user141966 | inviato il 09 Gennaio 2018 ore 8:36
Si accettano spunti ed esperienze personali. Grazie a tutti |
| inviato il 09 Gennaio 2018 ore 11:52
Ho un amico fotografo embedded con le forze speciali in Kosovo il vantaggio indubbio di stare in loco era ovviamente il potere capire che le cose sono molto diverse da quelle che ci dicono i giornali. Per ragioni militari le sue foto non possono essere pubblicate, ma su una cosa alla fine ha detto che il Kosovo è una terra serba con una maggioranza (artefatta) di kosovari. Infatti le vecchie chiese ortodosse sono tutte protette da personale militare italiano e della Nato per il pericolo di attacchi terroristi da parte delle fazione islamica. Quando è tornato aveva una visione completamente diversa e simpatia per i Serbi. Ti ho inviato questa testimonianza perché se vuoi andare in luoghi ove esistono tensioni di qualsiasi tipo, devi fare il reset completo delle tue idee perché le cose ti appariranno sempre sotto una visuale diversa, più vera ed a volte stravolgente la vulgata ufficiale come i Serbi che sono cattivi e Kosovari buoni. La storia ci aiuta, nella piana dei Merli in Kosovo, i Serbi si fecero massacrare tutti dai Turchi che volevano conquistare quei territori. I paesi di confine sono sempre quelli che difendono la sede della civiltà preminente. È ovvio che vi sono dei Kosovari che sono persone per bene, ma che il territorio sia loro, come processo per pervenire ad una Grande Albania è un'operazione antistorica ed irreale, come parlare della Padania. |
user141966 | inviato il 09 Gennaio 2018 ore 12:06
Grazie di cuore, se hai altre fonti sono qui. |
| inviato il 09 Gennaio 2018 ore 13:19
Il problema di andare di fare il fotografo embedded ha il vantaggio di poter scattare in posti dove ovviamente non ci si può recare; lo svantaggio è che non puoi pubblicare nulla perché diventa tutto materiale militare. Una storia che mi raccontò era quella di un kosovaro che per dispetto verso i Serbi si fece costruire la casa sopra una fossa comune di Serbi. Io ho visto queste foto e sono rimasto molto impressionato. Certamente molti Serbi non si sono comportati bene con i Kosovari, ma questi ultimi sono coloro che, con la complicità americana "liberals", hanno finanziato l'UCK ed altre organizzazioni terroristiche di matrice islamica creando problemi anche alle stessa comunità islamica dove vi erano delle persone che sono vissute in pace con i connazionali Ortodossi e specialmente potenziali problemi in Europa. Sempre l'amico mio aveva una sorta di repulsione per Israele. Bene quando ci è andato mi ha raccontato che è un paese meraviglioso, gli Israeliani ospitali con tutti, ma a noi ci viene propinata solo la solita solfa antisemita filo-palestinese mentre non dicono che nell'esercito Israeliano vi sono soldati arabi e cristiani. Anche in tal caso ha dovuto rivedere tutto perché si è trovato di fronte ad un grande reset. Fare il fotografo embedded ti costringe a vedere la realtà più vera non quella delimitata dal politicamente corretto dei governi europei. So che ha un progetto di andare in Bulgaria a vedere come i bulgari controllano i confini da potenziali migrazioni che posso portare poi danno nei paesi europei. |
| inviato il 09 Gennaio 2018 ore 13:26
Belle testimonianze Edo10... |
| inviato il 09 Gennaio 2018 ore 13:31
Ti sconsiglio di partire senza i permessi e agganci sul posto...ovunque sia. |
| inviato il 09 Gennaio 2018 ore 13:41
Nel 2016 i giornalisti embedded alle Forze Armate italiane sono stati 46. Non è propriamente vero che non puoi pubblicare nulla. Di fatto puoi pubblicare solo dopo la presa visione del materiale da parte delle FFAA (si parla di fotografia) oppure puoi fregartene e rischiare un processo militare. In ogni caso, embedded o meno, per fare giornalismo di guerra credo servano contatti, organizzazione, e molti soldi. |
| inviato il 09 Gennaio 2018 ore 13:44
Concordo con il suggerimento di Vincenzo. Mai andare in qualsiasi luogo senza preparazione e con i necessari permessi. Evitare di farsi strumentalizzare dal politicamente corretto al fine di pervenire a dei permessi. Evitare in modo assoluto proposte di fare vedere solo una parte e non lo scenario completo. Prepararsi a grandi delusioni perchè il pensiero unico non vuole rotture di scatole. Cercare di farsi finanziare il progetto ad esempio con il crowfunding. Chiedere ad ambasciate di un certo livello suggerimenti e consigli, specialmente da quelli esperti di certi territori. Evitare strumentalizzazioni delle proprie fotografie. Cercare sempre un canale di libera informazione, magari piccolo, ma libero e non costretto ai diktat del pensiero unico. Farsi degli amici nei luoghi dove si va perché si entra in contato con un umanità che ti lascerà ancor più ricco. Se avessi la forza e la possibilità mi recherei in Ucraina nelle zone di confine con la Russia (Novorossija) per vedere cosa accade e perché ultimamente se ne parla sempre di meno. Crearsi degli agganci sinceri, testati, consapevoli e con le palle quadrate. Quando hai fatto questa lista della spesa puoi iniziare a pensare ad un progetto. Non improvvisare mai nulla perché è pericolosissimo. |
| inviato il 09 Gennaio 2018 ore 14:17
Un certo Daniel Estulin si occupò di questa segretezza delle riunioni del Gruppo Bildelberg come reportage. In un'analisi che aveva fatto aveva scoperto il tentativo da parte di questo Gruppo di cercare di separare il Canada dal Quebec per agganciare il Canada anglofono agli Stati Uniti. Si è organizzato con vari contatti anche all'interno di questo Gruppo ed ha tirato fuori non un reportage ma di più un libro-testimonianza "il club Bildeberg" Arianna Editrice Edizioni. Ti consiglio di trovarlo e leggerlo per capire come ha agito per creare un reportage-racconto. Non ne rimarrai deluso e capirai i pericoli che ha dovuto affrontare. Egli scoprì che la RAND una organizzazione no-prof era stata creata per favorire la formulazione di piani militari grazie a progetti di ricerca e sviluppo ed era collegabile alla “U.S. Brainwashing Institution”, a causa dei suoi esperimenti sui metodi per il controllo sociale e le risposte psicologiche allo stress. Insomma un gran casino che e dimostrava come l'operazione Watergate era stato in realtà un grande bluff per far fuori Nixon che infatti si dimise alquanto terrorizzato ed al suo posto venne messo G. Ford uomo del Gruppo Bildelberg. |
| inviato il 09 Gennaio 2018 ore 16:47
Oggi giorno è difficile vendere servizi in Italia. Alcuni amici hanno chiuso p.iva studio perché il mercato è cambiato e i giornali pagano molto molto poco e a loro dire il gioco non vale più la candela. Alcuni hanno deciso di trasferirsi all'estero (Inghilterra) perché se non ho capito male i reporter italiani vecchio stampo sono molto apprezzati. Sia vero o falso non posso dirlo ma questo è quello che ho inteso. |
| inviato il 09 Gennaio 2018 ore 17:20
Concordo con Vincenzo. L'ideale sarebbe avere un progetto chiaro da proporre, dopo avere creato un network di amici che siano testati. Dalla tua nota non mi sembra che tu abbia un tale network e per crearlo ci vuole tempo. Vincenzo ha ragione sulla questione p.iva e chiusura studi. Avere un'impresa in Italia sembra quasi una colpa e quindi ti pagano due euri da fame. Peraltro oramai è in voga l'abitudine di documentarsi su internet secondo il proprio pensiero e non secondo verità e proporre un articolo che non sarà mai lo specchio di ciò che si è visto. Io partirei da un progetto piccolo, semplice per esempio il controllo delle frontiere ed il fallimento di Shengen e poi una volta che ti sei testato sul campo, puoi allargare, previ contatti giusti, i tuoi orizzonti. |
| inviato il 09 Gennaio 2018 ore 18:24
Edo penso che prima di partire con un progetto bisogna accertarsi cosa non sia stato ancora raccontato. Non è detto che nel frattempo non ci sia qualcun'altro che ci preceda o che non possa interessare alle testate che si voglia proporlo. Un reportage che mi era rimasto impresso era stato realizzato da un giornalista inglese (non ricordo le foto di chi fossero o se non proprio le sue) riguardo i famosi pirati che agivano al largo della Somalia. La verità fa male. Infatti nel reportage uscivano fuori cose poco piacevoli dove molti paesi erano coinvolti.Morale?... i pirati andavano combattuti perché un pericolo per molte multinazionali e i loro traffici illegali riguardo lo smaltimento dei rifiuti tossici (compreso aziende italiane). Questo reportage è stato sabotato da molte testate importanti (inutile parlare da dove escono i soldi che finanziano giornali che dovrebbero dare informazioni!!!). In Italia l'articolo è stato pubblicato da l'internazionale. Era solo per dire che non è facile realizzare un reportage e non è facile venderlo. Per chi vuole iniziare consiglio di mettere in conto tutte le difficoltà e risorse economiche da dover affrontare e il rischio di non guadagnare niente. |
| inviato il 09 Gennaio 2018 ore 18:32
Concordo con te Vincenzo. |
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