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inviato il 31 Gennaio 2026 ore 16:07
Dopo l'acquisto del pentaprisma AE II della Zenza ETRS ,pagato in po' caruccio mi sorge un dubbio meglio se predevo un esposimetro esterno tipo Sekonic l-308x o stare sui parametri del Pentaprisma ,cosa ne pensate ??? Da usare esclusivamente all'aperto |
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inviato il 01 Febbraio 2026 ore 12:40
Non ho mai avuto Etr, o pentaprismi serie 2, ma conosco bene le SQAi e il pentaprisma AE3. Mi ci sono trovato benissimo. Il dialogo con la macchina è perfetto. Non si sbaglia mai l'esposizione il che, col costo delle pellicole attuali, è un plus notevole. Certo, un esposimetro esterno lo usi con qualunque macchina, ma lo trovo più macchinoso, e comunque quello incorporato è veramente immediato. Due sole critiche. Innanzitutto le dimensioni gigantesche, ma sono obbligate. Il modello AE3 per SQAi poi, qui in Italia costava come il corpo macchina. All'estero invece, la metà |
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inviato il 01 Febbraio 2026 ore 14:10
io per abitidine uso sopratutto esposimetri esterni. Molto piu' pratici. Ho provato gli esposimetri a pentaprisma da montare su zenza e hasselblad, devo dire che secondo me snaturano molto l-uso della fotocamera per come e- stata concepita. Ti costringono a portare la fotocamera all'occhio. Vanno benissimo come funzionamento, ma meno bene come stabilita' e fermezza d'uso. Dipende molto anche da cosa e come scatti. |
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inviato il 01 Febbraio 2026 ore 14:30
Io uso un’altra fotocamera digitale. |
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inviato il 02 Febbraio 2026 ore 7:36
Certo quando si ha l'abitudine si crede sia meglio tenere con una mano la macchina e con l'altra l'esposimetro. Inquadrare e mettere a fuoco prima, poi fare l'esposizione, poi posare l'esposimetro, magari è appeso al collo e bisogna evitare di sbatterlo sulla macchina, poi aggiustare/verificare di nuovo inquadratura e maf e infine scattare. Ideale fare tutto questo su cavalletto, per il massimo relax. Oppure, col pentaprisma si può fare un'unica operazione anche a mano libera in cui contemporaneamente inquadrare comodamente con entrambe le mani, mettere a fuoco controllando l'esposizione (magari automatica se il pentaprisma è AE) e scattare. Come con una 35mm moderna. Ideale una Rolleiflex serie 6000 con esposimetro automatico incorporato, manuale o af. O ancora Pentax 645 con pentaprisma esposimetrico incorporato, oppure 645n, pure af, punta e scatta. Insomma c'è la solita 6x6 totalmente manuale come negli anni 60, o anche soluzioni più moderne, invece che di 60 anni fa, di 30-40 anni fa, con comodi automatismi coi quali concentrarsi sulla scelta dell'inquadratura e sullo scatto. In ogni caso, se si tratta di un'Hasselblad o affine, scattare a mano libera in luce naturale è una bella impresa. Consiglio vivamente il treppiede. Con quello che costano le pellicole e tutto il resto, le elevate vibrazioni della macchina e l'incertezza del risultato a mano libera rischiano di avere costi molto elevati. Per cui tutti i discorsi di snaturare l'uso delle macchine per come sono state concepite e stabilità e fermezza d'uso vanno a farsi strabenedire. A parte scattare su cavalletto. |
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inviato il 02 Febbraio 2026 ore 9:20
Dipende dalle abitudini. Se misuri a luce incidente o se misuri a luce riflessa. In ogni caso, prima di scattare devi fare due conti e regolare obiettivo e fuoco. Una volta misurata la scena non usi più l' esposimetro ma ti regoli ad occhio. La fotocamera è fatta per una certa impostazione di uso. Hai peso ed un equilibrio. Aggiungere il peso sopra e scattare portandola al viso per me e' controproducente. Il mosso diventa una abitudine. Anche inquadrare cambia. Col pozzetto vedi al contrario. Nello scatto a mano libera il pentaprisma e inutile |
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inviato il 02 Febbraio 2026 ore 12:37
@Salt ...Il mondo è bello perchè è vario, io il pozzetto l'ho bocciato per una serie di motivi alcuni secondari che sono l'aspetto cognitivo e percettivo che per me sono alterati ma il motivo principale erano i ritratti, e siccome ne facevo tanti, anzi tantissimi il pozzetto mi precludeva tante angolazioni che erano fondamentali per un'ottima riuscita. Dovendo correggere o meglio minimizzare difetti come nasi, sottogola, profili ecc. ecc quasi sempre presenti nella gente comune e l'attimo in cui il mix di luce e posa era veramente un'istante il veder dritto e scattare mi dava una mano. Per compensare il peso avevo bilanciato aggiungendo il motore laterale alla mia 503 cx (altro peso). Avevo anche Zenza sqa con pentaprisma esp. accoppiato (hassey era esposimetrico ma non era accoppiato) molto molto valido. Naturalmente in borsa comunque non mancava il sekonik spot . |
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inviato il 02 Febbraio 2026 ore 14:40
Si Robbot, come ho detto dipende dal fotografo Da come si trova meglio e da cosa fotografa. Quando ho comprato il pentaprisma per la hasselblad, all'inizio mi son sentito superman . Era come avere una piccola canon da 8 kg Poi, pian piano ho scoperto i pro ed i contro. Nel mio caso i contro son piu' dei pro. Ma molti invece ci si son trovati benissimo, tanto che le serie h della hasselblad ce l'hanno montato di serie. (pero' hanno spostato il pulsante di scatto) |
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inviato il 02 Febbraio 2026 ore 16:23
Le controindicazioni del pentaprisma sono due, il peso aggiuntivo e l'impugnabilità. Sul peso non c'è niente da fare, quello è. Sull'impugnabilità, effettivamente portare all'occhio un cubo come sono la maggior parte delle medio formato, Hasselblad in testa, e a seguire tutte le altre con lo stesso schema, è scomodissimo. Per questo esistono impugnature accessorie fatte apposta, con cui i corpi diventano molto ergonomici. Prediligendo usare queste attrezzature a mano libera, preferisco lavorare in questo modo, piuttosto che col pozzetto, che mi sembra una reliquia del passato, con tutte le sue controindicazioni. Infatti sia le Rollei (6003 e 6008) che le Bronica (due SQAi) dispongono sia di pentaprisma esposimetrico che di impugnatura laterale. Nel caso delle Pentax 645 (n, D e Z) sia il pentaprisma che l'impugnatura fanno invece proprio parte del corpo. Oltretutto questi corpi, diversamente dalle Hasselblad, (più adatte ad un uso in studio o comunque su cavalletto), sono molto votati all'uso a mano libera, in quanto particolarmente smorzati di per sé. Le Zenza hanno infatti un sofisticato sistema di ammortizzamento pneumatico/meccanico che frena lo specchio. Nelle Rollei invece lo specchio è governato da un apposito motore elettrico dedicato per cui la sua corsa viene decelerata elettronicamente e meccanicamente prima dell'impatto finale. Le Pentax addirittura hanno un doppio sistema, uno con smorzamento ad aria, e un altro con freno meccanico/idraulico. Pertanto, con pentaprisma automatico (che consente cioè l'esposizione automatica con le varie priorità, misurazioni spot, media, matrix, e perfino multispot) e impugnatura laterale, il medio formato diventa funzionale e confortevole come una 35mm. E non è che sia poi così pesante, non più di una Nikon o Canon serie uno. |
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inviato il 02 Febbraio 2026 ore 16:37
io uso spesso la 503 con il vecchio 40 mm hasselblad. QUello che ha la lente frotale da quasi venti cm). Quella combinazione ti assicuro e' pesante come un paracarro . Tenerla ferma di fronte al viso e' complicato. Si il pozzetto e' medievale, ma valuti meglio composizione e chiaroscuri. Anche solo guardarci dentro e' gratificante. Poi ultimamente ho scoperto che cominciando a portare gli occhiali, il pozzetto e' molto piu' pratico del mirino corretto. |
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inviato il 02 Febbraio 2026 ore 17:20
Guardare dentro al pozzetto della 503 è come andare al cinema. Il 40 è bellissimo ma al tempo gli ho preferito la SWC che mi son pentito di aver venduto. |
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inviato il 02 Febbraio 2026 ore 17:37
Si, in effetti la SWC era conveniente rispetto al 40 mm (che ai tempi costava come una locomotiva). Il 40 mm e' arrivato in mio possesso per una serie di combinazioni, fortunate, e non ho ancora ringraziato abbastanza. e' un obiettivo fantastico. Ho ordinato un adattatore per poterlo ancora utilizzare trasportandolo anche in digitale. |
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inviato il 02 Febbraio 2026 ore 19:07
Salt…. Prova a ridare una letta all’almanacco dei tempi che fu e vai a vedere il prezzo dell’swc. Altro che più economica, diciamo uno scontro tra titani del listino… |
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inviato il 02 Febbraio 2026 ore 21:09
In effetti la 503 mi manca. Meno male, avranno migliorato evidentemente, i mirini Hasslblad li ho sempre trovati pessimi, a partire dal vetrino di messa a fuoco. Dopo aver speso chissà quanto per un corpo dovevi sobbarcarti pure altre 700.000 lire di vetrino Minolta. Che anche ora, usato, se in buone condizioni, costa una fortuna. Cosa che non mi è mai accaduta con Bronica, Pentax e Rollei. Ti compravi la macchina ed era già pronta. Con mirini "televisivi", si diceva al tempo, per quanto erano e sono belli, e vetrino standard perfetto, senza alcuna sopratassa |
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inviato il 03 Febbraio 2026 ore 7:47
Mah. Ho ereditato una Rollei biottica e una linhof da mio padre. Io ho un corredo senza testa e Hasselblad .Non ho notato questa differenza. Forse perché ho un vetrino acute matte |
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