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inviato il 23 Agosto 2026 ore 18:46
Lasciamolo dire a lui: “ Why do you only shoot with a closed aperture? (stopped down to a small aperture) I shoot with the closed aperture, because I think that is how we humans see things as well. All focused. The eye does not blur, it sees everything focused. I do not like the blur effect, I find it unattractive. So I shoot everything stopped down to smaller apertures. The technology of modern cameras made it even easier. Using Canon 1DX I can shoot with a super high ISO and always keep my aperture small. Since my pictures are black and white, the noise does not present a serious problem for me. In fact, the 1 DX has virtually no noise. I have photographed in dense forests with it, at relatively good shutter speeds of 1/250, which was previously much more difficult to achieve with film. „ Partecipò poi alla parte finale dello sviluppo delle Canon 5DS(R) di cui fu subito entusiasta. Personalmente ho "Genesis" uscito nel 2011 quando le Canon 5DS non c'erano. Naturalmente dopo il 2015 Salgado deve avere stravolto le sue convinzioni perché è noto che con una Canon 5DS non si DEVE superare f/6.7, al massimo f/8. Chiedo a qualche Juzino che ha visto suoi scatti post-2015 cosa si rileva: (a) che ha abbandonato le sue convinzioni estetiche e ha cominciato a scattare intorno a f/4 o f/5.6, introducendo lo sfocato nelle immagini; (b) che ha continuato a scattare anche a f/11 e f/16 compromettendo la qualità delle immagini. Se l'era cavata con le ammiraglie Canon serie 1DX con assai meno pixel. Come è noto a tutti, la diffrazione è particolarmente invasiva se si scatta con una FF con 50 Mpixel. Ancora peggio con una FF da 61 Mpx e se mai introducessero una FF da 80 Mpx non si dovrebbe superare f/4 per non essere devastati dalla diffrazione. O no? |
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inviato il 24 Agosto 2026 ore 6:40
d'accordissimo! io con la R5 non vado mai oltre F8-F9, tranne quando uso il 200-800 + 1.4x ma in quel caso non è colpa mia! |
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inviato il 24 Agosto 2026 ore 10:00
Vista la sua mostra sull’amazzonia a città del Messico, l’ultima cosa che mi sono chiesto è quale macchina o diaframma usasse Comunque dal documentario usava canon 1d full frame. Nei ritratti agli indigeni ha sfocato Quindi bho, in realtà non penso lavorarasse per imperativi. Peraltro l’occhio umano sfoca eccome… |
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inviato il 24 Agosto 2026 ore 10:11
gli autori non si fanno problemi di questo tipo. usano quello che gli serve per fare quello che gli serve. |
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inviato il 24 Agosto 2026 ore 10:27
Tante volte son convinto non abbiano nemmeno tutte ‘ste nozioni tecniche di cui ci abbuffiamo |
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inviato il 24 Agosto 2026 ore 10:49
questo te lo posso confermare, dopo aver fatto molte interviste. in generale più sono autori e meno si occupano di aspetti tecnici. alcuni al limite dell'incompetenza. salgado in realtà credo ne capisse molto e non si semplificava la vita (basta pensare a quando faceva i master sulle lastre 4x5" dal file digitale), ma cmq sicuramente guardava al risultato e basta |
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inviato il 24 Agosto 2026 ore 11:02
Prenotato in Biblioteca il libro sull'Amazzonia in cui usava la Canon 5DS(R?). @Jjj sarà stato costretto a sfocare coi ritratti. Salgado parlava un inglese relativamente buono. Devo riascoltare la sua intervista perché non è colpa sua se sono diventato duro d'orecchio, si tratta di distinguere 5DS da 5DSR nel suo parlato. Anche alla mostra definitiva di Toscani a Palazzo Reale a Milano 2021-22 (~ 900 immagini, non solo quelle Benetton) avevo notato che usava poco lo sfocato. @zeppo come temevo, nessuno finora mi ha corretto la frescaccia che incolpa i megapixel di evidenziare la diffrazione. È il contrario, ma quella è la mezza verità che prevale qui su Juza. |
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inviato il 24 Agosto 2026 ore 11:38
Strano, pensavo scattasse solo a tutta apertura come viene insegnato qua sul forum. Una cosa è certa, i grandi artisti non sono ossessionati dagli strumenti, ma dal risultato che vogliono ottenere. |
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inviato il 24 Agosto 2026 ore 11:50
“ I shoot with the closed aperture, because I think that is how we humans see things as well. All focused. The eye does not blur, it sees everything focused. „ Cacchio, è proprio quello che ho sempre pensato anch’io. Un’altra cosa che mi accomuna a Salgado |
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inviato il 24 Agosto 2026 ore 11:53
Sul discorso della diffrazione non ho elementi per confermare o smentire, potrei, volendo, fare delle prove, ma non so se ne avrò voglia. In ogni caso ho intenzione di fare delle fotografie utilizzando la massima profondità di campo, vedremo cosa verrà fuori con aps-c da 24mpx a f/22 |
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inviato il 24 Agosto 2026 ore 12:25
“ Sul discorso della diffrazione non ho elementi per confermare o smentire „ non è una cosa da confermare o smentire. è così che funziona l'ottica. più sensori sono densi più si ha diffrazione, e quindi più si deve lavorare a diaframmi aperti. |
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inviato il 24 Agosto 2026 ore 12:33
“ più sensori sono densi più si ha diffrazione „ non e' esattamente cosi.... La diffrazione e' sempre quella e dipende dall'ottica. Non cambia anche cambiando sensore. La maggiore densita' del sensore, permette di "affondare" di piu' con lo zoom, per cui la diffrazione quando zoomi a livello di pixel, risulta piu evidente. |
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inviato il 24 Agosto 2026 ore 14:09
grazie per la precisazione. molto corretta. resta il fatto che con pixel pitch sempre più piccoli si deve evitare di chiudere troppo il diaframma. poi la soglia ognuno la decide per se. |
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inviato il 24 Agosto 2026 ore 14:12
Beh, direi che se non croppi, usare sensore denso o meno non sposta il problema. La diffrazione resta quella. Ovviamente invece, se hai una 100 mpx e croppi in modo pesante, la diffrazione si vedra' di piu'. per cui bisogna prestare attenzione al diaframma. |
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inviato il 24 Agosto 2026 ore 15:41
Anch'io ho il libro Genenis. Molte foto sono rumorose e spesso mancano di dettaglio fine. Che famo? Buttiamo a mare anche Salgado? Discorso diffrazione: se si vuole tenere tutto a fuoco usando l'iperfocale si deve chiudere fino ad un certo valore che (come tutti sanno, qui) dipende da una serie di parametri e dato che a volte (spesso, con i sensori megapixellati) questo valore va oltre il limite di diffrazione del sensore, diventa una scelta (si spera consapevole) del fotografo bilanciare tra diffrazione e profondità di campo. Posso solo dire che alcuni fotografi professionisti che ho conosciuto facendo dei corsi non si fanno il problema (con la R5 ad esempio) a lavorare a f/16 pur di ottenere un certo risultato. F/22 è un caso limita dove, per quella che è la mia esperienza, la foto può essere usata solo per giornalismo e simili, un po' come scattare a 56000 ISO, con l'aggravante che la diffrazione non la recuperi via software (che io sappia). |
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