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Cardellino in Veneto


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avatarjunior
inviato il 20 Maggio 2026 ore 14:00    

Ciao a tutti, abito in provincia di Treviso. Non sonon molto esperto di avifauna. Qualcuno sa darmi delle indicazioni per fotografare il cardellino, possibilmente in Veneto ?

avatarsenior
inviato il 20 Maggio 2026 ore 15:13    

Nell'area compresa tra le prealpi e le colline a nord della provincia di Treviso (Tarzo, Revine Lago, Cison di Valmarino e Follina) sono ben diffusi. Ne ho spesso visti e fotografati tra i due laghi di Revine, proprio nell'area centrale tra i due laghi, nel misto a sud del canale che li congiunge. Ma tutta la pedemontana trevigiana è una buona zona per svariate specie di uccelli.
I cardellini si vedono spesso anche attorno all'area industriale compresa tra Vittorio Veneto e Conegliano, avevo un ufficio in quella zona e li ho sempre visti.
Diciamo che se non li attiri con delle mangiatoie non è sempre scontato riuscire ad avvicinarli e a fotografarli.

avatarjunior
inviato il 17 Giugno 2026 ore 14:20    

Anch'io non sono molto esperto di avifauna, ma è almeno un anno che osservo attentamente le mie zone (trevigiano, padovano, costa veneziana) ogni volta che posso e tra le varie specie più diffuse il cardellino è una delle poche che ancora non ho mai avvistato. Leggo spesso delle crescente minaccia (non solo ai cardellini, ma anche ad altri piccoli passeriformi) da parte di gazze e cornacchie che predano uova e pulli, ma non sono a conoscenza di studi specifici. Qualcuno ne sa di più?

avatarjunior
inviato il 17 Giugno 2026 ore 14:34    

Leggo spesso delle crescente minaccia (non solo ai cardellini, ma anche ad altri piccoli passeriformi) da parte di gazze e cornacchie che predano uova e pulli, ma non sono a conoscenza di studi specifici. Qualcuno ne sa di più?


Guarda io sono abruzzese, quindi non so dei cardellini in Veneto ma posso dirti che le gazze sono un dilemma... giusto pochi giorni fa una gazza ha depredato due nidi (uno di verdoni e uno di codirosso) proprio a fianco del mio terrazzo, negli alberi del giardino vicino... te lo posso dire con certezza perché ho assistito a tutta scena.

Qui da noi le gazze e le cornacchie sono aumentate tantissimo nel corso degli ultimi anni e di cardellini se ne vedovo sempre meno, non sono sicuro della correlazione ma dopo l'episodio a cui ho assistito non stento a crederci.

avatarsenior
inviato il 17 Giugno 2026 ore 15:45    

Leggo spesso delle crescente minaccia (non solo ai cardellini, ma anche ad altri piccoli passeriformi) da parte di gazze e cornacchie che predano uova e pulli, ma non sono a conoscenza di studi specifici. Qualcuno ne sa di più?

I corvidi sono animali intelligentissimi e opportunisti, riescono perfino a pescare al volo i pesciolini che stanno sotto il pelo della superficie dell'acqua. Comportamento osservato personalmente nelle cornacchie grigie. In alcune aree le cornacchie hanno imparato a predare anche i nidiacei delle rondini. Quando osservano un comportamento di un conspecifico che sfrutta una nuova strategia alimentare lo imparano subito e lo attuano appena ne hanno l'occasione. Non è raro vedere cornacchie che aggrediscono le Poiane e anche il Nibbio Bruno, con lo scopo di proteggere i propri nidiacei.
Nella mia zona le cornacchie sono tantissime, ma la conformazione dell'area con boschi molto fitti, che si alternano a radure e coltivazioni aperte, permette ragionevoli vie di fuga ai passeriformi. Da me i cardellini e svariati altri fringillidi, come anche diverse specie di Cince e altro, per il momento, non sembrano risentire della predazione delle cornacchie. L'unica specie che sembra risentire della predazione dei propri nidiacei sembra essere quella dei Codirosso, che sono diminuiti proporzionalmente all'aumento delle Cornacchie. I Frosoni, invece, sembrano aumentare di anno in anno. Probabilmente il loro comportamento timido li protegge meglio.

avatarsenior
inviato il 18 Giugno 2026 ore 10:24    

Credo che tutto debba essere rivolto anche ai grandissimi cambiamenti delle coltivazioni colpevoli con le mono colture di aver tagliato fuori tante specie di piccoli uccelli che erano molto abbondanti fino agli anni 70 quando erano ancora inseriti nelle specie cacciabili ma che ora malgrado mezzo secolo di divieto sono in presenza sempre minima se non assente.

Da bambino da me si vedevano grossi passi di peppole, fringuelli, cardellini, lucherini, ciuffolotti, becchi in croce, oltre a zigoli gialli e muciatti, allodole, tottaville, fanelli ecc. ecc.

tutti oramai avvistati solo occasionalmente se non scomparsi del tutto, forse una delle cause potrebbe essere anche la coltivazione dell'est dove l'impiego di pesticidi non ha i controlli nostri in aggiunta a nuovi predatori come l'aumento dei corvidi,

da me da qualche anno si sono stabilizzate diverse coppie di gazze ladre in aggiunta ai corvidi già presenti e di ultimo con le fototrappole non è raro riprendere diversi ratti anche in zone boschive, ( non sono ghiri che riconosco bene) ratti che si arrampicano ovunque e potenziali e silenziosi predatori notturni di nidi, poi aggiungiamoci la moltitudine di gatti sciolti per completare l'opera.

in un mio portico dopo decenni di assenza è arrivata una coppia di rondini e ha nidificato, portico che quando ero bambino ospitava almeno sei nidi, ci sono ancora i resti di mezzo secolo fa e uno di questi quest'anno la coppia lo ha ripristinato e i piccoli si sono involati da alcuni giorni.

Piccola aggiunta:
faccio notare come il glifosato sia ancora permesso su larga scala e molti piccoli uccelletti tipo il cardellino e altri si sono sempre nutriti dei semi di quelle erbe che crescono nei vigneti, potenzialmente tossico se ingerito subito dopo il trattamento e poi azzera le loro risorse alimentari anche se non necessariamente ingerito.

avatarsenior
inviato il 18 Giugno 2026 ore 10:51    

Credo che tutto debba essere rivolto ai grandissimi cambiamenti delle coltivazioni colpevoli con le mono colture di aver tagliato fuori tante specie di piccoli uccelli che erano molto abbondanti fino agli anni 70 quando erano ancora inseriti nelle specie cacciabili ma che ora malgrado mezzo secolo di divieto sono in presenza sempre minima se non assente.

È indubbio che l'agricoltura influisca negativamente per la presenza dei passeriformi. Negli anni '70 nella mia provincia c'era un vero e proprio deserto di avifauna, a causa dei terribili pesticidi che venivano usati all'epoca e dalla quasi totale assenza di boschi, poiché le superfici erano in massima parte dedicate al pascolo. Con l'andare dei decenni, gli aggiornamenti delle normative per l'uso dei pesticidi e il rimboschimento dei pascoli, hanno cambiato evidentemente quella condizione e la situazione è molto migliorata. Lo si percepisce anche dalla consultazione dei vari atlanti degli uccelli nidificanti, che si sono succeduti negli anni, oltre che dall'osservazione personale e dalle informazioni scambiate con i cacciatori. Ma negli ultimi anni, a mio avviso sopratutto a causa dell'impianto di enormi distese a vigneto un po' in tutta la provincia, l'avifauna si sta riducendo sensibilmente. È un dato di fatto.

avatarsenior
inviato il 18 Giugno 2026 ore 12:43    

Nel senso che l'agricoltura intensiva anche a stile monocoltura ha attirato qualche specie opportunista ma la grande diversità di avi fauna minore che esisteva una volta è sparita quasi del tutto.

Gli acquatici ancora si salvano anche se del cormorano ne facevamo anche senza, ma tornando ai piccoli come i cardellini richiesti dall'autore io non ne sento più uno da tempo, nel mio terreno ho diversi alberi di carpino e li cardellini e verdoni erano tanto presenti per mangiarci giù quei semi all'interno dei fiori, ma anche a terra c'è ancora la Poa, Amaranto e simili che una volta gli attiravano ma non ne vedi uno.

avatarsenior
inviato il 18 Giugno 2026 ore 14:03    

Credo che casi come quello che racconti riguardino molte zone del nostro paese. Il mio timore è che molta avifauna sparisca anche dalle zone dove abito. Solitamente a inizio primavera semino in giardino gli avanzi dei miscugli di sementi con i quali foraggio in inverno i miei ospiti e tra girasoli, cardi e spighe di varia natura che non so riconoscere, arrivano svariate specie a transitare nei miei posatoi. Quest'anno abbiamo deciso con mia moglie di sistemare un po' il giardino, ho tagliato il grande pino e non ho lasciato la solita porzione con le piante da seme, ma l'acqua è sempre disponibile. Questa mattina il mio mini stormo di una decina di cardellini, nonostante ci sia nulla da sgranocchiare, è comunque passato a trovarmi, forse si accontenteranno delle graminacee che trovano e dell'acqua, piuttosto scarsa nelle vicinanze. Comunque in vallata da me ce ne sono ancora parecchi di cardellini. Spero proprio che la situazione non peggiori.

avatarsenior
inviato il 18 Giugno 2026 ore 14:07    

Qui nella pedemontana friulana vicino al Veneto ho visto parecchi cardellini nei giorni scorsi. Ma c'è da dire che c'è molta diversità di ambienti, colline incolte, fiumi e boschi, siepi, tanti prati, qualche coltura non intensiva.
In particolare attorno al Parco di San Floriano, verso il Livenza, ne ho visti qualche giorno fa, vicino a dei codibugnoli.

Poi, merli, tortore, colombacci, gazze, cornacchie, cince, passeri e ballerine, folaghe, germani, picchi, ghiandaie a piacere. Qualche merlo acquaiolo, rari martin pescatori. Aironi, garzette abbondanti. Un ciuffolotto. Poiane e gheppi.
Poi due uccelli gialli, mai visti prima, grandi come merli o picchi. Forse rigogoli?

Riguardo cornacchie e gazze: attorno a casa mia (tanti giardini belli spaziosi) ci sono le gang, a seconda degli anni dominano le prime o le seconde, non si piacciono tanto.

avatarsenior
inviato il 18 Giugno 2026 ore 14:30    

Maurese abitando non molto lontano dalla pedemontana friulana, ogni tanto un giro da quelle parti me lo faccio. È spesso una soddisfazione, in effetti.
Un'altra zona che mi da parecchi riscontri per l'avifauna è il Cadore, a quote tra i 1000 e i 1400 metri (perché sono quelle che frequento). Mi posiziono sopra un'altura con davanti una discreta variabilità di conifere e caducifoglie, che si alternano a spazi aperti, e non torno mai a casa senza una scheda bella ricca.

avatarsenior
inviato il 19 Giugno 2026 ore 8:04    

Se per indicazioni intendi "dove", spero nessuno te le dia. Uno dei grandi problemi della fotografia naturalistica è la sconsiderata diffusione di informazioni riguardanti luoghi di frequentazione delle specie.
Se intendi il "come", un modo è cercare, in inverno, campi incolti con abbondante presenza di piante quali cardo, solidago e tutto ciò che contiene piccoli semi.
Oppure, Se li vedi girare in zona, puoi preparare la solita mangiatoia invernale e sperare di attirarli.
Il cardellino è specie abbastanza comune, sicuramente in declino in pianura (a causa della perdita di habitat) ma abbondante in collina e ovunque ci siano siepi e incolti.

avatarjunior
inviato il 19 Giugno 2026 ore 14:34    

Scusate ma, onestamente, in piena estate quanto riuscite a fotografare (o guardare con il binocolo) piccoli passeriformi in mezzo ad alberi siepi e cespugli rispetto all'inverno?

Che cosa ne pensi di questo argomento?


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