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Salve a tutti, a settembre compio 40 anni e stavo pensando ad un viaggio con la mia compagna. Io sarei orientato verso mete più esotiche come Vietnam, Egitto, Perù o in generale Asia che per me è sempre ben accetta (sono stato in Cambogia, Thailandia, India, Marocco quindi adoro questo mood e ci sono abituato) Lei, a causa delle intolleranze al Nichel, al lattosio e all allergia soprattutto alla frutta secca, ha sempre fatto viaggi più controllati (Italia ed Europa massimo) ed essendo un soggetto delicato si preoccupa delle condizioni alimentari, contaminazione ecc. La domanda è, chi soffre di certe intolleranze/allergie, riesce a "sopravvivere" in queste mete dove, parliamoci chiaro, l'igiene e la cura della conservazione degli alimenti non è rinomatissima. Come affrontate il viaggio? Vi portate uno zaino contenente beni di prima necessità a lunga scadenza? Prendete alloggi con cucina e cucinate voi? Sarebbe bello avere degli spunti, delle informazioni e dei riscontri di vita vissuta. Grazie
Non ho mai viaggiato nelle mete “esotiche” dove sei stato però sono dell’idea che il cibo sia cultura e si debba mangiare cibo locale per vivere più intensamente l’esperienza del viaggio.
Pur non avendo esperienza diretta dei luoghi da te frequentati, in giro per l’Europa ho sempre mangiato rigorosamente cibo locale, negli ultimi anni ho affiancato delle alternative con le varie cucine asiatiche. I ristoranti etnici che ho frequentato erano “veri”, non erano locali lussuosi e stellati, ritengo quindi siano molto simili a quelli che si possano trovare nei loro paesi d’origine, con tutti i pro e i contro che ne possono derivare.
Non ho allergie ma intolleranza al lattosio e colon irritabile, per l’intolleranza evito determinati cibi ma essendo il lattosio usato spesso come eccipiente, nel dubbio provvedo con le pasticche di enzima lattasi, per il colon irritabile c’è poco da fare, oltre a dover evitare certi cibi, che non sempre è possibile perché parte integrante di una ricetta, un peso ce l’hanno anche le condizioni igieniche, finora è andata bene
Il succo del pippone sopra è: con le dovute attenzioni, se la tua ragazza è d’accordo, si possono affrontare i viaggi nelle mete da te prospettate, la cosa più critica, e che richiede massima attenzione, è l’allergia alla frutta secca, il rischio contaminazione è sempre elevato, ma questo vale anche in Italia e in Europa, io penso che con le dovute precauzioni e con adeguata scorta di farmaci quali antistaminici, pasticche di enzima lattasi e, per i casi più gravi, all’autoiniettore di adrenalina per l’allergia, per il rischio igiene alimentare, a parte ovvie precauzioni evitando cibi crudi e acqua di rubinetto, sono utili dei fermenti, magari assumendoli già prima di partire, quali i Bromatech Enterelle Plus, composti da Saccharomyces cerevisiae sub. boulardii MTCC-5375, Lactobacillus acidophilus LA-14, Saccharomyces cerevisiae sub. boulardii SP92, Enterococcus faecium UBEF-41, ceppi antibiotico resistenti che sono quelli più indicati per la cosiddetta “ diarrea del viaggiatore” utile anche il Normix, antibiotico per le infezioni intestinali.
Diciamo che andrebbe in primis fatto un distinguo tra l'igiene alimentare (chiunque potrebbe beccarsi un'intossicazione) e le allergie alimentari. In entrambi i casi, il consiglio che posso darvi è andare in posti che abbiano un certo traffico turistico e che conoscano almeno l'inglese, per poter garantire un minimo di comunicazione tra le parti e cercar di specificare quali alimenti la paziente non può consumare. Per prevenzione è consigliabile portare qualcosa contro vomito e diarrea e magari anche fermenti lattici per favorire il ripristino del microbioma intestinale (meglio qualcosa che non necessiti di conservazione in frigo). Il discorso sulle allergie è un pò più complesso e molto dipende da quanto grave è la forma di cui soffre la tua compagna: sicuramente anti istaminici e cortisone (anche il semplice bentelan da 1 mg va più che bene) sono un must da portar con se. Se poi parliamo di una persona che ha una forma particolarmente violenta, l'adrenalina diventa un presidio obbligatorio da portar con se. Importante è attenzionare l'acqua: consumate solo e soltanto quella in bottiglia e se potete, evitate di consumare bevande con ghiaccio (non si sa mai cosa potrebbe esserci dentro). Per essere ulteriormente tranquilli potreste affidarvi a qualche tour operator o agenzie viaggi che si appoggino a persone che vivono in quei luoghi e che possono portarvi in posti confacenti alle vostre esigenze. Te lo dice uno che è allergico al latte vaccino
“ Non ho mai viaggiato nelle mete “esotiche” dove sei stato però sono dell’idea che il cibo sia cultura e si debba mangiare cibo locale per vivere più intensamente l’esperienza del viaggio. „
Direi tassativo attenersi al cibo locale altrimenti a certe emozioni non ci arriva.
“ Forse dovresti chiedere ad ad un medico specialista „
Uno è poco, io direi tenerne in contatto 6/7 almeno
Il problema è , se viene in contatto con il cibo a cui è allergica sta solo un po' male o ha reazioni peggiori? Quanta voglia ha di rischiare ? Bisogna contare anche il livello di cure d emergenza possibili nel Paese visitato .
Ora non so se quei video e tanti altri che si vedono sono fatti per comicità o altro ma se veramente fossero reali li anche le pantegane fanno fagotto e vanno via.
Ne ho visti anche di peggio.
Ammirevole la bella padella antiaderente e l'aperitivo offerto in attesa che le uova rivisitate siano a cottura giusta, da portare a Master Chef.
Io poi sapere per noi occidentali una volta "digerito" quella roba li che succede quando devi "riconsegnare" il tutto in bagno. O forse è meglio non saperlo.
per le medicine. Attenzione a viaggiare sempre con medicina e relativa prescrizione medica allegata. Informati prima presso le dogane se i medicinali possono passare. In certi paesi anche solo un antibiotico e' considerato alla stregua di un oppiaceo. Quindi uno scambio di informazioni con le dogane interessate e' d'obbligo.
Per quanto riguarda pranzi e cene alcune catene di hotel GARANTISCONO una qualita' europea del cibo. Purtroppo di solito sono abbastanza costosi e di lusso.
Non sono i luoghi da te citati, ma potrei lanciarti un'idea che accontenta tutti. Andate in Giappone lì sono molto molto attenti a chi ha allergie ed intolleranze, è un posto orientale e se dovesse per malaugurata sorte accadere qualcosa ( dubito per via della loro attenzione quando si dichiara una allergia e intolleranza) la sanità è di altissimo livello.
Mio fratello l’anno scorso ha fatto un tour fotografico tra Malesia, Indonesia e Singapore, ha sempre mangiato cibo locale (spendendo niente) tra street food e ristoranti (non di hotel o stellati) senza problemi.
Si ma se una persona ha problemi di intolleranza, non si puo' dirle di mangiare allo streetfood (neppure in italia).
Un po come dire ad una persona che fatica a camminare di fare 5 ore di avvicinamento al ghiacciaio. con la scusa che tanto e' solo per arrivare al campo base.
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