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si ma l'esposizione sempre quella e', sia che la usi su reflex che su ML. Con ML e' un po' piu' semplice che con reflex e MOLTO piu difficile se con la pellicola. Ma alla fine, sempre di stabilire ed impostare una terna parliamo.
Una mantide religiosa si posó sotto lo stipite in legno della finestra della cucina. Ho messo in piedi una Nikon J5 su cavalletto e Tamron 90 mm macro, quasi 300 mm equivalenti FF. Messa a fuoco manuale su schermo LCD, si muoveva pochissimo e si vedeva benissimo. Centinaia di scatti, al mattino l'ho liberata. Vado su schermo PC e vedo centinaia di foto nere. Usando Adobe ACR Denoise le ho recuperate alla grande. Evidentemente il display LCD aveva amplificato automaticamente e non mi ero accorto! Quindi: prima di affidarsi ciecamente al mirino/display ML, assicurarsi di avere afferrato bene il suo funzionamento
Secondo me state ancora ragionando sull’esposizione come se fosse una quantità, mentre con le mirrorless è diventata una relazione.
L’istogramma non misura l’esposizione: misura la conseguenza digitale di una pre-esposizione già interpretata dalla macchina, che a sua volta dipende da profilo, curva tonale, matrice di lettura e da quanto il sensore decide autonomamente di essere sensibile alla luce che ha appena ricevuto.
Per questo la valutativa, la spot e la ponderata possono dare lo stesso numero ma non necessariamente la stessa esposizione fotografica. È un po’ come pesare tre volte lo stesso cavallo cambiando bilancia e poi discutere se sia ingrassato.
Inoltre il famoso “vedo già lo scatto” è vero solo se non consideriamo il fatto che quello che vediamo è un JPEG del RAW che non abbiamo ancora scattato. Quindi in realtà non stiamo vedendo la fotografia: stiamo vedendo una previsione della sua interpretazione.
Ed è proprio qui che la mirrorless cambia paradigma: non espone più la scena, espone l’ipotesi della scena.
Poi, naturalmente, se c’è un pantalone bianco di dacron davanti a un prato scuro sotto una nuvola che passa, tutta questa teoria va allegramente a farsi benedire.
Io in quei casi guardo il mirino e compenso finché l’istogramma mi sembra abbastanza fotografico
“ Inoltre il famoso “vedo già lo scatto” è vero solo se non consideriamo il fatto che quello che vediamo è un JPEG del RAW che non abbiamo ancora scattato. „
per lavoro io scatto e consegno (subito) in jpeg, nessuna post, quindi sia benedetto il mirino elettronico saecula saeculorum
quando scatto in raw (per cazzeggio/ricerca) guardo comunque l’anteprima nell’evf come punto di partenza per la post
Forevermeth ha approfondito cio che ho detto dal secondo messaggio. L'istogramma è e resta una indicazione basata sul jpg in macchina e non sulla luce reale.
Detto questo. Purtroppo so per esperienza che certe perdite di contrasto ,sfocature,aloni che si verificano in caso di superfici troppo riflettenti su fondo scuro NELL OVF NON LI VEDI . a malapena li intravedi, se li cerchi, con la reflex. Devi sapere che esistono e che si verificheranno in certe condizioni di luce.rovinando lo scatto piu che se fosse sottoesposto.
Come detto da altri l'anteprima in camera è preso da un jpg che può essere molto diverso dal raw.
Su varie guide Sony (consiglio Mark Galer) e vari test fatti, il metodo più semplice e veloce per fare ETTR (o anche esporre normalmente) è usare lo zebra settato su lower limit 109+ per i raw, quando appare lo zebra nella parte più chiara bisogna regolare la compensazione dell'esposizione. Per i jpg diretti consiglia 100+
Sicuramente ci sono tanti fattori tecnici, iso, gente che smanetta con Rawdigger, etc ma per chi vuole divertirsi senza entrare troppo nei tecnicismi funziona. Lo uso solo in condizioni estreme, il più delle volte l'esposimetro e un pò di occhio bastano, anche grazie all'ottimo recupero dei raw moderni.
si. poi bisogna sempre anche vedere di regolarsi in funzione della destinazione della foto. Se ovviamente fai uno scatto da vendere stampato a sublimazione subito dopo l'evento, regoli la fotocamera e usi attrezzatura diversa che se la stessa foto dovessi usarla per un rollup o uno striscione pubblicitario.
Nel primo caso deve essere pronta e buona subito. Nel secondo scatti in funzione di una successiva elaborazione che puo' richiedere giorni di lavoro.
Sono due approcci tecnicamente diversi che hanno ostacoli e difficolta' specifici. Insomma non esiste la formula magica che va bene per tutto e tutti.
Consideriamo che nella maggior parte dei casi oggi i sistemi di esposizione sono cosi evoluti che per sbagliare un'esposizione bisogna farlo appositamente...
Io direi che sono le possibilità di recupero in pp ad essere di gran lunga migliorate, ma se fotografi un soggetto su sfondo bianco oppure nero, sulle mie nikon non c'è matrix che tenga, 1-2 stop di errore ci stanno tutti.
Per non parlare del verde scuro nel paesaggio.
Insomma... ci vuole ancora tutta l'esperienza.
Poi... come detto, dove l'esperienza è carente, arriva la post produzione.
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