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inviato il 06 Aprile 2022 ore 10:53
@Simone ora mi è tutto chiaro. |
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inviato il 06 Aprile 2022 ore 11:10
Per fissare le idee. Un qualsiasi esposimetro esterno dà EV (Exposure Value) indipendentemente dal formato del sensore perché l'esposizione è una grandezza intensiva che non dipende dalla superficie del sensore. Invece la luce (totale) che arriva alla macchina è una grandezza estensiva che dipende dalla superficie del sensore. Ad un certo EV corrispondono molte coppie f/, t. In particolare: EV più basso fa passare più luce. Un po' fuorviante, dipende dal fatto che se si fosse definito correttamente EV (cioè Ev= t/(f/)^2 e non (f/)^2/t come adesso) sarebbero usciti valori decimali meno comodi. Con gli EV attuali sole splendente è EV=15 e quasi buio EV=0. Tutto bene. Quello che è invertito è che per fare passare più luce si abbassa EV, non si alza, come sarebbe più intuitivo. Quindi EV=13 fa passare 1/4 della luce di EV=11. Che casino... |
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inviato il 06 Aprile 2022 ore 13:15
@Valgrassi, concordo! Il conto a livello di luce racolta si pareggia lavorando con diaframmi più aperti (un fattore 2) su micro 4/3 rispetto a FF. Chiaro il conto si pareggia fin dove si può arrivare con l'apertura del micro 4/3. Poi che se uno vuole ottiche molto luminose su micro 4/3 allora prezzi e dimensioni salgono è chiaro. ----------------------------------------- Chiedo venia a Simone Rota: questo lo ho aggiunto dopo, con il topic chiuso, non potendo chiarire alrtimenti Intendevo dire che Il conto della luce si pareggia aprendo il diaframma di un fattore 2 rispetto al FF e ... riducendo gli iso di 4 volte, per non sovraesporre. |
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inviato il 06 Aprile 2022 ore 13:51
“ Come al gioco dell'oca, si torna sempre al punto di partenza. „ Poco male, di solito la prima quindicina di pagine è per ingranare, poi si fa sul serio. |
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inviato il 06 Aprile 2022 ore 14:16
“ Per fissare le idee. Un qualsiasi esposimetro esterno dà EV (Exposure Value) indipendentemente dal formato del sensore perché l'esposizione è una grandezza intensiva che non dipende dalla superficie del sensore. Invece la luce (totale) che arriva alla macchina è una grandezza estensiva che dipende dalla superficie del sensore. „ Basterebbe leggere qui sopra per avere un punto fermo di chiarezza. |
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inviato il 06 Aprile 2022 ore 14:29
“ Chiaro il conto si pareggia fin dove si può arrivare con l'apertura del micro 4/3. „ Credo che il Voigtländer Super Nokton 29mm F/0.80 per formato MFT sia l'obiettivo più luminoso oggi normalmente in commercio. Il bello di questo formato è che anche lenti iperluminose hanno dimensioni peso profondità di campo gestibili e i prezzi sono comunque più bassi di lenti analoghe per FF. Anche gli scatti in alta risoluzione - addirittura a mano libera - quando utilizzabili, sono un modo di migliorare il rapporto segnale rumore di due stop. L'importante non è arrivare astrattamente a superare sensori più grandi, ma pragmaticamente ottenere ciò che serve. |
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inviato il 14 Aprile 2026 ore 23:31
Non so come ma questo 3D mi era sfuggito e solo ora l'ho visto. Ho letto le prime pagine e in linea di massima sono d'accordo con Mirko e qualche altro, quando parlano di esposizione hanno perfettamente ragione. La prova del nove viene dall'uso di esposimetri esterni che prescindono dal tipo di fotocamera che si userà. Relativamente alla pdc, tema molto ricorrente, e sul qualche se ne è parlato ampiamente 10 anni fa anche qui: www.juzaphoto.com/topic2.php?l=it&t=1621310&show=1 peccato che i grafici non si vedono più. Sottolineo che la pdc dipende: dalla distanza di messa a fuoco , dalla focale che si sta usando , dall'apertura del diaframma e dal circolo di confusione (cdc) che a sua volta dipende dal formato del sensore/pellicola. Poi se uno vuole trovare il pelino nell'uovo sulla questione dei sensori/pellicole che raccolgono più luce o meno luce, vuol dire che si vuole stravolgere tutti i principi dell'esposizione. L'intensità di luce che arriva sul sensore/pellicola la si deve considerare relativa alla stessa unità di superficie , ad esempio 1 cmq, un po' come i Lux respetto ai Lumen. Usando lo stesso diaframma, su 1 cmq di un sensore apsc e su 1 cmq di un FF arriva la stessa intensità luminosa, che poi in base a tempo di esposizione e agli iso impostati, si determina l'esposizione della foto. A mio parere parlare di quantità di luce complessiva che arriva su sensori di dimensioni diverse è sbagliato, si deve considerare la stessa superficie, 1 cmq o altra misura. >>>>>>>>>>>>>>>> Visto che la discussione è chiusa per il raggiungimento delle 15 pagine, cerco di precisare qui che stavo parlando della fase di ripresa, che anche se avviene in modo auto rispetta sempre le regole che dicevo. Ho messo sullo stesso piano sensore e pellicola perché per determinare l'esposizione il principio è lo stesso. Con il sensore elettronico, viste le caratteristiche gd ecc., sono d'accordo che si può manovrare meglio in post in base al tipo di sensore. Non so su quale altro 3D si può continuare la discussione perché vorrei che qualcuno mi convincesse sulla questione che un sensore grande raccoglie più luce. Per il momento sono ancora convinto che conta l'unità di superficie. Pertanto qualcuno che conosce 3D simili mi potrebbe fare la cortesia di comunicarmelo privatamente, e non so se è il caso di continuare la discussine aprendo la seconda parte di questo, un saluto. |
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inviato il 15 Aprile 2026 ore 0:04
Leggo e seguo |
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inviato il 15 Aprile 2026 ore 8:07
Mario Non puoi paragonare sensori digitali con pellicola Con l'analogico è valido il discorso che fai sulla quanità di di luce per unita di superficie . Il film una volta sviluppato non è poi modificabile fisicamente, 1 cm/quadrato di un negativo 10x12 cm e di un 35mm esposti allo stesso modo sono perfettamente uguali . Mentre dentro un RAW ci sono più esposizioni da estrarre. Inoltre la dimensione del sensore contano sulla quantità di luce raccolta, dentro un RAW di una Gfx 100 ci sono più esposizioni potenziali,rispetto ad una Xt5 ,avendo la prima una gamma dinamica più elevata. Ho preso queste 2 macchine perché hanno un pixel di dimensioni simile |
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inviato il 15 Aprile 2026 ore 9:59
Se i sensori non sono uguali non avrai mai la stessa quantità di luce, puoi avere tantissimi pixel piccoli oppure "pochi" pixel grandi oppure una via di mezzo di pixel medi e le carte in tavola saranno sempre e comunque differenti! Quello che intendeva l'autore della discussione comunque, non era l'Esposizione che - di per se' - è sempre la stessa SE fatta uguale, ma come la grandezza di un sensore può modificare la Triade dell'Esposizione per ottenere la stessa Esposizione (come ha anche detto ripetute volte); oppure, vista al contrario, come con due sensori diversi e la stessa Triade di Esposizione si ottiene la stessa Esposizione ma non la stessa foto. E' una discussione che, comunque, dai tempi di quel thread ad oggi, si è fatta ripetute altre volte (con relative guerre a supporto o contro), quindi vediamo se ci si diverte anche in questa! |
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inviato il 15 Aprile 2026 ore 10:02
Max quello ovvio, non e che cambia la coppia tempo diaframma,in base alla grandezza sensore. |
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inviato il 15 Aprile 2026 ore 10:17
Un sensore più grande, a parità di diaframma, raccoglie più luce, ovvio, è più grande. Ma questo non si traduce in un’esposizione maggiore poiché la luce si spalma su una superficie maggiore. La luce per unità di superficie del sensore è la medesima e, a parità di triade espositiva, qualunque sia la dimensione del sensore, le foto avranno la medesima esposizione (al netto di errori e variabili) anche se la “quantità” di luce che passerà sarà diversa. O sbaglio? |
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inviato il 15 Aprile 2026 ore 10:31
Si certo ma nel digitale una maggior quantità di luce torale porta dei vantaggi . La gamma dinamica e più alta a parità di tutto il resto. Il mio discorso e iniziato sull'intervento di Mario sulla pellicola dove non è così... |
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inviato il 15 Aprile 2026 ore 10:44
Guarda che non devi dirlo a me, non sono io che ho riaperto la discussione... Io ho solo letto ed interpretato quello che c'era scritto ai tempi dell'apertura della discussione e di cui, nel frattempo, si è parlato più e più volte dal punto di vista di ogni "ingrediente" della frittata! |
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