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Finalmente Torres del Paine


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Finalmente Torres del Paine, testo e foto by Seo Photo. Pubblicato il 25 Luglio 2023; 3 risposte, 771 visite.


La Patagonia. Una meta irraggiungibile agli occhi di un ragazzo che si affacciava per le prime volte al mondo dei viaggi e della fotografia naturalistica. "Chissà se un giorno ci andrò mai..." mi chiedevo a cuor leggero, vedendo la cosa più come un'utopia che un sogno realizzabile. Ma il tempo passa, la consapevolezza e la voglia di esplorare aumentano e così, dopo anni, mi sono deciso e sono partito per la meta che per troppo avevo solo sognato.

Il viaggio è stato inevitabilmente lunghissimo e sembrava non finire mai tra voli infiniti e scali eterni ma alla fine ero sul mezzo che mi avrebbe portato a destinazione. I paesaggi allucinanti non hanno tardato ad arrivare, con una vegetazione fittissima ed i colori esplosivi dell'autunno che generavano reticoli intrecciati, come fossero dipinti su tela.




La fitta vegetazione ed i colori incredibili dell'autunno australe.



L'arrivo al parco Torres del Paine è stato subito prima del tramonto e poco mi importava delle condizioni meteo non esattamente favorevoli, ero lì di fronte ai Cuernos e non ci potevo credere. Quasi paralizzato nonostante le forti folate di vento per quella che era alla mia vista la realizzazione di qualcosa di importante.

I primi scatti vengono spesi nelle zone limitrofe all'ingresso fino al calar del sole. Il buio copriva quello che avevo intorno, quasi a volerlo nascondere fino al giorno dopo per poi mostrarmelo al suo massimo splendore. Adesso la direzione da prendere è quella per la base e riferimento per i prossimi giorni. Il traballante ponticello di legno attraversato per la prima volta col buio e col vento è qualcosa che non scorderò, come tutto il resto d'altronde.

L'alba è tardi, non così tardi da permettermi il recupero dal lunghissimo viaggio ma la voglia di vedere e scoprire è troppa e la fatica non si fa sentire. Per cui qualche ora dopo, sveglia.

La breve passerella di legno conduce, attraverso la vegetazione, al più classico dei mirador del posto che lascia senza parole. Come ho raccontato a tutte le persone al mio ritorno, le parole lasciano il tempo che trovano, così come anche le nostre amate fotografie. Entrambe le cose non sono sufficienti per descrivere le sensazioni, il trasporto, il contatto e le emozioni che ho provato in quei momenti magici. Sensazioni di stacco, di isolamento nonostante le altre persone, di confronto con me stesso in un viaggio tanto fisico quanto mentale.
A parole non sono mai stato bravo e neanche con la fotocamera a dirla tutta, ma con quest'ultima perlomeno ci si prova ;P




La magnifica esplosione di colori della prima alba a Torres del Paine




Ogni passo è un possibile punto di ripresa, ogni volta che si gira un angolo c'è sempre qualcosa da ammirare: dai cavalli selvaggi ai i boschi coloratissimi, dai guanacos in posa ai corsi d'acqua imponenti.
Oggi tocca alla parte ovest del parco, verso il lago Grey e relativo ghiacciaio che si può osservare da vicino con un'escursione in barca.

Si studiano le composizioni ammirando il sole che cala e quello che i miei occhi vedono, sempre increduli. I colori dell'autunno sono pazzeschi. Le immense nuvole lenticolari sopra la testa guidano la vista verso l'orizzonte ed anche più in là, dove non sempre lo sguardo può arrivare.









Dopo quello che avevo visto il primo giorno ero già contento, già soddisfatto di tutta la fatica fatta per arrivare fin laggiù e completamente ignaro di quello che mi aspettava e di quello che la natura mi avrebbe concesso.

Probabilmente una delle poche volte in cui ero felice di sentire la sveglia prima dell'alba, la voglia di uscire rimaneva troppa.
Poco dopo la colazione inizia a vedersi un colore violastro nel cielo e in fretta e furia, ancora con la torcia, cerco l'angolino giusto per prepararmi a scattare per quella che sarà una delle albe più incredibili della mia vita.
In pochi istati tutto è diventato viola, ma proprio tutto. Il cielo invaso da astronavi lenticolari immense, le montagne che ho davanti, il lago Pehoé, tutto. Cercando di mantenere la calma, scatto il più possibile e sono terrorizzato al pensiero di spostarmi e perdermi anche un solo istante di quella scena inverosimile. E in pochissimi attimi, infatti, tutto è tornato grigio.






L'incredibile alba viola che mi ha lasciato completamente spiazzato




Il viola è rimasto impresso nei miei occhi per molto tempo, quella scena non se ne voleva andare. La potenza e il richiamo della natura hanno lasciato un segno e ho passato il resto della giornata ancora incredulo e perso nei pensieri.

Quel pomeriggio, il vento che fino a quel momento si era più o meno nascosto, si manifesta in tutta la sua violenza. Risulta difficile stare in piedi ma vedere tutta quella potenza che persino alzava l'acqua del lago, che nel frattempo si era tramutato in un mare mosso, è stato parte essenziale ed integrate dell'esperienza. All'interno del rifugio tutto traballava con tanto di rumori minacciosi ma a detta dei local “quello era poco”. Anche se ho la sensazione che volessero un po' esagerare :)


Nuovo giorno, nuova alba. La sera prima aveva piovuto ma al mattino era rimasto solo il cielo coperto e tutto sommato il vento era cessato. Amo i colori, ma sono comunque molto affascinato dal dark mood e da quello che è in grado di trasmettere. Forti emozioni di solitudine e freddezza, molto potenti in alcuni tipi di scatti.

Sapendo già che non verrà doppiata l'alba del giorno prima, sono comunque contento proprio perché ho avuto la fortuna di immortalare quelle meraviglie in moltissime condizioni diverse: come mi era stato detto, in Patagonia si possono vedere tutte le stagioni in un solo giorno ed effettivamente così è stato. All'avanzare della luce si intravedeva la neve caduta sui Cuernos quella stessa notte.





I Cuernos imbiancati dalla nevicata della notte



La particolare formazione rocciosa dei Cuernos li rende grigiastri per la maggiore, per poi mostrare le punte completamente nere, come fossero state incollate dopo. Assolutamente pazzesco.



Tra i vari simboli del posto ci sono anche i tristi alberi bianchi, bruciati negli incendi degli anni passati. Da allora il parco è molto controllato e sorvegliato. Nonostante il loro stato, riescono comunque a contribuire in maniera importante al paesaggio, facendosi vedere e colorandosi di nero quando vengono colpiti delle piogge, creando un effetto molto suggestivo. Nonostante tutto, vogliono ancora fare parte del luogo.





Il cimitero di alberi


Tutto procede per il meglio, ho assaporato tantissime sfaccettature di quella terra incredibile ma niente mi di impedisce di perseverare, voglio sfruttare ogni secondo e ogni possibilità che ho. La solita sveglia mi porta già con la mente sul campo. E si, ancora una volta rimango sbalordito. Una delle albe più belle viste in vita mia. Lo so, l'ho già detto. probabilmente anche più di una volta ma non ci posso fare niente, è davvero il posto incredibile che tutti descrivono.
Su e giù con la torcia per la valle, a cercare il posto migliore dove piazzarmi. E per l'ennesima volta, il colore. Questa volta il viola fluorescente lascia spazio alle tonalità arancioni e brucianti del sole diretto, che tra le nuvole è riuscito a passare, incendiando tutto quello che ha trovato sul suo cammino.
Un tripudio di colori indescrivibile.





Il cielo prende fuoco a Torres del Paine


L'ultimo giorno il cielo è completamente libero, un'ottima occasione per vedere le "Las Torres" che spesso sono coperte dalle nuvole. Le tre torri, anche se le ho viste solo da lontano, sono spettacolari almeno quanto i Cuernos. Una delle mie fisse prima di partire era il “mirador base las Torres” che però non sono riuscito a vedere, assolutamente senza rimpianti. Diciamo che ho una scusa per tornare :)

Il clima è stato praticamente sempre amichevole, tutt'altro che freddo a fine aprile e mi ha lasciato scattare in totale tranquillità anche alle varie albe e in generale nei momenti critici.

Ormai ne sono certo, difficilmente avrei potuto avere di più in così poco tempo. Ho assistito a scene che mi porterò dentro per sempre, sempre vivide nella mente e nel cuore.


Sono partito con delle aspettative: volevo vedere il parco e speravo di portare a casa qualche scatto buono, considerando la Patagonia un punto di arrivo per quanto riguarda le mie destinazioni fotografiche e non solo.
Invece sono tornato a casa con molto, molto di più. Probabilmente questo è stato solo l'inizio.

L'esperienza è stata ancora più incredibile grazie alle persone che ho conosciuto e a quello che ho visto che mai mi sarei aspettato di vedere.
Insomma, un'esperienza che indubbiamente ha lasciato il segno, anche per quanto riguarda il mio personale percorso fotografico: si sono aperti orizzonti a me prima ignari. La strada da percorrere in tal senso è ancora lunghissima e va bene così.



Un breve sguardo all'attrezzatura fotografica che ho usato:

-Sony A7rIII
-Sony 16-35 f/2.8 GM
-Sony 24-105 f/4.0
-Tamron 70-300 f/4.5-6.3
-Vari filtri

Io non sono abituato a scattare paesaggi col tele ma contro le mie aspettative si è rivelato fondamentale.




ps: se vi fa piacere visitate la mia galleria del viaggio :)

https://www.juzaphoto.com/me.php?pg=341857&l=it



Risposte e commenti


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avatarsenior
inviato il 23 Dicembre 2023 ore 11:35

Fantastico.

avatarjunior
inviato il 11 Giugno 2024 ore 13:13

Tanta roba, e bei testi. Complimenti per il viaggio Sorriso

avatarsenior
inviato il 11 Giugno 2024 ore 16:23

Vi ringrazio :)





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