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L'Autofocus

La tecnologia AF è stata introdotta alcune decine di anni fa, e da allora ha fatto progressi enormi. I primi obiettivi AF avevano un autofocus molto lento, che era utilizzabile solo con soggetti statici o in lento movimento: come potete immaginare, aveva un'utilità molto limitata, ma le case produttrici hanno avuto fiducia in questa tecnologia e hanno continuato a migliorarla. Attualmente, l'autofocus è veloce, preciso e molto affidabile, ed è quasi indispensabile per la fotografia di animali e azione. Ma non è sufficiente avere tecnologia allo stato dell'arte per scattare foto eccellenti: dovete imparare come utilizzare l'AF per sfruttarlo al meglio.


 
Canon EOS 1Ds Mark III, Canon EF 600 f/4 L IS USM, 1/1250 f/4, iso 3200, tripod. Finland. AI Servo AF e punto AF hanno permesso di ottenere una foto perfettamente nitida.
 

Scegliere gli obiettivi giusti

Ci sono principalmente due tipi di motore AF: il motore "tradizionale" e il motore "ultrasonico (USM)". Il motore tradizionale viene utilizzato negli obiettivi più economici; è lento e rumoroso. Il more USM è molto migliore, ma non tutti gli obiettivi etichettati come "USM" hanno veramente un motore ultrasonico. I migliori obiettivi come il Canon 300 f/4 L IS USM hanno l'USM di tipo ad anello (il vero USM), mentre molti obiettivi di serie economica o media, come il Canon 70-300 IS USM, hanno il "micro USM", che non ha nessuno dei vantaggi del vero USM: è molto simile al motore AF tradizionale. Se non avete una buona conoscenza degli obiettivi, è difficile sapere se un obiettivo "USM" ha il micro USM o l'USM ad anello; le case produttrici non sono molto chiare sotto questo aspetto. Se siete in dubbio, chiedete sul JuzaForum! :-)  
 
Il motore USM di tipo ad anello dà quattro grandi vantaggi:  
 
- Velocità: questo è il motore AF più veloce attualmente disponibile. La velocità varia da obiettivo a obiettivo, ma nel complesso il motore USM è veramente molto veloce.  
 
- Full Time Manual Focus: il FTM permette di mettere a fuoco manualmente in qualsiasi momento, anche se il selettore di messa a fuoco è impostato su AF. E' molto utile in diverse situazioni; per esempio in luce scarsa potete aiutare l'AF a riconoscere il soggetto mettendo a fuoco manualmente nei pressi dell'area che vi interessa, e quindi potete utilizzare l'AF per le regolazioni fini della messa a fuoco e per seguire il soggetto. Inoltre, non c'è il rischio di danneggiare il motore di messa a fuoco se girate l'anello di fuoco quando il selettore è impostato su AF.  
 
- Messa a fuoco interna: gli obiettivi che hanno il motore USM non si estendono durante la messa a fuoco, e non ruotano l'elemento frontale.  
 
- Silenziosità: il motore USM è molto silenzioso; non c'è il rischio di spaventare il soggetto con il rumore del motore di messa a fuoco.  
 
Attualmente, non comprerei un obiettivo che non abbia il motore AF di tipo USM ad anello, a meno che intenda utilizzarlo principalmente in messa a fuoco manuale, per soggetti statici: per gli animali e l'azione, invece, l'AF veloce e il FTM sono quasi indispensabili!
 
 

Scegliere l'area AF

Tutte le reflex digitali hanno diverse aree AF; il numero varia da 3-5 aree nei modelli di base alle 51 aree delle reflex professionali Nikon serie D3.  
 
Si potrebbe pensare che tutte le aree sono identiche, ma in realtà ci sono diversi tipi di area AF: quelle con sensore AF di tipo lineare e quelle con sensore a croce. Il sensore lineare è in grado di rilevare il dettaglio solo in orizzontale, mentre il sensore a croce può rilevare sia il dettaglio orizzontale che quello verticale. Le aree con sensore a croce danno un AF più veloce, e sono in grado di rilevare soggetti che sarebbero problematici per i sensori lineari.  
 
Nelle fotocamere amatoriali solo l'area centrale è di tipo a croce; tutte le altre aree hanno sensori lineari. Con obiettivi poco luminosi (cioè con ottiche che hanno diaframmi chiusi), tutti i sensori funzionano come sensori lineari. Le reflex professionali hanno moduli AF più sofisticati; solitamente hanno almeno 5-10 sensori a croce, anche se con obiettivi poco luminosi (f/5.6, f/8) molti di questi funzionano solo come lineari.  
 
Come si sceglie l'area AF giusta? Ci sono principalmente tre "strategie":  
 
1 - Area centrale e blocco AF: in qualsiasi reflex, l'area centrale è la più veloce e affidabile. E' una buona scelta in particolare se utilizzate una reflex amatoriale o un obiettivo con un'AF non particolarmente rapido, ed è l'unica scelta possibile con obiettivi che hanno un massimo diaframma effettivo di f/8, come il Canon 600 f/4 + TC 2x (solo le serie 1, però, possono mettere a fuoco a f/8). Se fotografate un soggetto statico, utilizzare l'area AF centrale è facilissimo. Basta mettere a fuoco sugli occhi, bloccare la messa a fuoco (se state utilizzando AI Servo, cioè AF continuo) e scattare la foto. Per i soggetti in movimento, mettere a fuoco con l'area centrale è più difficile: non c'è il tempo di bloccare la messa a fuoco e rifare la composizione, quindi se si mette a fuoco sull'occhio il soggetto sarà centrato nell'inquadratura, creando una composizione statica. Ci sono due alternative: potete utilizzare un'inquadratura abbastanza ampia, e ritagliare le foto con una composizione non centrata utilizzando Photoshop, oppure potete mettere a fuoco sul corpo del soggetto invece che sull'occhio. Se scegliete quest'ultima opzione, assicuratevi di avere abbastanza profondità di campo per avere l'occhio del soggetto ben nitido; con soggetti di ridotte dimensioni è necessario chiudere a f/11 o diaframmi più chiusi.  
 
2 - Area non centrale: se siete nelle condizioni di poter avere un AF veloce anche con un'area non centrale, potete scegliere l'area in base alla composizione che avete in mente: per gli animali, scegliete l'area dove volete inquadrare l'occhio del soggetto. Se riuscite a far coincidere quest'area con l'occhio del soggetto, non c'è bisogno di utilizzare il blocco della messa a fuoco.  
 
3 - Selezione Automatica Area AF (AFPS): la fotocamera sceglie automaticamente una delle aree di messa a fuoco; cerca di seguire il soggetto cambiando l'area di messa a fuoco ogni volta che questo si muove. L'esatto funzionamento dell'AFPS dipende dalla fotocamera; sulle Canon serie 1, la fotocamera sceglie il soggetto più vicino che mostra un pò di contrasto (in modalità One Shot) o il soggetto identificato dall'area centrale (in modalità AI servo). AFPS non è così affidabile come la selezione manuale, ma è la scelta ideale quando cercate di fotografare un soggetto molto attivo e non riuscite a centrarlo con una singola area.


 
Canon EOS 1Ds Mark III, Canon EF 300 f/2.8 L IS USM, Canon 1.4x TC, 1/1250 f/4, iso 3200, mano libera. Costa Rica. Ho utilizzato il limitatore di fuoco per ridurre il rischio di foto fuori fuoco...ma anche le migliori tecniche e la migliore attrezzatura non fanno miracoli con uccelli in volo rapidissimo in poca luce: in una giornata ho portato a casa 8-10 foto veramente nitide su circa 600 scatti.
 

Singolo VS Continuo: One Shot AF e AI Servo AF

Oltre a scegliere il punto di messa a fuoco, dovete scegliere tra AF "One Shot" (cioè AF singolo) e AF AI Servo (cioè AF continuo). Ci sono alcune importanti differenze tra le due modalità.  
 
One Shot è una buona scelta per i soggetti statici. Questa modalità mette a fuoco sul soggetto, quindi blocca l'AF finchè si tiene premuto a mezza corsa il pulsane di scatto. Si può scattare la foto solo quando il soggetto è a fuoco. One Shot è leggermente più preciso di AI Servo, ed è più sensibile in luce scarsa, ma non è consigliato per i soggetti in movimento: se il soggetto si è mosso durante la messa a fuoco, dovete rilasciare il pulsante di scatto, e quindi premerlo nuovamente, per ripetere le operazioni di messa a fuoco.  
 
Io utilizzo AI Servo per la maggior parte delle mie foto. AI Servo continua a mettere a fuoco finchè si tiene premuto a mezza corsa il pulsante di scatto. Si può scattare la foto anche quando la fotocamera considera il soggetto "fuori fuoco" - questa è una possibilità molto utile, dato che in certi casi la fotocamera si sbaglia. AI Servo funziona bene per i soggetti in movimento, ma se fotografate un soggetto statico con la tecnica di mettere a fuoco sull'occhio e ricomporre l'inquadratura, dovete bloccare la messa a fuoco con l'apposito pulsante, altrimenti la fotocamera sposta la messa a fuoco appena il soggetto non coincide più con l'area AF selezionata.  
 
Alcune fotocamere dispongono di una terza modalità, detta "AI Focus" (dove AI sta per sistema di Intelligenza Artificiale), che sceglie automaticamente tra One Shot e AI Servo. Vi consiglio di evitarla, perchè è meglio non delegare alla fotocamera una scelta così importante.
 
 

Cosa influenza la velocità dell'AF??

Oltre al motore AF incorporato nell'obiettivo, ci sono molte variabili che determinano la velocità dell'AF. Conoscere queste variabili permette di migliorare le vostre tecniche di autofocus e di evitare errori comuni.  
 
Mentre il motore dell'obiettivo potrebbe essere comparato ai muscoli, la fotocamera è il "cervello". Come si può immaginare, le fotocamere professionali hanno sistemi AF più sofisticati rispetto alle fotocamere amatoriali; lo stesso obiettivo dà un AF più veloce su una 1D che su una 350D. Ogni nuova generazione di fotocamere ha un AF leggermente più avanzato; le Canon 1D/1Ds MarkII sono le prime fotocamere ad avere due CPU (Central Processing Unit) dedicate alle operazioni di messa a fuoco, una per i calcoli e un'antra per controllare il motore AF.  
 
I moltiplicatori di focale riducono la luminosità dell'obiettivo di 1 o 2 stop, e riducono anche la velocità dell'autofocus. Il Canon 1.4x TC II riduce la velocità dell'AF di circa il 50%, mentre il Canon 2.0x TC riduce la velocità dell'AF del 75%  
 
La luminosità dell'obiettivo (diaframma massimo) influenza considerevolmente la velocità dell'AF in luce scarsa, e in tutte le condizioni di luce determina la configurazione del modulo AF, come descritto nei paragrafi precedenti. Gli obiettivi più luminosi solitamente danno un AF più veloce di obiettivi meno luminosi: per esempio, il 300 f/2.8 dà un AF più veloce del 300 f/4.  
 
La lunghezza focale e la minima distanza di messa a fuoco sono altre importanti variabili. Con obiettivi di lunga focale, quando qualcosa è fuori fuoco è *veramente* sfocata, e spesso non è per nulla distinguibile, mentre con focali corte il soggetto è raramente così fuori fuoco da essere irriconoscibile. Ovviamente, serve più tempo per trovare e mettere a fuoco un soggetto completamente sfocato che per uno leggermente sfocato. Inoltre, se l'obiettivo ha una minima distanza di fuoco molto ridotta, l'AF è più lento perchè deve cercare il piano di messa a fuoco tra una gamma di distanze più ampia. Questo spiega perchè un obiettivo macro come il 180mm Macro (che ha una gamma di messa a fuoco compresa tra 0.45m e infinito) ha un AF più lento di un 70-200 (che mette a fuoco tra 1.5m e infinito).  
 
L'intensità della luce ambiente ha una forte influenza sull'AF. In luce scarsa, l'AF diventa più lento, perchè fa più fatica ad "analizzare" il dettaglio del soggetto. In luce davvero scarsa o in oscurità completa, l'AF non può trovare il soggetto, a meno di non utilizzare un flash con lampo di assistenza AF (come il Canon 580EX). Questo lampo consiste in una griglia che viene proiettata sul soggetto, creando un certo contrasto anche nel buio, e permette di focheggiare entro la portata del lampo. Ovviamente, quando scattate la foto il lampo di spegne e non vedrete nessuna griglia nella foto.  
 
L'autofocus ha bisogno di un certo contrasto per mettere a fuoco. Soggetti con un contrasto molto ridotto, come una parete, la pelle o un vestito di un solo colore possono ingannare l'autofocus, perchè questi non rileva abbastanza dettaglio per determinare se il soggetto è a fuoco. Quando cercate di fotografare soggetti del genere, potete mettere a fuoco sui bordi (se sono nello stesso piano di messa a fuoco) o focheggiare manualmente.
 
 

I pulsanti di blocco AF

Quando fotografo gli animali, utilizzo sempre AI Servo, cioè l'AF continuo: la fotocamera continua a mettere a fuoco finchè il pulsante di scatto viene premuto a mezza corsa. Se il soggetto esce dall'area di messa a fuoco, la fotocamera focheggerà sull'oggetto più vicino in corrispondenza dell'area: come è possibile fare composizioni non centrate?  
 
Ovviamente, si può selezionare un'area non centrale che coincide col soggetto, ma non è il sistema più rapido, in particolare se il soggetto cambia spesso la posizione all'interno dell'inquadratura. Inoltre, le aree non centrali non sono così veloci e sensibili come l'area centrale, e a certi diaframmi (f/8 sulle Canon serie 1) l'area centrale è l'unica attiva.  
 
Se utilizzate principalmente l'area centrale, il blocco di messa a fuoco è essenziale. Come si può intuire dal nome, questo pulsante blocca l'autofocus finchè lo si mantiene premuto; sulle Canon è contraddistinto dal simbolo dell'asterisco. Potete mettere a fuoco sugli occhi del soggetto con l'area centrale (o con qualsiasi altra area avete selezionato), e quindi cambiare a piacimento la composizione, senza preoccuparvi dell'autofocus.  
 
La tecnica dell'AF AI Servo e blocco della messa a fuoco è eccellente per i soggetti imprevedibili, che alternano movimenti rapidi con momenti di calma. Se utilizzaste AF One Shot, potreste mettere a fuoco facilmente sul soggetto fermo, ma non sareste pronti per l'azione. Con AI Servo + blocco AF, invece, potete mettere a fuoco e cambiare la composizione con i soggetti statici (come in One Shot), e quando l'azione ha inizio dovete solo rilasciare il pulsante di blocco e lasciare che AI Servo segua il soggetto.  
 
Ricordatevi che il pulsante asterisco ha funzioni multiple ed è personalizzabile; la funzione di default è "Blocco Esposizione", non blocco AF. Per utilizzarlo come blocco AF, impostate la funzione personalizzata "4: Shutter button / AE lock button" su "2: AF/AF lock, no AE lock" (il pulsante di scatto attiva l'AF; il pulsante asterisco blocca l'AF; il blocco dell'esposizione non è disponibile).  
 
I supertele professionali come il 300 f/2.8, 400 f/2.8 e 600 f/4, hanno quattro pulsanti di blocco AF sul corpo dell'obiettivo, che funzionano esattamente nello stesso modo del blocco AF sulla fotocamera. A seconda del vostro modo di fotografare, potreste preferire l'utilizzo dei pulsanti sull'obiettivo o quello sulla fotocamera; personalmente, trovo il pulsante sulla fotocamera più intuitivo e più facilmente raggiungibile di quelli sull'obiettivo, sopratutto quando si utilizza il treppiede.


 
Canon 1DsIII, Canon EF 600mm f/4 L IS USM, Canon 1.4x TC, 1/4000 f/5.6, iso 1600, mano libera. Texel, Paesi Bassi. Qui ho utilizzato la selezione automatica del punto AF per mettere a fuoco le piccole avocette contro il cielo grigio uniforme.
 

Limitatore di messa a fuoco e Focus Preset

Il limitatore di messa a fuoco permette di ridurre la gamma di messa a fuoco, quindi dà un AF più veloce, perchè la fotocamera deve cercare la messa a fuoco tra una gamma di distanza più ristretta. E' molto utile nei supertele, dove permette di avere un miglioramento notevole in termini di velocità. D'altra parte, mi è capitato più volte di perdere una foto perchè un uccello si era posato abbastanza vicino e io avevo impostato il limitatore sulle distanze maggiori.  
 
Consiglio di utilizzare il limitatore sono quando si è sicuri che il soggetto si muoverà entro una determinata gamma di distanze; con soggetti molto attivi, preferisco avere l'intera gamma AF per evitare di perdere opportunità uniche quando c'è poco tempo a disposizione.  
 
Il Focus Preset è una funzionalità presente nelle migliori ottiche professionali, come il 300 f/2.8 o il Canon 600 f/4 L IS (il cui pannello di controllo è mostrato nell'immagine a fianco). Il selettore funziona in combinazione col pulsante "SET" e con la ghiera focus preset. Il focus preset permette di memorizzare una distanza, e riportare istantaneamente la messa a fuoco su questa distanza quando si gira la ghiera FP. Per usare il FP, impostate il selettore su "I" (attivo) oppure su "((" (attivo, con suono). Mettete a fuoco sulla distanza che volete memorizzare e premete il pulsante "SET". Ora potete tornare a questa distanza in ogni momento girando la ghiera FP; se avete attivato il FP in modalià "((" l'obiettivo emette in leggero beep quando viene raggiunta la messa a fuoco.  
 
Questa funzione è molto utile quando state fotografando soggetti a distanze molto diverse: per esempio, state fotografando una coppia di aironi in lontananza, ma sapete che un martin pescatore potrebbe posarsi da un momento all'altro sul ramo 10 metri davanti a voi. Impostate la messa a fuoco sul ramo, memorizzate la distanza e ricominciate a fotografare gli aironi. Quando il martin pescatore si posa sul ramo, girate la ghiera FP, e l'obiettivo metterà a fuoco immediatamente alla distanza giusta.
 
 

Consigli e tecniche

Dove mettere a fuoco: quando fotografate un animale, dovreste mettere a fuoco sugli occhi. Se gli occhi sono fuori fuoco, la foto perde il 90% del suo valore. Se il soggetto ha un contrasto molto ridotto, potete cercare di mettere a fuoco sui bordi.  
 
Pulsante di scatto: non premete di colpo il pulsante di scatto. Per mettere a fuoco nel minor tempo possibile, premete a mezza corsa il pulsante di scatto e continuate a mettere a fuoco durante l'azione. In questo modo, quando scattate la foto il soggetto è già a fuoco. Se, invece, premete di colpo il pulsante di scatto, la fotocamera scatterà la foto senza avere il tempo di mettere a fuoco (in AI Servo), oppure bloccherà lo scatto finchè l'autofocus ha trovato il soggetto (in One Shot). Ricordatevi che tenendo premuto il pulsante di scatto a mezza corsa per lunghi periodi di tempo riduce la durata delle batterie, quindi portatevi una o più batterie di riserva.  
 
Problemi di messa a fuoco: anche se le vostre tecniche AF sono perfette, potrebbe capitarvi di avere problemi con la messa a fuoco. Ricordatevi che le dimensioni dei sensori AF sono superiori a quelle delle aree mostrate nel mirino; se c'è una zona con forte contrasto molto vicino all'area di messa a fuoco selezionata, la fotocamera potrebbe mettere a fuoco su questa zona invece che sull'area AF. Questo non è un difetto della fotocamera. In altri casi, invece, è possibile che la fotocamera o l'obiettivo abbiano veramente problemi di backfocus o frontfocus: in queste situazioni, dovete determinare se il problema è la fotocamera o l'obiettivo, e quindi inviare il pezzo difettoso alla casa produttrice per la ricalibrazione (che è coperta dalla garanzia). Per capire dov'è il problema, scattale alcune foto di un soggetto di prova parallelo alla fotocamera (o di uno specifico test di fuoco) con vari obiettivi. Se tutte le immagini sono sfocate, probabilmente la fotocamera ha problemi di messa a fuoco. Se solo alcune immagini sono fuori fuoco, il problema potrebbe riguardare un obiettivo.  
 
Blocco della messa a fuoco per l'azione: se sapete con certezza che il soggetto si muoverà all'interno di un determinato piano di fuoco, potete mettere a fuoco su questo piano, bloccare l'AF e tenerlo bloccato durante l'azione. Ho utilizzato questa tecnica con buoni risultati per scattare foto di uccelli che spiccano il volo: metto a fuoco sull'animale quando è posato, blocco la messa a fuoco e quando inizia l'azione premo il pulsante di scatto, tenendo bloccato l'AF. Se il soggetto si muove parallelamente alla fotocamera, sarà nitidamente a fuoco; se non avessi bloccato l'AF, invece, è probabile che l'AF avrebbe messo a fuoco sullo sfondo, dato che è molto difficile mantenere il soggetto all'interno dell'area di messa a fuoco. Questa tecnica è particolarmente utile con le fotocamere amatoriali che hanno un autofocus non eccezionale.
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