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inviato il 26 Maggio 2026 ore 17:17
Ho iniziato a postare i primi scatti di un reportage fotografico "strutturato" che sto facendo con un laboratorio amatoriale. Essendo la prima volta che mi cimento in questo tipo di progetti, mi sarebbero molto utili commenti, consigli e critiche, ad integrazione di quelle che riceverò nel laboratorio, specialmente rispetto alla coerenza con il concept progettuale e validità del flusso e della narrazione. per chi ha voglia e tempo, trova il lavoro ( in progress ) qui, mentre il concept è in fondo al post. www.juzaphoto.com/me.php?pg=377577&l=it la galleria verrà alimentata man mano che sceglierò scatti e relativo ordine. per eventuali commenti ai singoli scatti, juza docet, usare gli appositi spazi. per quello che può riguardare il reportage in generale, immagino che se ne possa parlare qui. ****************************** TITOLO DEL PROGETTO : Vittorio SOGGETTO DEL PROGETTO : Nuovo Mercato Esquilino a Roma, conosciuto anche come (ex) Mercato di Piazza Vittorio, punto catalizzatore di culture ed etnie differenti e rappresentativo di un Rione unico rispetto al resto dell’Urbe. CONCEPT PROGETTUALE : “Vittorio” è come chiamano il Nuovo Mercato Esquilino alcuni degli stranieri che lo frequentano per vendere o comprare, associandolo al nome della fermata della metro dove scendono. All’ingresso di Vittorio c’è un murales intitolato “La diversità come elemento di vita”, motto che abbraccia l’intera zona intorno a piazza Vittorio Emanuele. Una zona che, nonostante sia localizzata al centro dell’Urbe, è stata marginale e marginalizzata, ed in parte lo è ancora. Vittorio è dove e quando persone di culture ed etnie diverse si incrociano, si incontrano, si ignorano, discutono, collaborano, competono, si conoscono, e cominciano a chiamarsi per nome. Vittorio State of Mind, è quello che vuole raccontare il progetto. |
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inviato il 26 Maggio 2026 ore 20:51
Sarebbe utile conoscere titolo, finalità, luogo... |
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inviato il 26 Maggio 2026 ore 22:18
Inizio dicendo che E20 mi piace parecchio, è vero che risente della post-produzione di "tendenza", ma ha la crudezza di certi autori Nipponici che graffiano. Questo invece è come.. come, pesante, indeciso, greve, non scorre. Hai pensato troppo, troppo cervello. Tu hai altri mezzi espressivi, non sei dentro, rimani spettatore. Devi scegliere se vuoi essere ignorato o interagire come per gli scatti del Carnevale e della celebrazione Cinese. |
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inviato il 26 Maggio 2026 ore 23:05
Come reportage non racconta e questo è grave, conosco bene il mercato di Piazza Vittorio, lo conosco da quando stava ai bordi della piazza ed era invaso da topi grandi come cani, è vero che sono solo tre foto, non avrei chiesto commenti con solo tre foto ma avrei aspettato di completare il lavoro. La prima è un panorama preso da lontano e mosso non capisco cosa ci azzecchi l'addetto alle batterie dei monopattini con il mercato. La seconda dice solo che ci sono delle tende in plastica all'ingresso, ma le mosche entrano comunque senza problemi, l'aver tagliato la scritta ESQUILINO a mio parere è un grave errore, tagliandola hai tolto la contestualizzazione, potrebbe essere un qualsiasi mercato. La terza ha troppo mosso, f22 è davvero esagerato, non comprendo l'uso di f22 visto che comunque non hai cercato la nitidezza scegliendo il mosso. Capisco che tu voglia dare al mosso il senso di un tuo taglio stilistico ma in questo caso temo sia un freno al racconto che finisce con il non raccontare. |
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inviato il 27 Maggio 2026 ore 0:04
“ specialmente rispetto alla coerenza con il concept progettuale „ Non mi è chiaro cosa vuoi raccontare. Per il momento sono tre foto abbastanza "introduttive". Che cosa vuoi dire di quel luogo? Che opinione hai? Cosa ti spinge a fotografarlo? Cosa accade che deve essere raccontato? Se hai chiare queste cose, allora puoi riuscire a trovare una chiave visuale per raccontarlo. Se invece stai ancora mettendo a fuoco cosa vuoi dire e sei ancora alla ricerca di un modo di interpretare questo mercato, allora devi cercarlo con pazienza, sapendo che le prime foto saranno inevitabilmente generiche oppure "curiose" oppure buone nella forma ma con poco significato. E' un problema che capita a tutti... |
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inviato il 27 Maggio 2026 ore 6:36
Devi prepararti una scaletta |
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inviato il 27 Maggio 2026 ore 8:17
Da assoluto profano , seppur apprezzando street/reportage e affini , devo dire che , al momento , quanto visto non mi entusiasma , limite mio sicuramente . Detto sempre da profano , mi paiono immagini casuali unite solo dal fatto che si capisce trattarsi di riprese eseguite in un mercato e , sempre opinione mia personalissima , fatte troppo da lontano : mancano primi piani , espressioni , azioni/gesti/momenti significativi , esplicativi , curiosi, spiritosi magari , perché no ... tutto questo naturalmente per una mia visione assolutamente personale del reportage. |
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inviato il 27 Maggio 2026 ore 8:23
Intanto grazie per essere intervenuti! Soggetto e concept del reportage li avevo messi nella didascalia della galleria, ma, col fatto che le didascalie non si possono minimamente formattare (nemmeno i punti e a capo), mi rendo conto che è poco leggibile. Adesso li ho aggiunti anche nel primo post del topic e se ci sono domande o curiosità chiedete pure. Per ora in galleria ho postato solo la sequenza iniziale, di cui sono sufficientemente convinto (a meno che non me la sblastano al laboratorio dove devo ancora presentarla) e con cui racconto avvicinamento e ingresso al mercato. La prima immagine (in formato 16:9, come vorrei mettere anche quella che sarà l'immagine di chiusura) è scattata da piazza Vittorio perchè è da lì che nasce sia il mercato (per moltissimi anni è stato un mercato all'aperto, poi trasferito al chiuso per motivi igienici e di sicurezza) sia l'idea del reportage (raccontare il mercato vuole essere un modo per raccontare l'unicità di piazza Vittorio rispetto al resto di Roma). La sequenza iniziale è introduttiva, ho altri scatti fatti dentro ma per quelli devo ancora capire meglio quali selezionare (alcuni rischiano di essere doppioni) e come metterli in scaletta. |
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inviato il 27 Maggio 2026 ore 8:51
Molto bene. Ora è più chiaro. Quando nelle foto appariranno gli elementi qualificanti che dichiari in "soggetto" e "concept"ne possiamo parlare in modo più approfondito. Nel frattempo se ti serve una mano per l'editing (la scelta), molto volentieri. Si tratta di capire come fare. Io posso darti alcuni suggerimenti che vengono dalla mia modesta esperienza personale di curatela di libri e mostre miei e di altri. Mi ricordo tanti anni fa un ristorante etiope/eritreo lì vicino. Esiste ancora? |
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inviato il 27 Maggio 2026 ore 15:14
secondo me sei troppo lontano dall'oggetto del reportage (che conosco bene) in quelle foto, dovresti entrare in relazione con chi frequenta, lavora, abita quel luogo non è un lavoro semplice, ed è da fare senza macchina fotografica, inizialmente |
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inviato il 27 Maggio 2026 ore 16:43
3 foto non sono sufficienti per dare opinioni e per capire la direzione del lavoro. sono ancora elementi singoli. Secondo me si può iniziare a ragionare su una decina di scatti. |
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inviato il 27 Maggio 2026 ore 17:53
“ non è un lavoro semplice, ed è da fare senza macchina fotografica, inizialmente „ sì, mi sono mosso così anche seguendo indicazioni dei coordinatori del laboratorio. prima di iniziare il reportage ho contattato il presidente dell'associazione dei mercanti e l'ho incontrato una prima volta al mercato per raccontargli il progetto e farmi raccontare qualcosa da lui sul mercato (alcune cose che mi ha detto sono finite nel concept). poi sono andato una volta per farmi presentare da lui ad alcuni degli operatori più "disponibili" e scambiarci due chiacchere. tutte due le volte senza macchina terza volta (sabato scorso) sono andato e iniziato a fotografare praticamente solo i banchi degli operatori che mi "conoscevano". Qualcuna di queste foto la caricherò prossimamente in galleria. Ho messo in conto almeno un paio di visite nei prossimi mesi, ma you never know. Confermo che già ora ho capito che non è un progetto semplice per diversi motivi. |
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inviato il 27 Maggio 2026 ore 17:57
“ Mi ricordo tanti anni fa un ristorante etiope/eritreo lì vicino. Esiste ancora? Sorriso „ in quella zona praticamente ci sono solo ristoranti etnici, etiopi ed eritrei compresi |
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