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inviato il 05 Aprile 2014 ore 15:56
buongiorno a tutti volevo informarmi su sta faccenda degli spazi colori, so a cosa servono e come si dovrebbero utilizzare ma la mia domanda è: se in lightroom sviluppo la mia foto usando prophotoRGB e poi passo a photoshop per il salva per web convertendo la foto da prophotoRGB a srgb i colori cambiano così tanto? avrei fatto un lavoro inutile in lightroom? dovrei mettere su lightroom lo spazio colore srgb? |
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inviato il 05 Aprile 2014 ore 19:39
lascia prophoto-rgb e quando converti in s-rgb va bene così. devi abituarti a lavorare con prophoto che puntualmente si tende a scurirlo perché si vede più chiaro con la conseguenza di un adobe-rgb o s-rgb troppo scuro. se lo elabori bene e non lo scurisci poi quando lo converti negli altri profili sarà giusta la densità. i neri si chiuderanno un po' ma del resto gli altri profili hanno una gamma colore inferiore. se già il prophoto esce scuro probabilmente sei in sottoesposizione. |
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inviato il 05 Aprile 2014 ore 20:37
Grazie roberto! Ultima domanda.. E se impostassi adobe 1998 su lightroom? Devo usare lo stesso procedimento di farle non troppo scure per renderle giuste con la conversazione in srgb? |
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inviato il 05 Aprile 2014 ore 20:41
il miglior risultato lo ottieni elaborando con prophoto. se tu usassi adobe poi la conversione in s-rgb è molto simile, la densità rimane uguale ma risulta leggermente più piatto. s-rgb va bene per la stampa chimica e per il web. non lo userei per stampare in digitale. |
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inviato il 06 Aprile 2014 ore 10:42
quindi uso prophoto in lightroom più conversione a srgb in photoshop per foto destinate a web.. invece se voglio stampare, posso convertirle da prophoto in adobe 98? |
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inviato il 06 Aprile 2014 ore 12:24
Fai attenzione con prophoto, questo spazio colore lavora al meglio con 16 bit. Salvando in jpg come risultato finale succede il pasticcio. Il jpg non supporta i 16 bit e passandoli a 8 succede come a me, che le stampe avevano dei colori inguardabili, e sui monitori dei pc avevano delle dominanti orribili. Ecco perchè un raw in prophoto lo si converte in un supporto che tiene i 16 bit: cioè un tiff, ed è il formato utile per le stampe fine art. Se uno non ha monitor professionali calibrati, quelli dal costo improponibile e non ci lavora con le immagini non ne vedo il bisogno di prophoto. Io assegno srgb lo spazio colore al raw quando lo importo in ps e il jpg così rimane, e vivo felice con il web, tutti i pc e portatili e le stampe normali. Nel caso mi capitasse di esporre le mie opere ad una mostra semplicemente riapro i raw gli assegno prophoto li salvo in tiff e li porto a stampare. Questo in maniera molto semplice, vediamo se qualcuno corregge quanto scritto.. |
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inviato il 06 Aprile 2014 ore 12:49
Ho Lightroom 4, su cui non si può cambiare lo spazio colore di lavoro, che è un prophoto "personalizzato". E' stata introdotta con Lightroom 5 la possibilità di cambiare lo spazio di lavoro? |
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inviato il 06 Aprile 2014 ore 12:54
“ Fai attenzione con prophoto, questo spazio colore lavora al meglio con 16 bit. Salvando in jpg come risultato finale succede il pasticcio. Il jpg non supporta i 16 bit e passandoli a 8 succede come a me, che le stampe avevano dei colori inguardabili, e sui monitori dei pc avevano delle dominanti orribili „ è anche giusto ma il risultato non è così drammatico. forse succede lavorando molto con gli algoritmi del colore. non ne ho idea, a me non succede in maniera così drastica. ieri sera ho avuto un piccolo problema analogo, la resa di un immagine si è alterata un pochino ma è bastata un punto o due di correzione sul file s-rgb per ribilanciare. ma la foto ha una luce un po' balorda altrimenti normalmente non mi succede. una cosa che non ti ho detto è che prima di passare al jpg va salvato in tiff a 16 bit. personalmente elaboro il tiff e non il raw, quest'ultimo lo faccio uscire da LR a parametro zero in prohoto. poi elaboro il tiff in PS. è una scelta, c'è chi invece elabora il raw in LR. scuole di pensiero differenti. non sono sicuro che ci sia più qualità in uno o nell'altro. c'è solo una resa differente. l'archivio digitale è un po' a rischio, si può perdere il lavoro di anni in un battibaleno. è sempre meglio avere il raw e il tiff, anche in duplice copia per essere sicuro di poterlo conservare nei secoli . soprattutto averli in due hardisk. questa è la foto che mi ha dato problemi ieri, e si può ancora lavorare sul colore e sulla densità nella zona bassa. come vedi la luce non è delle più semplici. [IMG]
 2013-108-3549-E-D di reportage67@yahoo.com, su Flickr[/IMG] e in queste pagine ci sono una serie di esempi a colori del mio procedimento senza nessuna ulteriore correzione del colore in s-rgb. la foto del tronco della pala eolica non mi soddisfa ancora pienamente ma anche li la luce era un po' particolare. www.juzaphoto.com/topic2.php?l=it&t=740176 |
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inviato il 06 Aprile 2014 ore 13:16
Personalmente io lavorando in prophoto 16bit ho trovato una migliore resea(in alcuni casi) rispetto ad AdobeRGB 16bit ma tra questi e sRGB c'è, invece, un era geologica. Per quello che riguarda invece la conversione web passando da prophoto o da adobe a sRGB 8bit non ho mai avuto problemi ! |
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inviato il 06 Aprile 2014 ore 14:30
“ poi passo a photoshop per il salva per web convertendo la foto da prophotoRGB a srgb i colori cambiano così tanto? „ Dipende dal tuo monitor..se hai un monitor che copre solo lo spazio srgb rimangono praticamente uguali, se hai un monitor wide gamut possono cambiare molto perché i colori devono essere riportati all'interno dello spazio minore .. “ avrei fatto un lavoro inutile in lightroom? dovrei mettere su lightroom lo spazio colore srgb? „ Assolutamente no è giusto usare in post prophoto e 16 bit per dare il maggior numero d'informazioni possibile a Photoshop che potrà essere maggiormente preciso nelle correzioni, poi per il web passi a 8 bit e srgb incorporando il profilo in modo da minimizzare i problemi con tutti i browser. |
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inviato il 06 Aprile 2014 ore 14:51
Questo discorso mi interessa parecchio e quindi vorrei capirci meglio. Allora, io utilizzo lightroom in genere, lavorando su copia virtuale del raw, e poi, spesso, ma non sempre, apro il file su photoshop per le ultime regolazioni, prima di pubblicarle in rete. A questo , ditemi: passando photoshop, quale profilo colore conviene dare? E con quale pubblicarlo? Se volessi stampare, vado di tiff 16 bit, no? Grazie! |
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inviato il 06 Aprile 2014 ore 15:11
anche su PS con prophoto e se pubblichi su web inverti a s-rgb. se stampi in digitale tiff 16 bit profilo adobe, se trovi chi ti stampa in prophoto puoi lasciare questo profilo. se stampi da file a chimica un jpg s-rgb |
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inviato il 06 Aprile 2014 ore 15:16
Per lavorare in Ps prophoto 16 bit, per il web 8bit srgb per la stampa la cosa è molto complessa, semplificando al massimo suggerisco 8 bit, in srgb per minimizzare la possibilità di problemi, spazio Adobe se hai un monitor che visualizza questo spazio ben profilato e calibrato e ti servi da un laboratorio affidabile..o comunque se punti sulla fortuna decidendo d'avere più colori anche se non sai bene come saranno |
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inviato il 06 Aprile 2014 ore 15:24
Intanto grazie! Allora, quando passo da lightroom a photoshop, mi spunta una finestra dove mi chiede quale delle tre opzioni relative al profilo spazio colore voglio selezionare: quale scelgo? |
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inviato il 06 Aprile 2014 ore 15:34
Dovresti settare le preferenze di Lr in modo da avere pro photo e 16 bit per la modifica esterna (che è la scelta consigliata) e settare pro photo come spazio di lavoro in Ps Edit>color settings>Working spaces, a quel punto non dovrebbe chiederti nulla all'apertura. |
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