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inviato il 29 Agosto 2026 ore 15:14
Negli ultimi mesi ho lavorato a un progetto personale che ormai utilizzo quotidianamente per gestire il mio archivio fotografico: si chiama Lumus, con il sottotitolo “Scrivere la luce.” L’idea è nata da un’esigenza piuttosto semplice. Come fotografo, e in particolare lavorando molto con fotografia naturalistica, negli anni mi sono ritrovato con un archivio sempre più grande e con la necessità non soltanto di vedere le fotografie, ma di organizzarle, catalogarle e ritrovarle rapidamente. Non volevo però realizzare l’ennesimo programma di sviluppo RAW o un sostituto di Lightroom, Capture One, DxO ecc. Per lo sviluppo continuo infatti a utilizzare gli strumenti che preferisco. Lumus nasce con uno scopo diverso: essere principalmente un catalogo e un archivio fotografico locale, veloce e costruito intorno alle fotografie e alle informazioni che le accompagnano. Una cosa per me fondamentale è che Lumus non modifica gli originali. Le fotografie e i video rimangono dove sono, anche su dischi esterni o altri archivi; Lumus li indicizza e mantiene nel proprio database organizzazione, titoli, classificazioni e altre informazioni. Cosa permette di fare attualmente Il programma è cresciuto parecchio rispetto all’idea iniziale. Posso collegare uno o più dischi/cartelle come sorgenti e decidere quali parti indicizzare. Da lì posso organizzare fotografie e video in album e sotto-album, senza dover spostare fisicamente i file. Nel mio caso, per esempio, posso costruire una struttura naturalistica del tipo: Odonati → Anisoptera → Famiglia → Genere → Specie utilizzando nome scientifico, nome comune e diversi livelli tassonomici. Ma Lumus non è vincolato alla fotografia naturalistica: gli album possono essere utilizzati normalmente e ci sono settori per paesaggio, ritratto, moda, urbex, architettura, street, sport, eventi ecc. Lumus legge inoltre i principali metadati EXIF: fotocamera, obiettivo, focale, diaframma, ISO, tempo di scatto, data, coordinate GPS e altre informazioni. Alcuni dati possono anche essere integrati manualmente, cosa utile ad esempio quando si utilizzano vecchie ottiche senza contatti elettronici. Una delle parti a cui tengo maggiormente è il Calendario fotografico. Posso navigare l’archivio per giorno, mese e anno, vedere immediatamente quante fotografie ho realizzato in un determinato periodo e aprire direttamente tutte le fotografie di quel mese o anno. Per la fotografia naturalistica ho aggiunto anche strumenti più particolari: distribuzione delle osservazioni durante l’anno, primi e ultimi avvistamenti presenti nell’archivio, confronto tra anni, heatmap temporali e analisi delle località. Naturalmente sono statistiche dell’archivio personale, non dati scientifici assoluti. Le fotografie dotate di GPS possono essere esplorate anche attraverso una mappa, e Lumus permette di organizzare le località secondo una struttura geografica. Ci sono poi ricerca, preferiti, valutazioni, tag, gestione di foto e video, copertine, descrizioni, esportazione delle fotografie con ridimensionamento e watermark e parecchie altre funzioni che sarebbe probabilmente inutile elencare tutte qui. Perché ve ne parlo adesso Fino a questo momento Lumus è stato sviluppato e utilizzato sostanzialmente da me. Ormai il mio archivio reale gira sul programma con soddisfazione e l’applicazione è diventata molto veloce e stabile nel mio utilizzo quotidiano. Ed è proprio questo il limite. Io ormai so come funziona e tendo inevitabilmente a utilizzarla nel modo in cui l’ho pensata. Un’altra persona probabilmente farà operazioni diverse, cercherà funzioni in posti differenti o troverà poco intuitiva una cosa che per me è ormai automatica. Ho quindi deciso di preparare una prima: Lumus 0.1 Alpha Non è una versione commerciale e non voglio presentarla come un programma finito. È una Alpha privata, che vorrei far provare inizialmente a un piccolo gruppo di amici e colleghi fotografi. Quello che mi interessa maggiormente non è soltanto sapere se trovate un bug. Mi interessa sapere cose molto più semplici: “Qui non ho capito cosa dovevo fare.” “Mi aspettavo che questo pulsante fosse da un’altra parte.” “Per fare questa operazione ho dovuto fare troppi passaggi.” “Io organizzo le fotografie diversamente e mi servirebbe questo.” Questo tipo di feedback, in questa fase, per me vale moltissimo. Come si utilizza Lumus è attualmente un’applicazione macOS. Al primo avvio si aggiunge una cartella o un disco come sorgente e si concede a macOS il relativo permesso di accesso. È quindi possibile scegliere le cartelle da indicizzare. Da quel momento Lumus costruisce il proprio catalogo. Gli originali non vengono spostati, rinominati o modificati. Si possono poi creare album, trascinare virtualmente le fotografie negli album, aggiungere informazioni, utilizzare la ricerca, il calendario, le mappe e gli altri strumenti. Se un disco esterno non è collegato, le informazioni presenti nel catalogo rimangono; quando il supporto torna disponibile Lumus può nuovamente raggiungere gli originali. Essendo però una versione Alpha, consiglio comunque di provarla inizialmente con un archivio di test o mantenendo, come bisognerebbe fare sempre indipendentemente dal programma utilizzato, un backup dei propri originali. Cosa vorrei capire da questa Alpha Prima di aggiungere ancora funzioni voglio soprattutto verificare una cosa: se Lumus funziona bene anche nelle mani di qualcuno che non sono io. Per questo inizialmente preferirei distribuirla soltanto a poche persone che abbiano realmente voglia di provarla e darmi qualche impressione. Se qualcuno qui è interessato, può scrivermi. Vi spiegherò come installarla e possiamo usare questa discussione anche per raccogliere suggerimenti, problemi e idee. Il progetto è ancora giovane, quindi non prometto che ogni proposta finirà nel programma. Però mi interessa molto capire come altri fotografi organizzano realmente i propri archivi. Lumus 0.1 Alpha è il primo passo per scoprirlo. Scrivere la luce.
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