falsata, basta prendersi una pillola di LSD e vedrai la "realtà" con i filtri di Instagram :-). Quello che tu chiami sviluppo, è un termine usato ai tempi della pellicola (io ho scattato a pellicola per 25 anni suonati). Ora non ha più senso. Adesso c'è la produzione (scegliere l'ottica, scegliere il momento/soggetto/luce/parametri e scattare) e c'è la post-produzione (partire dalle informazioni che hai registrato all'atto dello scatto per creare un prodotto fruibile ad altri con i loro occhi). La post produzione quindi ha a che fare con la manipolazione delle informazioni, siano esse digitali oppure, un tempo, registrate sui cristalli di argento. E' lo stesso. Questa elaborazione di informazione può essere più o meno aderente al tuo "concetto" o "percezione" della realtà ovvero quello che tu percepivi con i tuoi occhi all'atto dello scatto. Ma NON è la realtà. La fotografia ha a che fare con un processo supremamente creativo. E' interpretazione e creazione. Anche di qualcosa che non c'era (contrasto colori sfocato). Lo sfocato ad esempio, è realtà? :-) dipende. Il tuo occhio può aprire fino a F2.4, ma tu con l'obiettivo puoi chiudere fino a F22 (o viceversa, l'occhio chiude fino a F11). Chi ha ragione, chi ha catturato la realtà, la foto o il tuo occhio? Tutti post produciamo, quando scattiamo fotografie, lo fa la macchina con i suoi parametri o lo fai tu al PC. E' evidente che poi possa non piacere qualche risultato che si allontana molto dalla tua percezione al momento dello scatto (quella che si suole chiamare post-produzione "eccessiva", ma sempre con la dovuta interpretazione di tale termine, per te è eccessiva e per altri no). C'è poi una elaborazione ancora più spinta che la macchina non fa, e che facciamo al PC: i crop o addirittura la manipolazione delle informazioni registrate (aggiungere togliere o metamorfizzare parti di foto). Si può entrare nel reame del foto art, ma i confini sono spesso sfumati. E' accettabile? E' etico? Dipende. A me non piace e non lo faccio (quasi) mai, ma se devo togliere un palo nell'atto creativo perchè mi rovina uno scatto e so quello che sto facendo (sono consapevole) lo faccio senza pormi problemi. Personalmente io elaboro poco le foto, a parte contrasto e luci e nel caso di ritratti, filtri per ammorbidire la pelle, ma questo non ha importanza. Ha importanza che noi diamo una interpretazione della realtà nell'atto creativo e che questo porta a un risultato che può essere piacevole e fruibile (a noi o ad altri). E se piace anche solo a noi stessi, merita già la pena di farlo. |
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