| inviato il 16 Maggio 2020 ore 17:04
Il problema è che la dinamica è un concetto non molto chiaro. Molti lo confondono col suonare forte. |
| inviato il 16 Maggio 2020 ore 17:13
Riguardo a EAC, dispone di molti settaggi, in giro ci sono dei validi tutorial per ottimizzarlo con il lettore utilizzato. Se settato bene ed usato in modalità secure, sei certo che le tracce vengono estratte esattamente come sono, se non ti giungono messaggi di errore. Io ho estratto così buona parte della mia collezione, poi passato a Linux ho usato altri software (come Asunder), che utilizzano nelle estrazioni accurate cdparanoia (già il nome è un programma ) e a mio avviso non ci sono stati peggioramenti. Per valutare la dinamica della registrazione, si può usare anche Audacity, che è un software free. Il vantaggio di passare i cd su hard disk è eliminare gli errori di lettura del cd player, che comunque legge al volo, e spesso risente acusticamente delle vibrazioni. L'ho constatato con diversi lettori passati a casa mia, l'unico che sembrava insensibile alle vibrazioni era uno Studer Revox, e ci può pure stare perché pesava quasi 20 kg. Le tracce lette da hard disk possono avere problemi solo a causa dei convertitori del dac, ma un convertitore c'è sempre, perché le nostre orecchie non sono certo digitali. |
| inviato il 16 Maggio 2020 ore 17:14
“ L'analisii dello spettro ti permette di dire come sono distribuite energicamente le frequenze e fino a dove arrivano, ma non ti dice niente se poi sia registrato bene o se sia valido il contenuto. „ chiaro Bergat non ti dice della qualità di registrazione ma ti dice se le frequenze sono tagliate sopra i 20khz dal che capisci che non è Hi-res campionata a 96 o più. O sbaglio? Sarebbe invece interessante capire altre cose tipo la dinamica di un brano, o se è stato ricampionato da files compressi, mi spiego meglio, capire se un brano è stato ad es. compresso in MP3 e poi riconvertito in un formato lossless. Tu Bergat come hai fatto ad analizzare la dinamica del brano di Kiwanaka? |
| inviato il 16 Maggio 2020 ore 17:16
“ Continuo a non essere d'accordo sul fatto che il vinile si usuri così facilmente. Un buon fonorivelatore, (ammesso che sia montato ad arte, è fondamentale!) purché non sia usurato (o sporco), non usura (se non marginalmente) le tracce del vinile. Ho dischi strasentiti, uno su tutti "the dream of the blue turtle turtles", perfetto esempio di contaminazione rock-jazz, che a fronte di zilioni di ascolti, suona ancora perfettamente. „ proviamo ad immaginare di ingrandire il nostro vinile di 100.000 volte tale che noi lo vediamo come un gran canyon e osserviamo il moto relativo del disco rispetto alla puntina. E' come se un aratro lungo un km sbattesse con velocità mostruosa da una parte all'altra del canyon, mentre corre, abbattendo le piccole asperità (che sono le frequenze acute) e più sono piccole più vengono abbattute subito. Quelle asperità più grandi si incrinano ma rimangono al loro posto leggermente fratturate. Al successivo passaggio ache quelle cadono e così facendo , questo gigantesco aratro, non riece ad eliminare il percorso del canyon, ma tutto quello che era ai lati col tempo, passaggio dopo passggio lo elimina inesorabilmente. E quello che succede al vinile. dopo 50 volte le piccole asperità laterali, sono cancellate e lì risiedevano le frequenze acute. per cui noi crediamo che tutt sia intatto, ma il danno si è consumeto molto velocemnete sian dalle prime letture. se il disco the dream of blue turtles suona ancora perfettamente 2 sono le possibilità: le frequenze acute non sono mai state registrate sul disco tu ti sei assuefatto al suono rimasto. La decadenza avviene man mano e ci si abitua, in quanto la nostra memoria non è così calligrafica e perfetta. abbiamo l'illusione che suoni bene. Chiaro ed evidente se si ha una punta settata male come angolazione o pressione, il decadimento è molto più veloce |
| inviato il 16 Maggio 2020 ore 17:16
grazie ancora Bergat x le tante dritte...mi hai tolto il dubbio che mi fosse cresciuto il catrame durante la clausura da covid Cmq "Kiwa..chi"...te lo consiglio lo stesso (se il rock è nelle tue corde e se riesci a superare l'ostacolo della qualità dell'incisione)...Prova nello stesso album "Piano Joint (Intro)"+Brano vero e proprio pppure da "Love & Hate" il brano "Cold Little Hearth" Audioreview...credevo non uscisse più ! |
| inviato il 16 Maggio 2020 ore 17:20
@Maserc Il concetto di dinamica è chiaro, chiarissimo, e definibile in termini tecnico scientifici. Il problema è che alcuni appassionati si rifiutano di accettarlo. Anni fa, a casa di un professionista, abbiamo misurato, con un sistema multivia a tromba, sul punto d'ascolto, ad una distanza di 6-7 m, una livello di picco spropositato, quasi incredibile, ma non c'era comunque fastidio all'ascolto, perché la dinamica era elevatissima e la distorsione quasi inesistente. Viceversa, un programma compresso, dove tutto avviene nell'ambito di pochi dB, risulta fastidioso già a 100 dB. |
| inviato il 16 Maggio 2020 ore 17:22
“ Tu Bergat come hai fatto ad analizzare la dinamica del brano di Kiwanaka? „ esiste un programma apposito il dynamic range meter www.maat.digital/drmeter/ |
| inviato il 16 Maggio 2020 ore 17:24
Sarà il bravo Fulvio? |
| inviato il 16 Maggio 2020 ore 17:37
Grazie Bergat |
| inviato il 16 Maggio 2020 ore 18:02
Certo, DR meter analizza i brani e da un indice che esprime la qualità dinamica. C'è anche una piccola app derivata, almeno su Linux, che mi rilascia un file di report con i dati di tutte le tracce. Il numero convenzionale che viene ricavato indica la "distanza" tra il livello più basso e quello più alto del brano. Una incisione buona in genere da valori intorno a 10, brani molto compressi tipo musica pop da ragazzini spesso viaggiano su 5, le migliori incisioni arrivano a 14 16, almeno i dischi che ho io. |
| inviato il 16 Maggio 2020 ore 18:17
“ Il problema è che la dinamica è un concetto non molto chiaro. Molti lo confondono col suonare forte. „ e cosa c'è da capire è la differenza del livello sonoro tra il più basso e il più alto dei suoni. Si misura in dB e ogni 10 dB in più vuol dire 10 volte tanto e 10 dB in meno vuol dire ridurre a un decimo. quindi un brano che ha una alta dinamica di 60 dB vuol dire che tra il suono più debole e il suono più forte, l'intensità varia di un milione di volte. Il nostro ampli quindi sarà regolato per ottenere il suono più debole a livello intellegibile sopra il rumore . II picchi saranno un milione di volte sopra quel livello e si noterà che il livello medio di ascolto è sugli 85 dB. Quando ascoltero' un disco di bassa dinamica come quello di kinawa che è 8 dB se regolo ail livello minimo a livello di intellegibilità, i picchi saranno situati poco più sopra (8 volte sopra e non un milione di volte come l'esempio precedente), ma sarà tutto confuso. Per cui l'ascoltatore sarà teso ad aumentare il volume a un livello medio più alto diciamo sui 90/95 dB, generando fastidio a se e agli altri. |
| inviato il 16 Maggio 2020 ore 18:27
Questo lo sai tu, ma non è chiaro a tutti. Una volta chiesi, qual'é il genere musicale a maggior dinamica e mi sentii rispondere, il rock! |
| inviato il 16 Maggio 2020 ore 18:38
Beh, bisogna distinguere tra strumenti acustici e musica amplificata. Un pianoforte a coda da concerto è in partenza una macchina da guerra, una tastiera elettronica dipende da come viene amplificata. Poi, siccome stiamo parlando di musica riprodotta, la dinamica può variare molto, purtroppo, per motivi commerciali, una incisione ad alta dinamica sarà inascoltabile su sistemi inadeguati, o in situazioni particolari, come l'ascolto in auto. A meno di possedere un impianto costoso e potente, non si riesce ad ascoltare decentemente musica ad alta dinamica, perché u suoni di livello più basso saranno coperti dai rumori di fondo, del motore delle gomme ecc ... e se alziamo il volume l'autoradio va in crisi. Quindi spesso, dovendo scegliere, comprimono la dinamica, perché così possono ascoltare tutti. |
| inviato il 16 Maggio 2020 ore 18:48
“ Quindi spesso, dovendo scegliere, comprimono la dinamica, perché così possono ascoltare tutti. „ Purtroppo sono i committenti a comandare e l'ingegnere del suono si deve adeguare ma non tutti sono così e meno male dico io, altrimenti l'alta fedeltà neanche sarebbe nata. |
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