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inviato il 11 Ottobre 2026 ore 21:59
Ciao a tutti proseguo da questa discussione, dove avevo collegato un assistente AI al pacchetto di applicazioni clone di adobe, sia all'emulo di photoshop che di lightroom. Ora ho fatto lo stesso con Lightroom Classic, usando Claude con una serie di procedure. Premessa importante: Lightroom non è nato per questo. Per farlo funzionare ho dovuto usare un plugin esterno, quindi è una soluzione da tenere d’occhio nel tempo: un aggiornamento di Lightroom o del plugin potrebbe romperla. Presumo che prima o poi sarà Adobe stessa a renderlo possibile, visto che collegare gli assistenti AI ai programmi sta diventando uno standard anche altrove. Esempi: “Alza l’esposizione di uno stop e apri le ombre sulla foto selezionata” “Trova tutte le foto a 5 stelle di aprile 2025 e mettile in una raccolta” “Aggiungi la keyword ‘uccelli’ e la località a queste foto” Nota: bisogna dare le istruzioni in maniera precisa, con la terminologia corretta che il software conosce (esposizione non è luminosità ecc) , man mano che si danno le prime istruzioni si impara a darle in modo corretto e anche l'assistente impara a capire i tuoi errori per cui la trasmissione delle istruzioni diventa sempre più veloce fino al punto che diventa quasi predittivo se si ripete uno schema già fatto. Comunque si risolve sempre con questa domanda: 'Come avrei dovuto formulare la domanda per fartelo fare in modo corretto?' Ovviamente usando il microfono mentre bevevo il caffè, devo dire molto divertente. Quello che devo ancora sperimentare sono istruzioni complesse e nidificate che richiedono l'accesso a parti diverse del programma, mantenendo comunque un ordine logico come nella ricerca per filtri di alcune foto alle quali applicare poi dei preset di sviluppo presenti negli appunti o nella libreria. Col tempo farò un po' di prove. Un'altra cosa interessante è fare la scansione di filtri esistenti e ricostruirli per poi salvarli in preset, questo però sconfina dai test che sto facendo, perché permetterebbe anche di fare il grabbing di tutto quello che trovi online con implicazioni etiche che adesso non è il caso di approfondire. Cosa può fare: sviluppo (esposizione, toni, colore, HSL, curve, nitidezza, rumore, ritaglio), preset, copia delle impostazioni tra foto, metadati (rating, flag, keyword, GPS, località), raccolte, ricerche nel catalogo, import ed export. Da un JPEG esportato con i dati di sviluppo, l’assistente recupera le impostazioni e le riapplica a un’altra foto in modo automatico o ponderato rispetto ad altri fattori. Cosa adesso non può fare: - creare copie virtuali dei RAW e in ogni caso agire nella costruzione di nuovi contenuti.in quel caso vanno prima creati e poi gli vanno chieste le modifiche, questo è un limite importante perché non permette di fare delle varianti di sviluppo della stessa immagine in modo veloce, spero che in futuro sia possibile farlo. - Al momento non può creare maschere di selezione in modo autonomo, ma gestire quelle create manualmente. - incorporare dinamicamente dei settaggi di sviluppo dell'immagine attuale, è necessario prima salvarli su disco e poi caricarli di nuovo (Importa predefiniti > scegli il file). - Cambiare vista o modulo (griglia, sviluppo) - Reset completo dello sviluppo - Filtrare per etichetta colore o flag - Creare o aprire cataloghi Nota sulla privacy: tutto quello che Claude legge o modifica passa dai server di Anthropic. Questo include comandi, valori di sviluppo, nomi file, percorsi, EXIF (compreso il numero di serie della fotocamera), copyright, keyword e GPS. I file originali restano sul tuo disco. Se però gli chiedi di riconoscere i soggetti, deve inviare un’anteprima: in quel caso anche l’immagine finisce sui server. Quindi, fintanto che non avremo la possibilità di lavorare con un modello off line, chi lavora con foto di clienti sotto riservatezza deve tenerne conto. fonte: github.com/Automaat/lightroom-mcp + github.com/Automaat/lightroom-mcp/releases/tag/v0.22.0 + Video Serve un abbonamento Pro a Claude e Lightroom installato, più le procedure descritte nei link. L'utilizzo di claude per pilotare Lightroom comporta il consumo di token.questo aspetto lo valuterò meglio man mano che lo utilizzo per capire quanto effettivamente costa. Oltre al controllo dell’app, vedo scenari interessanti: - Neofiti: invece di studiare menu e pannelli, descrivono cosa vogliono. L’assistente esegue e spiega cosa ha fatto e perché, quindi si impara usando. - Disabilità motorie: chi ha difficoltà con mouse e tastiera può lavorare dettando i comandi a voce. Onestamente, oggi serve ancora qualche clic (ad esempio per selezionare la foto) e un aiuto iniziale per la configurazione, ma la fatica si riduce. - Chi non mastica la tecnica: niente gergo, si parla come con una persona e se serve, li puoi chiedere di fornirti le fonti esterne per ogni questione trattata. - Archivi: riordinare le fotografie in base a parametri che richiedono l'analisi da parte dell'assistente, e questo può essere applicato a diversi aspetti delle fotografie, Domande e contributi sono benvenuti. PS: Segnalo che si può collegare Claude anche ad Affinity Studio tramite il connettore MCP ufficiale. La configurazione richiede circa 5 minuti, ecco la guida: L’ho provato con alcune richieste complesse e ha sempre eseguito correttamente tutto quello che gli ho chiesto. Claude lavora direttamente sul documento aperto.
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inviato il 12 Ottobre 2026 ore 13:23
Questo sarà assolutamente il futuro. Per quanto riguarda la riservatezza, a patto di avere una macchina che abbia una certa potenza, si potrebbe usare un modello llm multimodale in locale, come possono essere Deepseek, i Gemma o Qwen. Ad esempio ti dicevo del mio plugin che modifica le foto tramite API (modello gemini 2.5 flash) in Lightroom, ma nulla mi vieterebbe di usare un llm locale. Il problema adesso è che ogni modifica cambia leggermente le impostazioni, ma lo avevo messo da parte anche perché usare le API significa spesa di soldi, pochi millesimi di euro, ma che con tante chiamate diventano una spesa non esigua (ad oggi poco fattibile). Ogni foto automatizzata mi costerebbe circa $0.0013.
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inviato il 12 Ottobre 2026 ore 14:58
@Michaeldesanctis la questione della gestione in locale tramite modelli ottimizzati per le macchine di persone comuni, per me è già aperta da tempo, io ho installato L.M. studio dove sto sperimentando tutti i modelli più recenti ed ottimizzati rispetto a una macchina con 32 o 64 GB di RAM. Purtroppo essendo io un utente Mac non posso permettermi di comprare un computer dedicato solo per questo per cui ho installato L.M. studio su un pc dedicato con scheda rtx, con 64gb. E sto cercando di configurarlo per gestirlo in rete locale in maniera che io posso comunque lavorare sul Mac con il mio agente off line. Al momento Gemma quattro di Google è quello che riesce a sfruttare meglio le risorse limitate, perlomeno tra quelli che ho provato. Oltre alla privacy ci sono anche altre applicazioni legate al consumo di energia, lo cito perché è un argomento di interesse comune e se riuscissimo a ottimizzare dei modelli locali, che per quanto lenti soddisfano le nostre esigenze e faremo anche un piacere al pianeta oltre che al portafogli, perché spenderemmo comunque meno in energia rispetto ai token.
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inviato il 12 Ottobre 2026 ore 18:15
Prova anche il nuovo software Jan Studio, è di un tipo che rilasciava modelli ai famosi ma ottimizzati, adesso ha sviluppato un sofware che addestra modelli e fa di tutto di più. Chat, generazione immagini, audio, video, api in rete, etc Anche con scheda integrata e qualche modello leggero da 2-4B sono riuscito a ottimizzare la descrizione di foto e video per il microstock e l'ocr di documenti e copertine di libri e riviste in calibre. Gemma4 e Qwen funzionano decentemente. Ovviamente per video e immagini servono gpu dedicate con tanta ram.
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inviato il 12 Ottobre 2026 ore 18:52
@Mamik molto gentile, parli di questo?? gli darò un occhio, ha un primo sguardo sempre interessante e poi ha già 6 milioni di Download :) grazie Io uso LM Studio perché mi permette di mettere in rete computer diversi separando i compiti.
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inviato il 12 Ottobre 2026 ore 21:32
No scusa, anche lui un genio dell ai e un buon software, era unslot desktop. Ma dalla velocita di sviluppo non penso che passera molto ad una versione a pagamento.
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inviato il 12 Ottobre 2026 ore 22:32
@Michelangelo mac-mini M4PRO 64GB RAM 1TBssd. Preso quando stavano svuotando i magazzini per uscita M5 ad un prezzaccio e oggi coi rincari delle ram mi considero fortunato e il prossimo sarà non prima di M9 o 10 se fanno un balzo ogni anno. Con GEMMA4 31b scrivo testi ho organizzato una bibbia per impostazione editoriale gestione dei brainstorm e delle mappe mentali. Inoltre abbinando LM studio a Visual Studio Code ho inserito nella bibbia l'impostazione grafica ed editoriale di un sito Hugo+Blowfish e personalizzato in modo che posso gestire tutto dal testo alla compilazione del codice in locale per la pubblicazione poi tramite CloudFlare tutto a 10 dollari anno per il dominio e il sito viene caricato in tutto il mondo su più server. Inoltre con un canale e il mio vecchio mac-mini M1 ho fatto un server e da li gestisco immich e atri canali sempre in cloudflare per una chat fra persone che condividono progetti in zone che io apro su cloudflare per condividere i progetti con loro. Ai in locale alla fine sarà il modo per avere uno spazio sicuro e cloudflare serve come sicurezza e non apri nessun canale sul router. Ora sto facendo alcune app che mi servono tramite xcode, che ora è solo per silicon e grazie all'ai scrivo in swift. Per una diretta scrittura per programmi tipo LR o Ps ADOBE dovrebbe aprire la possibilità di poter scrivere in qualche linguaggio come ai tempi di jawa o linguaggio interno ABOBE. Sarebbe un bel passo in avanti ma credo che preferisca gestire l'AI sui suoi server e lasciare in locale il minimo possibile. Inoltre ora con l'arrivo di ARM si hanno problemi anche di codice e Nvidia sta in questo periodo lanciando un suo processore ARM per PC e Win. Credo che deve pasasare ancora qualche anno prima che ci possa essere compatibilità tra Hardware e SW visto che poi ogni brand vorrà dire la sua. PS: certo che avere la possibilità di 32k token per ogni chat è una bella storia con gemma4 31b Minimo consumo e calore non da tostapane è un'altra bella cosa.
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inviato il 13 Ottobre 2026 ore 0:34
“ mac-mini M4PRO 64GB RAM 1TBssd. „ @Ivo6767 Mi sembra una macchina più che adeguata all'utilizzo che ne fai e poi mi sembra anche che la sfrutti benissimo, bravo! Questo dovrebbe anche far riflettere sulla necessità di aumentare la RAM per poter gestire questo tipo di operazioni e purtroppo oggi comporta un costo notevole.
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inviato il 15 Ottobre 2026 ore 17:31
potreste per cortesia scrivere in aramaico, così forse capisco di più? :-))
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inviato il 15 Ottobre 2026 ore 21:02
“ potreste per cortesia scrivere in aramaico, così forse capisco di più? :-)) „ @Simpson non hai torto Per farla breve, adesso puoi parlare a Lightroom, chiedendogli di fare le cose invece che mettendo le mani sulla tastiera. Per farlo bisogna avere un assistente (nel caso specifico. claude)e dare delle istruzioni al programma per il primo collegamento. La tastiera comunque la devi usare perché certe informazioni vanno date ma molte altre le puoi dare verbalmente e questo ti consente anche, se non hai molta confidenza col programma, di chiedere all’assistente di spiegarti quello che state facendo, come se avesse una persona vicina esperta che te lo insegna. info Non essendo questo software ufficialmente supportato da Adobe non è perfetto (dipende se l’applicazione è predisposta o meno ) ma una volta installato può essere molto utile. Questa tecnologia è già disponibile sui software più recenti e si sta diffondendo, per fare un esempio affinity studio fornisce il suo ufficiale ed è molto efficiente, Puoi spiegargli le cose come faresti a una persona e lui fa tutto quello che gli chiedi, ovviamente se formuli le domande nel modo corretto.
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inviato il 16 Ottobre 2026 ore 2:41
Mi è venuta la curiosità di far fare un'analisi più approfondita Claude, la qualità e del livello di comprensione e penetrazione che ha l'assistente nella gestione delle rispettive applicazioni, anche rispetto a Lightroom. Non ho incluso Affinity nel test perché non è un reverse engineering ( non fa testo nella comparazione) Questo per capire anche che potenziale c'è nell'utilizzate con comandi vocali, spero sia di interesse, perché è un nuovo argomento che col tempo diventerà sempre più rilevante. CONFRONTO 1: CANALE DI CONTROLLO PER L'ASSISTENTE Photon Studio (editor a livelli) - tenzen.studio/photon/ - Scoperta comandi: buona - Lettura stato: completa - Protezione revisione: sì - Comandi concatenati: sì ( questa è la parte più interessante, si possono dare più istruzioni da fare in sequenza) - Richieste composte: affidabilità alta (in abbinamento ai comandi concatenati, permette a una compressione più profonda delle istruzioni) PhotoCraft (editor a livelli) - github.com/storytold/photocraft - Scoperta comandi: ottima - Lettura stato: completa ma prolissa - Protezione revisione: no - Comandi concatenati: parziale - Richieste composte: affidabilità media Lightroom Classic (connettore non ufficiale) - github.com/Automaat/lightroom-mcp - Scoperta comandi: semplice - Lettura stato: buona, nomi diversi dalla scrittura - Protezione revisione: no - Comandi concatenati: no - Richieste composte: affidabilità bassa Conclusione: Photon il più sicuro, PhotoCraft il più chiaro, Lightroom adatto solo a regolazioni globali e lavoro in serie. Learning: Per facilità di apprendimento, parlando col programma da parte di un neofita 1. PhotoCraft, 2. Photon, 3. Lightroom ...Fa strano vedere Lightroom così indietro nel controllo remoto e soprattutto nell’apprendimento, ma il limite non è il programma: è il connettore non ufficiale, vincolato a ciò che l’SDK di Adobe espone (Affinity studio al suo ufficiale e funziona benissimo) CONFRONTO 2: LIGHT STUDIO VS LIGHTROOM CLASSIC Light Studio - tenzen.studio - Protezione revisione: sì - Modifiche: solo i valori indicati - Nomi lettura/scrittura: uguali - Maschere, ritocco, color grading: sì - Annulla e versioni: sì - Limite: ricerca comandi debole Lightroom Classic - www.adobe.com/products/photoshop-lightroom-classic.html - Protezione revisione: no - Modifiche: valori assoluti - Nomi lettura/scrittura: diversi - Maschere, ritocco, color grading: no - Annulla e versioni: solo da interfaccia - Punto forte: catalogo e copia impostazioni in serie Conclusione: come canale per l’assistente Light Studio è nettamente superiore a Lightroom. Learning: Per facilità di apprendimento parlando col programma da parte di un neofita: 1. Light Studio, 2. Lightroom nota importante, oltre al linguaggio corretto l'utente può abitare: La qualità dell'interazione non dipende solo dall'app e dall'assistente: ogni nome chiaro è un'informazione in meno da indovinare, quindi un errore in meno. 1. Livelli con nomi semantici: "cielo", "logo", non "Livello 3" ( anche sotto nomi, cielo scuro -1, celo chiaro +2, test buono, di riserva, ecc). 2. Nomi funzionali: "da_esportare", "non_toccare". 3. Gruppi per funzione: testi, sfondo, correzioni. 4. Colori etichetta con significato fisso concordato con l'assistente ( basta dirgli come le usiamo). 5. Blocco dei livelli da proteggere. 6. Cataloghi: parole chiave, album e versioni con nomi chiari (più sei abitudinario nelle definizioni e più diventerà bravo nel tempo). 7. Nelle richieste, usare gli stessi nomi dei livelli. 8. File con nomi parlanti: cliente, soggetto, stato.
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inviato il 16 Ottobre 2026 ore 8:01
Per quanto riguarda Lightroom però, da quello che ho capito, hai fatto analizzare il connettore MCP di terze parti, bisogna vedere se con l'SDK si ha una flessibilità maggiore nel controllo.
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inviato il 16 Ottobre 2026 ore 8:45
Grazie Michelangelo per la prova approfondita. Certamente i sw più recenti permettono più estesamente queste possibilità di integrazione mentre il "vecchio" Lightroom è stato progettato in un'epoca in cui non c’erano queste aperture verso l'ai. Ma il passo più interessante non è tanto quello del "parlare invece di scrivere", quanto invece quello di chiedere un risultato e vederlo realizzato (anche parzialmente) con gli strumenti del software, senza quindi generazione AI. Photoshop ha aperto questa strada. www.juzaphoto.com/topic2.php?t=5326470
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inviato il 16 Ottobre 2026 ore 8:57
“ Ma il passo più interessante non è tanto quello del "parlare invece di scrivere", quanto invece quello di chiedere un risultato e vederlo realizzato (anche parzialmente) con gli strumenti del software, senza quindi generazione AI. „ In realtà invece è capire quanto un AI possa vedere e capire di un immagine e quanto gli strumenti gli permettano ciò. Quello che vorrei far fare ad uno strumento agentico in Lightroom è far leggere il mio catalogo di foto con le mie foto e il modello deve capire come ho agito su quella foto per poterlo replicare. Quindi voglio che impari il mio stile, da usare soprattutto su foto che sono ripetitive. Ma non sto dicendo di riaddestrare il modello (che sarebbe impossibile con quelli di frontiera come GPT6, Gemini e Claude) perché inoltre ci vorrebbero tempo e risorse che non sono a disposizione del comune mortale, ma dagli una memoria a cui attingere informazioni. Il problema è capire come e se è possibile.
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inviato il 16 Ottobre 2026 ore 9:03
Il chatbot di photoshop è un integrazione poi non così complessa, come l'hanno integrata, che da loro sarebbe dovuta arrivare prima. Io sto creando un chatbot per affinity canva per farlo disegnare con linee e forme, ovviamente devo capire come farlo migliorare, ma gpt6 luna (per i test uso i modelli più economici) ed un harness apposito ha fatto diverse versioni della testa di topolino che rappresentano il personaggio. Gpt6 Luna e i maggiori LLM non sono addestrati per disegnare, ma consocono molto bene le immagini e trovando il modo possono fare di tutto.
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