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Buon Compleanno....Fotografia


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inviato il 24 Marzo 2026 ore 20:12    

Ha 200 anni la prima fotografia della storia

Compie 200 anni quella che è considerata la prima fotografia della storia (di cui almeno sia rimasta traccia). Intitolata “Vista dalla finestra a Le Gras” (in francese: Point de vue du Gras), merita di essere ricordata esclusivamente per ragioni tecnico-documentali, non certo artistiche.
L’autore, Joseph Nicéphore Niépce, immortalò i tetti sotto casa sua, a Saint-Loup-de-Varennes, piccolo comune della Borgogna-Franca Contea, in Francia. Per ottenere l’immagine usò un procedimento detto “eliografia” e un tempo di esposizione di almeno 8 ore. Che altro poteva ritrarre se non la fissità dei tetti?

Vista dalla finestra a Le Gras, esperimento che non fu capito, anzi disprezzato (https://www.nikonstore.it/blog-ha-200-anni-la-prima-fotografia-della-storia/): da quell’esperimento, molta acqua è piovuta sui tetti ed è passata sotto i ponti. L’invenzione fotografica, come è destino delle rivoluzioni tecniche, suscitò subito amore e odio.

Il poeta francese Charles Baudelaire, precursore del Decadentismo, le dedicò un pamphlet: “Le Public moderne et la photographie” (“Il pubblico moderno e la fotografia”, 1859). Mosso da un vero e proprio disgusto per quanto mostrato da Niépce più di 20 anni prima, colui che negli anni successivi avrebbe ispirato i “poeti maledetti” e fra i più importanti “scapigliati italiani”, le rifiutava dignità artistica autonoma e denunciava che «La società immonda si precipitò, come un solo Narciso, per contemplare la sua triviale immagine sul metallo». Una denuncia, a ben guardare, che ha più di un’attinenza con l’oggi.

Gli scrittori Giovanni Verga ed Émile Zola, invece, la adottarono subito come strumento d’appoggio per la propria scrittura verista e naturalista. I surrealisti, nella prima metà del 900, in linea con la loro corrente di pensiero, ne fecero un uso artistico fantasioso e spregiudicato.

Il celebre poeta francese Charles Baudelaire (fotografato sopra da Étienne Carjat) fu molto critico nei confronti della prima fotografia della storia e soprattutto con chi, affascinato dall’idea, si precipitò per ammirarla.

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