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inviato il 05 Settembre 2013 ore 0:10
L'argomento si è chiuso in un punto, secondo me , interessantissimo, non ho letto tutte le pagine , ma si stava argomentando di falconeria ed amore per gli animali "liberi". Non vorrei esprimere un parere diretto sull'argomento , ma vorrei mettere in evidenza alcuni fatti che sono accaduti nel corso degli anni nel nostro paese e che devono spingere tutti a riflettere attentamente , prima di etichettare con bene o male , le cose. Vorrei ricordare a tutti , specialmente ai più giovani che non hanno vissuto in quei tempi , che , quando l'amore per gli animali era ancora riservato a pochissimi eletti, appassionati dai filmati di De la Fuente o di Folco Quilici e che avevano fatto da ragazzi la raccolta di figurine panini " Il regno degli animali", nel mondo si stava consumando una delle prime estinzioni sconvolgenti, il falco pellegrino ( insieme ad altri rapaci ) si avviava velocissimamente alla sparizione , questo perché l'uso indiscriminati del DDT aveva inibito nei predatori al vertice della catena alimentare basata sugli insetti, la capacità di aggregare il calcio nei gusci delle uova, queste si spezzavano inevitabilmente durante la cova rendendo impossibile la riproduzione. Ci fu una potente campagna mediatica e di informazione sui danni provocati dal DDT anche sull'uomo e alla fine si arrivò a proibirne l'uso, ma per il povero pellegrino sembrava arrivato il momento fatidico perché la permanenza nell'ambiente del prodotto chimico aveva una certa inerzia e si protraeva anche dopo la cessazione dell'uso , il vero problema era che i pochi superstiti non avevano sufficiente diversità genetica per ricreare una popolazione capace di espandersi negli areali originali. Oggi noi vediamo sulle nostre coste moltissimi falchi pellegrini , addirittura hanno riconquistato spazi sui grattacieli nelle grandi città, la specie non è più minacciata , ma soltanto protetta , e questo è stato possibile grazie all'immissione di patrimonio genetico " diverso" prelevato dagli individui tenuti in cattività negli zoo o dai falconieri. ora voi potete anche storcere il naso alla parola falconiere o ambiente chiuso , ma io invece sono riconoscente e felice che ci fossero individui privati della libertà di avvelenarsi in natura. La stessa identica storia la possiamo raccontare del bisonte europeo di Bieloweiza , discendente da individui sopravvissuti in zoo. E poi c'è la storia delle emys orbicularis una stupenda tartarughina d'acqua dolce autoctona delle nostre paludi, questa , secondo me , è la più indicativa, qui la difesa e la protezione ha significato direttamente l'estinzione , almeno sul nostro territorio, il divieto di detenerla in cattività in terrario ha spinto gli amanti del genere ad importare la tartarughina amazzonica , feroce predatore senza nemici naturali , che , una volta lasciato in natura , ha divorato le uova della emys e ne ha soppiantato completamente la presenza nel suo ambiente, e non si riuscirà più a reintrodurla , anche perché è vietatissimo detenerne in cattività pena multe salatissime , dobbiamo assistere all'estinzione senza poter fare niente , né cominciare a salvare i pochi esemplari ancora esistenti, e nessuno ne parla , la tragedia si svolge sotto i nostri occhi senza che ce ne sia coscienza . |
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inviato il 05 Settembre 2013 ore 7:30
E un cane che si morde la coda, se autorizzi la detenzione in cattività di specie a rischio estinzione chiunque potrebbe prelevare in natura e portarsi a casa il trofeo.......sarebbe saggio invece investire qualcosa in centri di ricerca e salvaguardia (come hanno fatto i cinesi con i panda) attivare dei programmi di riproduzione e reintroduzione in natura, e magari provare a fare qualcosa per le specie alloctone (anche se questa è la parte quasi impossibile)..... dovrebbe essere il pubblico a salvaguardare l'ambiente ,come dice la nostra costituzione, purtroppo sprechiamo quattrini in armi che non servono a nulla piuttosto che investire qualcosina in ambiente e territorio. Ciauz |
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inviato il 07 Settembre 2013 ore 19:13
QUOTO AL 100% Capellone24...penso ke come risposta possa bastare! Ha detto tutto Lui! |
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inviato il 25 Gennaio 2014 ore 19:55
Maurizio in quello che dici c'è spazio effettivamente per fare diverse riflessioni. Il problema oggi è invece il bracconaggio spesso TROPPO spesso legato alla falconeria. E ne fanno le spese i Lanari e le Bonelli (parlo della Sicilia). Ogni anno diversi sciagurati fanno un danno enorme. Abbiamo fatto e continueremo a fare sorveglianza ai nidi durante i periodi "caldi" per evitare che avvengano questi tristissimi fatti. La situazione è veramente complessa ma ad alcune persone (mi duole definirli tali) pare non interessare per nulla. Sono certo che la situazione non è localizzata in Sicilia ma ogni anno certi signori rubano dal patrimonio dello stato specie vietatissime e in mezzo c'è veramente di tutto oltre le due specie sopra citate. Un progetto di reintroduzione SERIO e SERIAMENTE seguito da gente REALMENTE competente invece è tutt'altro discorso rispetto a ciò che è oggi la falconeria ossia tristi spettacoli di gente vestita di carnevale che usa gli animali come fossero pupazzi senz'anima. A presto |
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