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inviato il 23 Marzo 2026 ore 12:05
Oggi nella fotografia sappiamo leggere una scheda tecnica molto meglio di quanto sappiamo leggere un’immagine. Discutiamo continuamente di autofocus, nitidezza, microcontrasto, resa, megapixel, tracking. Molto meno, invece, di linguaggio, memoria, carattere, atmosfera, tensione e presenza. Il tema non è essere contro la tecnologia. Il punto è che quando la tecnologia prende il posto della cultura visiva, la fotografia diventa solo prestazione. E allora arrivano fotocamere sempre più complete, sempre più sicure, spesso anche oltre il necessario. E insieme a loro arrivano lenti perfette ma vuote. Qui vedo un’altra forma di analfabetismo: quello tecnologico. Quando la tecnologia prende il posto della comprensione, gli ecosistemi diventano comodissimi ma chiusi, e i corredi nativi rassicurano fino quasi ad anestetizzare. Per questo oggi mi interessa sempre di più l’ibrido necessario: non per moda, ma per libertà. Una lente adattata, una lente imperfetta, una lente più lenta, a volte non mi semplifica la vita. Però restituisce una cosa che molti strumenti moderni stanno perdendo: carattere. Non è nostalgia. È il rifiuto della gabbia dorata. La vera domanda non è quale sia il brand migliore. La vera domanda è: stiamo ancora imparando a vedere, oppure stiamo solo diventando bravissimi a comprare sicurezza? |
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inviato il 23 Marzo 2026 ore 16:32
“ non per moda „ sicuro? “ Una lente adattata, una lente imperfetta, una lente più lenta, a volte non mi semplifica la vita. Però restituisce una cosa che molti strumenti moderni stanno perdendo: carattere. „ ricerchi carattere nella tecnologia |
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inviato il 23 Marzo 2026 ore 17:03
No, Vedo che non avete compreso il quesito. Il punto non è che una lenta imperfetta "dia" cultura visiva. Il contenuto e il messaggio restano centrali. Quello che penso intendo e è un'altra cosa: a volte strumenti meno rassicuranti ti porta a cercare una relazione più consapevole col limite, sia con la scelta che col modo di vivere. Non è il vetro a creare lo sguardo! ma lo sguardo e il modo come ci arrivi. |
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inviato il 23 Marzo 2026 ore 17:34
Se vuoi puoi fare le stesse identiche cose con una lente modernissima e un sistema ipertecnologico. È l’impostazione che conta, non il mezzo che usi, che diviene rilevante solo in specifiche condizioni. Se ti piace un certo tipo di fotografia, lenta, riflessiva, ragionata, imperfetta, non hai bisogno di una vecchia lente (a meno che tu non ricerchi una “resa” particolare) ma basta l’atteggiamento giusto. Per inciso, per me, il “carattere” di una lente non esiste, esiste il carattere del fotografo. |
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inviato il 24 Marzo 2026 ore 8:00
Credo sia più una questione di approccio. L'attrezzatura resta solo un mezzo, ma troppo spesso la si confonde con il fine. Al valore intrinseco di una foto, valore inteso come linguaggio, le apparecchiature fotografiche contribuiscono davvero poco. Oltretutto, come già detto, la presenza di automatismi e facilitazioni non comportano l'obbligo di utilizzarli. |
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inviato il 24 Marzo 2026 ore 8:03
però, senza progresso tecnico saremmo ancora con i soffietti e lastre. per chi ha avuto il boom della sua esperienza con una certa tecnologia, quella rappresenta il limite che non dovrebbe essere superato. E' sempre così e vale per qualsiasi ambito tecnologico. Per chi inizia oggi a fotografare, facilmente le ml saranno il punto di arrivo naturale, prima del quale mancava qualcosa e oltre il quale si va nel superfluo |
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inviato il 24 Marzo 2026 ore 8:09
Non intendevo dire che l'evoluzione tecnica non serve, ma che se una foto non ha nulla da dire continuerà a non aver nulla da dire anche se scattata con l'apparecchiatura migliore e più evoluta del mondo. Lo stesso se scattata con materiale vintage. E io di foto "mute" me ne intendo...ne produco in quantità da 30 anni. |
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inviato il 24 Marzo 2026 ore 8:16
(cit.) "Madonna che silenzio c'è stasera"... |
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inviato il 24 Marzo 2026 ore 14:13
Con certi "attrezzi" la fotografia la vivi e la senti diversamente rispetto ad altri. Personalmente mi succede di interpretare le "cose" in modo dissimile in base alle caratteristiche del mezzo in uso. |
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inviato il 24 Marzo 2026 ore 14:36
Quello rientra nel campo del gusto personale, assolutamente legittimo. |
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inviato il 24 Marzo 2026 ore 14:48
Iperbolando, credo che i "mezzi" abbiano un loro carattere e non riesco ad usare un cellulare alla stessa maniera di una medio formato analogica, non tanto come fruizione ergonomica -che per forza di cose sarà diversa-, quanto per approccio mentale alle "cose". In poche semplici parole il mezzo in quache modo condiziona le mie scelte su cosa, come e a chi dedicare attenzione in fase di ripresa. |
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inviato il 24 Marzo 2026 ore 14:55
comunque, secondo me è perfettamente normale che una parte dell'arte fotografica si concentri più sul lato tecnico che non sul "messaggio". Una foto può essere arte anche solo per la semplice perfezione o ricerca tecnica, non necessariamente deve esserci un "messaggio". Il 99% dell'arte che ci arriva dal passato, è quasi del tutto priva di qualsiasi messaggio. Dalle sculture a moltissimi dipinti che, spesso, altro non erano se non lavori commissionati o "semplici" opere di decorazione estetica. E' solo relativamente di recente che nell'arte si va a cercare il "messaggio". E, parere personale, questo ha coinciso con la nascita della csd arte moderna e relativo giro di miliardi di euro gestito dalle case d'asta. |
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inviato il 24 Marzo 2026 ore 15:02
E soprattutto non vedo come lo sviluppo della tecnologia possa impedire o danneggiare tutto questo, secondo me offre mezzi in più e quindi favorisce un maggiore sviluppo e possibilità espressive. |
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inviato il 24 Marzo 2026 ore 15:23
Mah.... Io so che tempi e diaframmi non sono cambiati.... c'è un buco dove facciamo entrare luce per un certo tempo e questa va a spalmarsi su una superficie più o meno grande ... e anche qui nulla di nuovo..... Possiamo mettere tutto in manuale compresa messa a fuoco come agli albori.... Sono cambiati i vetri che sono più perfettini..... Io sta storia che con attrezzature più limitate si ragiona di più (volendolo fare)...non riesco a farla mia.....poi.... sarà |
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