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Utilizzo dei filtri nella fotografia: UV e Skylight


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avatarmoderator
inviato il 07 Agosto 2011 ore 13:59

Ho ripostato questa guida per fare un pò di chiarezza sull'uso dei due filtri più conosciuti nel campo della fotografia analogica e digitale.
E' vero che i filtri creano un altro step vetro/aria oltre a quelli che compongono già la costruzione delicata di un obiettivo e questa lente addizionale deve anch'essa essere attraversata dalla luce per raggiungere il sensore della nostra macchina fotografica digitale, ma è incontestabile anche il fatto che i filtri neutri migliorano la nostra sicurezza in caso di polvere, graffi e soprattutto dai colpi frontali accidentali che potrebbe subire l'obiettivo montato sulla nostra Reflex o Bridge... meglio quindi spendere qualche decina di euro per un buon filtro piuttosto di dover disturbare un fotoriparatore per sistemare il nostro prezioso obiettivo o peggio ... buttarlo via. Tra i filtri che vengono abitualmente montati i 2 più famosi sono l'UV e lo Skylight.

Il filtro UV (abbreviazione di Ultra Violetto) è una lente (cristallo) trasparente che svolge un'efficace azione di blocco nei confronti di raggi ultravioletti presenti specialmente in montagna o in quantità minore al mare. In questi ambienti l'intensa irradiazione ultavioletta, non opportunamente schermata, può conferire alle immagini una fastidiosa dominante azzurrina (evidente nelle zone d'ombra), aumentare l'effetto di foschia e a volte modificare le tonalità dei colori.

Molto simile al filtro neutro UV, dal punto di vista pratico, il filtro Skylight ( con caratteristica antifoschia mod.1A ) si distingue invece da questo per via della lievissima colorazione rosata. Tale caratteristica determina un'influenza più marcata sulle dominanti fredde, cosicchè adoperando lo Skylight si riesce a riscaldare i toni dell'immagine ( specie i volti ). Molti lo adoperano, per esempio, nelle riprese con il cielo coperto ( le nubi trattengono una parte della componente rossastra dello spettro luminoso ). Data la modestissima influenza sull'immagine, molti fotoamatori e fotografi tengono uno di questi due filtri permanentemente montato sulla fotocamera come protezione della lente frontale dell'obiettivo. Sia il filtro UV che lo Skylight hanno un'efficacia trascurabilissima nella fotografia in bianco e nero.

La mia scelta personale è stata sempre di acquistare il filtro neutro UV optando per modelli con un buon rapporto qualità/prezzo e possibilmente modelli Slim, con spessore del telaio (ring) di soli 3 mm anziché 5 mm, per evitare l'insorgere della vignettatura con l'uso di grandangoli spinti ( la vignettatura è la perdita di luminosità ai bordi dell'obiettivo ) . Un'ulteriore sicurezza è di avere l'abitudine di applicare il paraluce a corolla , quando le condizioni esterne lo permettono, che contribuisce ad evitare sempre i danni frontali dell'obiettivo e a contrastare le immagini fantasma e i riflessi che vengono trasferiti sulla lente posteriore dell'obiettivo abbassando di fatto il contrasto generale della scena inquadrata. Tra gli accessori che accompagnano la nostra reflex, il paraluce è quello spesse volte sottovalutato. Dispiace che molti marchi che producono obiettivi non sempre forniscano il paraluce assieme all'acquisto dell'obiettivo stesso.

Navigando in Internet ho trovato un Test molto interessante sui filtri UV eseguito con uno spettrofotometro della Hitachi mod.U-2900 che riporto qui sotto. Questo è il link dove ho trovato i risultati del Test, la descrizione, i risultati e i commenti originali in lingua inglese:
www.lenstip.com/113.1-article-UV_filters_test.html .

Dato che il Test mi sembra abbia un solido fondamento scientifico si evince che : * I primi 2 modelli sono similari come prestazioni ma l'Hoya HMC UV-0 è decisamente più aggressivo nel prezzo rispetto l'Hoya PRO1 Digital MC_UV-0 - * 3 dei primi 4 filtri sono prodotti dalla medesima azienda, la Hoya !... chiave del successo sembra essere una buona riduzione dei raggi UV e di elevata trasmissione della luce visibile Gamma. - * I filtri Slim iniziano a mostrare la loro superiorità quando si usano i grandangoli 24/28mm o di più breve focale.

Curiosità: Il proprieterio della Hoya (produzione filtri) è lo stesso della Kenko (produzione duplicatori di focale) e della Tokina (produzione obiettivi di altissima qualità).

RISULTATI DEL TEST:

1? HOYA 72mm HMC UV-0 e HOYA 72mm PRO1 Digital MC-UV-0 slim

2? HOYA 72mm HMC Super UV-0

3? B+W 72mm 010M Super UV-0

4? HAMA 72mm UV Htmc 390 (0-Haze)

5? B+W 72mm 010M UV-Haze MRC Slim e MARUMI 72mm MC UV

6? SIGMA 72mm DG UV e KENKO 67mm Pro1 Digital

7? HELIPAN ES 72mm UV-0 SH-PMC

8? MARUMI 77mm WPC UV

9? HOYA 72mm UV-0 Standard

10? HAMA 72mm UV 390 (0-Haze)

11? B+W 72mm 010 UV-Haze e B+W 72mm 010 UV-Haze Slim

12? HELIOPAN ES 72mm UV-0

13? MARUMI 72mm UV

14? HOYA 72mm UVG-Series

Qui trovate la guida sui filtri polarizzatori
www.juzaphoto.com/topic2.php?f=23&show=&t=13435#178000

ciao e buona luce, lauro

avatarmoderator
inviato il 19 Ottobre 2011 ore 8:32

Vi segnalo che da alcuni mesi è in distribuzione un nuovo modello di filtro Uv prodotto dalla Hoya.
I filtri Hoya della Serie HD sono rivestiti su entrambe le superfici con un trattamento antiriflesso di ben 8 strati e garantiscono una trasmissione della luce parial 99,35% nella gamma di frequenze tra 400nm e 700nm (la gamma della luce visibile).
La Hoya dichiara che sono 4 volte più resistenti dei filtri standard grazie al trattamento indurente su entrambe le superfici che li rendono resistenti a graffi, rotture.. E' lo stesso trattamento che Hoya ha messo a punto per rendere conformi le sue lentioftalmiche allo standard ANSI Z80.3-2001, richiesto per la commercializzazione delle lenti da vista nel territorio americano.
Queste lenti sono inoltre resistenti alle macchie, alle ditate grazie ad un trattamento che le rende inattaccabili perfino agli inchiostri indelebili.
La montatura è similare al kenko e Hoya Pro 1digital : montatura ultra-slim con bordo scuro e opaco onde evitare luci di rimbalzo sul ring adatta quindi per ottiche grandangolari dato che allontana la possibilità che vignetti.
Di norma consiglio questi modelli che secondo me offrono un buon rapporto qualità/prezzo:
esempio diam.lente 72mm
kenko 1 pro gigital 35,00 euro c.a.
hoya 1 pro digital 42,00 euro c.a.
hoya HD 64,00 euro c.a.

Il mdello hoya HD ha quindi una marcia in più rispetto agli altri :)

ciao e buona luce, lauro

avatarmoderator
inviato il 03 Giugno 2013 ore 22:15

Vi presento Kai W. uno dei più creativi Test-Man di attrezzatura fotografica , compresi i filtri UV MrGreen



ciao e buona visione, lauro

avatarjunior
inviato il 28 Agosto 2013 ore 19:26

se lascio sempre montato sull'obiettivo un filtro uv, quando devo mettere il polarizzatore consigli di togliere il primo o si può tranquillamente metterlo sopra? grazie ciao..

avatarmoderator
inviato il 28 Agosto 2013 ore 19:40

E' preferibile sostituire il filtro .UV con il polarizzatore per evitare che affiori della vignettatura meccanica (doppio ring) e che i 2 filtri si incastrino tra di loro .
Ciao, lauro

avatarsupporter
inviato il 28 Agosto 2013 ore 19:52

Ok...
lo devo dire....
Sei un mito!!!

una della persone che più di tutti apportano qualcosa a questo già fantastico sito!

complimenti. per la regolarità, l'estensione degli argomenti ed anche la lessicalità...

Un saluto

Daniele

avatarjunior
inviato il 28 Agosto 2013 ore 21:00

cavoli davvero. grazie mi hai risposto in tempo 0 !!!!! ciao alla prossima...

avatarsenior
inviato il 28 Agosto 2013 ore 21:24

Mi chiedo come mai siano stati necessari più di 2 anni affinché questo topic interessante e chiarificatore sull'argomento filtri riaffiorasse....

A vedere tutti i topic che tiri fuori su test obiettivi e altro, completi di link esterni, uno che cerca delle risposte, prima di aprire un topic dovrebbe esplorare il tuo profilo per vedere i topic aperti da te, per cercare risposte ai suoi interrogativi, solo dopo porre le domande aprendo un topic specifico ;-)

Giorgio B.

avatarsupporter
inviato il 28 Agosto 2013 ore 22:03

Grazie Lauro !

un saluto

avatarsenior
inviato il 29 Agosto 2013 ore 6:58

Ho filtri UV o protector su tutte lenti tutti Hoya o Kenko

Diversi di questi sono Hoya HD tra cui un polarizzatore

Devo dire che gli Hoya HD oltre a quanto detto da lauro si puliscono più facilmente degli altri, lo sporco aderisce meno.
Costicchiano ma valgono.

Altra cosa
Come kenko non trovate un equivalente agli Hoya HD
Invece per le linee immediatamente sotto (che sono comunque buoni) ad esempio la linea digital pro è praticamente identica nei due brand (penso siano esattamente lo stesso filtro rimarchiato)

Intendo questi due

www.hoyafilter.com/hoya/products/pro1digitalfilterseries/

www.kenkoglobal.com/pro1d_features.html

Per il 150-500 ho anche il filtro specifico della sigma UV è devo dire che è ottimo.
Ho fatto diverse prove e a livello di nitidezza e trasmissione luce non ruba praticamente nulla.

Di solito vale la pena comprare un filtro che costa il 10% la lente.
Inutile comprare lenti super se poi davanti ci mettete un fondo di bicchiere.

avatarsenior
inviato il 25 Dicembre 2013 ore 9:57

Ho tutti filtri hoya hd sia uv che polarizzatori e si integrano benissimo, sono fatti praticamente apposta per vivere assieme...solo sul 50ino non me la sono sentito di comprare un filtro che costasse quanto la ente, e allor mi sono limitato al pro1 digital ;-)

avatarsenior
inviato il 25 Dicembre 2013 ore 11:06

"
Ho ripostato questa guida per fare un pò di chiarezza sull'uso dei due filtri più conosciuti nel campo della fotografia analogica e digitale.
.......................

"

Nel tuo intervento c'è un grave errore di fondo, un errore bello grosso!


Nel tuo intervento NON hai fatto una premessa fondamentale: l'uso del filtro UV per ridurre il segnale ultravioletto sull'immagine catturata dalla fotocamera, ha una sua utilità operativa SOLO E SOLTANTO se la registrazione dell'immagine è effettuata con la PELLICOLA

In fotografia con SENSORE DIGITALE, la situazione NON affatto è così ed un filtro UV, o altro passa banda, NON VA USATO per fotografia seria.

L'uso di un filtro UV posta davanti all'obiettivo, con cattura dell'immagine effettuata da sensore digitale normale, sia CCD che CMOS, non solo è del tutto inutile, sono solo soldi buttati via, ma può essere anche dannoso.

Vediamo perchè sono soldi buttati via.

Sono soldi buttati via perché le fotocamere, tutte, comprese D 800E & Company, hanno il filtro antialias, o passa basso che dir si voglia (in effetti è un passa banda e non solo un passa basso), che è posto davanti al sensore, e che intercetta e blocca sia le lunghezze d'onda lunghe, che ricadono nel vicino IR (infrarosso) che quelle corte che ricadono nell'UV.

Davanti al sensore ci viene volutamente introdotto un filtro passa banda che lascia passare, in pratica, quasi solo la banda visibile: il passa banda è inserito per evitare la precoce saturazione del sensore, con danni alla gamma dinamica e cromatica, in altre parole aloni, prodotti da luce invisibile all'occhio, sia in banda lunga, che corta.

Quella luce invisibile, IR ed UV, non è percepita dall'occhio, ma se c'è, è percepita dal sensore: quella luce si sommerebbe alla luce visibile e farebbe saturare precocemente il sensore, con posterizzazione precoce delle alte luci.

Vediamo perchè un filtro UV, o Skylight, o altro passa banda può essere dannoso.

La fotocamera digitale è già protetta dalla casa contro gli UV, e l'aggiunta di un ulteriore filtro UV, non solo è inutile, ma può essere dannosa, potrebbe tagliare frequenze che NON dovrebbe tagliare, dato ogni casa fa passere una banda sua leggermente diversa, a seconda delle caratteristiche del suo sensore, e se un filtro addizionale taglia frequenze ai limiti dell'UV, che per que particolare sensore dovrebbero essere presenti, che non dovrebbe essere tagliate, si può introdurre dominate cromatica calda, leggera, ma in certi casi visibile,


Il filtro Skylight addirittura taglia le frequenze alte del visibile, lavora anche nel visibile, ed introduce una dominate cromatica calda, abbassa la temperatura di colore, sempre e comunque.

Da qualche anno le case migliori, alla luce di questa peculiarità tecnica delle fotocamere digitali, hanno messo in commercio filtri neutri di protezione, neutri veri, con trattamento antiriflessi serio, planarità spinta, etc, che proteggono meccanicamente l'obiettivo senza tagliare alcuna banda, appunto per non creare possibili problemi al sensore e se uno vuole proteggere meccanicamente l'obiettivo, quelli deve usare, non UV o simili.

Le dominanti bluastre, su paesaggi e altro tipo di foto (ad esempio, persone in ombra all'aperto con cielo blu), sono sempre settoriali, sempre diverse come valori di saturazione per particolari diversi sulla stessa fotografia, ed abbatterli globalmente su tutto il fotogramma, come fa un filtro, porta a fotografie di cattiva qualità, si deve intervenire opportunamente in fotoritocco, settorializzando.

In digitale, filtri UV, Skylight ed altri passa banda non solo sono soldi buttati via, ma sono fonti di grane su fotografia seria.

Chiaramente, per fotografia dozzinale, va bene tutto.

Saluti cordiali.

avatarmoderator
inviato il 25 Dicembre 2013 ore 11:22

E' evidente che ci soni 2 scuole di pensiero Alessandro.
Credo che la verità stia in mezzo dato che:
-non mi risulta affatto che un CCD sia cieco ai raggi UV... vedi gli esperimenti i fatti utilizzando la lampada di Wood (luce nera) che emette UV che vengono effettuati in alcune scuole come dimostrativi.
-La stessa Nikon sulle sue ottiche per macchine ciece produce quindi filtri Uv "inutili" ?
-Nikon riguardo i filtri UV sulle sue reflex digitali dice: I l filtro UV (ultravioletto), seppur appare trasparente, aiuta a prevenire l'effetto negativo dei raggi ultravioletti, ed aiuta a migliorare il contrasto generale dell'immagine rendendo l'immagine più nitida.
fonte: www.nikonschool.it/experience/filtricokin2.php
-Produttori specializzati come b+w , kenko hoya si inventano filtri specifici al digitale "pro digital" ?.
Se hai prove oggettive su quello che dici prova a contattare la Nikon, io non sarei così sicuro del tuo punto di vista.

Quindi la verità stà in mezzo senza estremismi nè assolutismi :

-Secondo il buon senso ,le reflex digitali possono contrastare gli effetti legati agli UV ma non annullarli, per questo motivo produttori di reflex e di vetri consigliano anche nelle reflex digitali l'uso dei filtri dedicati e addirittura hanno costruito delle lenti dedicate al supporto digitale.
-La scelta di un particolare filtro passa basso ottico obbliga ad una mediazione tra precisione, aliasing e fattore di riempimento (fonte wikipedia).
-I filtri neutri sono stati introdotti dai vari produttori per offrire solo una sicurezza meccanica (protezione dai colpi della lente frontale) e abbattendo i costi al fruitore perchè il progetto industriale è più semplice ed economico.
-..dimenticavo .. tutti i filtri polarizzatori professionali hanno anche un trattamento anti UV.
(imho)
-Per questi motivi sopraindicati io continuerò ad usare i filtri UV (che hanno una duplice funzione) piuttosto dei filtri neutri (solo funzione anticolpo).
ciao, lauro



avatarsenior
inviato il 25 Dicembre 2013 ore 12:53

"

E' evidente che ci soni 2 scuole di pensiero Alessandro.

"

Attenzione!

NON commettere un altro errore!

NON ci sono scuole di pensiero in tecnica consolidata, mai!

Ci sono dati tecnici consolidati, misurati, che NON danno adito ad interpretazione, sono certezze tecnicamente consolidate, e NON c'è da interpretare nulla!

CCD e CMOS SONO certamente sensibili agli UV ad all'IR, ma io NON ho detto quello.

Ho detto che la fotocamera digitale, che monta CCD o CMOS e che ha installato SEMPRE E COMUNQUE UN FILTRO PASSA BANDA, la fotocamera digitale NON E' sensibile ad IR ed UV: stai facendo confusione, non hai letto bene o non hai tecnicamente capito quello che io ho scritto.

I sensori sono in grado di registrare UV ed IR, ma la fotocamera digitale è costruita in modo tale che NON GLIELI FA ARRIVARE


La luce visibile, per un occhio di sensibilità elevata, sta nella banda da 360 a 760 nm, mentre si riconosce sensibilità media dell'occhio tra i 400 ed i 700 nm.

Sotto i 360 nm, a partire dai 300 nm, siamo in banda UV, sopra gli 800 nm siamo nella banda dell' IR cosiddetto Prossimo, vicino al visibile.

Il filtro passa banda di una fotocamera digitale, tipicamente Nikon, visto che tu hai preso ad esempio Nikon, lascia passare la banda tra i 400 ed il 750 nm, come dichiarato da Nikon qui:

www.nikonschool.it/experience/sulla-via-del-colore.php

la banda di sensibilità trasmessa dal filtro passa banda della fotocamera è questa (sempre utlizzando dati Nikon, presi da Nikon Experience, tu hai usato quelli ed io quelli uso):





Non c'è alcuna necessità di filtri sotto i 400 nm ( UV) e sopra i 750 nm (IR prossimo) , niente filtri UV e niente filtri per togliere l'IR vicino, ci pensa di suo la fotocamera.

Per Canon, la situazione è, praticamente, la stessa.

Non guardare a quello che ti rifila la pubblicità: una fotocamera digitale che lasciasse passare gli UV, semplicemente, non funzionerebbe abbastanza bene da dare un'immagine di qualità anche solo media praticamente sempre in operazione all'aperto, e nessuna fotocamera lascia passare gli UV.

In altre parole, gli UV sono tagliati fuori dal passa - basso della fotocamera, unito al filtro di Bayer della fotocamera, sempre e comunque, non c'è fotocamera che faccia arrivare UV sul sensore, mai, dato che gli satura subito il sensore, che addirittura "vede" meglio in banda corta che lunga.

In pellicola, la situazione è nettamente diversa, dovuta alla risposta spettrale della pellicola, sia a Colori che in B&N, che non ha filtro passa banda davanti: lo strato antialias della pellicola, opaco, non ha caratteristiche di passa banda, serve solo ad evitare i riflessi di luce sui cristalli di alogenuro d'argento ed è trasparente sia all'infrarosso che all'UV, tanto è vero che ci sono pellicole che lavorano nell'infrarosso e pellicole che lavorano in UV, entrambe con strato opaco antialo.

Le case produttrici di filtri serie, quando si è diffuso il digitale per usi professionali, e sempre per usi seri, professionali, hanno messo in commercio i filtri di protezione neutri proprio perché l'uso di filtri passa banda, UV ed altri, soprattutto in banda corta, dove il sensore è più sensibile, procurano guai cromatici su fotografia tecnica o seria, introducono dominanti.

In digitale serio, mai usare passa banda, filtri UV compresi.

Questa è la realtà dei fatti.

Poi, chiaramente, il mondo è bello perchè è vario, la gente spende i suoi soldi come vuole, e fa le fotografie come vuole.

Saluti cordiali e Buon Natale

avatarmoderator
inviato il 25 Dicembre 2013 ore 14:05

La Nital stessa affrontando il discorso filtro low-pass antialiasing (IRcut) della d7000 dichiara che questo è responsabile dell'antialiasing e dei tagli IR ed UV, ed un secondo filtro in vetro ottico di "pulizia sensore" con sistema piezoelettrico di oscillazione ad alta frequenza. Il filtro di pulizia ha anche un'ulteriore mansione di taglio IR oltre ad ospitare i trattamenti ottici anti riflesso.
Sottolineo che il termine spesse volte usato è taglio non annullamento
;-)
www.nikonschool.it/experience/infrarosso-dslr2.php
Per il discorso vetri neutri ho già risposto del perchè sono stati messi in commercio.

articolo di Francesco Varano:
...Per le macchine digitali la situazione è più complicata ....... ..... gli ultravioletti sono sempre stati avversati dai fotografi e dai produttori di obiettivi e si è sempre cercato il modo di bloccarli. Non tanto con l'immancabile filtro UV (o Skylight) che tutti montano sul proprio obiettivo - quello si toglie - ma soprattutto con i vari rivestimenti antiriflesso e multi-coating di cui chi fa obiettivi si vanta e che ha tra i suoi scopi il bloccare parte dei raggi ultravioletti che colpiscono le lenti dell'obiettivo.
In questo c'è poco da fare. Chi davvero vuole dedicarsi alla foto in UV deve rischiare di immolare un obiettivo eliminando dalla lente frontale il rivestimento antiriflesso, oppure investire una somma considerevole in un obiettivo specifico con lenti al quarzo o, meglio ancora, al quarzo e fluorite.

link: fotoup.net/000Tecnica/764/la-luce-che-non-vediamo

ciao, lauro


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28 Ottobre 2020

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