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Oliviero Toscani







avatarsenior
inviato il 07 Settembre 2021 ore 6:02

Quelle parti del nostro carattere che crediamo di aver forgiato, sono anch'esse il frutto di una combinazione di genetica e ambiente


Il carattere con la genetica non c'entra pressochè nulla.

Oltre ad averne avuto ampia dimostrazione in famiglia, dove con i fratelli pur condividendo i due fattori che citi (geni e ambiente), ma nella realtà abbiamo sviluppato, guarda caso, caratteri completamente diversi.

Ma anche attingendo ovunque, dalle proprie conoscenze fino a noti personaggi appartenenti ai più svariati settori, si riscontrano ugualmente genitori e prole diversissimi.

Magari prova a dare un'occhiata alle caratteristiche dei segni zodiacali scoprirai che incidono in maniera sorprendente in fatto di aspetti caratteriali e trovano affinità, al netto dell'ambiente.


Venendo a Toscani, ho avuto modo di dialogarci al debutto-presentazione del suo libro (non fotografico, ma di saggistica) giusto un anno fa.

Ne avrei da raccontare, ma dubito che interessi anche visto in quanti lo detestano, quindi mi limito a segnalare il solo link, anche per la particolarità della tematica di stretto ambito fotografico, a beneficio di eventuali interessati che non si fanno influenzare dalla sua proverbiale antipatia:


www.solferinolibri.it/libri/caro-avedon/?refresh_ce-cp

avatarsupporter
inviato il 07 Settembre 2021 ore 6:28

Nell'ambito attuale e riferito a come ORA è vista, più che concepita, la fotografia, ha sicuramente ragione: non è sufficiente una frasetta sola od estrapolata ad esprimere il concetto, ovviamente. Nei suoi ,e nostri, anni migliori La foto faceva la storia o la differenza, oggi quasi sempre fa l'attimo od acchiappa un like. Confuso

avatarsenior
inviato il 07 Settembre 2021 ore 7:58

Massima stima di Toscani per Avedon, et pour cause:
drive.google.com/file/d/1jT_OYDQ67D80kcovVTiY22lNIeqtjqc9/view?usp=sha

user206375
avatar
inviato il 07 Settembre 2021 ore 8:33

Stamattina in ogni caso si sarà svegliato col mal di schiena.

avatarsenior
inviato il 07 Settembre 2021 ore 9:39

Venendo a Toscani, ho avuto modo di dialogarci al debutto-presentazione del suo libro (non fotografico, ma di saggistica) giusto un anno fa.

Ne avrei da raccontare, ma dubito che interessi anche visto in quanti lo detestano, quindi mi limito a segnalare il solo link a beneficio di eventuali interessati,


Grazie per il link, in primis.

Ma ti assicuro che di gente interessata alla tua impressione di Toscani dal vivo ce n'è eccome. ;-) Io ho recuperato i volumi usciti in edicola fatti da lui e Benedusi e ho trovato le sue varie interviste a fotografi o "editoriali" molto interessanti e sempre con qualcosa che faceva riflettere molto.

Mi piacerebbe poter conoscere la persona vera, quella sotto il personaggio che un po' lo ha intrappolato negli anni.

user225138
avatar
inviato il 08 Settembre 2021 ore 19:11

Quindi ragionando al contrario, se non sei ambizioso, sei sfortunato?


Per una interessante sintesi della questione ti rimando al libro "Free Will" di Sam Harris https://www.amazon.it/Free-Will-English-Sam-Harris-ebook/dp/B006IDG2T6

Non ho né il tempo né l'abilità per argomentare la questione meglio di lui.

user1856
avatar
inviato il 09 Settembre 2021 ore 16:28

Il libro parla della non esistenza del libero arbitrio.
Io ho chiesto il tuo parere su altro.

Altrimenti li chiedevo a Harris... ;-)

user225138
avatar
inviato il 09 Settembre 2021 ore 17:56

Il libro parla della non esistenza del libero arbitrio.
Io ho chiesto il tuo parere su altro.


No. Che tu scelga di essere ambizioso presuppone l'esistenza del libero arbitrio.

user1856
avatar
inviato il 09 Settembre 2021 ore 20:19

No. Che tu scelga di essere ambizioso presuppone l'esistenza del libero arbitrio.



ma io non ti ho chiesto questo... Confuso

Ti ho chiesto se la mancanza di ambizione è essere sfortunati o meno.
Per te.


Detto ciò sono io a scegliere se scriverti queste righe o meno.
Potrei non farlo.
Oppure sì.
Dipende da cosa mi passa per la testa...

user225138
avatar
inviato il 09 Settembre 2021 ore 21:49

Cos78, alla tua domanda ho risposto: non esiste il libero arbitrio, quindi se sei ambizioso non è merito tuo, così come non è un tuo demerito non esserlo.

Tu sei, come tutti, una marionetta biomeccanica (per citare Harris, appunto). Le tue scelte sono determinate da una serie di reazioni biochimiche sulle quali non hai alcun controllo. Tutti i recenti studi di neurologia riconoscono che il nostro cervello prende decisioni in modo automatico, che poi la nostra coscienza cerca di razionalizzare a posteriori.

Davvero, leggi Free Will, è illuminante. E Harris, oltre ad essere noto come uno dei quattro cavalieri dell'ateismo , ha un background scientifico di tutto rispetto.

user1856
avatar
inviato il 09 Settembre 2021 ore 23:24

Le tue scelte sono determinate da una serie di reazioni biochimiche sulle quali non hai alcun controllo.


Le mie scelte perlopiù sono dettate da una sorta di tabella e da un'analisi di essa.
Che sia una cosa da fare o dove andare.
Quindi il controllo c'è.

Altri autori tipo MacLean comunque hanno opinioni anch'esse interessanti, es la teoría dei tre cervelli.
Che non portano comunque a risultati così perentori.
Ad esempio il mio cervello rettile, parafrasandolo, è totalmente inibito nelle scelte.

----

Detto ciò, non ti seguo.
Scrivi:

"Anche essere nati intelligenti, o ambiziosi, o meglio ancora entrambi, è una fortuna"

E la mia domanda si riferiva al fatto che nella prima proposizione parli di fortuna.
Come fosse un plus essere ambizioso rispetto a non esserlo.
Da cui la mia domanda...


PS
leggere "quattro cavalieri dell'ateismo" fa un po' yankee style comunque... Sembra un po' come il vegano che mangia tofu con la forma e il nome del salame...

user225138
avatar
inviato il 10 Settembre 2021 ore 0:39

Vado in ordine inverso.

Christopher Hitchens, Richard Dawkins, Sam Harris, e Daniel Dennett sono i padri dell'ateismo intransigente (mia definizione, sia ben chiaro), che è una conquista intellettuale non da poco.

Essere ambizioso consente, a parità di altre condizioni, di ottenere risultati migliori, o più in fretta, di chi non lo è. Da questo punto di vista è una fortuna, non credi?

Quello che tu chiami controllo è solo l'illusione del libero arbitrio. Tu sei determinato dalle reazioni biochimiciche che avvengono nel tuo cervello e nel tuo organismo, la tua coscienza è essa stessa biochimica (o sinaptica, se preferisci), esattamente come tutti gli esseri viventi.

avatarsenior
inviato il 10 Settembre 2021 ore 6:02

@Agnostico consiglio anche caldamente "Silicio" di Federico Faggin, cioè uno delle persone più influenti al mondo degli ultimi decenni.
Sfiora anche la fotografia perché per qualche anno è stato a capo della californiana Foveon.

user1856
avatar
inviato il 10 Settembre 2021 ore 10:16

Essere ambizioso consente, a parità di altre condizioni, di ottenere risultati migliori, o più in fretta, di chi non lo è. Da questo punto di vista è una fortuna, non credi?


No, non credo.
Credo che essere ambiziosi o meno, in un dato frangente, sia una caratteristica.
Non una fortuna. (Di cui, ripeto, non c'è evidenza scientifica)
Perché se da un lato puoi avere risultati migliori, dall'altro ha una qualità della vita diversa da chi ambizioso non è.
Lo dico da persona (molto) ambiziosa.

Detto ciò se è tutto predeterminato, a maggior ragione la fortuna non esiste.


PS anch'io un consiglio di lettura sui citati tre cervelli di cui quello "rettile" funziona a'la Harris.
I "tre cervelli" sono pure una delle basi usate da varie correnti e autori anche nostrani (mi viene in mente Borzacchiello)

avatarsenior
inviato il 10 Settembre 2021 ore 11:56

Tutti i recenti studi di neurologia riconoscono che il nostro cervello prende decisioni in modo automatico, che poi la nostra coscienza cerca di razionalizzare a posteriori

E' mai passato per la mente di questi Soloni che il cervello possa tarare nel tempo il suo funzionamento proprio sulla base della razionalizzazione che la coscienza opera durante (e dopo) l'età dello sviluppo?
Un po' come accade per lo spegnimento della prima candelina: il cervello non se l'aspetta, la reazione cioè non ha basi genetiche, ma poi se lo ricorda



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