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| inviato il 22 Maggio 2026
Pro: Design e costruzione: monoblocco in alluminio, solido, compatto, con un’estetica “Beautiful Foolishness” che invoglia a portarla sempre con sé.
Ergonomia migliore del previsto: thumb rest posteriore e frontale semi‑ruvido danno un grip sorprendentemente decente per il formato.
Qualità d’immagine: file equilibrati, colori convincenti (WB Auto + profilo standard/neutro), verdi realistici, buona lavorabilità con PP minima.
Alta sensibilità: molto più sfruttabile in low light rispetto al Foveon, con notturni e interni gestibili.
AF, discretamente performante.
Interfaccia: software essenziale, menu brevi, poche distrazioni.
Contro: Autonomia: è energivora, richiede almeno una seconda BP‑81 e un minimo di gestione (sleep/auto‑off, niente sprechi).
Peso “denso”: corpo non leggerissimo; il monoblocco si sente, e con ottiche Sigma pesanti davanti può diventare impegnativa.
Ergonomia non per tutti: assenza di vero grip frontale; con lenti grandi e lunghe non è la macchina ideale per ore di scatto continuo.
Sistema batterie chiuso: usa la sola BP‑81, niente cross‑compatibilità con Panasonic/Leica come nel mondo BP‑51.
Software minimale ma non raffinato: essenziale sì, ma lontano per raffinatezza e completezza dai menu delle mirrorless più mature.
Confronto col Foveon: chi ne è innamorato sa che il Foveon resta imbattibile in alcune situazioni “lente e ragionate”.
Opinione: Dopo qualche uscita “vera” posso dire che la BF è esattamente quello che promette il nome: una beautiful foolishness. Una macchina che non punta a essere razionale o universale, ma a farti venire voglia di uscire a fotografare. La BF dal vivo sembra un oggetto di design più che una fotocamera. È un monoblocco di alluminio, sottile e molto pulito, con il top piatto e pochissimi comandi. L’idea del corpo ricavato da un blocco unico è affascinante e dà una sensazione di solidità/stabilità notevole; non è una “scatolina” vuota, ma un piccolo mattone metallico che in mano appare denso. Non è leggerissima, dimenticatevi la compatta tascabile da 250 g, l’idea di marketing che vorrebbe questa Sigma in competizione con l’iPhone mi sembra assurda. È comunque compatta, soprattutto in spessore, e questo la rende molto portabile nello zaino o a tracolla. L’ergonomia è meglio di quanto sembri. Guardandola in foto sembra quasi anti‑ergonomica, in realtà in uso la situazione è meno estrema. Il grip è comunque decente grazie al piccolo appoggio per il pollice destro sul retro (un vero e proprio thumb rest integrato) ed alla texture semi‑ruvida sulla metà destra del frontale, che offre un minimo di attrito alla mano. Con queste due cose, più una cinghia da polso o neck strap, io ci giro tranquillo. Non è una macchina “da lavoro” pensata per montare zoom pesanti e stare in mano tutto il giorno, ma per street, city‑scape e uso “da flâneur urbano” la trovo gradevole. Io la sto usando con il Panasonic Lumix S 18‑40mm la BF, che per me ha molto più senso che con uno zoom Sigma pesante. Il 18‑40 è compatto, leggero, e ti mette in mano un range reale per il mio modo di fotografare (street in senso ampio, paesaggio urbano, qualche ritratto ambientato). Con un’ottica Sigma importante davanti immagino che il peso complessivo cresca parecchio e il bilanciamento perda la sua eleganza minimalista. Avendo anche una SD Quattro, il confronto col Foveon è stato inevitabile, però devo ammettere che paragonare le due macchine non ha molto senso. Il Foveon resta unico per micro‑dettaglio, tridimensionalità e modo in cui disegna certe luci, la BF di suo offre file equilibrati, molto utilizzabili già in JPEG, tenuta ad alti ISO. Per l’uso reale, BF + Lumix mi produce file che mi piacciono molto e su cui prevedo una PP minima. L’autofocus della BF, pur non essendo da top mirrorless sportiva, è discretamente performante, aggancia, si fa i suoi errori, ma nel complesso permette di concentrarsi sulla scena invece che combattere col fuoco. Capitolo doloroso, come da tradizione per Sigma, è la batteria. La BF è energivora per natura (schermo sempre protagonista, full frame, nessuno slot SD e tutto su memoria interna). In sintesi La BF non è la fotocamera giusta per tutti, e probabilmente neanche prova a esserlo. È una full frame minimalista, un po’ folle, che ha senso se vi interessa più l’esperienza di scatto che avere tutte le funzioni possibili, accettate un’autonomia modesta in cambio di portabilità e piacere tattile, volete file puliti, equilibrati, con colori convincenti già out‑of‑camera. Anche per chi viene da Sigma Foveon, secondo me la BF è una macchina di valore, meno carattere estremo, ma una resa moderna, gestibile e versatile, che richiede poca post‑produzione. In sintesi, se cercate una full frame razionale, con autonomia infinita, ergonomia tradizionale e menu pieni di opzioni, la BF non fa per voi. Se invece vi incuriosisce l’idea di una “mattonella” di alluminio che mette insieme design radicale, portabilità, buona qualità d’immagine e una certa dose di beautiful foolishness, in accoppiata con una lente leggera da street (per me il Lumix 18‑40 è una piacevole sorpresa), allora è una macchina che può dare parecchia soddisfazione. |