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Salgado con Canon 1D che f/ impiegava di solito?


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avatarsenior
inviato il 08 Settembre 2026 ore 21:27    

@Rolubich forse ti riferisci alla forumla di Kats.. relazione semiempirica che funzionava per la pellicola, e almeno in parte anche per sensori.
Quella postata da Valgrassi e' una semplificata di una equazione teorica sotto integrale cui si applica la trasformata di Fourier.
Puo' essere che Kats avesse intuito fisico, ma non metteva in campo le MTF

avatarsenior
inviato il 08 Settembre 2026 ore 21:46    

Salgado si sarebbe fatto un sacco di risate

avatarsenior
inviato il 08 Settembre 2026 ore 22:05    

Salgado senza gli ingegneri che progettavano le macchine foto e obiettivi, non avrebbe potuto accennare nemmeno ad un sorrisino.

avatarsenior
inviato il 08 Settembre 2026 ore 22:40    

@Rolu la formula di Kats è sempre corretta perché considera il reciproco della risoluzione come fosse "rumore" e due rumori non si sommano linearmente. La somma è la ipotenusa dove ottica e sensore sono i cateti.
lp/mm compaiono a denominatore. Si sommano al quadrato come mm/lp che non sono altro che l'imprecisione dei due dati, ossia i due "rumori" e quindi si combinano á la Pitagora.
La formula di Schade è l'integrale delle MTF al quadrato su tutte le frequenze (è l'area sotto la curva MTF a tutte le frequenze). Fa pesare di più le basse frequenze per via del quadrato. Cioè fa una scelta che consiste nel privilegiare le basse frequenze. Sembra che questa idea abbia contagiato anche Brandon Dube che afferma che le differenze di microcontrasto le vedi a 10 lp/mm.
Sono indeciso se pubblicarla, ma ho in mano una MTF di DS e DSR dove a f/5.6 le due MTF a 10 lp/mm sono coincidenti, mentre a frequenze più alte si distaccano, dando ragione a chi ritiene che il microcontrasto lo vedi ad alte frequenze.
Avesse ragione Dube, non si vede il motivo per scegliere una 5DSR sulla 5DS.;-)
Non ho ancora chiesto a Gemini che conosce l'equazione di Schade con l'integrale ma non la forma approssimata.

avatarsenior
inviato il 08 Settembre 2026 ore 22:53    

@Paolo Sigma tiene in vita una serie di sensori Foveon a cui sottopone ogni Art in QC (Controllo di Qualità).
È innegabile che da quando il figlio ha informatizzato Sigma i suoi obiettivi sono eccellenti.
Un fotografo può sempre ricorrere a prove casalinghe controllate per vedere se Sigma gli ha spedito per caso un limone.
Il nocciolo del 3d è che affermare che una 5DS non si debba usare oltre f/6.7 è una frescaccia, come tale va segnalata, altrimenti un ricco fotografo preferisce una Canon 24 Mpx convinto che gli fa vedere meno diffrazione delle due Canon 50 MpxCool

avatarsenior
inviato il 08 Settembre 2026 ore 23:08    

Ma quindi l'utilità pratica della formula qual è?

Fissati f, d e lamda ottieni una Req del sistema sensore + obiettivo, il suo inverso è una frequenza; cosa rappresenta questa frequenza?

avatarsenior
inviato il 08 Settembre 2026 ore 23:33    

Nulla, stabilisce un concetto teorico...piu' d e' piccolo maggiore il potenziale trasferimento di contrasto scena --> immagine, considerando la sola diffrazione come limite ottico non eliminabile, per la natura ondulatoria della luce.

avatarjunior
inviato il 09 Settembre 2026 ore 9:01    

che poi e' anche intuitivo... se hai un sensore con i fotositi piu' piccoli rappresenti meglio il difetto (e forse riesci a controllarlo meglio).

In pratica sei piu' preciso sia nel raccogliere il dato utile che nel raccogliere l'errore dovuto alla diffrazione. In pratica hai piu dati a disposizione per profilare il cambio di luminosita'.

Un po' come in pellicola. Piu' e' fine il grano di argento e piu' netta sara la transizione nel chiaroscuro.

Quindi maggior risoluzione equivale a maggior dettaglio.

E' altrettanto intuitivo che esistono altri fattori ad influire sul risultato.

La risoluzione non e' tutto. Conta anche la precisione, la sensibilita', la velocita' di acquisizione, la reiezione al disturbo etc...

Per assurdo se contasse solo la dimensione del fotosito, potremmo chiudere anche a f64 e riscostruire la frequenza in modo digitale.

avatarsenior
inviato il 09 Settembre 2026 ore 12:41    

@Rolu R(eq) è espressa in micron, una lunghezza. Non deve essere intesa come una grandezza che puoi inserire in un calcolo come si fa con il pixel pitch per Nyquist: è un'astrazione matematica.
Serve a confrontare, secondo un dato numerico R(eq) in micron, f/ diversi e d diversi.
Essendo derivata da un reciproco di MTF, a R(eq) più piccola corrisponde MTF più grande.
Hai un 24 Mpx FF a f/8: alla stessa R(eq), che f/ corrisponde per una Canon 5DS? Viene fuori f/=10.09 (guadagni pdc).
Oppure se stai usando f/5.6 sulla 5DS, che f/ dovresti usare su una 24 Mpx? Risulta f/3.7 (perdi pdc).
Arrivi a risultati qualitativi a mente, ma non quantitativi.

avatarsenior
inviato il 09 Settembre 2026 ore 13:48    

@Valgrassi
15 pagine per dare dei boccaloni a chi crede a certe affermazioni sulla diffrazione.
Una questione di stile che non ti farà di certo silenziare, ma che palle MrGreenMrGreenMrGreen
Comunque un po di cultura matematica e fisica non fa male.
Ti saluto che il galleggiante sta iniziando a muoversi nervosamente;-)
MrGreenMrGreenMrGreen
Che dire è una questione di stile...

avatarjunior
inviato il 09 Settembre 2026 ore 15:36    

hai ragione Ivo..MrGreen

Ma siccome sono abbastanza "grezzo" ed oggi ho mangiato male, dopo pranzo ho stampato (con una vecchia laser da poco) su un a4, una chart campione, che ho fotografato (molto frettolosamente) con una delle 5Ds ed un vecchio obiettivo da 80 mm di focale. Tre scatti.. uno a 2.8 uno a 5.6 ed uno a 16.. giusto per vedere in misura macroscopica e senza nessuna velleita' di prova di laboratorio, ma soltanto per verificare in pratica quel che dice Valgrassi. MrGreen

queste sono le foto.. secondo voi quale e' a f16 , quale a 5,6, e quale a f2.8? MrGreen













avatarsenior
inviato il 09 Settembre 2026 ore 16:22    

2.8, 5.6, 16........fatte a mano libera?


Però quella a f16 è anche sottoesposta rispetto alle altre, e facendola a mano libera direi che ci può essere facilmente anche del micromosso....anzi, sono quasi sicuro. Queste prove DEVONO essere fatte rigorosamente su treppiede, telecomando e prima tendina elettronica (quindi in live view con le 5Ds) senza se e senza ma.

avatarjunior
inviato il 09 Settembre 2026 ore 16:27    

si.. son fatte di corsa. Ma penso siano sufficienti per valutare a grandi linee l'effetto di un diaframma chiuso su dei pattern molto stretti

Si vede chiaramente che il pattern pieno a f16 si impasta senza possibilita' di recupero, mentre a 2.8 intervengono aberrazioni. Come e' facile prevedere e constatare il meglio si ottiene a 5.6 MrGreen

avatarsenior
inviato il 09 Settembre 2026 ore 19:33    

Io feci invece una prova che invece è molto meno drammatica della tua.
F18 su APSC, che dovrebbe devastare la foto, la impasta solo leggermente.

avatarsenior
inviato il 09 Settembre 2026 ore 19:33    

PS, io ho fatto la prova su stativo.
La rifarei fossi in te... ;-)

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