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"Con i rotoli di cartone dell’interno della carta igienica, incollati fra di loro, costruisce un lungo tubo, in cui inserisce le lenti di plexiglass; il suo teleobiettivo è pronto, deve solo attaccarlo al corpo macchina della sua nuova fotocamera.
Ci siamo quasi, manca solo l’otturatore per lo scatto della foto, ma con un rocchetto di legno, di quelli per il filo da cucire e un po’ di elastici messi nei posti giusti, il gioco è fatto." (Enzo Valentini - UniversoFoto)
Che dite può competere con il nuovo 100-400III 4-5.6/IS/VPN (VattelaPija'Nter)?
Boh, magari artista-voyeur. Comunque non ha mai dato fastidio ad alcuna donna e nessuna si è lamentata di lui. Persino le autorità sovietiche lo consideravano strano ma innocuo.
L'opinione critica di Harry Borden mette in risalto il lato oscuro, il voyeurismo di Miroslav che fotografava giovami ragazze a loro insaputa. In vita lui non ha mai pubblicato nulla e fotografava solo per sé, ma dopo la sua morte curatori, galleristi, collezionisti e critici hanno sfruttato a fini commerciali il suo essere stato un outsider ed hanno presentato la sua volubilità come poesia di uno spirito inquieto.
Ma quando mai il mercato fotografico, come ogni altra forma di business, - aggiungo io - ha mai avuto una morale, svincolata dalla brama di profitto? Che ne pensate?
“ ...per produrre scatti interessanti, non è tanto l’attrezzatura utilizzata che conta, ma l’aver chiaro il risultato che si vuole ottenere. „
A nostro avviso Tichy si proponeva di ottenere delle foto simili ai suoi dipinti, utilizzando un'attrezzatura approssimativa. In alcuni scatti questo è evidente. Ad ogni modo sono state dette alcune inesattezze nei post: l'opera di Miroslav Tichy è stata pubblicata mentre egli era ancora vivo, e dopo aver rotto con Buxbaum lui stesso organizzò delle esposizioni.
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