user120016 | inviato il 04 Maggio 2017 ore 21:15
Ciao a tutti! Come da titolo, vorrei sapere se qualcuno possa suggerire qualche idea creativa per utilizzare una pellicola scaduta nel 1949. Si tratta di una chicca trovata in un mercatino dell'usato e cioè lastre Kodak Ektachrome 64 ASA e 160 ASA, 4" x 5" per banco ottico, ancora sigillate. Tempo fa avevo letto di una bobina di pellicola degli anni 30 esposta e stampata dopo oltre 70 anni dalla data di scadenza con risultati sorprendenti... Innanzitutto, dovrei provare ad esporla o dovrei tenerla come cimelio? Non essendo il solito film BW, ed in piú cosí vecchio, dovrei farlo sviluppare a terzi o provare a fare lo stesso da me? Suggerimenti per progetti e soggetti? grazie sin d'ora! |
| inviato il 04 Maggio 2017 ore 21:33
Dove sei? Se hai laboratorio artigianale a cui rivolgerti prova chiedere. In generale ti consiglio di esporle a una sensibilità più bassa di quella nominale. Poi ci sono tecniche e sviluppi adatti a questo scopo. Prova a chiedere nel forum di APUG che è dedicato esclusivamente alla pellicola. La comodità delle pellicole piane è che puoi sviluppare una x volta, quindi provare una, vedi come va e di conseguenza adatti sensibilità e sviluppo per le successive. Ma che cimelio.... usale! |
user118485 | inviato il 04 Maggio 2017 ore 21:36
Chiedi a franco santi qui sul forum |
user120016 | inviato il 04 Maggio 2017 ore 22:02
Ciao Diebu! Vivo ad Alessandria. Ho già provato a chiedere in zona ma pare che la fotografia con banco ottico sia una bestia sconosciuta da queste parti. Normalmente sviluppo in casa le lastre, ma al massimo le ho usate scadute da meno di 5 anni... queste mi sembrano meritevoli di qualche informazione supplementare per non sprecarle malamente. Sulla sensibilità più bassa mi confermi una cosa a cui avevo pensato e poi mi sa che dovrò fare esperimenti su tempi, concentrazioni e temperature... sperém! |
user120016 | inviato il 04 Maggio 2017 ore 22:03
Grazie Mar-cello proverò a cercarlo! |
| inviato il 04 Maggio 2017 ore 22:11
Se non erro per questi casi mi pare di aver sentito parlare di sviluppi stand ad elevate diluizioni e per lunghi tempi, anche un'ora. Ma prendilo con beneficio di inventario. Se x te non è un problema fare un salto a Milano puoi rivolgerti a Studio Farenheit (che non coboscomoerdonalnrnte, mai usato, ma pare sua rinomato) oppure, quello che utilizzo io: Jacopo bianco&nero. Magari priva a dargli un colpo di telefono prima x sentire se sono in grado di occuparsene. Ma doorattutto ti consiglio vivamente di cercare o chiedere su APUG, mi pare che proprio lì avevo letto delle suddette tecniche. Purtroppo è tutto in inglese ma trattandosi di argomenti tecnici a noi ben noti è facilmente comprensibile anche x chi non padroneggia la lingua. |
user120016 | inviato il 04 Maggio 2017 ore 22:17
Grazie mille per i preziosi consigli, Diebu. Ho visto le diverse rese in base allo sviluppo stand o in agitazione intermittente, sempre e comunque con tempi lunghi (sicuramente oltre i 20 minuti), ma ovviamente cercherò conferme. Per comodità, inizierò su APUG. Nessun problema per la lingua. Ho vissuto qualche anno all'estero Intanto inizio a lucidare le lenti in attesa di giorni clementi per scarrozzare 40 Kg di attrezzatura in cima ad una altura da tirar fuori qualche panorama degno di queste lastre! |
| inviato il 04 Maggio 2017 ore 22:22
Facci sapere come va mi raccomando , e se puoi/vuoi posta qualche risultato. |
user120016 | inviato il 04 Maggio 2017 ore 22:31
Lo farò senz'altro e grazie per l'interesse! |
user120016 | inviato il 04 Maggio 2017 ore 22:33
Fermo restando che, come tu mi insegni, le foto analogiche, e le lastre in particolare, danno il meglio se stampate, meglio se con dimensioni adeguate |
| inviato il 04 Maggio 2017 ore 22:37
Mah ... da lastre di Ektachrome vecchie di settant'anni io non mi aspetterei grandi cose! Fossero almeno Kodachrome ... P.S. - la 64 è quasi certamente una Daylight ma fossi in te controllerei che lo sia anche la 160 ... che potrebbe invece essere una Tungsten . P.S. 2 - per lo sviluppo prova a chiedere lumi anche all'Agenzia Luce di Trieste, 040-305610 ... Mauro è sempre gentile e disponibilissimo. |
| inviato il 04 Maggio 2017 ore 22:40
Rettifico l'informazione riguardo a Jacopo bianco&nero, si occupa infatti solo di negativi b&n. Prova a sentire Color Print di Torino per le diapositive. |
| inviato il 04 Maggio 2017 ore 22:41
Più facile che la 64 ISO sia per luce al tungsteno (ma credo si sarebbe chismata 64T, non so se all'epoca esisteva già, successivamente aveva questa denominazione mi pare) e viceversa la 160 ISO per luce diurna |
| inviato il 04 Maggio 2017 ore 22:43
Fermo restando che, come tu mi insegni, le foto analogiche, e le lastre in particolare, danno il meglio se stampate , meglio se con dimensioni adeguate Beh non direi proprio ... trattandosi poi, nel caso specifico, di lastre di Ektachrome il meglio lo darebbero di certo in proiezione ... se fosse possibile beninteso! Altrimenti in trasparenza su un diafanoscopio, e con un loupe di qualità ovviamente, si possono osservare dei dettagli semplicemente stupefacenti ... |
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