| inviato il 06 Marzo 2014 ore 8:10
Quando uso il 50 1.4 a TA uso solo tre punti, il centrale e i due laterali più esterni (6D). Davvero mi piacerebbe se fossero disposti a "X" piuttosto che a rombo... magari uno al centro e gli altri disposti secondo la regola dei terzi. |
| inviato il 06 Marzo 2014 ore 9:04
anche io uso molto i punti laterali sulla mia 1DmkIII , mi dispiace solo che solo 19 su 45 si possano utilizzare!. |
| inviato il 06 Marzo 2014 ore 16:08
Questo 3d si era "addormentato" da più di 2 anni e mezzo, l'ho risvegliato ponendo delle domande precise ma solo da pochi ho avuto qualche risposta di merito. ripropongo gli ultimi 2 post, con la speranza di avere risposte mirate: “ " Se hai usato la "nuvola",ossia hai lasciato attivi tutti i punti e la macchina ha scelto quelli da utilizzare,solitamente quelli che cadono nei punti più vicini del soggetto, se più di un punto coincideva il programma ti indica i punti che erano a fuoco nel momento dello scatto.?Spero di essere stato chiaro." „ Il fatto che vengono visualizzati più punti, confonde un po'. Se questi punti stessero alla stessa distanza, ok, ma spesso sono a distanze diverse dalla fotocamera, quindi a cosa servono se la messa a fuoco è una sola? “ " Sono alla stessa distanza!?Se così non fosse ci sono problemi" „ Perché? Quando la ghiera di messa a fuoco ruota, si posiziona in relazione ad un'unica distanza, quindi che significato ha la visualizzazione di più punti? |
| inviato il 06 Marzo 2014 ore 19:50
Perché la distanza dovrebbe appunto essere la stessa ossia le parti del soggetto che cadono sullo stesso piano attivano più punti, |
| inviato il 06 Marzo 2014 ore 20:48
“ Perché la distanza dovrebbe appunto essere la stessa ossia le parti del soggetto che cadono sullo stesso piano attivano più punti „ prova a visualizzare qualche foto che ti mostra più punti e vedrai che tali punti non sempre si trovano sullo stesso piano di messa a fuoco. Mi è venuta un'idea! ...... non è che la vera messa a fuoco è fatta su un piano intermedio tra i vari punti per assicurare la pdc ottimale? |
| inviato il 06 Marzo 2014 ore 21:18
No! E' una funzione non contemplata,tutt'al più potrebbe essere che la profondità di capo dell'ottica a tutta apertura(in quanto la messa sfuoco è effettuata a tutta apertura) possa essere tale da far dare al punto interessato un segnale di messa a fuoco effettuata perché rientra nei limiti di tolleranza. Ma comunque la messa a fuoco e sempre effettuata su un piano parallelo alla pellicola o al sensore e pertanto potrebbe essere che l'inclinazione della macchina faccia coincidere più zone apparentemente a distanze diverse ma in realtà alla stessa distanza,dovuto appunto al fatto che l'inclinazione faccia si che la distanza sia la stessa o pressapoco. |
| inviato il 06 Marzo 2014 ore 22:27
io vivo con af singolo ma libero e lo sposto spesso per non ricomporre.... |
| inviato il 07 Marzo 2014 ore 8:28
Sono d'accordo , anche io penso che sia il sistema più preciso quello di usare il punto singolo,corrispondente alla zona del soggetto che mi interessa mettere a fuoco. |
| inviato il 07 Marzo 2014 ore 9:05
Partite da un concetto sbagliato, ossia che il fuoco e' dato dalla distanza tra soggetto e macchina fotografica, non e' cosi'. Il fuoco e' un piano paralello al sensore (o piano pellicola), un soggetto puo' essere molto piu' lontano ma trovarsi sullo stesso piano di fuoco di uno vicino. La scala sulle lenti indica solo la distanza tra macchina e piano di fuoco misurata sulla perpendicilare. |
| inviato il 07 Marzo 2014 ore 9:08
Piu' punti ci sono e meglio e' se sono precisi, bisogna solo imparare ad usarli. Anche le zone sono molto utili soprattutto se supportate dal riconoscimento RGB |
| inviato il 07 Marzo 2014 ore 18:22
@Doskavisual “ No! E' una funzione non contemplata .......... „ nel senso che nei manuali non c'è scritto? “ Ma comunque la messa a fuoco e sempre effettuata su un piano parallelo alla pellicola o al sensore „ questo è di default, altrimenti .............. “ e pertanto potrebbe essere che l'inclinazione della macchina faccia coincidere più zone apparentemente a distanze diverse „ inclinazione? quando parlo di distanza di un PUNTO di messa a fuoco, intendo (si intende) la distanza di un piano parallelo al piano del sensore del piano passante per tale PUNTO. E' chiaro che tutti i punti di tale piano sono a distanze reali diverse dalla fotocamera. Quello più vicino sta sull'asse dell'obiettivo. È chiaro che i punti che ho citato (quelli visualizzati con DPP o ZB) si trovano su diversi piani altrimenti non avrei posto il problema. |
| inviato il 07 Marzo 2014 ore 18:40
Io su canon di punti non ne ho tanti ma quello centrale è comunque il più sicuro. Se ho tempo utilizzo anche gli altri, ma se devo focheggiare in situazioni estreme passo in manuale così sono certo di quello che mi risulterà sfocato (abbastanza certo almeno) |
| inviato il 07 Marzo 2014 ore 18:45
Ehilà Gian Luca!!! ... che piacere! “ Partite da un concetto sbagliato, ossia che il fuoco e' dato dalla distanza tra soggetto e macchina fotografica „ Questo era sottinteso, è chiaro che si parla di distanze tra piani. “ La scala sulle lenti indica solo la distanza tra macchina e piano di fuoco misurata sulla perpendicilare. „ Sull'asse dell'obiettivo, che chiaramente è perpendicolare sia al piano del sensore che quello in considerazione. “ Piu' punti ci sono e meglio e' se sono precisi, bisogna solo imparare ad usarli. „ È proprio questo il quesito che ponevo inizialmente avendo trovato su alcune foto più punti di messa a fuoco vistosamente su piani diversi, e quindi mi chiedevo a cosa potessero servire. |
| inviato il 07 Marzo 2014 ore 18:50
non potresti mettere lo screenshot con la foto in oggetto aperta dal programma? così forse potremmo risponderti un po meglio. |
| inviato il 07 Marzo 2014 ore 19:26
sono riprese di politici, non so se è il caso |
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