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Ieri ho visto con mia moglie il film "La Grazia" di Paolo Sorrentino. I temi del film che mi hanno affascinanato sono principalmente due.
1) "La chiave del film è una domanda: di chi sono i nostri giorni? I tuoi, pur appartenendoti, pensi davvero siano solo tuoi?
Quello che accade è che questa semplice verità viene continuamente compromessa da fattori esterni, come leggi o non leggi che non ti consentono di far sì che i tuoi giorni siano davvero tuoi. Ma molto spesso le limitazioni più forti sono i nostri problemi, le nostre censure, i nostri sensi di colpa, le nostre preoccupazioni, per cui i nostri giorni non diventano nostri." - Intervista di fanpage a Sorrentino.
2) Infine cè il problema della grazia che da il titolo al film:
Il Presidente scopre solo alla fine del suo mandato che la grazia non è trovare la certezza assoluta da cemento armato (come lo definiscono gli altri politici), ma avere il coraggio di prendere decisioni umane al di là dei propri dubbi giuridici. Scopre, grazie all'insegnamento dei figli, la leggerezza di vivere, libero dalla sua carica ma anche dai suoi pregiudizi: quella leggerezza che aveva invidiato all'astronauta nella navicella spaziale.
Ci saranno senz'altro altri spunti: se qualcuno li coglierà sarà il benvenuto!
In Italia la questione dell'eutanasia, che è il problema centrale del punto 1, non mi sembra scontata dato che come dice Sorrentino i nostri giorni non sono davvero nostri sia per la legge che vieta l'eutanasia, sia per i sensi di colpa che la Chiesa Cattolica ha inculcato ai cattolici e non solo.
Il film comunque mi è piaciuto non solo per il suo significato ma soprattutto per la sceneggiatura e per la grande interpretazione di Servillo, oltre la divertente ironia della Costituzione "rappata" dal Presidente della Repubblica.
Servillo e’ da tempo uno degli interpreti più rappresentativi e capaci del panorama attoriale italiano.Indimenticabile per me il suo monologo finale nel film “L’uomo in più” di Sorrentino.
Dersu Uzala - Film del 1975, diretto da Akira Kurosawa
E' un film che ho visto tanti anni fa, ma che ricordo come uno dei migliori. L’esploratore russo Vladimir Klavdievič Arsen’ev, capo di una spedizione russa di militari di rilevamento topografico in Siberia, incontra il vecchio cacciatore mongolo di zibellini Dersu Uzala. Questo piccolo grande uomo sa capire il linguaggio degli alberi e della neve, dei ghiacci e del vento, delle acque vorticose e dei placidi laghi e sa rispettarli. E' una storia vera che Kurosawa sa rendere poetica con silenzi, scene e dialoghi mirabili.
Stesso anno di "2001 odissea nello spazio" 1968 . Sergio Leone l'ho scoperto con " Giù la testa" il suo film più politico che non voleva neppure girare.
“ Servillo e’ da tempo uno degli interpreti più rappresentativi e capaci del panorama attoriale italiano.Indimenticabile per me il suo monologo finale nel film “L’uomo in più” di Sorrentino. „
Assolutamente d'accordo. Monumentale anche ne "Le conseguenze dell'amore", pellicola che - assieme a "L'uomo in più" - a mio avviso rappresenta il miglior film di Sorrentino.
“ "La chiave del film è una domanda: di chi sono i nostri giorni? I tuoi, pur appartenendoti, pensi davvero siano solo tuoi? „
Anche a me il film è piaciuto molto e Servillo interpreta con la consueta bravura il Presidente De Santis, alle prese con decisioni da prendere che mettono in crisi proprio quella capacità di destreggiarsi e temporeggiare che gli ha permesso di gestire in passato tante crisi di governo.
Certamente “i nostri giorni’ sono nostri, ma nello stesso tempo non possiamo gestirli solo come ci verrebbe più facile perché, come nel caso della legge sul fine vita, prendere continuamente tempo impedisce ad alcuni di essere loro i padroni dei propri giorni. I nostri giorni quindi non possono che essere anche “degli altri”.
Il Presidente della Repubblica che rappa Gue Pequeno e lo sguardo del corazziere di fronte alla scena è geniale.
“ Dersu Uzala - Film del 1975, diretto da Akira Kurosawa „
Mi ricordo che da ragazzo non seppi trattenere le lacrime nella scena dove Arsen’ev scopre il motivo per cui probabilmente è morto Dersu. (anche se il film ha 50 anni non spoilero)
Non è affatto la fantozziana "cagata pazzesca" ... Oggi l'episodio della scalinata di Odessa, l’immagine che riassumeva il massacro e la crudeltà zarista è forse troppo teatrale con la scena della carrozzina che cade lungo le scale e non resiste ai gusti del nostro tempo, abituati ai macabri stereotipi di molto cinema americano, ma nel 1925 e per molti anni, il film di Sergej Michajlovič Ėjzenštejn fu considerato un capolavoro del cinema russo per i giochi di chiaroscuri, i ritmi vorticosi e le scene colme di pathos.
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