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Ulysseita
www.juzaphoto.com/p/Ulysseita
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avatarBenchmark spettrali
in Fotocamere, Accessori e Fotoritocco il 24 Marzo 2026, 10:54


Probabilmente e' un argomento critico, come sempre lo sono quelli che mettono classifiche in oggetti che hanno tanti followers...
Per lavoro sono venuto a contatto con tutti i modelli delle fotocamera che ci sono nella lista e li abbiamo provati, misurati e, con apparecchiature e software molto complessi, catalogati.
Su cosa? Sulla capacita' di discernere il colore , fisicamente, del sensore e su come con i profili generici , sia precisa la resa dello stesso.

Non opinioni, solo modelli matematici che escono fuori dalla teoria del colore.
qua la tabella
www.cobalt-image.com/spectre-laboratory-measurements

qua la spiegazione di cosa c'e' nella tabella e nei dettagli di ogni fotocamera
www.cobalt-image.com/deep-into-the-spectre-benchmarks

Divertitevi e... interpretate i dati. Io sono rimasto di stucco per molti dei risultati, ricordando che si parla SOLO di colore.
Vedere le MF faticare dietro le FF , per uno che finora ha sempre guardato altre misure che le rendevano imbattibili fa un certo effetto, come vedere brand "storici" asfaltare altri brand "leggendari". Sorriso

Penso cmq sia qualcosa che puo' interessare una platea tecnica in un forum tecnico, spero che non arrivino i soliti troll!






avatarAdattando vetri su gfx100
in Obiettivi il 22 Marzo 2026, 12:25


Salve, spero di poter aiutare condividendo la mia esperienza e allo stesso tempo mi aspetto che qualcuno condivida la sua sulla resa delle lenti adattate su GFX, o meglio sulla versione bsi della GFX a 100mpx che ha una resa sulle adattate diversa dalla 50mpx.

tutte le foto che vedrete si aprono con tasto destro, apri in altro tab, e sono almeno 6k lato lungo.

Avendole a casa ho testato come visto in questo topic: www.juzaphoto.com/topic2.php?l=it&t=5243713

... le lenti Voigtlander M che avevo, 21, 28,40,50 e la Leica 90.
Adattatore NOVOFLEX.

21 Nokton 1.4 - grande vignettatura hard ma resa eccellente se usato da f4 in su e in formato wide

1.4




f8




16/9 f11





28 Ultron II





Qua la cosa diventa perfetta per peso/prestazioni, da 5.6 in su su quasi tutto il frame si va alla grande con minima vignettatura soft.

f2




f8













Nokton 40 1.2
Qua la cosa si fa seria, quasi nessuna vignettatura (si risolve in post senza problemi) e resa dignitosa da 5.6 in su... con picchi a f2 se si vuole il ritratto con TAAANTO sfocato

1.2




f8




f8




f8








f 1.2





50 APO lanthar f2
Lente eccelsa ma SOLO su Leica M.
Anche qua... il centro e' commovente anche a f2 ma appena ci si allontana, astigmatismo e aberrazioni; il vetro e' tanta roba ma la luce lo attraversa male e vignetta hard.

f2




f8




f8





Leica 90 Elmarit M

Vetro che ogni volta mi sorprende, vignettatura HARD, non si toglie, ma nitidezza elevatissima se croppi, ingombro MINIMO; conta poco la F usata, va sempre bene.

qua senza crop (2.8)




qua con crop


















Questo per i vetri manuali M...
Avendo preso il Fringer per adattare Canon, mi sono buttato nella ricerca dei vetri "giusti" da usare orbitando l'unico nativo preso, il 50 3.5
Ho trovato una lista di papabili "eccelsi" che grazie all'af quasi nativo dell'adattatore (davvero ESAGERATO) e alle correzioni in camera incluse sembrano quasi nativi.

Canon
-35 1.4ii
-16 35 2.8iii
-100 400ii
-100 f2
-135 F2
-200 2.8
-200 2
-70 300 L
-11 24
-300 2.8
-40 2.8
-50 1.8 stm

Sigma
-40 art
-105 art
-135 art

Tamron
-35 1.8 VC
-45 1.8 VC
-85 1.8 VC
-17 35 2.8-4

Quelli esclusi lo sono per hard vignette o nitidezza non adeguata (85 1.2, 50 1.2, 50 art ecc)

Chi ha esperienza, si faccia avanti!
Io ho gia iniziato col 70 300!






avatarKoda... come?
in Fotocamere, Accessori e Fotoritocco il 27 Febbraio 2026, 21:21


Il Kodachrome.

Tutti coloro che scattano sanno cosa e', molti sanno che e' una chimera imitata da uno stuolo immenso di profili per il digitale, perche' come e' noto la possibilita' di sviluppare pellicole K64 (non piu' prodotte dal 2010) e' finita avendo Kodak chiuso i propri LAB.
In pratica possiamo inebriarci di articoli cosi



Ma anche se compriamo k64 ben conservate, non esiste modo che non sia customizzato da qualche sperimentatore, di svilupparli essendo la ricetta K-14 "secretata" e per questo oggi molti lab amatoriali offrono servizio di sviluppo in BN proprio giustificando l'assenza di quello ufficiale per difficoltà oggettive nel reperire reagenti e replicare il processo ufficiale in modo standardizzato.
Esistono coloro che hann provato a farlo ma i risultati son spesso poco coerenti con cio che era davvero la pellicola, o se lo erano, non erano costanti o noti alla comunita'.

La vera domanda e'... perche' ambire al Kodachrome?
Probabilmente in parte l'hype deriva dalla ricerca che ormai e' consuetudine di cio' che e diventato leggenda, e K era leggenda. Hanno fatto film, gente come McCurry ha costruito una carriera parallela ai colori del suo K, e un po' tutti coloro che scattavano gia negli anni 70 e 80 hanno speso parecchi soldi per sviluppare le proprie slide... slide che una volta proiettate come Dio comandava facevano venire i brividi.
Il mercato poi ando' altrove, su pellicole meno costose per processo e meno impegnative e poi sul digitae, sappiamo tutto.
Oggi quasi tutte le case che cucinano profili hanno il proprio Chrome... Fuji ha Classic Chrome, Leica nelle Look ha quello Chrome ecc ecc.

Al solito non star' qua a fare pubblicita', non porro' link o altro, (se volete avere link o altre info specifiche, PM e via) ma qualcosa e'successo attraverso il forum Juza e ho piacere a condividerlo.
Qualcuno degli utenti, una persona con passione vera, profonda e sincera per la pellicola, ha curato il K-14 ricevuto in eredita' come un tesoro e l'ha continuato per uso personale; i reagenti, il processo di finezza e la magia, tutto con annessi e connesi.
Questa persona ha condiviso questa conoscenza per farla diventare digitale grazie alla conoscenza mia e dell'utente Raamiel.

E oggi questa conoscenza è diventata questo: profili di emulazione per fotocamere digitali K64 e K25 creati da VERE slide sviluppate in K-14 ad hoc (misurate e tradotte in profili per workflow tipo Lightroom/ACR---C1).


























Perché scrivere questo nella sezione Fotocamere, accessori e fotoritocco?
Perché parliamo di “camera chiara” con mood da camera oscura, e perché parliamo di qualcosa nata anche grazie a questa comunità: senza Juza non sarebbe stato possibile l’incrocio di incontri e competenze che ha portato a concepire e creare tutto ciò.






avatarLenti Voigtlander su gfx...
in Obiettivi il 25 Febbraio 2026, 18:00


Mi ritrovo fra le mani una gfx100s, un novoflex GF to M, e il 21 Nokton, il 28 Ultron ii, il 40 Nokton e il 50 Apo Lanthar da testare preliminarmente.

Cosa faccio?
Vedo se siamo MINIMAMENTE lontani a quella perfezione ottica chiamata GF63mm che nonostante venga considerato un catorcio che AF e motore AF, risolve ridendo i 100mpx della milfona Fuji.

primo...

Voigtlander 40 Nokton

Su GFX diventa 32mm f0.95 se non erro

Lui non va benone su Sony anche se col Techart si va in F, splende solamente su Leica M, con sfocato da delirio, tridimensionalita' a pacchi e resa lama quando chiuso... su GFX?

qua a f8 (tutte le immagini, click col destro e in nuovo tab le vedete a soli 24mpx )





qua a 1.2




qua a 1.2




Piccolo, facile da focheggiare grazie ai migliori aiuti alla maf mai visti su un corpo elettronico (immagine sdoppiata , un piacere)

Voigtlander 28 UltronII


22 1.6...!

f2




f2




f 5.6




f5.6





In pratica la lente lillipuziana per eccellenza che vignetta amche su M, qua stravignetta a f2... ma a 5.6 mi sembra tanta roba.

50 Apo Lanthar

40mm 1.6...
Sicuramente, non andra' come su M....
e...infatti...

f 5.6




f2




5.6




Niente di che.... va saldato su M e basta.


21 Nokton


qua diventa 17mm 1.1... UHMMM

5.6




1.4




f8




1.4





Questa probabilmente e' da saldare sulla GFX per paesaggistica o architetturale per come e facile da usare e per come rende... magari mi sbaglio o evo testare meglio.
Resistenza flare abbestia e stellate uniche che accomunano tutti i vetri in questione.


Mi sa che mi son ritrovato un 17, 22, 32 mm relativi...?

Spero possa essere di aiuto per chi aveva qualche dubbio.






avatarSamyang.. 20-50 f2 e… 200 1.8!!??
in Obiettivi il 23 Febbraio 2026, 16:50


www.sonyalpharumors.com/first-leaked-images-of-the-new-samyang-20-50mm


Beh…

Vada che il primo tenta… ma il secondo??? Cade a fagiolo!!!!!

Lo comprerei al day one!






avatarTridimensionalita' percepita, perche' alcune lenti fanno meglio?
in Obiettivi il 02 Febbraio 2026, 12:56


Da un topic,

www.juzaphoto.com/topic2.php?l=it&t=5221998&show=4

dove parlavo di Lenti M su Sony e di Sony A1ii, sono uscite alcune foto fatte l'ultimo sabato.
Partendo dal presupposto che cerco di capire perche' alcuni vetri fanno cose simili :

qua il 50 CV apo lanthar a f8




qua a f5.6




qua a f8




Tutte su M

qua su SL3 a f2




e qua su Sony A1ii




Ho sempre pensato fosse un vetro speciale montato su corpo speciale per il suo stack sottile ma esce il suo timbro anche su SL3 che ho verificato DIVERSA con le M e su A1ii che e' molto diversa con le M.

Poi scatto con un 18mm su Sony a f8, il Batis...e...












..io ci vedo la stessa impronta fra due corpi diversissimi montate su due corpi diversissimi.. a focali diversissime..

E allora...
COSA E' che da quella sensazione di stacco dei piani anche se tutti a fuoco?

chatgpt dice:

Cos’è davvero quello che stai vedendo

Quella “tridimensionalità nel tutto a fuoco” non è DOF, non è bokeh, non è magia Leica.
È questo:

Separazione dei piani data dal micro-contrasto nelle frequenze medie lungo l’asse di profondità.

Succede quando:

la lente ha correzione molto uniforme di campo e aberrazioni

il sensore/pipeline non smussa le transizioni tonali

il sistema preserva le differenze di contrasto tra superfici a distanze diverse

Per questo lo vedi:

col 50 APO su M → lente chirurgica + stack sottile

col Batis 18 su A1 II a f/8 → lente molto coerente + sensore/pipeline che non “impasta” le medie

Stesso effetto percettivo, strada tecnica diversa.



Dal punto di vista TECNICO, senza arte, e feeling che arrivano ovunque e la discussione va ovunque... cosa e' davvero che accomuna due vetri cosi diversi nel renderizzare la scena?
E quali altri vetri lo danno a f8?


Tasto destro per aprire le immagini a 24mpx






avatarA7r3 , A1ii , e lenti Leica M.
in Fotocamere, Accessori e Fotoritocco il 25 Gennaio 2026, 13:56


venendo da qua:
www.juzaphoto.com/topic2.php?l=it&t=5214795&show=last#31562830


Quando vai su internet e vedi cose simili

medium.com/rokkorxblog/sony-a7rii-a7riii-a7iii-thin-filter-mod-d854c63

Inizi a chiederti se non valga la pena fare la follia avendo sulla vecchia e pronta ad ebay A7r3, il techart per le M e un corpo con un sensore che ancora oggi ami e rispetti.
Kolari chiede solo una donazione in sangue di 500 carte piu spedizione per farti diventare a prova di vetrino M.. MrGreen

phillipreeve.net/blog/different-filter-stacks-and-what-they-mean-for-u

No?

Altrimenti tengo su a1ii e le sue comodità ma anche il suo stack…






avatarSimulatori di Guida/VOLO VR e non
in Tema Libero il 19 Gennaio 2026, 12:41


continua da qua:

www.juzaphoto.com/topic2.php?t=4920428&l=it&show=last#31536092

ultimo post:
Virtual desktop.
installi sul quest, poi sul pc... avvii dal pc il client e senza filo ti connetti dal quest.

Avedno le sue librerie VDXR, che vanno 2 volte quelle del quest, non hai lag o casini che ha il cavo link.
Se non avete il pc connesso alla rete lan o il wifi veloce... potete usare il cavo del link col virtual desktop emulando la connessione senza filo col filo.. Genrehtet.

Parliamo di performances di altro livello su TUTTI i giochi VR se combinato con openxr.

questo e' un anno fa col VD, connesso via filo e msfs2024 ancora molto lento.

ORA VA 2 VOLTE MEGLIO... MrGreen








avatarDalla Sony A7r3 alla Sony A1ii.
in Fotocamere, Accessori e Fotoritocco il 14 Gennaio 2026, 17:27


Sono passati sette anni esatti dalla mia prima Sony full frame, la Sony A7R III.
Con lei ho fatto zillioni di foto, in qualsiasi condizione, su un paio di continenti, e non ha mai mollato un colpo.

Roba da meritarsi un piedistallo per affidabilità. Caldo, freddo, lenti native, Canon adattate, Leica M… sempre perfetta, responsiva, con un file che nel 2026, ai miei occhi, resta ancora un riferimento.

Se non avessi avuto, per lavoro, la possibilità di maneggiare e testare le fotocamere top di gamma dei vari marchi, non avrei mai pensato di sostituirla.
AF, alti ISO, display, mirino… quando stai bene ti dici: “chissene delle novità”. Non sembrano così eclatanti. Sto bene così.

Finché non ho provato la A1 II… ma ci arrivo dopo.

Dicevo: chissene delle novità?
È stato esattamente ciò che ho pensato provando la A7R V.
Mirino spaziale, display ottimo, ma AF con il solito tempismo Sony: molto più preciso, pieno di AI e riconoscimenti, sì, ma con quel lag che già allora non mi convinceva. Provata con l’85 GM II a tutta apertura: mia figlia che mi correva incontro, e il tasso di scatti realmente a fuoco non era affatto esaltante. I 61 MP non mi tentavano.
Bel upgrade, ma PASSO.

Poi ho provato la Canon R5 Mark II.
Stessa solfa, con in più un intero corredo da rifare. Però qualcosa mi aveva colpito: lo scatto elettronico stacked senza blackout nel mirino.
Canon ha fatto una cosa molto intelligente: ha reso AF e tracking a mirino spettacolari. Torni da uno shooting convinto di aver preso tutto. Quel quadratino è incollato al soggetto come se fosse una macchina di Star Trek.
Poi però torni a casa e scopri che è un po’ ottimista.
AF incredibile, sì, ma in condizioni critiche sbaglia. E non poco. Scatti che eri certo fossero a fuoco… non lo sono.

Problema che non hai quando impugni la Canon R1.
Corpo impressionante, raffica ridicola, sembra un Game Boy. E stavolta, se dice che è a fuoco, è a fuoco.
Ma non fa per me: poca risoluzione, troppo orientata su velocità, AF e JPEG pronti. Il classico corpo PRO Canon che non puoi non amare, ma che non è il mio mondo.

Ho provato anche la GFX100RF, l’unica medio formato che avrei potuto considerare per peso e ingombri. Sensore top, ma lente non all’altezza e soprattutto troppo buia, poco affine a quello che cerco.

Con la mia fissa per adattare le Leica M su corpi mirrorless moderni, lo sguardo è finito sulle Nikon Z.
Costruzione seria, pulsanti ovunque, menu di alto livello, AF spaziale, stacked. In più, una resa delle M migliore che su Sony. Tentazione forte.
Ma prima dovevo vedere come andava la Leica SL3.

E la SL3, per quanto pubblicizzata come la migliore fotocamera per le M, ha fallito proprio nel suo campo da gioco.
Mirino ottimo solo con buona luce. Crop a mirino per focheggiare ridicolo. Menu troppo semplici per funzioni che avrebbero richiesto una gestione più rapida e profonda.
Insomma… meh.
(Il 24–90, invece, mi ha colpito, ma in negativo.)

A quel punto ho fatto due conti: se la resa M fosse davvero degna, la Z9 che nei test mi aveva catturato per resa complessiva e per la possibilita' di adattare le M poteva darmi qualcosa in più della A7R III.
Dopo due giorni l’ho rispedita a Hong Kong.
Le M rimangono M solo sui corpi M, e basta...

E allora ho pensato: dividiamo M e AF.
La sensazione di piacere puro l’avevo provata con un solo corpo fra tutti quelli testati: il top di gamma Sony.
Poteva essere Nikon, Canon, Fuji, Sigma… ma per me era quello.

Prima però l’ho provata a fondo, la A1 II.

E lì mi sono cadute le braccia.
Non per il mirino.
Non per il display.
Non per il corpo più paffuto e comodo.
Non per lo scatto meccanico “di lusso” o l’elettronico iperveloce.

No.

Mi ha colpito una cosa sola, che nessun’altra aveva fatto:
la trasparenza totale nella fase di scatto.

Mirino enorme (una delle pochissime, insieme a R1 e A7R V, ad avere un panoramico serio), AF fulmineo, intelligente, perfettamente stabilizzato.
Uno scatto stacked che sembrava l’estrazione diretta di un frame dalla scena che stavi guardando.
Qualcosa che avevo intravisto con la R1, ma qui a 50 MP, in un corpo molto più gestibile.

E aggiungo: ogni lente montata sembrava ringiovanita.

Monto il 28–200. A 200 mm, mentre faccio test per lavoro, mi giro, vedo uno scoiattolo salire su un albero e scatto quasi per caso.
A casa apro e…





e poi




Sempre a 200 mm, mentre fai altro con un’altra fotocamera a tracolla…





Con lo stesso vetro che uso da anni ho provato una sensazione di facilità e perfezione che la A7R III, e nessun’altra Sony, mi aveva mai dato.
Il connubio fra AF, stabilizzazione, stacked, mirino e display è talmente equilibrato che spariscono lag, esitazioni e micro-difetti.
Un mulo perfetto.

Dopo questo, qualsiasi altro corpo, inclusa la mia A7R III, ha iniziato a mostrarmi limiti enormi.
Soprattutto la sensazione di scatto “a frustata”, anche con la prima tendina: quel microlag che a f/1.2 o col tele poi vedi nei file.

A quel punto ho cliccato.
E ho comprato la A1 II.

Ora, dopo un po’ di tempo, l’ho provata con tutto: dal 150–500 al 28–70 f/2, passando per Batis, 35 1.2, Samyang 85 1.4.
E posso dirlo senza esitazioni: va meglio di quanto mi aspettassi.

Ogni vetro rende al massimo. Sempre a fuoco. Stabilizzazione perfetta.
Una seconda giovinezza.
E la consistenza dell’AF non è legata solo ai GM.

Esempio concreto: Samyang 85 1.4, primo AF Samyang, lente che ormai trovi nelle patatine. La tengo perché è una copia eccellente, e vengo da 105 1.4 e GM II.
Usata in strada a tutta apertura: zero scatti incerti. Zero.









Test a TA con tempi lenti: passa un tizio, lascio l’AF attivo, scatto. Movimento mosso ovviamente, ma l’AF prende istantaneamente il profilo del viso sotto il cappuccio.





Torneo di dodgeball. 85 1.4 a TA, teste e folla che passano davanti.
Metto il volto di mio figlio tra i preferiti: sceglie sempre lui. E ci resta.
Se lo perde, ci torna.
Ricordiamolo: non è un GM, ed è a tutta apertura.








A questo aggiungo il pre-scatto. Mezzo secondo, su tasto personalizzato.
Vedo che il lancio è buono, scatto e mi ritrovo un’intera sequenza, fatta di RAW da 50 MP.
Onestamente: anche troppo.

Costa un occhio della testa.
Ma per me è il primo corpo che rappresenta un vero salto tecnologico, non per le singole prestazioni, ma per la perfezione simultanea di tutta la filiera:
uso, menu, personalizzazione, velocità, AF, mirino, risoluzione. (manca solo la possiblita' di usare alla massima qualita' le lenti M, ma quello sarebbe chiedere troppo).

Il risultato è una macchina trasparente, che annulla quasi del tutto l’errore della fotocamera e lascia in gioco solo l’errore umano.

Niente lag.
Scatti convinto di non aver agganciato… torni a casa e sono tutte a fuoco. E ti chiedi come abbia fatto.

Sì, per me è troppo.
Avrei rinunciato volentieri a parte della raffica e del lato sportivo per risparmiare.
Ma me la sono dovuta “ciucciare” per avere un corpo senza lag e senza micromosso, che anche in una semplice sessione street ti permette di fare sempre la foto che vuoi, nel momento in cui la vedi, senza limiti oggettivi.


































Volevo condividere questa esperienza senza tifoserie.
Non “viva” o “abbasso” Canon, Nikon, Fuji.

Solo la mia esperienza, che magari aiuterà qualcuno con la testa sulle spalle e qualche dubbio.

Ricordo solo una cosa: parliamo di roba costosa.
Prima di fare il passo ho testato tutto, a lungo.
Il consiglio è sempre lo stesso: se potete, noleggiate. Spendere 200–300 euro per capire vale infinitamente più che spenderne 6.000 e restarci fregati.

PS tutte le immagini sono a 24mpx, se le volete vedere in pieno cliccate col destro e aprite in nuova pagina.






avatarFull frame, limiti degli zoom, MTF e altro!
in Obiettivi il 07 Gennaio 2026, 12:32


continuiamo da qua

www.juzaphoto.com/topic2.php?l=it&t=5201519

Dove si partiva dal 28 70 f2 di Sony per analizzare la lente rispetto ad altri fissi e si e' arrivati a fare lo stesso per tutti gli altri zoom paragonabili con mtf e affini.






e anche i migliori fissi

50 GM




50 APO









avatarDa amante dei fissi seri, perche' il 28 70 f2 GM?
in Obiettivi il 27 Dicembre 2025, 15:32


In molti mi hanno chiesto un parere e mi sembrava giusto condividere l'esperienza.

Prima di maneggiarlo (ovviamente noleggiato prima), ho sempre percepito attorno al Sony 28–70 f/2 GM una sorta di aura di mistero: “lo zoom che ha battuto Canon sul suo territorio”.

Quando anni fa uscì il Canon 28–70 f/2, ero ancora canonista. Ricordo benissimo di aver visto quel “vetrone” in mano ad alcuni fotografi mentre facevo lunghe esposizioni sul Westminster Bridge.
Era DAVVERO un vetrone: enorme, nero, sproporzionato rispetto al corpo (all'epoca su R). Da lontano, se avevi anche solo un minimo interesse per la fotografia, era impossibile non notarlo.

Non l'ho mai provato allora, e l'ho sempre considerato “troppo”, pur immaginando cosa Canon fosse riuscita a fare in termini di prestazioni — quando c'è la riga rossa, Canon non scherza mai.

Poi, qualche anno dopo, Sony tira fuori il suo mostro: peso simile a un vecchio 24–70 EF II (uno dei miei amori), 86 mm di vetro frontale e MTF che mettono in difficoltà anche molti fissi.
Sì, le MTF.

A 50 mm, già a f/2, tira fuori risoluzioni paragonabili a fissi come il 50 GM 1.4 e il Voigtländer 50 APO:
www.lenstip.com/681.4-Lens_review-Sony_FE_28-70_mm_f_2_GM_Image_resolu

A 28, 35 e 70 mm non raggiunge i record assoluti dei migliori fissi, ma si comporta come ottimi fissi f/2. Ed è già tantissimo, considerando che stiamo parlando di uno zoom.



Arrivo io: grazie ai prezzi interessanti che alcuni grey market stanno praticando, faccio la follia e me lo ritrovo sul tavolo.

Vengo dalla “magia” del Sigma 35 1.2 (1,2 kg di vetro duro e freddo nell'housing Sigma). Escluso l'effetto “bolla” a f/1.2 del Sigmone, onestamente faccio fatica a trovare altri motivi per tenerlo a catalogo se non per esigenze molto specifiche.

Prima cosa: controllo l'allineamento e' perfetto (fiuuu Sorriso).

Seconda cosa: test sulla solita parete, la stessa su cui avevo testato il 50 APO su M10-R, probabilmente la lente più risolvente ai bordi a tutta apertura, senza curvatura.
Un test terrificante per qualsiasi zoom.





Crop bordo




Crop passaggio fuoco al centro




Ovviamente non mi aspetto un pareggio, ma considerando anche il 40 vs 50 MP, il risultato è in linea con la maggior parte dei fissi a TA se f/2, o a uno stop di distanza se più luminosi.
La promessa Sony è mantenuta: le MTF “ci sono tutte”.

La differenza che salta all'occhio è la tipologia di sfocato, molto moderna:
diversa dalle migliori lenti M, che mantengono nitidezza con passaggi più morbidi.
Qui lo stacco è secco, netto, implacabile: ciò che non è a fuoco è letteralmente “melted”.

Sfocato?
Confronto diretto col 50 APO, che anche qui fa un lavoro eccellente — e non siamo affatto lontani:





“Ok, nitidezza a 50 mm… ma che senso ha? Prendo un fisso da 400 € e via.”

Sì, se parliamo di una sola focale e dubito che a 400 euro trovi un fisso senza AC che sfochi cosi e risolva 50mpx.
Ma se vuoi un unico vetro che copra da 28 a 70 mm con quella qualità, e che stacchi f/2 su tutta l'escursione, eccolo qui.

“Ma pesa!”

Pesa rispetto ai singoli fissi, non come lente in assoluto.
Ed è quasi curioso: non pesa quanto il Sigmone 35 1.2 e, rispetto a un Tamron 28–200, sembra addirittura meno “denso”.
La sensazione è un po' come i cavalletti in fibra di carbonio: voluminosi, ma sorprendentemente gestibili.

Altro punto a favore: si allunga pochissimo.
Con la ghiera impostata “dura” (come sul GM II), puoi davvero usarlo come un fisso:
scegli la focale, porti la camera all'occhio, e difficilmente cambia.
Niente continui cambi lente, solo una rotazione di ghiera.

Ho provato questo approccio con altri zoom, ma qui — tra corsa corta, apertura f/2 e resistenza regolabile — sembra finalmente quello giusto.

Riassumendo:

-nitido
-sfocato secco ma gradevole
-voluminoso ma non penalizzante
-correzione software a 28 mm (nota dolente, ma inevitabile)

La prima volta a 28 f/2 stavo per imprecare… poi ho visto che in C1 le correzioni non erano attive. Attivate â†' tutto a posto.
Non lo adoro come concetto, ma è chiaramente il prezzo da pagare per prestazioni di questo livello.

AF?
Devo davvero spiegare come va un GM con 4 motori lineari? Sorriso

Costa tanto, sì — ma:
non quanto spesso si legge, se preso in grey market
e soprattutto non tanto se confrontato con i fissi che sostituisce, tutti tranquillamente sopra il millino (e spesso molto di più).

Qualche scatto lo posto (solo un ritratto di mio figlio per mostrare come rende sugli umani), ma posso dire questo:
per comodità e resa, siamo nell'Olimpo e... ritrovo la STELLATA!

scatti fra 28mm e 70mm






































avatarsl3, la vera alternativa per i vetri M?
in Fotocamere, Accessori e Fotoritocco il 10 Dicembre 2025, 14:48


Siamo nel 2025. I produttori riempiono il mercato di lenti M come se non ci fosse un domani, e Leica cosa fa? Presenta una fotocamera EVF-only pensata proprio per quelle lenti. E pubblicizza la SL3 come la vera alternativa “professionale” per usarle al meglio.
Io, che da tempo cerco un corpo migliore delle Sony per evitare la devastazione ottica sotto i 50 mm dovuta allo stack spesso (rispetto al sottilissimo delle M), ero sinceramente curioso di verificare se queste promesse reggessero.





SL3: sensazioni iniziali

Dopo mesi a testare per lavoro le migliori Sony, Nikon e Canon, prendi in mano la SL3 e pensi: che bestia, qualità percepita alla pari con Nikon e menu dannatamente semplici. Poi ti ricordi che costa quasi 6 mila euro, guardi come si comporta davvero e ti cade la magia: onestamente sembra indietro di almeno cinque anni rispetto ai concorrenti della stessa fascia.
Il mirino è bello, sì, ma non regge in bassa luce. L'AF con il 24–90 (5 mila euro di vetro e 1,5 kg di rimpianti) è discreto, nulla di speciale. La resa di quel zoom che mi è capitato… mi auguro sia colpa dei soliti esemplari massacrati dai rental, perché se fosse normale sarebbe quasi imbarazzante per i claim di Leica e di chi l 'ha comprato...

Ma il punto non è la SL3 in sé. Il punto è: come va con le lenti M rispetto a una M vera?

1. Messa a fuoco

Su una Leica M hai il telemetro. Se lo impari, ti prende come una dipendenza. Quando serve, usi il live view, l'ingrandimento automatico, il peaking. Tutto immediato, tutto sensato, tutto fatto per l'uso manuale, con qualche dubbio verso la lentezza dello scatto in LV/mirino EVF

Sulla SL3 invece no:
• nessun ingrandimento automatico (il corpo non riceve alcun segnale dalla camma del telemetro);
• devi cliccare ogni volta per ingrandire;
• il peaking viene mitizzato come “esperienza unica”, ma è lo stesso peaking fallace che conosciamo dai tempi della NEX-5.

L'idea di una M senza telemetro, costretta a questo sistema, mi fa rabbrividire.

2. Il 50 APO

Il punto caldo. Il 50 APO su M è poesia: piano di fuoco piatto, nitidezza mostruosa, niente AC, bokeh morbido e cremoso.
Su Sony i bordi crollano per la curvatura e addio magia.

Su SL3?

A f2:
• centrale ottimo come su M;
• lato estremo un crollo visibile che sulla M non esiste.

Lo “scandalo Sony” non si ripete, ma non siamo al livello M. Il file è buono, molto buono, ma non identico.

50 f2 SL3




50 f2 M10r








Lo sfocato?
Il 50 APO mantiene la sua firma anche su SL3, ma non raggiunge quella qualità vellutata della M10/M10-R. Qualche cat's eye, un pizzico di nervosismo ai bordi, e quella micro-transizione che sulla M è una carezza qui è più "dura".

tutte a f2 su SL3













Promosso per resa generale, quasi bocciato se cerchi la stessa magia della M, rimane comunque tanta roba anche senza arrivare a quel livello.

3. Uso pratico: per me è NO

Su SL3 passi la vita a cliccare per attivare lo zoom. È la stessa trafila della A7R2/R3 nel 2015.
In scene statiche va anche bene, nel mondo reale ti sfianca.
Con la M in borsa, ogni minuto passato con la SL3 pensavo: perché sto facendo questo a me stesso?
Il mirino della M col 020 è semplicemente più funzionale anche se piu' lento lo scatto e hai la possibilita' di usarlo a pozzetto.

Su SL3 L'IBIS e la velocita' allo scatto aiutano ma non compensano l'esperienza.

4. I wide: quasi disastro?

E qui si apre la ferita.

Voigtländer 21mm f1.4

Su SL3:
• curvatura evidente,
• nitidezza laterale altalenante,
• messa a fuoco complicata dal metodo di ingrandimento limitato ( a mirino se ingrandisco al massimo vedo i pixel, non l'immagine da focheggiare)

Su M10/M10-R:
• piano più coerente,
• resa uniforme,
• focus più rapido e affidabile con telemetro se ben calibrato.

A f8 si avvicinano, ma non arrivano mai realmente pari.

21 1.4 sl3



21 1.4 m10



21 f8 sl3



21 f8 m10





Voigtländer 28 f2

Stessa storia:
• su M resa più “pulita”;
• su SL3 c'è un velo di incertezza laterale che non dovrebbe esserci.

28f2 Sl3




28 f2 M10




5. Altri esempi

40 1.2




50 f2




21 f8




28 f2




50 f8






CONCLUSIONE


La SL3 è una bella macchina, costruita come un carro armato, con un mirino piacevole e un colore Leica che resta bello da vedere. Ma come piattaforma per le lenti M va bene, molto meglio di Sony ma rimane castrata, sia per esperienza d'uso che per resa ottica ai bordi sui wide e la resa diversa dei fuorifuoco. A dirla tuta potrei dire che mi sta anche bene come vanno TUTTI i vetri M, il problema e' che affidarsi AL SOLO ingrandimento perche' il peaking NON e' affidabile, non gioca a suo favore.

Per me il verdetto è semplice:
se vuoi davvero usare lenti M, la M resta l'unica casa dove quelle lenti respirano.
La SL3 è un compromesso costoso, pesante e macchinoso.
A questo punto, se davvero le Nikon Z vanno un 5% peggio della SL3 ma hanno sia il Trap focus (col 6bit ttartisans) che l'af col Techart... mi pare ovvio il responso per chi cerca qualcosa dove montare i vetri M che non sia la M...









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