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inviato il 07 Agosto 2026 ore 10:01
Ogni tecnologia ha il suo senso. Vediamo che Nolan ha girato Odissea tutto in analogico e 70mm |
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inviato il 07 Agosto 2026 ore 10:39
Troppo complicato per le mie docili membra…. |
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inviato il 07 Agosto 2026 ore 12:37
...tornando alla domanda del topic, l'IA altro non è che una serie (enorme) di funzioni che interagiscono su un determinato modello e restituiscono la risposta statisticamente più probabile, data una dteerminata "base di dati" (vedasi "addestramento" IA) Questo è quello che fa. Ovviamente è una estrema semplificazione e c'è un mondo dietro, ma il succo si può riassumere così |
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inviato il 07 Agosto 2026 ore 13:30
A mio avviso, più che concentrarsi esclusivamente sulla possibilità che l’IA commetta degli errori, è interessante capire cosa succede dopo la prima risposta. Una risposta secca e corretta tende inevitabilmente a ricondurci verso conoscenze, teorie e soluzioni già consolidate. È utile quando cerchiamo un’informazione precisa, ma lo è molto meno quando vogliamo esplorare un argomento. Personalmente mi accorgo di usare l’IA soprattutto attraverso il dialogo. Leggo una risposta sulla base delle mie conoscenze, individuo ciò che mi convince o mi lascia perplesso e da lì nasce la domanda successiva. A volte una contraddizione, un dubbio o anche un errore mi costringono a ragionare maggiormente e ad approfondire aspetti che inizialmente non avevo considerato. Probabilmente non sono nemmeno un grande utilizzatore di “prompt” nel senso più tecnico del termine: costruisco progressivamente il problema attraverso domande, obiezioni e correzioni. Forse non è sempre il metodo più rapido per ottenere un risultato, ma trovo che sia molto efficace per esplorare un argomento e mettere alla prova anche le mie capacità. In questo senso non cerco necessariamente nell’IA una risposta definitiva. Spesso trovo più interessante che mi aiuti a formulare una domanda migliore. Un enorme database può metterci a disposizione tutto il sapere del passato, ma non necessariamente ci aiuta a evolvere. Un’intelligenza diventa interessante quando ci costringe a interagire con quel sapere, a metterlo in discussione e a costruire qualcosa che ancora non c’è. Altrimenti rischiamo semplicemente di restare curvi su ciò che già sappiamo. E credo che, qualunque sia stata la ragione per cui è nata l’IA, la sua possibilità più interessante sia proprio questa. |
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inviato il 08 Agosto 2026 ore 13:38
Trovo che l’interpretazione che alcuni hanno dato all’idea di cosa sia l’intelligenza artificiale è molto simpatico e quasi commovente. Nel mio lavoro interagisco con più agenti AI In ambiti abbastanza diversi, e l’unico denominatore comune che ho trovato dialogando con loro è che sono solo strumenti e nonostante questo noi dobbiamo per forza dargli una dimensione e dei contorni, la maggior parte delle persone non riesce a farne a meno, me compreso fin tanto che non ci ho fatto l’abitudine |
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inviato il 09 Agosto 2026 ore 9:05
“ A mio parere oggi uno dei problemi più grandi dell'IA è che può sbagliare, „ E' l'allucinazione ed è uno dei problemi più conosciuti. “ Io la uso ogni tanto sia per cose fotografiche che per cose lavorative. Riporto due esempi di errori fatti dall'IA, che se io non fossi stato conscio di quello che le chiedevo avrebbero potuto farmi fare quantomeno delle figuracce: „ Oggi non si può parlare di IA in modo così semplificativo, anche perché questi esempi rientrano nello specifico campo degli LLM (Large Language Model), e di LLM oggi ne esistono tantissimi. Bisognerebbe specificare quale servizio è stato utilizzato, perché ChatGPT, Gemini e Claude.ai sono servizi che utilizzano modelli LLM, insieme al loro harness, cioè l’insieme degli strumenti e dei sistemi che permettono al modello di interagire con l’esterno. Alcuni sono migliori in determinati ambiti rispetto ad altri. I modelli più avanzati sono spesso a pagamento e quasi tutti possono fare uso della ricerca su Internet, anche se naturalmente anche le informazioni recuperate dal Web possono contenere errori. Inoltre, sono interessanti anche i modelli cinesi, ancora relativamente poco utilizzati in Occidente, come DeepSeek, Qwen, Kimi e altri. Esistono poi varianti di LLM addestrate o ottimizzate per compiti specifici: un esempio sono i MedGemma di Google, orientati al settore medico. In alcuni campi, soprattutto quelli molto specifici, per quanto siano efficienti, i modelli di frontiera (frontier models), come le varie generazioni di GPT, Claude e Gemini, sono sì molto intelligenti, ma anche piuttosto generici. Per determinati compiti hanno quindi bisogno di essere integrati con strumenti specifici, ad esempio server MCP dedicati, oppure tramite API e strumenti sviluppati ad hoc quando non esistono già soluzioni specifiche. Non ho capito esattamente come hai effettuato i test, ma mi sembra di capire che tu abbia utilizzato la semplice chat. Un modo per evitare le allucinazioni, o almeno per minimizzarle nel tuo caso, potrebbe essere la creazione di un sistema specifico tramite API, collegandolo direttamente al database internazionale sul quale fai affidamento per gli indici di pericolosità delle sostanze. Molte volte, quindi, non è soltanto lo strumento a fare errori, ma anche il modo in cui noi lo utilizziamo. Gli LLM non sono altro che strumenti: sono strumenti molto intelligenti, ma possono essere molto più efficaci se sappiamo come utilizzarli e come integrarli con fonti di dati e strumenti affidabili. “ Personalmente mi accorgo di usare l’IA soprattutto attraverso il dialogo. „ Una delle evoluzioni più importanti degli LLM è stata la capacità di utilizzare il linguaggio naturale. Di conseguenza, la maggior parte delle persone li utilizza principalmente parlando con loro (o scrivendo), perché sono diventati molto bravi a "dialogare" e questo rende l’interazione molto più semplice e naturale per noi. È stato anche uno dei motivi del boom di ChatGPT. Ma il futuro che, a mio parere, dovrebbe essere già il presente è soprattutto l’automazione dei dati e l’integrazione degli LLM nei task quotidiani. Peccato che la crisi della memoria, soprattutto per quanto riguarda RAM e VRAM, abbia rallentato lo sviluppo e la diffusione delle AI locali. Oggi eseguire localmente modelli molto avanzati richiede ancora quantità importanti di memoria e hardware costoso, sia per i modelli testuali sia per quelli di generazione delle immagini. Questo, di fatto, favorisce il ricorso ai servizi online delle grandi aziende, che possono permettersi infrastrutture hardware enormemente più potenti e trasformare questi costi in servizi a pagamento. |
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inviato il 09 Agosto 2026 ore 10:47
Grazie @Michaeldesanctis per il chiarimento, che aiuta a comprendere meglio lo “strumento”. Credo che l’AI diventi realmente utile e determinante nel momento in cui riesce a essere strumentale alla nostra quotidianità: che sia quella complessa di uno scienziato o, più semplicemente, quella di tutti noi, fatta di tanti piccoli problemi da comprendere e risolvere. Essere relegata nelle mani di pochi “maestri del prompt” non poteva certo essere la soluzione; anzi, rappresentava probabilmente uno dei suoi principali limiti. Molto interessante anche la logica dell’esecuzione in locale, che diverse aziende, comprese le PMI, stanno già adottando. Una direzione che credo sia non solo auspicabile, ma sempre più parte del presente e non soltanto del futuro. L’innovazione che richiede pochi iniziati rimane tecnologia. Quando diventa accessibile e migliora concretamente la vita delle persone, diventa progetto. |
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inviato il 09 Agosto 2026 ore 11:00
I modelli in locale risolvono il problema della riservatezza dei dati, molto importante per le aziende ma anche per la pubblica amministrazione. Vedo che diverse PA stanno cercando di inserirsi in questa "rivoluzione" con uno spirito positivo che speriamo dia buoni frutti. Personalmente ho avuto (come tutti) tante interazioni "mordi e fuggi" per ottenere al volo delle informazioni, con alterni risultati. Ma ho anche avuto l'opportunità di sviluppare in modo approfondito due piccoli progetti su argomenti che conosco bene. E in questo caso la versione free di Claude mi ha davvero aiutato ad ottenere ottimi risultati. Ci sono volute però una decina di ore di "lavoro insieme". |
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inviato il 10 Agosto 2026 ore 14:01
Io so solo che gli ho chiesto se allontanandomi dal punto di ripresa ma zoommando sul soggetto, mantenendo la distanza della luce dal soggetto invariata, se a parità di diaframma l'esposizione cambia. E mi ha risposto che si, la scena sarebbe più buia. Mi è bastato questo. All'AI bisogna chiedere elaborazioni su cose che già si conoscono... |
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inviato il 10 Agosto 2026 ore 14:34
“ io so solo che gli ho chiesto se allontanandomi dal punto di ripresa ma zoommando sul soggetto, mantenendo la distanza della luce dal soggetto invariata, se a parità di diaframma l'esposizione cambia. „ Non so voi quale "AI" usiate, ma probabilmente hai posto male la domanda, perché l'ho riposta a ChatGPT (gpt5.5), Gemini (gemini 3.6 flash), Claude (sonnet 5), Deepseek V4 flash e tutti hanno detto NO, entrando anche nel tecnico e perchè potrebbe cambiare. Anche Gemma 4 E4b (un modello piccolo) in locale mi dice di No, però fa delle precisazioni sul perché potrebbe cambiare, qui degli estratti: La risposta breve è che in teoria perfetta, l'esposizione dovrebbe rimanere costante; tuttavia, nella pratica reale, quasi certamente cambierà leggermente a causa di effetti ottici. Perché cambi l'esposizione (Il fattore pratico) Se stai combinando il movimento fisico all'indietro con l'azione di "zoomare" (che probabilmente stai simulando aumentando la lunghezza focale o muovendo il corpo per riempire l'inquadratura), stai modificando la relazione spaziale tra i tre elementi: Effetto Distanza/Magnificazione: Anche se la luce sul soggetto è stabile, l'occhio del "teleobiettivo" che viene usato per riprendere quel soggetto sta ricevendo informazioni ottiche diverse. Se la tua macchina da presa viene portata indietro e stai aggiungendo più lunghezza focale (zoomando), il calo di luce che effettivamente colpisce la pellicola/sensore, anche se piccolo, può sommarsi al cambiamento nel rendimento ottico del obiettivo. Falloff (Caduta Luminosa): Gli obiettivi ottici non raccolgono la luce perfettamente in un punto piatto. Quando tu ti muovi all'indietro, cambi leggermente il tuo angolo di visione rispetto al piano focale ideale per quel particolare zoom. Questo può causare che la luce arrivi al sensore con una diversa distribuzione, e se l'ottica non è perfetta per quel cambio di distanza/zoom, l'esposizione risulterà diversa. Conclusione Tecnica Se il tuo scopo è ottenere una lettura rigorosa di fisica: Perché le informazioni sulla luce che raggiungono il sensore sono identiche, l'esposizione dovrebbe essere la stessa. Se è una questione di videografia reale: È molto probabile che l'azione combinata di muoverti indietro e ingrandire modifichi la relazione ottica tra sorgente, soggetto e sensore, causando una variazione nell'esposizione. Non so che servizio/LLM usate, ma probabilmente lo usate male. |
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inviato il 10 Agosto 2026 ore 14:52
“ Non so voi quale "AI" usiate, ma probabilmente hai posto male la domanda, „ Ho usato claude e gpt, il punto non è porre male la domanda, il punto è che più vai avanti con le chat più informazioni dai più questa è come se si confondesse con gli argomenti. Succede anche con la generazione delle immagini, inizialmente crea cosa abbastanza in linea ocl prompt, più richiedi modifiche meno modifiche apporta fin quando non ti dice chiaramente che non riesce a farlo. La stessa cosa vale per i ragionamenti complessi. Nel mio caso stavamo strutturando delle riprese video col drone e con la fotocamera dello stesos soggetto illuminato, aggiungendo condizioni se ne esce con castronerie come quella che ho riportato sopra. E' questa è una cosa che avrà notato chiunque usa sovente l'AI precisamente la risposta è stata “ A 55-100m di distanza, la tua luce continua nell'ombrello (puntata sui soggetti da 4m) non avrà alcun effetto visibile su una camera così lontana — quella configurazione di luce è pensata per riprese ravvicinate, non per illuminare soggetti a decine di metri. Con l'EOS RP a quella distanza, i soggetti risulterebbero sagome scure/silhouette contro il cielo sullo sfondo „ a questa domanda “ ripresa video eos rp equipaggiata con 70-200mm. A quanti metri di distanza devono mettere la fotocamera, a 200mm (calcola il crop video rp) per far apparire i soggetti di scena sullo sfondo grandi quasi quanto i soggetti principali? i soggetti di sfondo saranno a 2.9km dietro i soggetti principali „ Non mi sembra che la luce c'entrasse un granché né che io abbia posto la domanda in maniera strana. Lui ha preso di testa sua un argomento trattato prima, che non è variato, e ha detto che varia allontanandomi. Non varia un bel nulla. Preciso che poco prima ha confermato (e così è) che quella data luce a 4m illumina perfettamente i soggetti principali. |
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inviato il 10 Agosto 2026 ore 16:40
“ Succede anche con la generazione delle immagini, inizialmente crea cosa abbastanza in linea ocl prompt, più richiedi modifiche meno modifiche apporta fin quando non ti dice chiaramente che non riesce a farlo. „ In questo caso, a ogni modifica selezioni o ricarichi l’ultima immagine generata? Quando si interviene su un particolare, e non sull’immagine nel suo insieme, è importante associare esplicitamente la richiesta all’immagine da modificare, possibilmente indicando anche l’area interessata. In questo modo l’IA può “riguardarla” come riferimento visivo, invece di affidarsi soltanto al contesto testuale accumulato nella chat. È un po’ quello che faremmo dialogando con un illustratore o un fotografo: mentre gli descriviamo la modifica, gli indicheremmo direttamente il punto su cui intervenire. Detto questo, dopo molte modifiche successive può comunque verificarsi una progressiva deriva rispetto all’immagine iniziale. |
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inviato il 10 Agosto 2026 ore 16:44
“ In questo caso, a ogni modifica selezioni o ricarichi l’ultima immagine generata? „ No, se non la ricarico in teoria dovrebbe riguardarsela da solo e applicare le opportune modifiche. Ma non lo fa e si incarta sempre peggio ad ogni tentativo successivo. E' proprio un limite strutturale di come funziona l'AI, è affidabile solo se "fresca" e priva di altri prompt AI processati precedentemente (e non a caso molte aziende cercano libri pre-AI per addestrare i modelli linguistici) |
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inviato il 10 Agosto 2026 ore 17:29
“ No, se non la ricarico in teoria dovrebbe riguardarsela da solo e applicare le opportune modifiche. Ma non lo fa e si incarta sempre peggio ad ogni tentativo successivo. „ Non credo sia proprio così. Quando l’AI genera o modifica un’immagine non la “vede” come la vediamo noi: la traduce in dati numerici e relazioni probabilistiche tra forme, colori e contenuti. Non ha quindi la nostra percezione immediata del fatto che “tutto il resto deve rimanere identico”. A ogni modifica reinterpreta l’immagine insieme alle richieste precedenti e, se le correzioni si accumulano, può perdere progressivamente il riferimento iniziale e peggiorare il risultato. Ripartire dall’originale spesso funziona meglio, ma non perché l’AI debba essere “fresca” o sia stata contaminata dai prompt precedenti: semplicemente le si restituisce un riferimento chiaro e si riduce il margine d’interpretazione. Comunque puoi fare una prova molto semplice: chiedilo alla tua AI. |
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