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Duplicare DIA: un 105 e l'ES-1


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Duplicare DIA: un 105 e l'ES-1, testo e foto by Mtdbo. Pubblicato il 26 Gennaio 2021; 2 risposte, 861 visite.


Duplicare le diapositive o i negativi è un tema sempre attuale. In questo articolo non parlerò di scanner ma vi descrivo un sistema che ho visto altrove e utilizzabile su qualunque attacco a baionetta ed obiettivo, con piccole modifiche.
Mi incuriosisce duplicare con la mia D850 solo alcuni negativi o diapositive, ai quali tengo, per avere un RAW. Per lavori di duplicazione di grandi numeri ho già un Epson V800 che va benissimo (e benissimo è dire poco).

Ho letto vari metodi usati per duplicare con la reflex: scatole con specchi o altri sistemi molto ingegnosi, spesso su cavalletto, ma io non sono bravo a costruire. In più, essendo pigro, volevo un sistema semplice, "avvita e fotografa" da usare con il mio Micro 105 Nikon.

Ho trovato online un modo che può essere adattato a molti se non tutti gli obiettivi macro, di qualunque marca, non solo Nikon. Nel testo, eviterò la descrizione dettagliata di alcuni oggetti. Potete, trovare qualunque cosa consultando l'oracolo di Mountain View

- Antefatto:

In passato, Nikon produceva un accrocchino (ES-1) da montare sulla filettatura di due obiettivi specifici. Tutto molto semplice: avviti l'ES-1, metti la diapositiva e fotografi, perfetto per me. Però il tutto funzionava solo su "quei" due obiettivi specifici, altri obiettivi MACRO non erano direttamente supportati. Mi/vi risparmio dettagli e link, online trovate tutto facilmente (ve l'ho già detto che sono pigro?).



Foto 1. L'ES-1 della Nikon ha filettatura di diametro 52. si può adattare ad altre filettature con anelli step-up ma, pur essendo possibile regolare la lunghezza del tubo, resta il problema della minima distanza di messa a fuoco per un rapporto di riproduzione 1:1 su obiettivi per cui non era previsto

Recentemente, nella sua D850, Nikon ha incluso un menu di digitalizzazione direttamente nella fotocamera. Ha anche rilasciato l'ES-2 che, di nuovo, supporta solo alcuni obiettivi ed esclude uno dei più diffusi macro Nikon, il AF-S VR Micro-Nikkor 105mm f/2.8G IF-ED(e costa tantissimo!).

Quello che manca al 105 non è il giusto diametro dei filtri (62 invece di 52) ma la distanza tra sensore ed ES-1/ES-2 che non consente la messa a fuoco. Poiché è studiato per il 60mm, la distanza di messa a fuoco del 105 è troppo lunga (31,4 contro 20,3 cm del 60mm AF-D) e quindi impossibile, se non allontanando l'ES-1 dalla lente frontale. Cosa gli costasse a Mr. Nikon mettere in scatola un pezzo di tubo per allungare l'ES-2 non lo so, forse così sperano di vendere più 60mm Micro.

- Allontanare la diapositiva/negativo

Cercando online se qualcuno aveva già affrontato il problema di adattare l'ES-1 ad un nikkor 105 G, mi sono imbattuto in un tizio che aveva risolto la questione in maniera molto semplice: utilizzare dei tubi di estensione e degli anelli adattatori, normalmente usati in macrofotografia, davanti al 105. In questo modo conservava tutti gli automatismi della macchina e dell'obiettivo.

Per prima cosa montava un anello adattatore Nikon BR-5 sulla filettatura del 105. Questo serve a portare da 62 a 60 la filettatura del 105. Su questo anello poi montava l'anello di inversione Nikon BR-2a, che ha filettatura 60. Anche questo anello si usa in fotografia macro: su un lato ha una baionetta maschio, da montare sulla baionetta femmina della reflex, sull'altro lato ha una filettatura maschio su cui avvitare un obiettivo invertito per riprese macro.
Nel nostro caso invece viene avvitato sul filtro precedente e consente di aggiungere una baionetta maschio alla filettatura del nostro 105. In poche parole, i due anelli servono a creare una baionetta maschio sulla filettatura femmina del 105.

Sulla baionetta maschio aggiunta al 105, l'autore montava poi una serie completa di tubi di estensione per macro, economici, senza automatismi. Servono solo a creare un "tubo" per distanziare l'ES-1 dalla lente del 105 e vengono montati invertiti rispetto all'utilizzo normale.
Su questi è poi necessario ricreare una filettatura femmina come quello dell'obiettivo 105 ma di diametro 52 e su cui avvitare l'ES-1. Per questo scopo utilizzava l'anello adattatore Nikon Br-3 perfetto per attaccarci l'ES-1.

GENIALE! Il tizio, K. Jayaram, fotografo naturalista indiano, è un genio.
(https://nikonrumors.com/2018/05/12/slide-copying-with-the-nikon-es-1-br-5-adapters-and-the-nikkor-micro-af-s-105mm-f-2-8-ed-vr-lens.aspx/)

Riassumendo:
Nikkor 105 + Br-5 + Br-2a + tubi di estensione + Br-3 + ES -1


Geniale ma costoso! I tubi di estensione costano 15 euro ma i tre anelli adattatori da soli costano: 53€ il Br-5, 53€ anche il Br-2a e 96 € il Nikon Br-3!!!
Più di 200 euro solo per i tre anelli adattatori e il tubo di estensione. Conviene comprarsi un macro sul mercatino dell'usato! Poi bisogna aggiungere il costo del ES-1 (io avevo già preso usato a 40€)

- Una soluzione più economica. Volendo, svincolandosi da Nikon

Non avendo intenzione di spendere tanto, ho cercato anelli non originali e non è stato tanto difficile trovarli.
Online, ma credo si possano trovare anche nei negozi, ho subito trovato una soluzione economica alla prima coppia: Br-5 + Br-2a. Esiste un anello che ha su un lato una baionetta maschio e sull'altro una filettatura maschio di diametro 62, da avvitare sulla filettatura femmina del 105. Con questo anello eliminavo già 100 euro di costo perché sostituisce in un colpo solo i primi due anelli adattatori. Trovarlo è facile, non so se possibile pubblicare link a siti di e-commerce e quindi non lo faccio. Basta cercare "anello di inversione macro" e se ne trovano a chili, per tutte le baionette. Costo: 13 euro in tutto invece di 106. Se il vostro obiettivo macro non è 62 di diametro filtri vi basta acquistare degli anelli step-up o step-down che fanno quello che faceva il Br-5. Non originali li trovate una decina di euro massimo, ne vendono anche in serie complete. Attenzione solo alla qualità perché lo dovrete avvitare al vostro macro, ma soprattutto svitare: i forum sono pieni di messaggi di persone che non riescono più a smontare filtri dagli obiettivi.



[Foto 2. Il mio anello di inversione macro con baionetta Nikon: su un lato la baionetta, sull'altro la filettatura da 62mm da avvitare all'obiettivo (sostituisce i Nikon Br-5 + Br-2a)]

Tenete conto del fatto che in realtà non è necessario che l'anello di inversione esca con baionetta Nikon, può essere con qualunque attacco perché non viene mai e poi mai attaccato alla reflex e quindi basta acquistare tubi di estensione con baionetta compatibile all'anello che compriamo o, se avete già tubi di estensione con altra baionetta (Canon, Pentax, M42, ecc.), comprare l'anello adattatore con la baionetta del vostro tubo.

Ho successivamente acquistato dei tubi di estensione economici per Nikon, 15 euro, che non avviterei su una baionetta di una reflex neppure sotto tortura, per paura di danneggiarla (IO VI HO AVVERTITO). Si trovano molto facilmente e valgono quel che costano.




Foto 3. Il mio tubo di inversione con baionetta Nikon, intero e suddiviso per pezzi: notare i due anelli terminali con le baionette maschio e femmina e le filettature dei pezzi intermedi ma di cui non so il passo. MAI lo applicherei alla baionetta della mia reflex

La cosa interessante di questi tubi sono due anelli terminali, uno con baionetta maschio ed uno femmina (vedi foto 3), sono collegati agli altri anelli con una filettatura . Non sono riuscito a capire che tipo di filettatura utilizzano ma potrebbe essere interessante saperlo perché aprirebbero la possibilità di evitare l'acquisto del ultimo anello adattatore: il BR-3, quello che si aggancia alla baionetta maschio dei tubi da un lato e fornisce la filettatura da 52mm, su cui montare l'ES-1.
Questo ultimo anello, l'originale costa circa 94€, è stato più difficile da trovare. L'ho trovato per puro caso, quando stavo per rinunciare. Cercate "anelli di protezione per lenti a filettatura incrociata" oppure "anello di protezione per obiettivo posteriore" o anche "anello retromarcia fotocamera". Tutte traduzioni strane dei venditori.
I tempi di consegna sono più o meno lunghi e il prezzo ridicolo; 3-7 euro. Ne ho trovati solo per baionetta Canon e Nikon, la cosa non è comunque importante perché, come detto in precedenza, la baionetta che usiamo è irrilevante purché utilizziamo sempre la stessa su tutto l'accrocchio, oppure che utilizziamo anelli di conversione, da Nikon a Pentax, ad esempio.
Quello che ho trovato ha anche un anello come quello in Foto 2 ma con filettatura 52 che per me non va bene. Potevo evitare di comprare quello della Foto 2 e usare questo con un anello step-up da 52 a 62.
Come potete vedere qui sotto dalla Foto 4 (in alto a destra), uno degli anelli internamente non è perfettamente nero. Ciò non mi ha creato comunque problemi di riflessi interni in riproduzione, per ora.



Foto 4. Il mio anello con baionetta femmina (Nikon-AI) da un lato e filettatura da 52 sull'altro lato. Su questo lato viene avvitato l'ES-1 (l'anello sostituisce il Nikon Br-3).

Ho montato tutto, la cosa mi sembra abbastanza solida ma, ripeto, a quegli anelli non affiderei mai e poi mai neppure un 18-55 usato, figuriamoci un obiettivo migliore. Siete avvisati!
Una cosa di cui preoccuparsi è il caricamento dell'originale sul ES-1. Non ci sono problemi per le diapositive perché le molle che reggono l'originale agiscono sul telaio. Più paura mi mette la striscia di negativi e il rischio di rigarli: serve attenzione. Nel link che ho messo all'inizio c'è una soluzione adottata dal genio da cui ho copiato tutto: modificare un telaio di diapositiva da usare come guida per i negativi.
Chi acquista l'ES-2 non ha questo problema perché ha già come accessori inclusi delle guide per negativi e diapositive. E' in vendita anche come accessorio a parte a circa 40 euro.

- Cosa funziona bene e cosa male

Dopo avere montato il tutto, ho fatto alcuni scatti di prova. Ho puntato l'accrocchio verso il cielo, ho messo a fuoco manualmente sulla grana ed ho scattato utilizzando f8 disabilitando il VR. I tempi sono stato da circa 1/6 a 1/30.

Una breve considerazione sulla luce: preferisco la luce del cielo perché tutto più immediato. Usando la luce flash bisogna in qualche modo vincolare la distanza tra ES-1 e fonte di luce, di nuovo cavalletti ecc. che io vorrei evitare. Delle luci LED mi fido poco: oltre al flicker, temo la presenza di moltissime piccole lampadine: ho l'impressione inseriscano delle micro ombre, non so come definirle, che danno una sensazione di sfuocato, insomma, non mi piacciono. Comunque, questo è un punto critico: avere una illuminazione omogenea e senza dominanti strane sul negativo. Io ho risolto con il cielo ma ci sono innumerevoli possibilità da esplorare. Ho comunque fatto una prova utilizzando una lampada di casa: ho puntato la macchina contro la luce e ho scattato, il risultato lo trovate più sotto, nella Foto 5.

La riproduzione è quasi esattamente 1:1. Credo che acquisterò un altro tubo di estensione macro perché vorrei potere ridurre il rapporto di riproduzione allontanando un po' di più il negativo, tanto di definizione con la D850 ne ho pure troppa. Non riprodurre 1:1 sarebbe meglio perché mi consentirebbe di ruotare in post di qualche grado il RAW per ripristinare la corretta "bolla" dell'originale. Sui negativi, consentirebbe di avere il numero del fotogramma riprodotto ma anche la pellicola non esposta, utile per eliminare la colorazione arancione di base del supporto dell'originale in fase di elaborazione del RAW. Sul telaio delle diapositive potrei scrivere piccole note utili non avendo EXIF veri, ad esempio data e luogo (in piccolo, molto in piccolo).

La riproduzione è stata rapidissima da diapositiva, non ho avuto nessun problema (in fondo troverete degli esempi), insomma: voto 10.
Per i negativi la cosa è meno facile. La pellicola non può toccare il fondo del ES-1 ma rimane sollevata. La bolla si ripristina ruotandolo un po' ma questo rallenta. Mettere a fuoco un negativo è tutt'altro che semplice, ho dovuto farlo in live view e poi tornare in riproduzione reflex per avere il RAW.
Più semplice la riproduzione del negativo in live view, che fornisce però solo JPG, usando l'apposita impostazione della D850. Attenzione però, perché inquadrando porzioni di pellicola non esposta viene sfalsato completamente il bilanciamento del bianco. Insomma, la riproduzione del negativo è più ostica. Sicuramente un porta-negativi migliorerebbe di molto l'utilizzo. Mi toccherà adattare un telaio da diapositiva. Creerò due fessure sui lati ove fare scorrere i negativi, ci metterò piccoli pezzetti di velluto per evitare di graffiare il negativo (e così mi pulisce pure da polvere e peletti). Creerò... farò... forse, se mi prende voglia (pigro!). Per piccoli volumi non avrò difficoltà.



Foto 5. riproduzione di un negativo con il menù "digitalizzazione" della D850, usando due fonti di luce differenti: il cielo e una lampada a caso di casa

Un chiarimento per quanto riguarda la riproduzione, fotografando il negativo, o ci si affida totalmente al menu di digitalizzazione direttamente nella fotocamera ottenendo un JPG o si ottiene un RAW negativo che però poi va trattato in post produzione, cosa non semplice. Non è una elaborazione immediata, bisogna tenere conto del colore della pellicola, che cambia da marca a marca. Ci sono molte guide online e anche dei preset per ligthroom. In Camera RAW ho ottenuto risultati di base in pochi click, ma devo affinare meglio la post-produzione.



Foto 6. Confronto tra digitalizzazione mediante menù della D850 e sviluppo di un negativo fotografato in RAW. Luce utilizzata: quella del cielo. L'esagono presente sulla torre non è imputabile al ES-1



Foto 7. Altro confronto tra digitalizzazione mediante menù della D850 e sviluppo di un negativo fotografato in RAW e trattato in meno di un minuto con Camera RAW.

La diatriba tra sostenitori dello scanner o delle foto è lunga. E poi c'è scanner e scanner, non voglio entrare in questa discussione non ne ho le competenze. Cercate sul forum e trovate moltissimo I miei negativi non sono da premio internazionale e quindi mi interessa riprodurre al mio meglio alcuni miei negativi.

Rispetto al lavoro con uno scanner è ovviamente più lento, almeno per me, visto che il mio scanner mi consente di acquisire 18 negativi per botta o 12 diapositive. In più lo scanner ha un automatismo software che mi consente di eliminare in automatico piccoli granelli di polvere o imperfezioni (utilissimo ma inutilizzabile nel BN). Però per piccoli volumi e per originali a cui tengo particolarmente ho dei file RAW di definizione superiore.

Sui tempi di duplicazione, è vero che lo scanner è rapido ma solo a definizioni non alte e se si acquisiscono strisciate intere, più si aumenta la definizione maggiore diventerà il tempo di acquisizione. Con la D850, una volta messo l'originale, con un click ho il mio RAW (con tutti i suoi vantaggi) e se devo riprodurre pochi originali, non una striscia intera, diventa forse più rapido dello scanner.

- Come si potrebbe modificare/adattare questo sistema (ma io non ho voglia di provare e neppure lo so fare)

Ci sono alcune possibilità di modifica di questo "attrezzo" per necessità particolari o per chi sa usare saldatori o per chi, preso da un art-attack, vuole usare abbondante colla vinilica.

In realtà l'acquisto del ES-1/ES-2 non è necessario, si può lavorare per attaccare "qualcosa" sull'ultimo anello. In questo caso si dovrà calcolare bene la distanza minima di messa a fuoco perché non regolabile volta per volta come con l'ES-1. Probabilmente sarà necessario acquistare due tubi di estensione macro da unire e poi fare delle prove per ottenere la distanza necessaria.
In fondo al tubo si può attaccare un qualcosa che sostituisca il supporto per gli originali del ES-1, ad esempio costruirsi una scatola comprando del vetro o plastica opaca (vetro opalino). Bisogna però fare attenzione ad eventuali dominanti di colore, imperfezioni, e tenere il tutto a distanza sufficiente perché sia fuori fuoco e non inserisca trame nell'originale. Qualche idea ce l'ho, qualche ricerca l'avevo fatta, ma io non sono il più adatto a realizzarla, e poi avevo trovato l'ES-1 usato.

Altra possibilità è utilizzare al posto del tubo di estensione dei tubi e raccordi per astro-fotografia. Ho provato un po' a capire se era possibile ottenere un tubo efficace ma non mi è chiaro che tipo e diametro di filettatura utilizzano, credo M42. La filettatura M42 ha comunque passo differente da quella T2 (credo 0,75 vs. 1,00) tipica degli strumenti astro e non ho idea di che passo utilizzino i filtri che montiamo sugli obiettivi, quindi ho evitato di crearmi problemi e spendere soldi inutilmente. Chi fa astro fotografia sicuramente può adattare un tubo ad un obiettivo con più consapevolezza di me e senza fare danni all'obiettivo. (ATTENZIONE! Io vi ho avvertito, occhio ai danni!)

Un altra idea che mi era venuta era quella di utilizzare, modificandolo, un portafiltri della Cokin che ho dai tempi della pellicola. Chi ha qualcosa di simile, Nisi o altri, può pensare a costruirci una scatola o un porta-negativi, da agganciare al portafiltri ed avvitarlo ai tubi al posto del ES-1/ES-2.

Qualunque "robo" uno voglia costruirsi, credo sia importante non scordare l'opacità e la colorazione nera interna di qualunque attrezzo verrà utilizzato, per evitare di creare riflessi o dominanti di colore durante la riproduzione. Stessa considerazione per il sostegno dei negativi o delle diapositive. Questo è il motivo per cui io ho preferito comprare l'ES-1 usato a poche decine di euro piuttosto che impazzire con vernici, velluti neri, o altro, come ho visto fare da alcuni pionieri.
Il valore di questo oggetto credo risieda soprattutto nel nero opaco dell'interno e nel pezzo di vetro, che immagino progettato ad arte per lo scopo, a differenza di altro che si può trovare in ferramenta, .

- Siamo ai saluti

Va bene, io avrei finito, spero che questo articolo possa essere di aiuto a qualcuno, di avere suscitato curiosità, o fatto risparmiare tempo e denaro.
Vi ricordo che non è nelle mie capacità discutere sulla qualità tra questo sistema e gli scanner e quindi non dico che questo è meglio o fantastico. Ci saranno sicuramente errori e imprecisioni, mi scuso fin da ora, ma gli articoli pubblicati non sono più modificabili, ahimé.

In fondo vi lascio degli esempi di riproduzione e un breve riassunto, come si fa negli articoli scientifici, ad uso e consumo dei pigri. Io ad esempio leggerei solo l'abstract.

Marco

- Abstract

In questo articolo mostro come adattare il riproduttore di diapositive e negativi Nikon ES-1 su un obiettivo per cui non era pensato, nel mio caso il Nikkor 105 G Micro. Ho usato un'idea di un fotografo indiano che però utilizza anelli originali molto costosi.
Ho avvitato sul portafiltri femmina del Nikkor un anello adattatore che da un lato ha una filettatura maschio da 62 e dall'altro lato una baionetta maschio Nikon.
Sulla baionetta maschio dell'anello ho innestato dei tubi di estensione con baionetta femmina Nikon. Dall'altro lato dei tubi di estensione, sulla baionetta maschio, ho innestato invece un anello adattatore con baionetta Nikon femmina da un lato e filettatura femmina per filtri da 52 dall'altra. Su questa filettatura ho avvitato infine l'ES-1.
L'accrocchio funziona, si possono usare anelli adattatori e tubi di estensione diversi da Nikon (es: Pentax, Canon, M42, ecc). Si possono usare obiettivi macro diversi dal Micro 105, tenendo però conto dell'eventuale diametro dei filtri diverso, per il primo anello adattatore, e della distanza di messa a fuoco minima necessaria per ottenere un rapporto 1:1.
Tutto quanto mi è costato meno di 90 euro contro i 250 euro e passa del sistema del tizio indiano e ci ho passato una giornata rilassante a scrivere questo articoletto.
Hasta Siempre (La foto sotto è Cuba!!!)




[Foto 8. esempio di riproduzione di diapositiva



[Foto 9. L'insieme





Risposte e commenti


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avatarsenior
inviato il 26 Gennaio 2021 ore 15:02

Ciao bello e interessante il tuo articolo. Grazie.
Se vorrai passare dalle mie parti potrai vedere i risultati che ho ottenuto con metodo simile. Mi permetto di segnalare anche i lavori, splendidi, di Carlo Alfonso, Magher3d ed altri amici che adottano questa metodologia e che trovi nei commenti delle foto. Penso che il tuo articolo possa anche essere un'ottima base per raccogliere le idee attorno alla scansione 'scanner free' (il termine l'ho preso in gentile concessione da Carlo AlfonsoMrGreen)
buona giornata
fabio

avatarsenior
inviato il 26 Gennaio 2021 ore 15:15

Grazie a te della visita. Mi andrò a vedere tutto.





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