Testo di Presentazione in Blog
il 30 Settembre 2014, 15:46
La contemplazione del mare è una pratica antica quanto l'uomo ed è un'esperienza che coinvolge non il solo senso della vista.
A questa multisensorialità sono state dedicate pagine e pagine di letteratura, nel tentativo, spesso vano, di raccontarne o descriverne
le sensazioni.
Anche le arti visive non sono rimaste affatto distanti dal tema, mostrandoci mari calmi o in tempesta, mari assolati o notturni (si
pensi a tal proposito ai quadri di Turner o di Munch), sui quali scivolano con forza o con delicatezza, a seconda del loro stesso
moto, le diverse luci del sole o della luna.
Ma sono gli uomini che vicino al mare vivono che con esso hanno un rapporto più profondo. Vi sono legati da un sentimento
spesso inespresso, ma sempre presente nel loro intimo, che crea in essi una profonda risonanza interiore. Per loro il mare è intrigo
e distensione dell'animo al tempo stesso, fonte di fascino visivo e arricchimento estetico e contemplativo.
A questa categoria di uomini appartiene lo sciclitano Renato Iurato, che come il suo conterraneo Piero Guccione, non riesce ad
allontanarsi dal suo tema d'elezione: il mare per l'appunto. Non che il nostro fotografo non si sia cimentato con altri soggetti, ma
al suo mare sempre ritorna.
Alcuni anni addietro, in occasione di altri suoi lavori fotografici, ebbi a definire Iurato un fotografo inquieto e al tempo stesso un
pittore mancato. Oggi non posso che confermare questa dicotomia senza la necessità che avvertivo allora di doverla risolvere.
Iurato è entrambe le cose al tempo stesso: fotografo inquieto perché il suo strumento è la fotocamera e non il pennello, senza
che questo gli impedisca di essere sempre e comunque uno sperimentatore di tecniche e di modalità espressive; pittore mancato
perché la sua materia visiva, che ha nel colore la sua essenza, travalica molto spesso il reale per diventare visione intima.
Le sue fotografie, le sue onde, sono tutto questo e altro ancora. Sono pazienza dell'attesa. Sono spirito di osservazione. Sono
delicatezza di sentimenti. Sono anima fatta immagine. In definitiva sono Renato Iurato traslato sul supporto bidimensione della
carta fotografica, che però conserva, pur non mostrandocelo apparentemente, tutto la profondità della terza e anche di una
quarta dimensione: quella del tempo.
Il tempo è per il fotografo, ancor più che per il pittore, pane quotidiano. Il fotografo non può non confrontarsi con esso e Iurato
lo fa tradendo solo apparentemente lo specifico fotografico, quello che vorrebbe che tra i geni della fotografia ci fosse esclusivamente
quello di fermare il tempo e di mostrarne la sua "realtà". Per Iurato il reale è solamente il punto di partenza, il resto viene
espresso dai moti della sua anima che si confronta con il reale stesso.
L'artista sciclitano non ci mostra delle cose, ma il suo desiderio di esse. Del resto il fotografo, così come il pittore, secondo David
Caspar Friedrich, non "deve dipingere ciò che vede davanti a sé ma [?] ciò che vede in sé". E questo Iurato lo fa in maniera
encomiabile, andando incontro alle cose, osservandole, seguendole, assecondandole, realizzando una fotografia gestuale ed
intima al tempo stesso, non quindi la semplice registrazione di un fatto fisico, ma il concretizzarsi di un'idea: la sua idea del mare.
Il reale quindi è sostituto dall'apparizione dell'idea, che grazie allo scorrere della luce sulla materia liquida, trova concretezza in
una sequenza d'istanti sovrapposti, riuscendo nell'impossibile: dare forma all'acqua.
Quella di Iurato è un'attenzione di matrice poetica per il movimento e per la luce e per i colori che dal loro connubio si generano,
che prescinde dalla dimensione toponomastica del luogo, per dare invece concretezza al tempo, che ci viene proposto senza
interruzioni, nel suo stesso fluire, nell'alternanza del concavo e del convesso delle onde, chiudendo e dilatando al tempo stesso
la nostra visione, oltre l'apparente limite dell'inquadratura.
Il mare è per Iurato bellezza pura e meravigliosa; è un mare interiore non fatto solo di colori e movimenti, ma di veri e propri
sentimenti alla stato liquido.
Ma questa astrazione non può farci dimenticare che quello fotografato da Iurato è lo stesso mare della speranza per orde di disperati
che lo attraversano su ogni mezzo alla ricerca di una felicità che non tutti troveranno. Non possiamo quindi che sentirci fortunati,
dato che per noi il mare è ancora simbolo di semplicità e poesia, così come ce lo raccontano le fotografie di Renato Iurato.
3nzo Gabriele Leanza
LE MIE onde in Blog
il 30 Settembre 2014, 15:43
Renato Iurato
Nato a Scicli nel 1968.
Fotografo per passione da molti anni. Nel corso
del tempo ha esplorato diversi territori dell'espressione
fotografica e ha dato vita a numerose
attività nel territorio ibleo. Ha organizzato
numerosi corsi di fotografia e curato cicli di
mostre di autori nazionali. Attualmente è
Presidente del Gruppo Fotografico "Luce Iblea"
di Scicli. Nel 2012 ha pubblicato il volume
"Scatti di Gioia" dedicato alla Pasqua di Scicli. Il
presente volume è la sua seconda pubblicazione
fotografica.
www.renatoiurato.com Cetta Lentinello
Nata a Modica nel 1986.
Laureanda in Lettere Moderne, è un'appassionata
da sempre di studi classici. Ha scoperto
l'amore per la poesia ai tempi del liceo. Suoi
riferimenti culturali sono Alda Merini, Guido
Gozzano e Umberto Saba. Nel 2012 la sua
prima raccolta di poesie "Grembo di Versi" ha
vinto il Premio Internazionale "Più a Sud di
Tunisi". Nel 2013 ha dato vita all'A.C. "La
Carovana degli Artisti".
3nzo Gabriele Leanza
Nato a Catania nel 1975.
Fotografo, storico e critico della fotografia,
docente di Storia dell'Arte e da poco anche
editore. Nel corso degli anni è stato ideatore e
organizzatore di numerose iniziative finalizzate
alla promozione della fotografia come fenomeno
culturale. Ha insegnato Storia e Tecniche
della Fotografia e Storia della Fotografia di Moda
all'Università di Catania e ha curato decine di
mostre fotografiche di carattere nazionale e
internazionale. Fa parte del Direttivo del G.F. Le
Gru di Valverde con il quale organizza l'Etna
Photo Meeting e il Premio Pistarà. Nel 2014 ha
dato vita all'A.C. "The Dead Artists Society" con
l'intento di estendere le sue iniziative a tutti i
settori dell'arte contemporanea.
www.enzogabrieleleanza.com The Dead Artists Society
È un'associazione culturale nata nel 2014 a
Catania, su iniziativa di 3nzo Gabriele Leanza,
con l'intento di promuovere l'arte contemporanea
in ogni sua forma. Tra i suoi scopi specifici
c'è quello di valorizzare opere e autori attraverso
una specifica attività editoriale. Il presente
volume rappresenta l'inizio di tale attività.
www.thedeadartistssociety.org