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inviato il 21 Giugno 2026 ore 18:13
Gia' gia', ho gia' lasciato un piccolo ebolo su aliexpress...........nonostante sia giugno! Non vale per le merce Choice, almeno quello |
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inviato il 21 Giugno 2026 ore 18:17
“ ho gia' lasciato un piccolo ebolo su aliexpress...........nonostante sia giugno! „ Cioè? Hai pagato la tassa al venditore? “ Non vale per le merce Choice „ Scusa: cosa sarebbe? |
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inviato il 21 Giugno 2026 ore 18:44
Si, facendo l'ordine, te la "inglobano" preventivamente, poi vedremo se dovro' pagare altro. Da quel che ho capito, Choice son magazzini aliexpress in europa: ho fatto un'ordine anche di quella merce e non vedo tasse. Penso che i cinesi useranno il "trucco" di portare preventivamente la merce in magazzini europei, questo l'ha gia' fatto Aliexpress e credo succedera' anche per Temu e simili |
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inviato il 21 Giugno 2026 ore 18:50
“ Choice son magazzini aliexpress in europa „ In effetti i tempi di arrivo delle spedizioni si sono ridotti moltissimo: in genere una decina di gg. |
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inviato il 21 Giugno 2026 ore 20:06
Gia'. Riassumendo: sto aspettando ordini Choice ed ordini da venditori globali (cosi' son chiamati gli altri su Aliexpress), vediamo se dovro' pagare anche altro alla consegna........... |
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inviato il 22 Giugno 2026 ore 10:49
confermo, tassa applicata su aliexpress. La cosa più ridicola è l'europa che, per proteggere la produzione europea, applica tasse all'importazione di molti oggetti che, comunque, non vengono e non possono essere prodotti in europa. Quando la gente capirà che molte di queste sono tasse idologiche che paghiamo noi, e solo noi, senza avere un reale beneficio in termini di protezione della produzione europea? |
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inviato il 22 Giugno 2026 ore 13:05
mah.. e' un grosso giro di vite sul traffico extra UE. Stanno rimettendo in piedi dogane e frontiere. E' un segno dei tempi. La globalizzazione evidentemente non e' piu' desiderabile? Inizia il ciclo del protezionismo? Oppure e' solo un fare cassa ovunque sia possibile?. Alla fine non ha molto senso che un provato compri in cina articoli dal prezzo risibile. Il costo energetico anche solo per la gestione digitale dell'ordine e' assolutamente sproporzionato rispetto al valore della merce. Paris Hilton predispone voli del suo jet privato solo per poter mangiare a cena una aragosta pescata in un mare specifico. Ma comprare un filtro ND su aliexpress e' concettualmente molto simile. Un distributore continentale e dei distributori nazionali son molto piu efficaci di questo contatto diretto. |
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inviato il 22 Giugno 2026 ore 14:30
L'efficacia reale la decide il mercato: se venditori e compratori ritengono più economico in questo modo, significa che il costo, almeno per loro, tutto compreso è inferiore. La questione CO2, si potrebbe calcolare ma ho come l'impressione che la differenza, reale e non filosofica, sia marginale, se non del tutto irrilevante, come quantità e quindi indipendentemente dal lato in cui pende. Facevo del resto lo stesso ragionamento sul tanto odiato sistema di amazon: un camion per portare 1 scatola di scarpe. Detta così effettivamente, rispetto al negozio di scarpe che riceve 1000 scatole di scarpe con "lo stesso camion" è uno spreco. Ma, prima di tutto, il camion di amazon non porta solo la mia scatola. Inoltre, la scatola dal negozio a casa mia non ci arriva da sola. Devo uscire io, di solito con la macchina, per andare a prenderla e tornare a casa. E così le altre 999 persone che vanno a prendere le altre 999 scatole. Anzi, tutte le scatole del negozio. In pratica, col sistema di amazon invece di avere 100 famiglie che escono ad andare a prendere il proprio articolo, c'è 1 furgone che gira portandogli i 100 pacchi. Alla fine, il bilancio sarà positivo o negativo? Probabilmente sono simili e, di volta in volta, potrebbe essere da un lato o dall'altro. Il concetto è che non è semplice calcolare questi "consumi" nel momento in cui si vada a fare un calcolo serio, non ideologico e non prendendo solo fattori di comodo (in uno o nell'altro senso). |
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inviato il 22 Giugno 2026 ore 14:40
Il punto e' che di fatto con il sistema Amazon le merci sono in transito continuo. In pratica non stanno mai ferme in un deposito se non il tempo necessario al trasferimento da un grosso camion ad un furgone per il delivery dell'ultimo miglio. Per il resto vagano per l'europa in movimento continuo tentando di soddisfare un algoritmo predittivo che cerca in qualche modo di divinare il luogo di provenienza del prossimo ordine. Non c'e' molta differenza tra il traffico verso un Hub doganale europeo per lo smistamento dei container ed il deposito di un distributore a livello europeo. Dal punto di vista energetico e' la stessa cosa. Tolto il fatto che, presumibilmente, nel secondo caso il distributore tendera' a ridurre il catalogo ai soli oggetti redditizi che generino un volume d'affari sufficiente a produrre reddito. Il dazio di solito e' una misura necessaria per riequilibrare le differenze di prezzi. Crea una domanda interna e protegge il produttore locale. SVANTAGGIA SEMPRE IL CONSUMATORE FINALE. E' uno strumento politico che permette di intervenire sul mercato in maniera chirurgica per comprimere od incentivare settori produttivi. Se ben applicato non e' quasi mai nocivo (anche se ad un dazio corrisponde sempre un aumento di prezzo della merce). Resta da vedere SE e' ben applicato. |
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inviato il 22 Giugno 2026 ore 15:03
“ Se ben applicato non e' quasi mai nocivo „ Il punto è proprio questo: se applicato in modo da proteggere effettivamente un mercato interno, è utile. Il problema nasce nel momento in cui vai ad applicare dazio ad un prodotto che non ha nessuna filiera interna da proteggere, se non proprio solo la commercializzazione all'utente finale. In questo caso diventa solo un costo aggiuntivo senza portare nessun beneficio all'economia interna. |
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