| inviato il 08 Dicembre 2014 ore 17:56
Da un altro link reperito in rete: Il problema, se vogliamo, nasce dal fatto che gli attuali sensori utilizzati dagli scanner e dalle fotocamere digitali non hanno alcuna conoscenza cromatica della realtà. Reagiscono ai fotoni liberando elettroni senza essere, di fatto, sensibili alle frequenze in gioco, ovvero al colore della luce percepita. Dunque un sensore CCD, almeno allo stato attuale, è un dispositivo rigidamente monocromatico ("vede" a livelli di grigio) e genera una tensione elettrica variabile in funzione della quantità di luce che lo raggiunge. A latere, un convertitore analogico/digitale fa il resto: la tensione in uscita dal sensore CCD, trasmessa singolarmente per ogni pixel di cui è formato il dispositivo di acquisizione (da poche centinaia di migliaia di elementi ai molti milioni dei dorsi digitali "one shot" o "three shot" più sofisticati), viene convertita in formato numerico ed utilizzata così com'è dalla rimanente circuiteria o dal computer collegato al dispositivo . Maggiore è la risoluzione del convertitore, maggiore sarà il numero di sfumature effettivamente riconosciute durante l'acquisizione. Fortuna nostra è che, tecnologicamente parlando, il colore può essere inteso come un'estensione del bianco e nero: è sufficiente ricorrere alla sintesi additiva (nell'acquisizione e nella visualizzazione) o sottrattiva (nella stampa a colori) per riconoscere o aggiungere cromaticità delle nostre immagini. Senza entrare più di tanto nel merito di queste argomentazioni, ci limiteremo in questa sede ad affermare che attraverso una terna di filtri RGB e un sensore CCD monocromatico siamo in grado di riconoscere le singole componenti cromatiche primarie dell'immagine acquisita e tornare a ragionare anche in termini qualitativi. Ovvero, una volta nota per ogni singolo pixel la quantità di rosso, di verde e di blu di cui la porzione d'immagine è formata, abbiamo un quadro piuttosto chiaro delle sue caratteristiche cromatiche. Posto, dunque, che un sensore CCD è in grado di percepire solo livelli di luminosità, nella sua accezione più semplice l'acquisizione a colori si riduce ad effettuare tre singole esposizioni anteponendo all'obiettivo di ripresa un filtro rosso, un filtro verde e uno blu. Otteniamo in questo modo tre immagini monocromatiche che, opportunamente ricombinate tra loro, ripropongono l'immagine a colori corrispondente, o quasi, alla realtà. Inutile sottolineare che un sistema di ripresa organizzato in questo modo crea di certo non pochi problemi. Primo tra tutti il fatto che fotocamera e soggetto ripreso, durante le tre esposizioni, devono rimanere assolutamente immobili. Una minima variazione di inquadratura, infatti, provocherebbe un vistoso "fuori registro" con evidenti e antiestetiche sbavature di colore nei contorni dei dettagli. Per lo stesso motivo sarebbe poi impossibile realizzare telecamere a colori a CCD singolo proprio in virtù del fatto che nulla è più movimentato di una ripresa video. L'ostacolo delle tre riprese successive si può aggirare più o meno facilmente utilizzando tre singoli sensori CCD ognuno filtrato diversamente oppure anteponendo ai singoli pixel una fitta rete di microfiltri RGB, come nello schema in figura. L'immagine "letta" da un sensore CCD realizzato con questa tecnologia è ovviamente a colori. Per ogni punto conosciamo sempre una delle tre caratteristiche cromatiche primarie (il rosso, il verde, oppure il blu) e le altre due possono essere facilmente interpolate ricorrendo ai pixel situati nell'intorno di quell'area, che sicuramente saranno filtrati anche secondo le componenti cromatiche mancanti. Sempre in figura sono presi due generici pixel del sensore (A e B) ed è schematizzato una basilare tecnica di interpolazione che tiene conto solo ed esclusivamente dei punti adiacenti. Da segnalare che non è assolutamente casuale il fatto che siano presenti più elementi filtrati in verde rispetto a quelli filtrati in rosso e in blu (i primi sono esattamente il doppio dei secondi e dei terzi) in quanto la regione del verde è quella di maggiore sensibilità per il nostro apparato visivo ed è proprio in quella "zona" dello spettro visibile che riusciamo a riconoscere un numero maggiore di dettagli e di sfumature. |  
| inviato il 08 Dicembre 2014 ore 18:26
“ ... è impossibile misurare 90 dB, perché teorici possono essere solo 86 dB tra s/n !!! e naturalmente tra il rumore elettrico del decoder e quello delle alimentazioni si arriva massimo a 75 dB circa (e sono tanti in Audio-Acustica, anche se non sembra „ La prossima volta che faccio misure audio ti chiamo, così vedi di persona; i cd player seri, ripeto hanno s/n maggiori di 100 dB,quindi 90dB con un tono di test li ottieni ( OVVIAMENTE PESATI: sai cosa significa, vero? ) con un'incisione normale no, appunto ho detto prima dipende dalla incisione....ah, questi valori valli a misurare sul giradischi, se ci riesci. Fine OT Audio | 
| inviato il 08 Dicembre 2014 ore 18:32
Allora, un link per conoscete cosa entra in gioco in una registrazione di CD e dove si evince che il limite teorico non è 86db bensí 96db, quindi i 90 pesati ci possono stare www.garagestudiolive.com/guide/studio-mastering/ |  
| inviato il 08 Dicembre 2014 ore 18:40
Sí Occhio, ma non i livelli di colore o di grigio. I livelli di segnale dai quali POI si generano uscite a colori o BN e sono ben altra cosa. Sto benissimo, ma mi preoccupi tu a portare avanti la tesi che il sensore A MONTE DEL BAYER registra i colori...! Sai leggere quando si dice che il sensore è rigidamente monocromatico ? Ho l'impressione che rispondi senza leggere tutto ! | 
user46920 | inviato il 08 Dicembre 2014 ore 19:07
Simonecelli:“ che grandezza di stampe si possono ottenere con un negativo della classica pellicola a 35mm? „ Naturalmente dipende dalla sensibilità usata e dalla grana della pellicola, ma qualunque dimensione sia nei tuoi desideri, con il solo limite che se stampi un cartellone di 15x10 metri, dopo lo devi osservare ad una distanza sufficiente in relazione con la risoluzione e che puoi considerare mediamente come "superiore alla diagonale": esempio, una stampa 100x70 cm va osservata da almeno un metro di distanza, NON da 25 cm !!! Simone, spero che alla fine tu abbia avuto tutte le risposte . Razius, o prendi per il naso o non so quale altro scopo hai in mente !!! Ti saluto, stammi bene | 
| inviato il 08 Dicembre 2014 ore 19:30
Dai ragazzi , non litighiamo.....oggi è il mio compleanno,vi offrirei da bere ma siete lontani. Se capitate ad Ivrea,vi faccio sentire l'impianto hi-fi. Dimenticate db e s/n..... Vi faccio sentire The dark side of the moon del 1973 o Belafonte del 1958..... Poi ascoltate i cd...... Ha ragione Razius,per l'autoradio sono eccezionalmente comodi ( ma anche lì c'è di meglio....sto dischetto..dove lo metto...) per l'ascolto di qualità in casa sono buoni ma....il nemico del buono è il meglio. Le prove si fanno ascoltando ,ragazzi!! | 
| inviato il 08 Dicembre 2014 ore 19:34
Scusa Occhio, sapresti argomentare perché ti prenderei per il naso ? Spari nel mucchio così, a caso, anche con un po' di vittimismo in questo caso, consentimelo, vedendo cospirazioni nei tuoi confronti. Io non ho altro scopo che quello di esporre il mio pensiero, mentre tu, anche nel confrontarti con tesi diverse, ti ergi sempre a maestrino, spesso confutando le altrui tesi con saccenza e senza ammettere che potresti sbagliare anche tu. Non sei il detentore della Cultura, e dicendo <<continuo a pensare che manca molta cultura...>> ti sei dato una medaglia che nessuno ti ha conferito...! Quindi, come vedi, alla fine il "casotto" lo stai facendo tu. Ti saluto anche io. | 
| inviato il 08 Dicembre 2014 ore 19:35
Auguroni, Giuliano, io porterei il mio doppio disco live di Pino Daniele, Sciò, che è l'LP che custodisco più gelosamente. | 
| inviato il 08 Dicembre 2014 ore 19:37
 Una delle mie ultime foto analogiche,qui scannerizzata con un multifunzione Canon da 200 euro. Leica apo-macro 100mm. 2,8 f. 4,0 Isole galleggianti-Lago di Tititaca ( perù) | 
| inviato il 08 Dicembre 2014 ore 19:41
Auguri, Giuliano, bevi un bicchiere di buon vino piemontese alla tua salute. P.S. Giuliano, in macchina ho cominciato con le cassette Stereo 8, poi musicassette, poi Mini Disk ed infine CD. Sono pronto per la prossima tecnologia che non sia grossa come il Nagra... | 
| inviato il 08 Dicembre 2014 ore 19:44
Grazie Paolo!!Ultimo OT: mi sembra che la musica....liquida abbia superato il suono del CD,la trovo meglio. Però son 59 ....magari sbaglio. Le orecchie di un giovane funzionano meglio.....le mie cominciano ad avere il filtro anti-alias,e non solo quelle...... | 
| inviato il 08 Dicembre 2014 ore 19:48
Razius: adesso si caricano i files direttamente con la pendrive,non devi neanche temere che con le buche salti il brano.. | 
| inviato il 08 Dicembre 2014 ore 19:49
Cavolo...il Nagra!!!! Grazie anche a te! Oggi ho esagerato, ho mangiato all'inverosimile.... Vado tanto in bici- cletta ma il problema è la for-chetta.... |
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