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inviato il 13 Aprile 2026 ore 18:36
Nei giorni scorsi sono incappato sul canale di uno youtuber giapponese che gira video sulla sua fotografia (indovinate? …bravi, street). Ho notato che, da buono streeter, si apposta in un punto che ritiene interessante, aspetta il momento propizio che passi qualcuno e tac, parte la …raffica Capito? …la raffica! Questo tipo scatta sempre con una raffica di 4/5 foto. Faccio un passo indietro di una ventina d’anni: Mi ero appena ricostituito un discreto corredo fotografico dopo che, per tutti gli anni ‘90, mi si era di molto raffreddata la passione in favore di altro. Nel frattempo avevo (s)venduto tutto il mio vecchio corredo a pellicola per acquistare una delle prime compatte digitali. …ma non divaghiamo. Riprendendo con una reflex a pellicola (il digitale era allora o troppo immaturo o troppo caro per me) avevo ovviamente un po’ perso la mano, ma - essendo nel frattempo anche cresciuto come persona - stavo capendo cose che forse prima, durante il sacro fuoco della passione giovanile, non mi erano state del tutto chiare. Con questo nuovo corredo (Nikon F80 e qualche obiettivo) scattai questa foto: i.postimg.cc/B6tvgSYL/caa1428c-c3f5-4f79-a335-8e7b100483fe.jpg Quello che stavo capendo (per molti di voi sarà una banalità, ma io ci devo essere arrivato probabilmente a motivo di svariati scatti insoddisfacenti) era che non dovevo aspettare di vedere a mirino il momento giusto per scattare, dovevo farlo prima, il momento giusto lo dovevo prevedere e anticipare. Volli quindi fare una prova: eravamo in vacanza, mia figlia era appoggiata alla balaustrata guardando il mare e non si sarebbe mai messa in posa per me, né io avrei mai voluto una foto del genere. Quindi la chiamai e, appena vidi che stava voltandosi, scattai. In pratica questa immagine io, dal vivo, non l’ho mai vista perché ovviamente lo specchio era alzato; l’ho vista solo a rullino sviluppato ed era finalmente venuta proprio come volevo. Se avessi aspettato quella frazione di secondo di vedere la composizione giusta sarebbe stato troppo tardi. Morale della favola: si può fare street anche senza raffica. A qualcuno, tanti anni prima di noi, riusciva. |
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inviato il 13 Aprile 2026 ore 18:50
“ Morale della favola: si può fare street anche senza raffica. „ Certo che si può, ma non capisco, la tua è una critica a chi utilizza la raffica per fare street? Se cogli la foto che hai in mente, cambia poi tanto se l'hai fatta per mezzo di una raffica o con uno singolo scatto? Solo per capire, nessuna polemica |
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inviato il 13 Aprile 2026 ore 22:21
Ma alla fine quando le foto sono in un libro o esposte in una mostra interessa a qualcuno? O si guarda se le foto vengano davvero la pena? |
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inviato il 13 Aprile 2026 ore 22:39
Dico che si può andare a caccia (in realtà non si può, è un esempio) con la doppietta o con la mitragliatrice; c’è anche chi fa caccia grossa con arco e frecce. Sì, critico il fatto che per fare una foto di street del menga ci si affidi alla raffica. |
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inviato il 13 Aprile 2026 ore 22:41
“ alla fine quando le foto sono in un libro o esposte in una mostra interessa a qualcuno? „ Interessa a me che l’ho fatta. |
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inviato il 13 Aprile 2026 ore 22:41
Posso dire che il tuo é un esempio che non c'entra nulla? So o tutte pippe da fotoamatore. Alla fine se il lavoro é buono, é buono e stop Non frega a nessuno e non dà nessun valore aggiunto averlo fatto su un piede solo o a testa in giù Quello che stampo é il risultato che si vede |
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inviato il 13 Aprile 2026 ore 22:44
Ho capito, ho parlato di corda in casa dell’impiccato. Si può chiudere, grazie |
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inviato il 13 Aprile 2026 ore 22:52
No hai solo detto una stupidaggine facendo un esempio che non ha attinenza |
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inviato il 13 Aprile 2026 ore 23:53
E poi dopo molto anni inventarono il pre scatto |
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inviato il 14 Aprile 2026 ore 4:02
Andando probabilmente controcorrente mi sento di spezzare una lancia, ma nel caso anche un'alfa romeo, circa il pensiero di fondo sul succo di fondo dell'autore del post, dissentendo sull'assunto groppiano del "tanto non frega a nessuno" sul come sei pervenuto a quel risultato, come unica corrente di pensiero... Perchè anche se fossimo in una sparuta minoranza, esiste ancora a chi è interessato a come si raggiungono o si ottengono certi risultati, e per fortuna aggiungo, e ciò detto assolutamente in generale in fotografia. Per tanti il fine giustifica i mezzi, ma per tutti vale o deve valere per forza tale motto. Se per ottenere una mirabile foto macro si venisse a sapere che l'autore ha imbalsamato od incollato l'insetto di turno in un suo set costruito tra sfondi e ambientazioni ricreate... Certo che il pregio o il fascino di quella foto risulterebbe alquanto compromessa e ridimensionata. Ovviamente non è paragonabile alla raffica utilizzata come abitudine nella street, ma il "retrogusto" di fondo lo ricorderebbe un po'. Personalmente anche spettacolari foto di avifauna varia, con gli animali colti nella frazione di secondo decisiva, hanno perso un po' del loro fascino, ai miei occhi, per quanto riguarda strettamente l'abilità dei loro autori che vi è dietro, quando per ottenere quel risultato si sa che hanno premuto il pulsante tutto il tempo per coprire quell'azione, scattando a 15 o 20 fotogrammi al secondo e magari per 3 o 4 secondi di fila. Analogamente se ad una mostra o in un libro vedessi le immagini di un autore che si sapesse usasse simili mole di scatti per ottenere i suoi risultati... La cosa inciderebbe nel vederne un po' ridimensionata la sua abilità in ripresa. A chi invece non dovesse fregare nulla di questo, direi tranquilli, esiste per fortuna ancora la pluralità di pensiero. Vivaddio. P.S. - Comunque se esibissi il risultato di una mia caccia grossa in terra africana, nel mio soggiorno di casa qualora collocassi un grosso leone imbalsamato... Certamente il leone sarebbe sempre lo stesso, ma sapere che l'ho affrontato con lancia e pugnale oppure con una mitragliatrice, direi che farebbe notevole differenza sulle mie doti di cacciatore, con le quali mi son gonfiato il petto esibendo la mia preda. |
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inviato il 14 Aprile 2026 ore 6:47
Per me ti fai la domanda sbagliata. La foto dell'animale che acciuffa la preda veniva già fatta in passato con foto trappole, ma banalmente é uno scatto che serve per una rivista di settore e simili o per mostre di animali che sono visitate dagli appassionati. Così come la street che mostra ancora la suora che passa sotto la pubblicità di intimissimi o il piccione sul pene della statua serve per i forum per quanto ben fatta. La domanda per me da porsi é : la mostra che vedo cosa mi sta raccontando? Cosa mi lascia? Non se la foto x é fatta con la raffica o meno. |
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inviato il 14 Aprile 2026 ore 6:56
Personalmente non uso mai la raffica, ma non sono rare le foto in cui la foto sarebbe passata dal cestino alla cartella delle buone (parametrata al mio standard). Ciò nonostante, continuo a non utilizzarla perché non mi interessa. Non sono alla ricerca della foto a tutti i costi, perché la street è anche questa roba qui ossia, perdere uno scatto per un battito di ciglia; quante foto ho perso nella mia vita oer un incrocio di veicoli che oscurano la scena, la sovrapposizione di soggetti, il fugace sguardo al cellulare/vetrina di un negozio etc... É in fondo lo stesso motivo per il quale esco sempre con un solo obiettivo fisso...so che perderò degli scatti ma, saranno sempre meno di quelli che perderò per colpa mia. Ma non penso tuttavia che l'utilizzo della raffica sminuisca l'abilità del fotografo. Credo che tra tutte le abilità del fotografo (trovarsi nel posto giusto, nella posizione giusta, scegliere l'angolazione giusta, cogliere la luce giusta, il giusto obiettivo etc...) quella del premere il pulsante nel momento esatto sia la meno rilevante; perché spessissimo, non è il momento ad essere sbagliato ma l'imponderabile che risiede nel mondo in movimento. |
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