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Considerazioni







avatarjunior
inviato il 03 Settembre 2026 ore 9:09    

@Mactwin di base non ha proprio senso crearlo a mio avviso, perché lo stesso parametro, applicato a foto diverse, ha influenze ed effetti sulla resa finale totalmente diversi.

avatarsenior
inviato il 03 Settembre 2026 ore 9:18    

Gibi come ho detto se semplicemente un algoritmo verificasse che nell’immagine non è stato tolto nulla o aggiunto qualcosa l’autenticità dello scatto si potrebbe certificare.

Ciò non toglie qualità di impatto da immagini diciamo “ritoccate”, come quelle oramai famose di McCurry aggiustate per migliorarle…semplicemente potrebbe offrire una strada in più…a mio avviso valevole.

avatarsupporter
inviato il 03 Settembre 2026 ore 10:37    

Partecipare a un forum di fotografia e dichiarare di non conoscere Steve McCurry è come partecipare a un incontro di scienziati e ammettere di non sapere chi sia Einstein. La fotografia è prima di tutto cultura: in ogni scatto ci si mette il proprio background, e non conoscere le icone di questo mestiere significa scattare senza consapevolezza. E questo vale già per McCurry, figuriamoci se parlassimo di Robert Frank.

Un consiglio spassionato: prima di lanciarti in discussioni tecniche, studia chi la fotografia l'ha *fatta*. Poi potrai anche dirmi che McCurry non ti piace, è legittimo, ma non conoscerlo è un'eresia.

Tornando al tema della discussione: gli ultimi lavori di McCurry, quello a Cuba, in Italia, e di nuovo in India, sono stati scattati in digitale. Il lavoro tra Pakistan, Afghanistan e India, invece, è stato realizzato in diapositiva, nei campi profughi, per denunciare la condizione di quelle persone.

Il dibattito sulla post-produzione, poi, è solo fuffa: io che sono nato con la pellicola posso dire che la post-produzione si faceva eccome anche in camera oscura, ritagli, aumento di contrasto, mascherature, bruciature. Non condanno la post-produzione in sé, condanno l'IA applicata alla fotografia, quando trasforma una foto in un'immagine.

avatarjunior
inviato il 03 Settembre 2026 ore 14:12    

Ginosa,
la mia ipotesi NON si riferiva alle opere di McMurry ma produzione da venire.

Non comprendo i dubbi sul misurare il ritocco.Andrebbe pesato sul prodotto finito sul suo scostamento da quello iniziale.
Per quanto riguarda il crop e' banale: più alto è il rapporto fra foto iniziale e taglio (cioè tanto più è piccolo) più è pesante il ritocco

Si può fare. Si può fare tutto.
Chi decide?Una norma sovranazionale

avatarsenior
inviato il 03 Settembre 2026 ore 14:33    

Perchè ci affanniamo a voler fare le pulci a una foto se ritoccata o no e come sia stata scattata?

Che McCurry sia un grande fotografo o meno, e vale per tutti gli altri ,è solamente dovuto all'essere assunto a essere un fotografo famoso in cui NG ci ha messo il suo zampino.

La differenza tra fotoamatori e grandi della fotografia (escludendo i professionisti de noartri a cui viene commissionato un lavoro con budget limitatissimo) è solo nelle pieghe degli eventi, nella fortuna di conoscere un critico d'arte o no.
Per questo la fotografia d'inchiesta o di guerra riscuote successo: lo è quasi per definizione, facendo leva non solamente sull'impegno ma specialmente sulla opportunità che viene offerta di trovarsi al posto giusto al momento giusto, e poi le disgrazie fanno sempre scena.

Per cui che le foto di McCurry siano ritoccate o meno, non ci vedo arte o bravura ma solol'opportunità che ha avuto e che molti anche fotoamatori avrebbero colto lo stesso.

Per me MCCurry non è un grande lo è Talbot, Dagherre, Hill, Adamson, Le Gray.....

avatarsenior
inviato il 03 Settembre 2026 ore 14:47    

Mi sa che molti la storia di SMC non la sanno, non è che è nato dentro il NatGeo…
Early Career and BreakoutCampus Beginnings: McCurry studied film at Penn State University, where working as a staff photographer for the campus newspaper shifted his focus from cinematography to still photography.Local Press: His first official breakthrough work included a local newspaper job in Pennsylvania and an assignment for Philadelphia magazine.India Freelancing: Finding the local magazine job restrictive, he quit after two years, used his savings, and bought a one-way ticket to India in the late 1970s to travel and take pictures independently without formal assignments.The Afghanistan Turning Point: While traveling in South Asia, he met Afghan refugees who smuggled him across the border into rebel-controlled Afghanistan in 1979, just before the Soviet invasion.Global Recognition: Disguised in traditional local clothing with a full beard, he smuggled his rolls of film out sewn into his clothes. His dramatic images of the early uprising were published worldwide, launching his career and leading to major assignments with publications like National Geographic and Time.

In India e poi a fare le foto in Afghanistan travestito da mujaeddin ci è andato a spese sue e senza incarico… il resto viene dopo.

avatarsenior
inviato il 03 Settembre 2026 ore 14:55    

Come sempre sminuire un’eccellenza che ci vuole… sempre più da ridere.

avatarjunior
inviato il 03 Settembre 2026 ore 15:01    

@Kilea61 perché tu ti ostini a considerare ritocco e discostamento dalla realtà (?) ciò che non è. Consideri ritocco tutti quei parametri (regolazione livelli, luci, ombre, colori, contrasto, nitidezza etc) che decididi fare manualmente scattando in RAW invece che delegare agli automatismi della fotocamera scattando in jpeg.
Perché consideri interventi che discostano dalla realtà, interventi che venivano regolarmente fatti in camera oscura.
Consideri ritocco persino il crop di una fotoche magari fai, con un 35mm im um momento che non hai con te un 75mm, per dire...

Ascoltati l'intervista di Alberto Flammia appena caricata su Riflessioni fotografiche. Vai ad ascoltare come ha realizzato il progetto "Araba fenice" (su pellicola) o cosa dice a proposito della gestione del colore in camera oscura da parte di Franco Fontana

avatarsenior
inviato il 03 Settembre 2026 ore 15:03    

La verità è che siamo tutti un pochino Nando Moriconi, se non fosse stato per la scarlattina saremmo andati a fare le foto “de guera” da copertina di Time.

avatarjunior
inviato il 03 Settembre 2026 ore 16:49    

Ragazzi, in tutta onestà non riesco più a seguirvi.
La buttate in filosofia quando il tutto è piuttosto ovvio.;-)

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