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Fotografare l'Aurora Boreale



 
Canon 7D, Sigma 20mm f/1.8 EX DG, 2.5" f/1.8, iso 800, Treppiede. Norvegia.
 
Fotografare l'aurora boreale è un'idea che avevo in mente già da parecchi anni, ma che per vari motivi non ero ancora riuscito a mettere in pratica. A inizio 2012, sono riuscito a organizzare un viaggio in Norvegia che ha dato ottimi frutti: in questo articolo vi racconeterò la mia esperienza, oltre a consigli tecnici sulla fotografia.  
 
Prima di tutto la location: l'aurora è visibile solo all'estremo nord o all'estremo sud del pianeta. In Europa, la parte settentrionale di Norvegia, Svezia e Finlandia offre ottime possibilità di avvistamento. Ho scelto la Norvegia, e in particolare le isole Lofoten: queste isole offrono paesaggi stupendi e un clima relativamente mite grazie alla presenza del mare. Anche in inverno la temperatura è di pochi gradi sotto lo zero, nulla a che vedere con i -30 o -40 che si possono trovare nell'entroterra. Il record della temperatura più fredda mai registrata in Norvegia è addirittura -50 gradi centigradi, registrati nel 1914 a Roros.  
 
La scelta del mezzo è stata immediata: auto. I motivi sono diversi: il desiderio di vivere l'esperienza del lunghissimo viaggio tra l'Italia e le Lofoten, lo scarso amore che io e Max abbiamo per l'aereo, la possibilità di dividere i costi viaggiando quindi con un budget ristretto. Io e miei compagni di viaggio (Max, Niky, Domenico, Sandro) abbiamo deciso di utilizzare il Jeep Compass di Max, dato che tra le auto a nostra disposizione è una di quelle più spaziose e con consumi ragionevoli, circa 11/12 km con un litro di gasolio. Tenendo conto che in Norvegia i carburanti costano circa 2 euro al litro, e che in Italia ci stiamo avvicinando a queste cifre, i consumi dell'auto sono un elemento molto importante nell'economia del viaggio.  
 
Per raggiungere le Lofoten si può passare sia dalla Norvegia che dalla Svezia; dal nord dell'Italia sono circa 3500-4000km, a seconda del percorso scelto. Le strade possono essere innevate o totalmente coperte di ghiaccio, quindi sono essenziali gomme da neve (o ancora meglio gomme chiodate, che però sono illegali in Italia, mentre in Norvegia sono onnipresenti nei mesi invernali). Il tempo di percorrenza minimo è due giorni abbondanti, viaggiando senza soste giorno e notte; se scegliete di tenere un ritmo più "rilassato", con massimo 8-10 ore di guida al giorno, diventano necessari almeno quattro o cinque giorni. Dei 12 giorni del mio viaggio, circa 6 sono stati dedicati al trasferimento e altri 6 alle Lofoten.  
 
Il costo della vita in Norvegia è altissimo, più del doppio rispetto all'Italia. Nel periodo invernale, una stanza d'albergo raramente costa meno di 150 euro, e non parliamo certo di alberghi di lusso. La nostra scelta è stata dormire in ostello: anche queste strutture hanno prezzi molto alti, ma comunque inferiori alle altre soluzioni. Il migliore che ho trovato costava 100 euro/notte per una stanza quadrupla. Dividendo i costi con i compagni di viaggio, si riesce a restare nel budget. Inoltre, molti ostelli offrono la possibilità di utilizzare una cucina: vi consiglio di portare tutto il cibo da casa e cucinare voi, altrimenti la spesa salirà parecchio. In totale, in questo viaggio ho speso circa 950 euro (benzina, cibo, pernottamenti, ecc)... con un pò di attenzione, si può viaggiare relativamente in economia anche nei carissimi paesi nordici.  
 
Nell'andata abbiamo attraversato la Norvegia e abbiamo preso il traghetto a Bodo, piacevole città sulla costa. In circa quattro ore il traghetto porta a Moskenes, all'estremo delle Lofoten. Queste "isole" sono ormai diventate una penisola, grazie ai numerosi ponti che le collegano e che rendono possibile percorrerle interamente senza mai prendere un traghetto. Il nostro ostello si trova a 4km a sud di Moskenes, in un minuscolo paesino chiamato in modo molto minimalistico "A" (l'ultima lettera dell'alfabeto norvegese, adatta per rappresentare l'ultimo paesino nella punta estrema delle Lofoten). Posto sopra il museo dello stoccafisso, l'ostello ci ha riservato una piacevole sorpresa: eravamo gli unici clienti, e in pratica avevamo l'intero ostello solo per noi. Le stanze in legno, la magnifica posizione e il buon rapporto qualità prezzo fanno dell'ostello "A Vandrerhjem" una scelta ottimale.  
 
Il periodo migliore per vedere l'aurora sono i mesi invernali. Noi abbiamo scelto la prima metà di gennaio: in questo periodo, ci sono circa 17 ore di buio completo, e nelle restanti ore il sole non sale mai oltre l'orizzonte. L'aurora solitamente si manifesta nelle ore centrali della notte, ma abbiamo avuto occasione di osservarla anche verso le 21:00. Durata e intensità sono legate alle attività solari e sostanzialmente bisogna trovare una buona location e aspettare con pazienza: l'aurora può apparire da un momento all'altro, e sparire altrettanto velocemente. L'aurora più bella che ho osservato durante questo viaggio è durata appena un paio di minuti, dopo ore d'attesa!


 
Canon 7D, Sigma 20mm f/1.8 EX DG, 2.5" f/1.8, iso 200, Treppiede. Norvegia.
 
Un primo importante fattore nella scelta del periodo è la presenza o meno della Luna. Con la luna, il paesaggio viene illuminato e quindi si può avere un primo piano più significativo; diventa però più difficile fare silouette e appaiono meno stelle. Durante il nostro viaggio c'era luna piena; se dovessi tornare cercherei un periodo senza luna, in modo da portare a casa scatti diversi.  
 
La scelta dell'obiettivo è fondamentale: è necessaria un'ottica luminosa, preferibilmente abbinata a una reflex che regga bene gli alti ISO. L'aurora ha una luminosità abbastanza intensa, tuttavia spesso si muove velocemente, e in una manciata di secondi può spostarsi da una parte all'altra del cielo. Se utilizzare un tempo lungo, è facile che l'aurora appaia come una tonalità verdastra spalmata sul cielo. L'ideale è usare un tempo non superiore ai 4-5 secondi, ancora meglio se attorno al secondo per i momenti più "frenetici". Con le ultime meraviglie della tecnologia (Canon 1DX e Nikon D4) non avreste difficoltà a ottenere tempi del genere, anche con un obiettivo f/2.8 o f/4, ma se avete reflex che non sono eccezionali alle alte sensibilità, come la mia Canon 7D, un obiettivo f/1.8 o f/1.4 è essenziale. Io ho utilizzato per tutte le foto dell'aurora il Sigma 20mm f/1.8: ha una qualità d'immagine veramente indecente, ma mi ha permesso di scattare a sensibilità tra i 400 e gli 800 ISO, minimizzando il rumore. Questo obiettivo ha un prezzo molto abbordabile; per chi desiderasse tutt'altra qualità d'immagine, sia Canon che Nikon offrono ottimi 24mm f/1.4, a prezzi nettamente superiori (1400 euro contro i 400-500 del sigma).  
 
La messa a fuoco va fatta su un soggetto molto distante: se c'è la luna potete usare il live view per mettere a fuoco su quella; altrimenti, in condizioni di totale oscurità, è necessario fare un pò di tentativi. Ovviamente serve la messa a fuoco manuale e bisogna controllare spesso i risultati, dato che con diaframmi così aperti è facile avere l'immagine fuori fuoco.  
 
Si possono sperimentare varie tecniche per andare oltre le limitazioni di obiettivo e reflex e ottenere i risultati desiderati. In una foto dove il primo piano era molto importante, ma la qualità del 20 f/1.8 a f/1.8 lo rendeva mostruosamente impastato, ho fatto un secondo scatto della stessa inquadratura a f/4.5, che mi ha permesso di ottenere una nitidezza molto superiore: in fase di elaborazione, ho quindi recuperato il dettaglio dallo scatto eseguito con un diaframma più chiuso. In altri casi, invece di scattare una singola foto con un tempo lento che risulterebbe in un'aurora "spalmata" o sfocata, ho fatto vari scatti con tempi veloci, per poi unirli in un singolo scatto in modo da mostrare il movimento dell'aurora durante un arco di tempo di 7-8" senza una "sfocatura" eccessiva.


 
Canon 7D, Sigma 20mm f/1.8 EX DG, 3.2" f/2.2, iso 400, Treppiede. Reine, Norvegia.
 
Il movimento dell'aurora è comunque veloce, ed è consigliabile fare numerosi scatti, per poter poi scegliere quelli più riusciti o per creare un affascinante video time-lapse.
 
 

Che cos'è l'Aurora Boreale?

L'aurora è generata quando particelle cariche provenienti dal sole (vento solare), si scontrano con gli atomi degli strati più alti dell'atmosfera terrestre (ionosfera). Questi scontri possono generare ossigeno (che dà all'aurora il classico colore verde) o azoto, che genera colori molto più inusuali come blu o rosso. Questa luce si genera ad altitudini superiori ai 100km dalla superficie terrestre e occupa buona parte del cielo.  
 
L'aurora si può generare a qualsiasi ora, ma durante il giorno non è visibile a causa della luminosità del sole, mentre durante la notte è più facile osservarla. Si può vedere allo stesso modo anche nell'emisfero sud, dove è chiamata aurora australe; in casi eccezionali e molto rari l'aurora si è estesa fino a regioni temperate. Normalmente appare vicino ai poli perchè le particelle del vento solare vengono attirate in quelle zone dal magnetismo terrestre. Se volete conoscere approfonditamente l'aurora, vi consiglio questi link: Aurora Borealis su Wikipedia (in italiano), Aurora Borealis su Wikipedia (in inglese), Aurora FAQ (in inglese), video time lapse by TesoPhotography. Infine, potete trovare le "previsioni dell'aurora", a breve termine, sul sito Aurora Forecast.  
 
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