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inviato il 13 Febbraio 2026 ore 6:47
“ Non mi occupo di racconto, né mi interessa la narrazione poiché la costruzione di un’immagine ha qualcosa di pittorico e riguarda la composizione, la luce, i volumi, le forme, i colori „ Questa la frase di Jeff Wall detta in una sua intervista all'inaugurazione di una sua mostra antologica al MAST www.finestresullarte.info/recensioni-mostre/jeff-wall-quando-la-fotogr Cosa ne pensate? É ancora un pensiero valido considerando tutti i cambiamenti in corso? |
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inviato il 13 Febbraio 2026 ore 7:03
Alcuni dei lavori di Wall:


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inviato il 13 Febbraio 2026 ore 7:18
I lavori di Jeff Wall, che apprezzo da sempre, vanno visti dal vivo. Questo e' un punto interessante, perche' porta la fisicita' della fotografia all'estremo, ovvero enorme e retroilluminata da farti entrare fisicamente nell'immagine. Altro che instagram sullo smartphone. Poi, su quello che afferma farei la tara. Guardate la terza immagine, "Mimic", se non e' narrazione questa. |
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inviato il 13 Febbraio 2026 ore 7:41
Non era questo il punto del topic Nel 1992 costruire Dead Troops Talk era un’impresa quasi folle. Oggi Midjourney lo fa in 30 secondi. So benissimo che dietro il lavoro di Wall c'é una logica e un ragionamento Non punta al wow estetico ma lavora sul concetto. Ma se a livello concettuale é ancora molto forte (anzi forse i suoi concetti sono rafforzati dall'avvento AI) a livello pratico possiamo dire che sarà superato Il ragionamento che voglio fare é semplice: ha senso oggi basare un lavoro solo sull'estetica? Ha senso pensare e produrre immagini che riguardano solo “ la composizione, la luce, i volumi, le forme, i colori „ ? |
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inviato il 13 Febbraio 2026 ore 8:20
Sono sicuro che se la prima foto venisse presentata ad un moderno gruppo di fotografi tutti noterebbero i fili della luce, suggerendo clonazioni, pulizie, ritagli o soluzioni analoghe. tornando qui “ Ha senso pensare e produrre immagini che riguardano solo “ la composizione, la luce, i volumi, le forme, i colori „ „ Secondo me questi ingredienti servono nella misura in cui servono alla progettualità che il fotografo ha in mente. E, almeno fino ad oggi, l'IA non può sostituire. |
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inviato il 13 Febbraio 2026 ore 8:31
Cosa ne penso? Che racconta balle, le sue foto sono in contraddizione con quello che dice, non solo c'è narrazione ma pergiunta è cercata e messa in scena. |
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inviato il 13 Febbraio 2026 ore 8:55
Ha detto qualcosa che lo riguarda per quello che fa. Anche una foto singola in realtà può raccontare anche quando sembra solo estetica. Distinguerei l’intenzione dell’autore da ciò che percepisce chi osserva. Non sempre le cose coincidono. L’osservatore potrebbe cercare un racconto in una foto semplicemente perché ha bisogno di ragionare per storie |
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inviato il 13 Febbraio 2026 ore 9:06
“ Oggi Midjourney lo fa in 30 secondi. „ Sicuro? Hai provato personalmente? Io ho provato Midjourney estensivamente quando nessuno sapeva manco di che si trattasse, così come uso regolarmente il generatore di immagini di Copilot/ChatGPT per fare elementi da assemblare per bozzetti grafici (bozzetti, eh). Beh, col cavolo che entrambi sono in grado di generare le immagini che fa Jeff Wall, anche prescindendo dal fatto non secondario che lui le ha fatte per primo. In realtà fanno immagini mediamente di infima qualità, l'unico vantaggio è che le fanno alla svelta. All'inizio pensavo che l'AI avrebbe ucciso la fotografia, Oggi non ci credo più tanto, o meglio non credo che ucciderà TUTTA la fotografia. Di sicuro però avrà un impatto economico perché renderà inutili il 99% delle foto dozzinali che si trovano sul web e sui siti di stock (comprese alcune delle mie, lo ammetto). “ Cosa ne penso? Che racconta balle, le sue foto sono in contraddizione con quello che dice, non solo c'è narrazione ma pergiunta è cercata e messa in scena. „ Quoto in pieno. Penso che il buon Jeff ci prenda un po' per il c... Mimic ad esempio è notoriamente staged, lui dice che ha ricostruito una scena che aveva visto dal vivo col tipo che "fa il verso" al tizio orientale (peraltro nutro dubbi pure su questo, potrebbe pure essersela proprio inventata di sana pianta). Poi ovvio che se metti in scena una cosa fighissima e la fotografi di m... nella collezione del MoMa non ci entri. Comunque si tratta di una breve frase estrapolata da una conferenza stampa in cui spesso uno le spara ad minchiam perché è la millemillesima che fa e qualcosa a effetto per smuovere l'uditorio la deve ben dire. |
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inviato il 13 Febbraio 2026 ore 9:16
Penso Comunque che volesse dire ‘non mi occupo di storytelling’ |
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inviato il 13 Febbraio 2026 ore 9:38
“ Gfirmani Penso comunque che volesse dire ‘non mi occupo di storytelling’ „ Concordo, le sue foto parlano da sole, non c'è bisogno di una serie... Anche perchè altrimenti l'avrebbe sparata grossa! |
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inviato il 13 Febbraio 2026 ore 9:40
Chat gpt non é il massimo sulle immagini ma si sono sicuro lavoro con un ragazzo che ci fa diverse cose anche video e di livello piuttosto buono non per social ecc.. ma lavori per istituzioni museali e grossi enti e fiere. Ovvio che non ha la pappa pronta ma é molto veloce a gestire certe cose Ma non é questo il punto é che non sto parlando di ai ma di fotografia e di come vi ponete ora che le cose sono cambiate, ignoro che si esiste é una posizione insensata “ . Di sicuro però avrà un impatto economico perché renderà inutili il 99% delle foto dozzinali che si trovano sul web e sui siti di stock „ E' qui il punto del topic, partendo da questo concetto come state cambiando il vostro modo di fare fotografia? |
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inviato il 13 Febbraio 2026 ore 10:22
Approfitto per aggiungere questo articolo che parla esattamente di questo tema: mariannasantoni.substack.com/p/ai-generativa-versus-fotografia?fbclid= “ In certi territori l’AI si è insediata in modo probabilmente definitivo. In altri, la fotografia non solo resiste, è in crescita. Più richiesta e più pagata di cinque anni fa. Il problema è che quasi nessuno sta facendo distinzioni. Si parla di “AI contro fotografia” come se fosse una guerra su un fronte unico. Non lo è. E confondere i territori è il modo più sicuro per prendere decisioni sbagliate, sia che tu scelga di ignorare l’AI, sia che tu scelga di averne paura. „ |
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inviato il 13 Febbraio 2026 ore 10:34
Sì, considera che la Santoni fa anche corsi su come implementare il lavoro con l'AI... Personalmente il discorso è sempre lo stesso, in fotografia di prodotto o commerciale probabilmente ci sarà l'invasione, metà delle foto di prodotti se le fan già da soli (i piccoli) mentre i più grandi spendono ancora per il fotografo; a livello di ritratti, paesaggi e cose del genere chi vuole la foto compra la foto e chi vuole la finta compra la finta, ma non solo da adesso, così è sempre stato e così sempre sarà... Detto ciò, è un discorso che sebbene dovrebbe toccare di più il professionista e invece preoccupa di più l'amatore e questo mi fa strano onestamente! |
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inviato il 13 Febbraio 2026 ore 10:48
Non é sempre stato così già noi per molte cose non abbiamo più gestito illustratore o fotografo ma lavorato con si E i dati di diminuzione dei guadagni non sono cose da amatori ma é qualcosa che impatta i fotografi e come e lo sta già facendo, ma non é solo una questione di ai, metto anche un'altra opinione legata a un tipo di fotografia molto gettonato qui: www.enricofossati.it/post/death-of-instagram-golden-age-photography?fb Il discorso dovrebbe toccare chiunque fa e condivide una fotografia. Se prima già ci chiedevamo se avesse senso condividere foto solo estetiche ora le cose cambiano rapide e oltre a essere inutile condividere un certo scatto probabilmente ai lo fa meglio e in meno |
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inviato il 13 Febbraio 2026 ore 11:14
“E' qui il punto del topic, partendo da questo concetto come state cambiando il vostro modo di fare fotografia?” *************** Smettendo ad esempio? E passando il tempo a incantarmi a guardare splendide foto degli autori del passato (anche recente) pensando che hanno vissuto un’epoca che non tornerà più. Tutte le attività umane hanno un’epoca d’oro. Sono fortunati quelli che ne hanno potuto cavalcare l’onda. Poi restano i dettagli, le specializzazioni, i virtuosismi, la ricerca ossessiva di innovazione, la velocità: la coda di una campana sempre più larga ma al contempo più bassa e rarefatta. |
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