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Luci d'autunno


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Luci d'autunno , testo e foto by Claudio Cortesi. Pubblicato il 16 Novembre 2020; 24 risposte, 835 visite.




Conosco il Parco Nazionale d'Abruzzo dalla mia adolescenza. Cinquant'anni fa con un gruppo di amici lo percorremmo in lungo e in largo in avventurosi campi mobili. In un luminoso ottobre degli anni settanta, partimmo dal Monastero di Settefrati ubicato nel versante laziale del parco. Risalimmo la Val Canneto fino al Passo dell'Orso dove si apre il suggestivo scenario della Val Fondillo, una delle località più indicate in Italia per fotografare l'autunno. L' ampia valle, situata al fianco occidentale della Camosciara, è frequentata dall'orso e dagli ungulati del parco, in particolare cervi e caprioli. I grandi alberi coperti di foglie multicolori si prestano soprattutto nella parte più bassa a scatti spettacolari di foliage.
Da studente di scienze naturali, frequentai il parco per cinque anni, collaborando da volontario in progetti di ricerca. Nei giorni libero da impegni, ho passato giornate indimenticabili fotografando i grandi alberi e la fauna appenninica in mezzo ai luoghi più impervi e segreti del parco. Seguendo le indicazioni dei guardaparco, mi imbattevo nei rari camosci d'Abruzzo e nei rapaci allora molto comuni al di sopra del limite del bosco.

Normalmente molti amano l'autunno per i colori spettacolari. Attirato da nuove opportunità fotografiche, da qualche anno ho ripreso a visitare il Parco Nazionale d'Abruzzo per le incredibili inquadrature che facilmente si possono realizzare: basta percorrere le vie del parco, soffermandosi nelle località più belle.




Domenica scorsa, dopo aver scattato questa fotografia, ho deciso di dedicarmi ai colori dell' autunno. Inizialmente avevo programmato di salire al di sopra del livello del bosco di Civitella Alfedena per fotografare per la prima volta con una attrezzatura digitale il camoscio d'Abruzzo. Trent'anni fa questo percorso mi regalò una indimenticabile giornata wild insieme a mia moglie: un gruppo di questi socevoli ungulati ci permise di trascorrere una mattinata nel bel mezzo del loro branco e ci fecero dimenticare per qualche ora di essere umani. Sono creature gentili e timide, ma basta muoversi senza fare scatti e avvicinandosi lentamente per riuscire a farsi accettare anche scattando fotografie e puntando il teleobiettivo.
Osservando però i colori della fusaggine dai frutti color rosso carminio, ho lasciato mio figlio Giovanni che saliva in quota in cerca di camosci, e mi sono aggirato nei pascoli sopra il paese in cerca di cervi da riprendere nell'ambiente autunnale.
Ne avevamo incontrati due, una femmina col suo cucciolo, proprio mentre in macchina salivamo verso il parcheggio da cui parte il sentiero che porta al rifugio di Forca Resuni, la zona che per la sua natura impervia, ha permesso al camoscio d'Abruzzo di sopravvivere alla caccia e di conservarsi in un numero di circa ottanta esemplari, prima dell' istituzione del parco. Successivamente, cresciuto di numero, è stato reintrodotto nei pascoli montani delle più alte vette appenniniche, come quelle del Gran Sasso.




Più in basso, attorno a Civitella Alfedena e Villetta Barrea, oggi i cervi vivono numerosi, attraversando le strade del paese e frequentando gli orti abruzzesi, così ricchi di leccornie tanto gradite a questi erbivori.
Aggirandomi a monte di Civitella Alfedena, le tracce dei cervi erano numerose e di diverse dimensioni. Mi sono accorto dall'aspro odore di urina e dalle innumerevoli fatte fresche, che erano passati numerosi e da pochissimo nei pascoli ricchi di rose selvatiche di cui la valle è ricchissima (è denominata per questo Val di Rose). I cervi amano molto queste piante e gustano tanto le foglie che i rossi frutti, integrando la loro dieta con cibi zuccherini per prepararsi ai rigori dell' inverno, quando la disponibilità di erbe fresche e foglie è considerevolmente ridotta. La presenza di pascoli destinati al bestiame o di ampie radure erbose attira questi ungulati in modo irresistibile. Il silenzio venatorio che ormai perdura da cinquant'anni ha reso confidenti molti cervi, a tutto vantaggio dei fotografi di natura che oggi frequentano numerosi queste zone. Le tracce del passaggio notturno degli ungulati sono facilmente osservabili da chiunque si avventuri in questi luoghi già alle prime luci del giorno.
Sotto il paesino abruzzese, al campeggio di Villetta Barrea, grazie all'esteso manto erboso che amano brucare tutto l'anno, i cervi sono di casa e vivono a stretto contatto con l'uomo senza alcun timore. Non c'è recinto di orto che resista a questi splendidi animali, capaci di saltare su una rete alta quasi due metri anche da fermi. I paesani tollerano questa pacifica invadenza e, in molti periodi dell'anno questi ruminanti attraversano il paese, approfittando sfacciatamente della generosità dei turisti. Grazie alla loro presenza il turismo naturalistico si è diffuso in tutte le stagioni dell' anno a tutto vantaggio del reddito di questi ospitali abruzzesi. I tempi della guerra tra Ente Parco e amministratori locali è un lontano ricordo, come anche quello delle tensioni tra cacciatori e guardaparco. Sebbene il bracconaggio sia sempre presente, oggi gli abitanti del parco offrono sempre più spesso le loro conoscenze naturalistiche ai fotografi in cambio di piccoli guadagni.




In settembre e ottobre un maschio dominante presidia il territorio attorno a un campeggio nei pressi di Villetta Barrea. Ovunque nella vallata si può udire il suo potente bramito.
I paesani lo chiamano Oreste e - vista l'imponenza dei suoi 150 chili e dei suoi palchi da quattordici punte - quando si è presentato per la prima volta nel suo nuovo regno, le guardie del parco (temendo qualche incidente con i turisti) lo hanno anestetizzato e condotto in un luogo remoto d'Abruzzo. Si racconta che dopo soli tre giorni Oreste si sia ripresentato come se nulla fosse accaduto, ed abbia cominciato a difendere con successo il suo nuovo regno dai maschi confinanti. Da allora nessun incidente è occorso ai campeggiatori e mi sono stupito di quanta poca considerazione godano per Oreste gli umani, a cui passa accanto anche a brevissima distanza.




L'autunno però è anche una delle due stagioni migratorie in cui è possibile incontrare grandi concentrazioni di uccelli che attraversano il nostro paese o, se le condizioni ambientali sono ancora favorevoli, si fermano per riposare e per rifocillarsi. Dopo le crescenti calure estive di questi ultimi anni, gli immensi stormi migratori fanno ritorno nella zona mediterranea e in Africa per passare l' inverno. Piccoli limicoli, falchi pescatori seguiti da anatre e oche fanno ritorno nelle nostre paludi, ripopolandole dopo la siccità estiva. I pochi pascoli di pianura che resistono ancora all' invadenza dell' agricoltura intensiva - grazie all'allevamento di mucche e di bufale - dopo le piogge autunnali sono ricchi di insetti che sciamano fin quasi a dicembre, grazie alle temperature sempre più elevate. Mi capita sempre più spesso di incontrare, oltre ai numerosi storni, grandi assembramenti di cardellini e verzellini che banchettano catturando in volo le formiche alate oppure a terra, all'uscita dei loro formicai. I ricchi pasti proteici integrano la loro dieta autunnale a base di frutti e semi, dando l'opportunità ai giovani di crescere e prepararsi all' attraversamento del Mediterraneo per raggiungere l' Africa.
Fin oltre metà novembre, si continuano a vedere anche le ultime rondini, dirette frettolosamente a sud, mentre stormi di anatre ed oche che hanno nidificato in nord Europa e nella taiga russa, fanno ritorno nelle nostre paludi e lagune.




Arrivano nel nostro paese adulti e giovani che non hanno ancora conosciuto l' uomo e la sua attività venatoria, perciò proprio in questo periodo ho ottenuto gli scatti migliori. Man mano che passano le settimane, i nuovi arrivati conosceranno sempre meglio il territorio invernale e le loro abitudini si faranno più schive, specialmente se ai limiti delle zone protette viene consentita la caccia. Per ovviare alle distanze di fuga che possono diventare siderali, si potrà approfittare delle località dove l'uomo fa attività all' aperto come pesca o sport, e non è temuto dalla fauna selvatica. Specchi d'acqua vicini alle strade, fiumi e altri corsi d'acqua dove é bandita l' attività venatoria, possono offrire valide possibilità fotografiche, come aironi gallinelle e alzavole. In questa stagione il sole è sempre basso sull' orizzonte, offrendo condizioni d' illuminazione più interessanti che regalano risultati fotografici più validi.
Le nuvole stesse si mostrano in grande diversità di toni, e la luce diretta del sole offre sfondi variegati con colori e sfumature molto variabili in pochi minuti. È nella stagione autunnale e invernale che si ottengono le foto migliori, e che le nostre attrezzature danno il meglio di sé. In estate, col sole che già dopo un paio d'ore dall' alba è alto sull' orizzonte, la luce è dura e illumina con violenza i nostri soggetti, che sempre mostrano parti in ombre molto chiuse. In queste condizioni la miglior attrezzatura può fare ben poco per ottenere immagini all' altezza delle nostre aspettative. Viceversa anche soggetti comuni, se vengono fotografati con la luce giusta, possono regalare foto emozionanti e di grande impatto visivo. Spesso al sopraggiungere della prima nuvola abbandoniamo il campo, specie se inizia a piovere. Ma in questo tempo di tropicalizzazione del clima le condizioni di variabilità atmosferica e le nubi temporalesche possono regalare spettacoli indimenticabili da cogliere in una foto. Perciò proprio l'autunno è la stagione che preferisco per la fotografia naturalistica.







Risposte e commenti


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avatarsenior
inviato il 09 Dicembre 2020 ore 19:07

Fantastiche le foto e l'articolo! Sorriso

avatarsenior
inviato il 18 Dicembre 2020 ore 23:23

Bellissimo racconto corredato di splendide foto. Anche io amo il Parco e, in genere, l'Abruzzo. Complimenti

avatarsupporter
inviato il 18 Dicembre 2020 ore 23:26

Grazie ragazzi, approfitto per farvi gli auguri di buone feste Sorriso

avatarsupporter
inviato il 19 Dicembre 2020 ore 12:54

Complimenti Claudio,
bellissimo racconto e foto... stupende.
Ciao e buon fine settimana,
Paolo

avatarsupporter
inviato il 19 Dicembre 2020 ore 13:08

Grazie e buon fine settimana anche a te Paolo Sorriso

avatarjunior
inviato il 31 Dicembre 2020 ore 11:03

Splendido articolo Claudio, e che foto..
Buon anno
Raffaele

avatarsenior
inviato il 03 Gennaio 2021 ore 19:58

Una delle Regione paesaggisticamente più belle d'Italia. In Autunno tutto diventa ancora più magico.
Ci sono stato tre-quattro volte ma vorrei tornarci ogni anno. Solo che non è sempre possibile

avatarsupporter
inviato il 03 Gennaio 2021 ore 21:21

Grazie Raffaele e Antonio, è un posto fantastico.Sorriso

avatarsenior
inviato il 04 Gennaio 2021 ore 0:04

Bravo Claudio e complimenti!
Sei un ottimo fotografo e anche un ottimo scrittore:-P!
Mi è molto piaciuto il tuo appassionato racconto! Ciao e buona serata.

avatarsupporter
inviato il 04 Gennaio 2021 ore 7:33

Grazie Mario Sorriso

avatarjunior
inviato il 04 Gennaio 2021 ore 18:27

Bellissime foto ma anche i commenti e la descrizione delle stesse.

avatarsupporter
inviato il 04 Gennaio 2021 ore 23:11

Indicazioni preziose corredate da foto stupende. Complimenti Claudio!Cool

avatarsupporter
inviato il 05 Gennaio 2021 ore 12:48

Grazie Maurizio e Adriano. La condivisione è uno dei segreti della felicità ;-)

avatarjunior
inviato il 08 Gennaio 2021 ore 23:52

Bella descrizione e bellissime foto. Complimenti.
P. S. Ho dei dubbi però che i paesani residenti tollerino amichevolmente che i cervi entrino nei loro orti.

avatarjunior
inviato il 08 Gennaio 2021 ore 23:52

Bella descrizione e bellissime foto. Complimenti.
P. S. Ho dei dubbi però che i paesani residenti tollerino amichevolmente che i cervi entrino nei loro orti.





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