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Lancio una provocazione, ma è tutto vero. Il mirino ottico mostra il presente, evf e monitor mostrano il passato (riprendono lo scorrere dell’azione ma mostrano quello che hanno registrato un attimo prima). Una bella differenza per chi pretende di fermare l’attimo che fugge
Mi sembra che ci sia un piccolo problema nel ragionamento "filosofico": tutto quello che vediamo, anche con il mirino ottico o direttamente con gli occhi, è il passato; nei vari casi si tratta di una frazione di tempo più o meno lunga, questo sì, ma è appunto solo una questione quantitativa.
Anche il nervo ottico dell'occhio trasporta informazioni che passano dalla pupilla e che poi il cervello elabora. Quando il cervello le ha elaborate e poi trasformate in immagini, è già passato del tempo.... minimo, ma è passato!
Esiste solo che passa subito. Ha senso come esperienza visiva. Quando vedi il subito, come col mirino ottico, mentre con l’elettronico vedi sempre l’istante prima. Questi a mio avviso incide sul modo di fotografare l’istante (lasciando perdere il pag occhio/nervo ottico/cervello
In realtà, come ti hanno già detto, è proprio il "ritardo" del cervello ad elaborare l'impulso visivo che, semmai, può essere incisivo in una situazione che richiede di spaccare l'istante. Cosa che comunque non è così importante, a meno che uno non debba fotografare oggetti in movimento a 1000km/h.
Ma se vuole essere l'ennesimo thread sulla diatriba ammuffita analogico/digitale, allora buon divertimento.
Ma dato per inevitabile il ritardo fisiologico, possiamo parlare del tema, presente contro passato (visione naturale contro da monitor)? C’è della letteratura fotografica sul tema, non mi sono inventato nulla, che sostiene che questo piccolo particolare tecnologico competa un modo di guardare differente che incide sul risultato
“ Ma dato per inevitabile il ritardo fisiologico, possiamo parlare del tema, presente contro passato (visione naturale contro da monitor)? C’è della letteratura fotografica sul tema, non mi sono inventato nulla, che sostiene che questo piccolo particolare tecnologico competa un modo di guardare differente che incide sul risultato „
La percezione che hai del presente è un'illusione. La luce per viaggiare fino alla retina impiega un certo tempo, il segnale per arrivare fino al cervello impiega un certo tempo, il cervello per elaborarlo impiega un certo tempo: si sta in ogni caso parlando di passato contro passato, non presente contro passato. Se poi vogliamo trasferire tutto questo agli aspetti pratici dell'uso di una macchina fotografica, per catturare l'"attimo che fugge" bisogna anche considerare che, prima che l'immagine sia presa, tutti gli elementi meccanici o elettronici (pulsante, specchio, otturatore e così via, a seconda dei casi) richiedono anch'essi un certo tempo. Non per niente i fotografi per cui tutto questo può essere rilevante sviluppano la capacità di "anticipare" l'azione prevedendone il probabile svolgimento. E per quelli meno capaci, gli strumenti odierni hanno funzioni che consentono anche di memorizzare immagini prima che abbiano premuto il pulsante di scatto. Se indichi la letteratura sul tema ci si può dare un'occhiata, anche se temo non possa essere fondata che su basi fallaci.
“ Il monitor ti permette più punti di ripresa, specie nel caso di protrusioni a l5/l6 „
Però se hai problemi di miopia e vedi bene dall'oculare (corretto) senza occhiali, poi guardi il display e devi mettere e togliere gli occhiali 10 volte!!!
Non trovo più l'articolo, forse era un video No, non credo che cambi necessariamente la fotografia, ma l'approccio dell’autore potrebbe rimanere influenzato
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