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Testo e foto by Claudio Cortesi. Pubblicato il 11 Agosto 2018; 46 risposte, 33042 visite.
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@Nerone l'imperatore Franco carissimo: non volevo offendere nessuno, se l'ho fatto involontariamente me ne scuso. Tu non rientri in alcun modo coi tuoi capanni e la tua capacità di avvicinamento, nei capanni permanenti ad uso pubblico cui accenno in questo articolo: sono quelli del WWF e della LIPU. La tua capacità di essere vicino a queste belle creature, e il piacere che questo ti dà, dovrebbero essere oggetto di un libro più che un articolo: se ti si avvicinano tanto non è possibile che tu nuoccia loro, specie se oltre a piazzarti di notte, te ne vai dopo il tramonto. Inoltre nessun altro fotografo del sito ha una varietà di pose per ogni specie, come si vede nelle tue gallerie. Dal punto di vista "figurine" anch'io, in volo, riempio il mio album. Ho rilevato piuttosto il fatto che decine di fotografi, in quei capanni, scattano tutti le stesse foto Penso che ricorderai sicuramente che, avendomi aiutato a fabbricare un capanno smontabile, non mi hai mai accompagnato in uno dei luoghi magici dove ottieni i tuoi migliori risultati, ma che in una mattina sfortunata di pioggia, ci siamo incontrati in uno dei posti dove fotografo abitualmente i limicoli.
@Angus Io non giudico questo tempo, perché sappiamo bene che chi si comporta male in natura prima o poi si rende conto di quello che fa. Conosco un ex cacciatore che si guarda bene oggi perfino di far male a una mosca o ad una vespa. Preferisco essere un'occasione per chi mi legge o guarda le mie fotografie per avere una idea nuova e riuscire a fare una foto che magari finora non ha ancora fatto.
Sono convinto che se uno di noi, scattando una foto o organizzando un viaggio naturalistico, fa del male ai soggetti che fotografa, é uno che si fa male da solo: prima o poi smetterà di fotografare perché magari si renderà conto che fotografa soggetti terrorizzati.... si tratta di foto quasi sempre piuttosto sgradevoli a vedersi. Per non parlare di chi fotografa ai nidi, col problema dell'abbandono delle uova o dei piccoli, oppure di esporre i piccoli a maggiori pericoli di predazione.
I due articoli che ho pubblicato suggeriscono metodi alternativi per riprendere animali senza spaventarli e senza nuocere ai soggetti, evitando di avvicinare i luoghi dove nidificano e dove si nutrono.
Mi piacerebbe che altri come noi, più che a evocare divieti o norme morali, spingano gli altri fotografi ai giusti atteggiamenti indicando la strada e le modalità alternative ai cattivi comportamenti. Quelli che sono interessati, bene. Quelli che non lo sono bene lo stesso. Di solito il tempo è galantuomo....
Non pratico questo tipo di fotografia ma apprezzo l'interessante articolo e le foto. Devo dire che su questo sito di juza, non me ne volete, è molto scaduto anche se sono aumentati gli iscritti, ma ci sono ancora dei bravi fotografi naturalistici.
Prima di iscrivermi in passato lo seguivo assiduamente per le belle immagini che mi regalate. Amo la natura e queste immagini, soprattutto wild, fanno sì che sensibilizzano gli animi delle persone.
Grazie Igino. Tanti iscritti non credo partecipino alle discussioni... o siano molto attivi sul forum. Ci sono comunque fotografi notevoli. Dà un'occhiata alle gallerie di Maurizio Baldari, è stato forse il primo tra i fotografi di avifauna a specializzarsi nelle foto in movimento. Le foto che faccio le devo a lui
Buongiorno, ho visto alcune foto tue e di Baldari, molto belle e per un neofita come me in questo campo mi colpisce la qualità della foto molto nitida e ben realizzata nel riprendere gli uccelli in volo. Io raramente ci ho provato con un misero 70-200 ma ho trovato difficoltà a congelare l'immagine, a ognuno il suo mestiere
Comunque ritengo che spesso sono molto efficaci anche foto, nel Vostro caso uccelli, scattare foto di volatili posati, con diaframmi chiusi, per mostrare il loro habitat e la loro vita quotidiana oltre il volo.
Ho letto con interesse l' articolo anche io mi vorrei provare nella foto degli uccelli pero' piu' Wild . Ne ho una sola in galleria è una prova nn avendo un obiettivo adatto . Grazie . E bell ' articolo .
Caro Claudio, leggo solo ora questo magnifico articolo, veramente molto ben fatto ed estremamente interessante. Grazie di aver condiviso parte della tua grande esperienza. Luigi
Grazie del vostro commento. Luigi: si parla spesso male di Internet. La condivisione di esperienze, capacità e risultati fotografici arricchisce molto chi coltiva la nostra passione.
Ciao Claudio, questo mi era scappato, l'ho visto solo ora. Molto interessante lo scambio di vedute e affascinante tutto il racconto. Le foto, splendide come sempre. Mi piace molto la tua etica, non facile, nel suo mantenere attraverso il rispetto al primo posto la natura, facendo venire la fotografia dopo. IL piacere della rinuncia è un obbiettivo difficile ma a volte doveroso: speriamo di riuscire ad avvicinarci, che il cammino è comunque conoscenza. Grazie della condivisione.
La rinuncia può essere superata dalla semplice osservazione: ci sono situazioni in cui la presenza del fotografo spaventa gli animali e ci sono altre situazioni in cui possiamo restare molto vicini ai selvatici perché siamo nel terreno di una fattoria, o in un recinto di mucche o bufale e veniamo scambiati per contadini o allevatori. Persino la presenza di pescatori o turisti ci può aiutare ad avvicinare i nostri soggetti in località dove hanno imparato che gli uomini non sono pericolosi.
Quando la foto scaturisce dalla propria esperienza e dal proprio impegno, ed ha un minimo di rispetto dell'etica, per me è valida. Quando invece viene da una situazione commerciale tipo capanno a pagamento, allora la rifiuto. Perché fa parte di questo mondo malato, dove appena di una cosa nasce il business, subito quella cosa diventa deleteria. Foraggiare specie anche difficili tipo aquile, anche rare, crea quasi sempre dimensioni false, comportamenti innaturali, animali fasulli, come le foto ne derivano. Quello che ha squalificato il mondo della fotografia naturalistica è anche questa facoltà per chiunque (abbia soldi) di ottenere con estrema facilità immagini in realtà difficilissime. Ti compri il supertele a prova di errore, vai con un aereo in capo al mondo, paghi uno che ti ci porta, affitti il capanno et voilà, il gioco è fatto. Quello che altri hanno fatto con fatica e anni e anni per arrivarci, con un po' di soldi è alla portata di chicchessia. Ma le foto non valgono nulla. Grandi aquile, reali, imperiali, di Bonelli, su quei posatoi improbabili, con quelle prede surgelate, sono veramente inguardabili. Trovo queste esperienze "usa e getta" molto diseducative per chi le pratica a qualunque titolo. Anche per chi dice l'ho fatto solo una volta perché mi mancava quella specie. Che valenza ha avere anche quella specie se l'hai solo "comprata"