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inviato il 30 Aprile 2026 ore 19:57
Negli ultimi tempi sento sempre più forte una riflessione, e voglio dirla in modo chiaro: la nuova filosofia “sbagliata” di Sony non riguarda solo Sony. Sony è forse il simbolo più evidente di una deriva più ampia del mercato fotografico contemporaneo: macchine sempre più complete, sempre più potenti, sempre più cariche di funzioni, ma anche sempre più pensate per diventare oggetti di desiderio assoluto, più che strumenti da attraversare. Il punto non è dire che Sony faccia cattive fotocamere. Non è vero. Il punto è chiedersi quale idea di fotografia stiano alimentando oggi certi prodotti e soprattutto il modo in cui vengono raccontati. Quando una nuova macchina, prima ancora di uscire, come la Sony A7RIV, viene già discussa come “killer” di un’altra, come regina della gamma, come altare premium di specifiche, allora forse il centro si è già spostato. Non stiamo più parlando di immagini. Stiamo parlando di gerarchie, potenza, desiderabilità, dominio del prodotto. E qui nasce il problema. Una fotocamera può essere straordinaria e, allo stesso tempo, rappresentare una filosofia sbagliata. Sbagliata non perché tecnicamente fallita, ma perché spinge il fotografo a credere che più completezza significhi automaticamente più verità, più visione, più necessità. Ma la fotografia non si salva con il compimento tecnico. Si salva quando il mezzo resta mezzo e non diventa identità, altarino, feticcio, compensazione. Per questo oggi il problema non è solo Sony. Sony è il caso più evidente. Ma Canon, Nikon, Leica, Sigma, Viltrox e tanti altri, ognuno a modo suo, partecipano a un mercato che sta sempre più vendendo non solo strumenti, ma miti. E forse la domanda da farci è molto più semplice di tutte le specifiche del mondo: stiamo ancora scegliendo il mezzo per fotografare meglio, oppure stiamo imparando a desiderarlo come se dovesse dirci chi siamo? |
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inviato il 30 Aprile 2026 ore 20:02
Praticamente hai aperto il thread dell'ultima volta in salsa apparentemente diversa. |
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inviato il 30 Aprile 2026 ore 20:04
Chi vende deve creare necessità (per continuare a vendere o per vendere di più)... e i fotoamatori (molto più che i pro) abboccano come lucci. Sta al fotoamatore capire di cosa ha realmente bisogno. Ma sono pochi quelli che ci riescono. |
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inviato il 30 Aprile 2026 ore 20:31
Io ho le stesse fotocamere, scarse e superate, da oramai 9-10 anni, e nemmeno di Sony Con me il marketing non funziona, anche perché non ho un euro, quindi anche volendo.... |
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inviato il 30 Aprile 2026 ore 21:14
Figurati io con Pentax ! |
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inviato il 30 Aprile 2026 ore 22:36
@ Rombro Non è la stessa salsa. È lo stesso problema, che evidentemente continua a meritare di essere rimesso in discussione. Giusto per …… |
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inviato il 30 Aprile 2026 ore 22:59
Beh, del resto le case automobilistiche vendono le automobili puntando sull'attrattiva dei sistemi multimediali. Quindi le persone scelgono una macchina non per spostarsi ma per i giochini installati. Loro ci provano per vendere ma i più stupidi sono gli acquirenti o clienti che dir si voglia. Stupido è chi stupido lo fa. |
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inviato il 30 Aprile 2026 ore 23:03
Ma se ti poni certe domande è probabile che in qualche modo ti tocchino da vicino, o sbaglio? |
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inviato il 30 Aprile 2026 ore 23:12
la filosofia di Sony è vendere con margine di profitto. lo stesso vale per Canon Nikon... e qualsiasi azienda nel mondo. |
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inviato il 30 Aprile 2026 ore 23:40
“ stiamo ancora scegliendo il mezzo per fotografare meglio, oppure stiamo imparando a desiderarlo come se dovesse dirci chi siamo? „ "La vita è un sogno o i sogni aiutano a vivere meglio?" (GM) |
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inviato il 01 Maggio 2026 ore 3:30
Sony propone macchine fotografiche, come tutti gli altri brand. Sono le persone che ci ricamano sopra tutti questi ragionamenti. Il problema non trovo sia del produttore ma della società cui si rivolge. Siamo nel mondo della bambagia, ormai i sogni si sono ridotti ad essere questi. Vivessimo guerre, devastazioni, apocalissi zombie o invasioni aliene, ci importerebbe una p i p i p p a di cosa propone Sony, il nostro sogno sarebbe una pagnotta di pane, o una patata lessa o una bibita fresca. Io delle ultime novità tecnologiche mere ne sbatto, preferisco sognare altre cose. |
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inviato il 01 Maggio 2026 ore 4:00
Si può pure riaprire il discorso con un pretesto diverso (quello dei brand), ma il nocciolo rimane il medesimo: la tecnologia rincoglionisce chi è sempre alla ricerca di nuovi giocattoli per riempirsi la vita e svuotarsi le tasche; cosa ovviamente lecita ma che non c'entra niente con la fotografia. Ad un certo punto viene anche da pensare che chi non ha interesse a comprendere questa cosa, si merita la rincorsa infinita agli acquisti. |
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inviato il 01 Maggio 2026 ore 6:58
discorsi mai fatti, avvincenti direi. |
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inviato il 01 Maggio 2026 ore 8:06
Ho una domanda quale sarebbe la filosofia giusta per Sony? |
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inviato il 01 Maggio 2026 ore 9:17
Altrimenti non avrebbero più senso le discussioni "Ha senso nel 2026...?" Personalmente non compro mai l'ultima novità, tanto per paesaggio e cerimonie non ne ho bisogno e spesso, come già detto da altri sopra, è l'hobbista che ha l'ultima novità (o in questi periodi lo youtuber/tiktoker)... Se non cacciano fuori qualche novità non vendono e comunque le novità in campo fotografico arrivano anche da altri comparti dove le innovazioni fanno più comodo (medico, scientifico, ricerca, ecc.), probabilmente il comparto fotografico per tante ditte è quello che interessa di meno (anche se potenzialmente è quello che porta più guadagno). |
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