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Deludente foto dell'anno World Press 2026


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avatarsenior
inviato il 24 Aprile 2026 ore 3:53    

Mi chiedo se la suddetta foto abbia deluso soltanto me...

A parte che personalmente trovo ormai sia diventato un clichè consolidato, da svariati anni in qua, che la scelta della vincitrice vada puntualmente a quella tra il tema "politico" più caldo dell'anno precedente, forse fin troppo marcatamente, nel senso che pur comprendendo la logica di questa scelta...
Ma al contempo mi chiedo se mai si possa vedere anche una vincitrice che possa prescindere da questo aspetto, magari ogni tanto.

A memoria l'ultima che infatti esulava in questo, è stata la potente foto di quella drammatica "torcia umana" che venne scattata in occasione di un contesto, diciamo "secondario"...

Nello specifico, ritrovarsi ancora di fronte all'ennesima immagine di donna piangente, sconvolta nel suo strazio personale, mi ha sollevato una certa perplessità data, oltre da questo (quante se ne sono viste ormai nell'albo d'oro del WPP), ma oltretutto anche dalla caratteristica intrinseca di questa immagine, che mi sento di dire non eccelsa in questo e complessivamente, tale da trovarla deludente quantomeno a mio giudizio.

In ultimo, non certo esente da una certa malizia, mi viene da pensare anche al fatto che l'essere stata scattata da una donna, abbia ulteriormente giocato a favore, una volta tanto... Ma questa è, e resta, una mia personale illazione, certamente accessoria e secondaria.


www.fotografia.it/news/separated-by-ice-la-foto-dellanno-del-wpp-2026/

avatarsenior
inviato il 24 Aprile 2026 ore 7:54    

Purtroppo stamo vivendo un periodo storico da incubo ed immagini che suscitano sentimenti di pietà, dolore o rabbia ce ne sono in sovrabbondanza, ripeto, purtroppo....
Penso quindi che chi ha scelto questa immagine abbia avuto difficoltà a fare una graduatoria, personalmente io avrei scelto l'immagine di Gaza dove si vedeva un assalto di una folla disperata ad un camion pieno di viveri, credo rappresenti la situazione infernale in cui è ridotto quel popolo di disperati e una denuncia delle atrocità da loro subite.
Anche questa che ha vinto credo comunque renda l'idea di cosa stia succedendo negli USA

avatarsupporter
inviato il 24 Aprile 2026 ore 7:57    

il WPP tratta da sempre temi caldi da denuncia sociale, non mi sorprende vincano quel genere di foto

in parte concordo con te, ma questo topic è a forte rischio polemica, meglio starne fuori MrGreen

avatarsenior
inviato il 24 Aprile 2026 ore 8:13    

Concordo su tutto Remember, purtroppo si vince così in questi contest prestigiosi, con le disgrazie dell'umanità.

Ma se dobbiamo veramente eleggere le migliori foto di quest'anno, quelle sulla luna (soprattutto quelle con l'iPhone) a mani basse.

avatarsenior
inviato il 24 Aprile 2026 ore 8:14    

Come scatto singolo non mi racconta niente dei fatti.
Dove, come e perche'?
Senza didascalia vedo una calca con delle donne tra lo spavento e la disperazione che tirano la maglietta di qualcuno.
Senza approfondire, pensavo che magari fosse qualcuno della sicurezza (senza divisa, provavo ad interpretare dalle scritte sulla maglietta) e non certo il padre arrestato.
Insomma, come prima classificata di un world press, a mio parere dovrebbe raccontare di piu' e in modo piu' esplicito.
In questo caso avrei allargato la scena al padre e ai poliziotti che lo arrestano.

avatarsenior
inviato il 24 Aprile 2026 ore 8:48    

La foto in se non vale molto. Potrebbe essere l' immagine di una qualsiasi discussione al mercato locale.
Fa parte però di un lavoro più articolato e forse andrebbe vista insieme alle altre.

Certo è che questi premi stanno sempre più diventando un mezzo di propaganda politica.
Son sempre più mirati ad un pubblico preciso e gestiti
Da commissioni quantomeno di parte.

In ogni caso la denuncia si sfuma sempre più verso la tragedia napoletana.

Il taglio e' teatrale. Insiste sulla maschera. Nessun riferimento reale che indichi luogo momento e tipo di abuso. Solo un coup de theatre che potrebbe funzionare in qualsiasi occasione. Lo sgombero dei mercati generali a Milano o la lite tra due stranieri per non aver rispettato la coda.

avatarsenior
inviato il 24 Aprile 2026 ore 8:50    

È un premio che ci riguarda poco. Vince la foto che riassume il tema dell’anno nell’ambito reportagistico, una foto emblematica dell’anno

avatarsenior
inviato il 24 Aprile 2026 ore 8:54    

Io invece resto sempre molto irritato dal fatto che, mentre si sta consumando una tragedia personale, ci sia qualcuno con una fotocamera che pensa al premio Pulitzer.

Poi si dirà che senza questi coraggiosi fotografi non verremmo mai a conoscenza di… ecc… ecc…
Resta il fatto che mentre questa donna piange straziata dal dolore c’è qualcuno che gli ficca l’obiettivo in faccia.

avatarsenior
inviato il 24 Aprile 2026 ore 8:59    

Poi si dirà che senza questi coraggiosi fotografi non verremmo mai a conoscenza di… ecc… ecc…
Resta il fatto che mentre questa donna piange straziata dal dolore c’è qualcuno che gli ficca l’obiettivo in faccia.

Beh allora sarebbe da denunciare tutta la fotografia di Robert Capa o la famosissima foto di Kevin Carter con il bambino e l'avvoltoio, per non parlare di Bruce Gilden giusto per buttare li due esempi..

avatarsenior
inviato il 24 Aprile 2026 ore 9:10    

“In questo caso avrei allargato la scena al padre e ai poliziotti che lo arrestano”
*******
Intanto saresti dovuto essere lì a scattare foto, poi avresti potuto presentare una foto diversa.
Quando una foto non convince, trovo sia meglio dire “avrei preferito fosse stata così” avrei preferito vedere questo..” e non “io avrei fatto così”.
Lo so, sembra un cavillo semantico, ma certe espressioni trovo non siano rispettose del fotografo (oltre a nascondere un po’ di presunzione).

Relativamente alla foto: conoscendo la storia (e questo è il classico esempio in cui la contestualizzandone fa tutto) trovo sia molto molto forte. Non mi stupisce affatto che abbia vinto. Non è una sceneggiata napoletana, né siamo allo sgombero del mercato.

avatarsenior
inviato il 24 Aprile 2026 ore 9:20    

Il decadimento nella scelta dei vincitori dei vari concorsi, e non solo il WPP MrGreen è oramai una prassi, purtroppo.

Le fotografie non si distinguono e presentano spesso banalità e diversi limiti compositivi, soggetti scontati.

Pur avendo ottenuto un premio, molte opere presentano carenze espressive, tecniche, banalità di soggetti e a volte senza espressioni

Le scelte sono sempre indiscutibili purtroppo, ma usare la propria testa per valutare, questa è ancora una libertà che nessuno ci può togliere.

avatarsenior
inviato il 24 Aprile 2026 ore 9:27    

Quello è un premio politico.
Da una giuria che, c'è da giurarci, è composta da persone che al 110% votano il Partito Democratico, non puoi aspettarti altro che una premiazione che sia anti-Trump e anti-ICE ;-)
Diciamo che è tutto assai scontato.

avatarsenior
inviato il 24 Aprile 2026 ore 9:33    

Io invece resto sempre molto irritato dal fatto che, mentre si sta consumando una tragedia personale, ci sia qualcuno con una fotocamera che pensa al premio Pulitzer.

Poi si dirà che senza questi coraggiosi fotografi non verremmo mai a conoscenza di… ecc… ecc…
Resta il fatto che mentre questa donna piange straziata dal dolore c’è qualcuno che gli ficca l’obiettivo in faccia.
********************************************

Senza contare gli altri tremila, almeno, che non hanno vinto alcun premio ma hanno fatto la stessa cosa... ficcare l'obiettivo in faccia a qualcuno!

avatarjunior
inviato il 24 Aprile 2026 ore 10:25    

Concordo su tutto Remember, purtroppo si vince così in questi contest prestigiosi, con le disgrazie dell'umanità.


Temo ci sia un po' di confusione, non è un concorso da fotoclub o argomento di estetica fotografica Sorriso

Poi è chiaro che il punto di vista da cui si osserva il mondo è diverso in ognuno di noi.

"World Press Photo is an independent non-profit organization that champions the power of photojournalism and documentary photography to deepen understanding of the world’s complexities, promote dialogue, and inspire action."

"World Press Photo è un'organizzazione indipendente senza scopo di lucro che promuove il potere del fotogiornalismo e della fotografia documentaristica per approfondire la comprensione delle complessità del mondo, favorire il dialogo e ispirare l'azione."

avatarsenior
inviato il 24 Aprile 2026 ore 10:39    

About
Carol Guzy
United States
Carol Guzy is a photojournalist known for her coverage of humanitarian crises and conflict. She was born in Bethlehem, Pennsylvania, United States. Her work focuses on long-form documentary projects and news reporting, both in the United States and internationally.

Guzy initially studied nursing at Northampton County Area Community College before turning to photography. She later studied at the Art Institute of Fort Lauderdale, graduating in 1980 with an associate degree in photography. She began her career with an internship at The Miami Herald, where she later worked as a staff photographer for eight years. In 1988, she joined The Washington Post as a staff photographer, a position she held until 2014. She now works as a freelance photographer and is a contract photographer with ZUMA Press.

Guzy is the first journalist to receive four Pulitzer Prizes. She received the award for Feature Photography for her coverage of the conflict in Kosovo, and three Pulitzer Prizes for Breaking News/Spot News Photography, including for coverage of the 2010 Haiti earthquake, the United States military intervention in Haiti, and the Armero tragedy in Colombia.

Her work has also been recognised with multiple honors and awards, including being named Photographer of the Year for the National Press Photographers Association three times, and nine times for the White House News Photographers Association.


World Press Photo Involvement:
2026 World Press Photo Contest winner
2008 World Press Photo Contest winner
2005 World Press Photo Contest winner
1998 World Press Photo Contest winner
1996 World Press Photo Contest winner
1995 World Press Photo Contest winner
1993 World Press Photo Contest winner
1988 World Press Photo Contest winner
1986 World Press Photo Contest winner

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