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Estetica vs Contenuto


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avatarsenior
inviato il 14 Agosto 2025 ore 10:02

Matteo non gioco con le parole,
se vuoi restare nel discorso di fotografia senza allargare il concetto di estetica anche ad altre forme di comunicazione, allora cosa vuoi che ti dica. La fotografia ha le sue regole e l'estetica è una componente della fotografia, ma poi non si va oltre si resta a parlare di regole all'interno di altre regole. Il dire qualcosa nella fotografia alla fine lo dice chi ha qualcosa da dire, poi se qualcuno lo capisce o no è solo questione di come ha saputo comunicare e qui si torna a Mulas e si riprende da capo.
Non è che mi interessa la discussione per postare foto, mi interessa come concetto perchè una volta capiti i concetti si possono anche rompere le regole ed andare oltre.
Andrea ad esempio il concetto lo ha capito.

Torno quando e se il discorso andrà oltre il contenuto e inizierà a parlare del contenitore, o meglio di strumento ed espressione.

avatarsenior
inviato il 14 Agosto 2025 ore 10:03

Boh, sarà che sono in ferie, sarà che sono nella fase "easy on" ma faccio fatica a comprendere cosa si stia cercando e dove si voglia arrivare!

Parliamo di fotografia? Di immagini? Di comunicazione? Di marketing? Di estetica? Di etica? Mi sembra un gran fritto misto, dove le cose possono coesistere o essere completamente slegate e fini a se stesse!

Sarà che non seguo i social, non sono presente in nessun social, sarà che guardo foto e immagini ma difficilmente mi interesso dell'autore (lo faccio solo se trovo qualcosa di particolarmente interessante nelle sue opere) ma tutti questi problemi non me li faccio, nella maggior parte dei casi non sono così analitico verso un artista, in genere mi fermo alla biografia dell'autore e alle fasi salienti del suo percorso artistico.

Sarò superficiale? Forse, ma mi semplifico la vita MrGreen, indubbiamente sono più preso dal lato tecnico ed estetico che da quello comunicativo, ciò non toglie che quando c'è riesco a coglierlo però, da qui a pensare che certe immagini possano educare le masse ce ne corre, anche perché certi autori sono confinati in una cerchia assai ristretta di fruitori, poi negli ultimi anni 20 anni (circa) c'è stata una corsa delle masse a frequentare mostre e musei più che altro allo scopo di poter dire: "c'ero anch'io" o "l'ho visto", spesso però senza aver cognizione di quello che s'è visto, questo in genere ha riguardato soprattutto certi grandi nomi (mi vengono in mente Salgado e McCurry in primis), non so in quanti siano andati a vedere le tre mostre (Milano, Roma e Senigallia) dedicate a Giacomelli a 25 anni dalla morte.

avatarsenior
inviato il 14 Agosto 2025 ore 10:51

Ivo al " finale" di quale mio intervento ti riferisci esattamente?

avatarsenior
inviato il 14 Agosto 2025 ore 11:29

@NoPhotoPlease
"pensare che certe immagini possano educare le masse ce ne corre"
Forse mi sbaglio ma io avevo inteso che i termini della questione fossero inversi, cioè si lamenta la mancanza di una educazione visiva che fornisca gli strumenti per guardare (e conseguentemente anche per fotografare) e vedere le immagini da cui oggi siamo sommersi.
Qualcuno ha visto il film di Edgar Reitz, ormai novantenne, "Filmstunde 23"?
Racconta dell'utopia anni sessanta, del giovane Edgar Reitz insegnante di cinematografia in una classe liceale nella Monaco di Baviera del 68 dove cerca con una didattica partecipativa e problem solving di educare le giovani tedesche di estrazione sociale varia alla cultura dell'immagine, a capire la grammatica del cinema, sul presupposto che, mentre un tempo le idee si trasmettevano con lo scritto e dunque la sfida era alfabetizzazione la gente, insegnare a leggere e scrivere, in una società basata su mass-media audiovisivi la sfida fosse dare alle persone gli strumenti culturali per leggere la quotidianità, una quotidianità sempre più basata sull'immagine, l'immagine in movimento in particolare. Rombro, non ti pare tremendamente attuale nell'era di internet?
La triste constatazione è che l'esperimento di Reitz fosse già concluso a distanza di pochi anni dal parto: l'idea che l'insegnamento della grammatica cinematografica fosse altrettanto importante di quella della lingua e dovesse entrare a fare parte dei programmi istituzionali era destinata a morire nel giro di poco.
Guardate il film se vi capita l'occasione, a me è un film che ha profondamente toccato per il suo tono che alla fine è quasi elogiaco, mi ha toccato come la visione de L'uomo con la cinepresa di Vertov. Non so se i due film hanno qualcosa in comune, hai miei occhi ed al mio cuore così è sembrato.

www.taxidrivers.it/342797/festival-di-cinema/berlinale/filmstunde_23-i

avatarsenior
inviato il 14 Agosto 2025 ore 12:01

Ho letto gli ultimi 40 messaggi.

Mi sembra vi siate incartati. Più volte.

Non si può avere botte piena e moglie ubriaca.

Allo stesso modo non si può avere un media così fruibile e diffuso e pretendere che la massa transitando distratta colga finezze e comunicazione.

Abbiamo dato il telefono a chiunque. Il risultato è il selfie.
Lo sguardo si e' subito rivolto verso se stessi.

Capite bene che il media e' cambiato. Non lo si può più usare come prima.

E, secondo me, salgado e gli altri grandi si son rinchiusi in un recinto.

Vecchi amanuensi che copiano e miniano in un mondo in cui son state inventate le fotocopiatrici.

E se le fotocopiatrici hanno tolto il valore al media. Una fotocopia ha un valore esclusivamente legato al contenuto perché il valore materiale e' solo dato dalla carta.
Il telefono ha tolto anche il valore materiale residuo alla fotocopia. Il foglio di carta.




avatarsenior
inviato il 14 Agosto 2025 ore 14:39

Andrea, mi fai venire in mente quella scena di Seven quando Pitt dice a Freeman: "io non credo che tu molli perché sei convinto delle cose che dici. No, no... Credo che tu te ne voglia convincere perché molli."



avatarsenior
inviato il 14 Agosto 2025 ore 14:44

Salt, quello che dici credo venga trattato meglio in questo libro che però devo ancora procurarmi, nel caso vi interessi: www.einaudi.it/catalogo-libri/arte-e-musica/fotografia/il-postfotograf

avatarjunior
inviato il 14 Agosto 2025 ore 14:53

Che te lo dico affà! MrGreen

avatarsenior
inviato il 14 Agosto 2025 ore 14:57

Speravo mi mandassi il pdf a sorpresa MrGreen

avatarsenior
inviato il 14 Agosto 2025 ore 15:24

Di libri che trattano di postfotografia ce ne sono diversi,
io ne ho letti due.
Il termine penso sia stato coniato da Fred Ritchin, con il suo libro del 2012
www.einaudi.it/catalogo-libri/arte-e-musica/arte/dopo-la-fotografia-fr

Libro che viene citato da Fontcuberta nel 2018 in:
www.einaudi.it/catalogo-libri/arte-e-musica/arte/la-furia-delle-immagi

avatarsenior
inviato il 14 Agosto 2025 ore 15:43

@Rombro Sorriso
"io non credo che tu molli perché sei convinto delle cose che dici. No, no... Credo che tu te ne voglia convincere perché molli."

Ro, guarda in che condizioni è ridotta la scuola italiana e l'università (di ospedali non ne parliamo perchéqui non c'entra, ma la sorte èsimile se non peggiore)...
Cosa vuoi seminare nel deserto?
Qui ci stiamo approssimando al vuoto cosmico con dei semianalfabeti funzionali che escono dall'università, si è dibattuto per anni sull'abbandono come problema principale delle università e si è pensato di risolvere seguendo i dictat europei che a loro volta sono dei dictat alemanni, da quanto mi pare di capire. La realtà è che invece di portare coloro che abbandonavano al livello che consentisse loro di non abbandonare agendo sui gradi di scuola precedenti si è pensato di abbassare la richiesta con delle triennali che sfornano delle capre assolute e quelli ed i migliori, quelli che continuano, che scappano all'estero per non fare più ritorno. le scuole primarie e secondarie sono completamente in crisi, i test invalsi mi fanno ridere, ma cosa vuoi pretendere in questo deserto? Quello della cultura dell'immagine probabilmente è il problema minore, o meglio è solo una faccia di un problema molto maggiore.

avatarsenior
inviato il 14 Agosto 2025 ore 15:53

io penso che gli stessi difetti attribuiti a scuola e cultura attuali si ritrovino nella fotografia attuale.

Il mondo e' andato avanti. Non cosi i fotografi. Ancorati ad una visione passata.

avatarsenior
inviato il 14 Agosto 2025 ore 15:55

"Allo stesso modo non si può avere un media così fruibile e diffuso e pretendere che la massa transitando distratta colga finezze e comunicazione".
"E se le fotocopiatrici hanno tolto il valore al media. Una fotocopia ha un valore esclusivamente legato al contenuto perché il valore materiale e' solo dato dalla carta".
Ma non è un problema nuovo, è la stessa situazione che si propose per la pittura ormai quasi due secoli fa con l'introduzione della fotografia. Ne aveva già parlato Walter Benjamin e, con un nuovo protagonista, la situazione si è riproposta nel nuovo millennio cambiando i termini della proporzione. La fotografia e la riproducibilità stavano alla pittura come oggi il telefonino ed il digitale stanno alla fotografia chimica.


avatarsenior
inviato il 14 Agosto 2025 ore 15:58

appunto.. inutile ripetere gli stessi errori di cent'anni fa.

meglio andare avanti

avatarsenior
inviato il 14 Agosto 2025 ore 16:05

"Il mondo e' andato avanti. Non cosi i fotografi. Ancorati ad una visione passata".

È vero ma anche su questo non bisogna esagerare pensando che i nuovi mezzi abbiano rivoluzionato il senso della immagine, sicuramente si sono aggiunti nuovi usi ma sono d'accordo con Claudio Marra (lui pure nel suo ultimo libro parla di postfotografia) alla fine le funzioni e gli usi della vecchia fotografia non sono andati persi si sono mantenuti nella postfotografia.

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